Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela dintorni

Quando le donne parlano delle donne non hanno bisogno di un avvocato difensore. Il sito: enciclopediadelledonne.it/  segnalato da Daniena Dintorni Bloger in Word Press, ci rimbalza una buona scheda di presentazione di Valeria Palumbo per parlare in futuro e in modo approfondito di Meret Oppenheim, altro personaggio artistico avvicinatosi all’Arte con scopi non artistici e che avremo modo di approfondire allargando la rosa degli “allegri sospettati”, o finti artisti/e che, misero a rischio la propria vita per fini e ideali diversi dell’Arte e che, invischiati/e nella Storia d’Europa si ritrovano eroi/eroine della rivoluzione di inizio secolo XX°.

Meret Oppenheim, modella di posa per nudo, noleggiò il proprio corpo in diversi studi artisti francesi infilandosi nelle spesse maglie dei servizi segreti europei che inquinarono il mondo dell’Arte dalla metà delll’Ottocento fino ai nostri giorni assumendo poi,  nella “ricostruzione” del dopoguerra ’45, la strada concettuale che chiamiamo oggi Arte Moderna.
Anche Meret Oppenheim verrà arruolata da Man Ray (Uomo Ragno) come altre modelle  con mansioni delicate di fotoreporter o artiste o amanti in Avanguardia scoperta. Scaltra, spregiudicata ma di alta fermezza, dopo i tormentati anni bellici, forte della esperienza presso la corrente surreslista ,  si riaffacerà in arte utilizzando il chick come arte dissacratroria, spalancando all’informale scenico, una sorta di novità per la Moda, introducendo il concetto di “osceno”,  performance ad alto effetto sureale e scandalistico. Queste parole oggi non hanno piu senso in quanto abbiamo digerito quel’ “Oltreconfine” nel quale fu impegnata Meret con altre artiste, negli anni 40/50/60 le sue idee fecero breccia  contro il formalismo borghese di vecchio stampo, introducendo nuove tecniche dissacranti ed esibizioniste, divenedo ella stessa: il motore creativo.

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/meret-oppenheim/ Charlottenburg (Berlino) 1913 – Basilea 1985 Berlinese: Meret Oppenheim nacque il 6 ottobre 1913 a Charlottenburg, oggi nel cuore della capitale tedesca e fino al 1920 una città autonoma. Suo padre era un medico di Amburgo, Erich Alphons. Sua madre, Eva Wenger, era svizzera. Il suo insolito nome, Meret, veniva dall’episodio Meretlein del […]

prosegue ne Link: Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela e dintorni 


 

Nel rovistare nei Blog di Daniela Dintorni è possibile imbattersi in una sua singolare esperienza molto curiosa, quando la bloger narra su ciò che le è accaduto con la direzione di Face Boock, quando ha cominciato a trattare inconsapevolmente l’argomento  “Meret Oppenheim” tra le sue dive femminili da divulgare, rimanendo interdetta per i successivi incomprensibili scatti di censura da parte della direzione di Face Book in difesa dell’artista. Daniela Dintorni si era limitata a pubblicare una serie di foto che ritraggono l’artista nuda e da parte di Face Book c’è stata una alzata di scudi protettivi a favore dell’artista, quindi vi troverete davanti a due quesiti di estrema sensibilità da parte del Network e sono:

  1. che i titolari dell’impresa FB essendo di fede ebraica si assumono il compito di difendere una loro consorella di fede da eventuali comportamenti scandalosi di consumo rete.
  2. potrebbe essere che Face Book abbia voluto salvaguardar un diritto di immagini quando lo stesso Network lascia che si diffondano le stesse immagini per aumentare la notorietà dell’Artista loro protetta.
  3. Tutte e due insieme.

A causa di questa osserrvazione, siete invitati a leggere alla sua pagina:
https://danielaedintorni.com/2018/10/07/facebook-e-i-suoi-assurdi-standard-di-oscenita-di-daniela-domenici/  dinamiche di censura e che vanno al di là di ciò che la Daniela Dintorni neanche immagina.

L’articolo mette in luce le relazioni segrete della Meret Oppenheim con due noti personaggi inquietanti della Storia dellArte quando nell’articolo leggiamo :

E lì conobbe Alberto Giacometti e Hans Arp. In qualche modo il suo successo cominciò con l’orecchio di Alberto: la prima opera di Meret che ebbe risonanza si intitolava appunto L’orecchio di Giacometti. L’artista aveva allora 20 anni. Giacometti e Arp la invitarono a esporre, sempre nel 1933, al Salon des Surindependentes. Da quel momento fece parte del gruppo dei surrealisti.

images

Cio è a dimostrazione che, gli incontri perfetti nella storia non sono mai casuali, ma “presentazioni Ufficiali”

L’articolo in realta è di Valeria Palumbo, ella col suo metodo ordinato di presentare i fatti, ci da modo di capire le convivenze intriganti nel Mondo dell’Arte di quegli anni, presentandoci lo spezzone di un filo rosso appartenente a una matassa molto complessa da smatassare, filo da riannoidare, e che grazie a ciò, mi scagiona da eventuali imputazioni di costruire imputazioni falsificate nel processo ai danni subiti dall’Arte.

 

Visita guidata presso la “galleria”  Googli Immagini al link sottostante dove è possibile avere una panoramica delle opere artistiche dell’Artista: Meret Oppenheim

(fare copia-incolla dell’indirizzo sotto):
https://www.google.it/search?q=meret+oppenheim+opere&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjw47is0s3gAhVswYMKHVs0CrgQ_AUIDigB&biw=1280&bih=869#imgdii=dpq72T3CsVFA0M:&imgrc=sbP3U__Bi74znM:

 

Ultime volontà dell’artista: “Mi chiamo Meret La Roche Oppenheim, sono una pittrice e