La Sacra Famiglia di Russia

i trucidati RomanovFiloRossoArt

La Sacra Famiglia di Russia : Nicola II Zar Romanov

Martiri trucidati nel colpo di Stato dell’Ottobre del 1917 ad opera di sedicenti insurezionalisti dadaisti filo “americano-franco-inglesi-svizzeri”. L’ordine giuridico per la sentenza a morte (fucilazione) dei Reali di Russia, partirà direttamente dalla scrivania di  Vladimir Ilyich Ulyanov (22 April 1870 – 21 January 1924), noto col nome di battaglia Leonid Lenin. Ta le ordine fi dato per ritorsione contro la fucilazione avvenuta del fratello maggiore di Lenin durante i motti insurezionalisti del 1905.

Gli insurrezionalisti DADA del 1917, verranno addestrati ancora una volta in Francia,  America, Inghilterra, Romania, Svizzera ecc. Lenin, residente da qualche anno a Zurigo, studierà e organizzerà i dettagli del complotto direttamente in Svizzera. I finanziamenti per tale maxi operazione li riceverà dalla massoneria internazionale. Tali capitali e riserve aurifere verranno trasferite con lui sul “treno blindato” che lo condurrà in Russia attraversando indisturbato la Germania in guerra, la quale, interessata che la Russia cadesse e porre fin e all’estenuante guerra, contribuì, sia al finanziamento economico che l’esito dell’operazione e protezione del convoglio ferroviario, mettendo a disposizione una sostenuta scorta di guardie al “Treno Speciale”, al Tesoro  Speciale e all’Uomo Speciale e alle armi insurezionaliste.


Il Treno blindato

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Lenin, oltre a conquistare la fiducia dell’esercito tedesco, conquisterà anche quella della comunità ebraica di Sinistra di Germania (classe operaia marxista   sindacalizzata), la quale, verrà sterminata più avanti,  in quanto, avendo versato a Lenin il proprio Capitale organizzativo in vista della rivoluzione socialista mondiale, (risparmio privato dei Compagni), tale comunità si troverà squattrinata e disarmata al momento dell’ascesa della S.S. di Himmler e Hitler. Non avendo provveduto all’acquisto delle armi per la propria difesa popolare, subiranno pesanti perdite umane e “quadri” politici di sinistra,  e impotenti a reagire militarmente, da disarmati qual”erano verranno soppressi nei Lagher. Ciò avverrà dopo la sanguinosa metamorfosi militare che vedrà la vecchia SA perdere il controllo militare del paese a vantaggio della nascente SS (Notte dei Lunghi Coltelli… uno sterminio di alti ufficiali).
I socialisti tedeschi spereranno invano nella rapida ascesa di Lenin in Russia, il quale doveva riorganizzato l’indistria siderurgica militare fornendo armi a tutti i ribelli e  rivoluzionari. Purtroppo le cose precipitarono e non andarono alla velocità e direzione  desiderata da Lenin Sia per Lenin che il futuro Comunista, fu redatta in Russia la sentenza di morte imminente dddaista  Ma cosi non andò. Scoppio invece la vera Rivoluzione Comunista con la nascita del primo partito Comunista sella Storia Operaia.

Lamentava impaziente un ricco finanziatore della rivolta russa e che viveva domiciliato su di un piroscafo (tratto da Gertrude Stein) : ” La questione Russia non va ne avanti e ne indietro ma sempre su e giù, su e giù…”.

Quel tergiversare alle lunghe dei russi e  dopo la straordinaria conversione definitiva di Lenin al Comunismo fondando appunto il primo Partito Comunista della Storia, sganciandosi dall’Organizzazione Mondiale ebraica, Lenin  porterà il Capitalismo Internazionale al limite di una lunga e pericolosa crisi di nervi sfociata nella crisi del 1929,  spingendolo il mondo Capitalista a  progettare dei mostri bellici capaci per potenza e tecnologia di sistemare per sempre la questione Russia. Costruiranno e finanzieranno mostri del calibro di Adolf Hitler e le destra europee in generale (Italia compresa), le quali falliranno per la terza volta il loro mandato contro la presa dell’impero russo, impresa terminata il 09 Maggio 1945 con la liberazione dai Nazi-Fascio in Europa e mondo. Di fatto, la ex URSS del dopo guerra ’45,  ha sempre osannato la Festa Nazionale detta della “Vittoria”, onorata  con vaste parate militari e seguiti popolario, mentre, per la Rivoluzione d’Ottobre ha sempre tenuto un profilo patriottico basso  e poco festeggiata.

Oggi, a distanza di un trentennio della caduta dell’impero comunista dell’URSS, grazie alla straordinaria ripresa economica della nuova Russia risorta e supportata dalla riassetto e modernizzazione della Difesa (Stella Rossa ed esercito Nazionale di Russia), la Chiesa Ortodossa d’Oriente, religione riconosciuta dal nuovo zar Putin e l’intero suo popolo russo, è tornata ad essere la Religione di Stato per eccellenza. Tra tutte le rivoluzioni di ammodernamento e trasformazione della New Russia, e per voce della “Santissima Madre Chiesa di Russia”, è stata decretata la santificazione della famiglia Reale Romanov II°, Zar di tutte le russie e nel tradizionale stile bizantino.

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In Arte, per noi occidentali, figli senza anima del dadaismo, futurismo, cubismo o quant’altro ci ha condotto allo spazialismo astratto estetico moderno , troviamo buffo e scandaloso il comportamento della Chiesa Ortodossa di Russia in materia d’Arte, ma non per lo è, per  Chiesa Ortodossa stessa che nel santificare la famiglia dello Zar Nicola II° ce lo  spiega con cause divinatorie, metafisiche e politiche, argomenti oramai ostili al nostro  modello d’arte tendente alla convettualità effimera che non sa produrre più nulla di concreto, lasciandoci orfani di forme sacre e simulacri in quanto, aver ucciso l’anima dell’Arte in funzione delle “roba” commercoiale ed estetica,  come giustamente asserivano i dadaisti, se  “noi siamo l’AntiArte” le nostre opere cosa sono?

Quindi, ho allegato in questa paginetta (in alto),  la mia piccola opera concettuale in favore dell’Arte moderna e a sostegno della santificazione di chi (in questo caso i Romanov), senza giustizia e torto sono stati martirizzati e cacciati dalla storia dell’Arte facendo prendere un “corso diverso” sia all’Arte che alla Storia stessa; il tutto senza autorizzazione di nessuno, ne giuridica, ne divina ne concettuale, tanto meno artistica. Ciò si chiama Rivoluzione. Ma la Rivoluzione per avere ragione non contempla mai la parola FINE, diventando essa stessa una evolutiva e quindi relativa

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Foto 1:   I Martiri Romanov: “La Madre e le vergini “

Hunt for missing Romanov treasures
The execution site of the Romanov family

Foto n. 2:  Il Patibolo ” La stanza del Martirio”


“Imputato Lenin! Si alzi in piedi!”

 

Quando Lenin da ordine di trucidare l’incarnazione divina della Storia Regale di Russia, eliminando le anime eredi della universalità storica di Russa,  Lenin considera i sovrani solo dei  corpi inanimati da sbarazzarsene.

Domanda:

  1. Imputato Lenin! Come mai nasconde al mondo l’uso metafisico ebraico sancito dalla Bibbia, (vs. testo sacro) che per ogni discendente di Caino ucciso, il “nemico” deve pagare con  numero di “7”  vittime sacrificali  a compenso? (i Romanov erano 7)
  2. Lenin, lei, in quanto Comunista e quindi un senza Dio, non dovrebbe professare l’ateismo? Come mai ha dato ordine di distruggere tutta l’arte sacra in Russia, e demolire le chiese Ortodosse, uccidere migliaia di sacerdoti per incolpare davanti alla Storia un ex seminarista ortodosso di nome Giuseppe Stalin quando i responsabili furono i suoi dadaisti europei travestiti da rivoluzionari?
  3. “Sapendo tra i trucidati Romanov esserci la presenza di un minore e malato, i fucilieri “rossi” erano forse “Fauve” educati alla violenza nei sotterranei dell’accademia artistica  di Enri Matisse o in quale altro luogo?
  4. “Che relazioni intercorreva coi DADA svizzeri, quando li ha conosciuti, e come mai  frequentavate lo stesso Cabaret Voltaire dadaista e a Zurigo?”

 

Avvocato politico: “Il mio cliente si avvale del diritto di non rispondere a  queste basse insinuazioni storiche.

Ispettore: Avvocato stiamo enunciando fatti prerivoluzionari. Fatti consoni all’Arte.


 

L’Arte occidentale, non riusciendo ad uscire anch’essa dalla  propria “crisi di sistema” politico-economica in decadenza, sterile, inquinante, antidemografica, corrotta, è socialmente irriconoscibile la sua  Concettualità. E’ anche vero che, di tale Arte dominante ci è rimasto  solo un  involucro moderno, efficiente si, che chiama i prorpi templi: Musei d’Arte Moderna,  quasi  tutti impantanati  perchè privi di anima e di quello spirito che l’umanità chiede da tempo e che i musei negano, abbandonandosi reciprocamente, frutto del peccato originale dadaista che ha volutamente uccidere dell’Arte l’anima. Al pubblico che ignora la  metafisica quale nutrimento dello spirito, davanti a certe opere moderne,  economica-mente super valutate, nonostante la reclam che tale arte supporta per osannarle, tali opere non non fanno scaturire nel pubblico la trasposizione spirituale che vantano. D’altra parte, l’aver distrutto  concetti metafisici o  romantici nei primi del novecento dai movimenti monoteisti DADA, le loro opere sono rimaste senza Arte e ne parte.

Dal momento che le opere DADA sono dissacranti, oggi si cerca con raggiri retorici di far passare Arte sbatificata gli scarabocchi dadaisti. I musei d’arte Moderna si sono posti spesse volte il che fare di  queste opere deteriorabili che sono state storicizzate ma che non hanno saputo soppravvivere (materialmente) all’usura del tempo. Eppure molte sono le “copie d’arte” esposte sotto teke trasparenti allarmate ospitate dentro a colossi in cemento armato progettati per esporle circondate dal Nulla e bianco per apportare un po di sacralità di cui queste opere sono prive, diventando “Cose” e “Robe” in vetrina.

Opere che hanno bisogno di supporto ostici lingui per essere camprese dalle generazioni che nulla sanno sulla loro funzione reale per le quali furono usate per distruggere l’Arte.

Ed è proprio perchè il movimento DADA, per la sua totalità monopolista, era da parte degli addetti e aderenti , un movimento composto da compaggini etnico-religiose di fede ebraica,  dove l’immagine, come tale, essenso bandita,  non per una concettualità artistica rivoluzionaria ma come strategia per la creazionde dello sfascismo europeo di cui erano i progettisti, laa corrente DADA di è circondata da monopolio volutamente etno-religioso, quindi di opere etniche trattasi.

Ciò ha determinato un taglio netto nella Stora dell’Arte, separandola in due mondi distinti, quello Pagano feticista dell’immagine del “Tutto” e quello rigorosamente antagonista e  monoteista ebraico sostenitore del “Nulla”.

Ciò ci deve portare a scindere DADA nella Storia dell’Arte come fenomeno tipicamente etnico e non universale, dove DADA è l’esaltazione del “Verbo” quindi della “Parola Cardinale”,   dove solo la parola crede di vantare il diritto di diventare ARTE.

L’Arte figurativa è una invenzione ereditata dai Mondi Pagani non Monoteistici, quindi va separata l’Arte pagana,  idolatria con le sue venerazioni particolari dai simulacri divinatori metafisici, fossero anche crocefissi. L’uomo attraverso l’oggetto-immagine entra nello spazio e va oltre l’apparente, e ne dissolve il tempo.

E’  l’uomo che santifica l’uomo non l’immagine.

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Giuseppe Stalin: meritevole di Santità


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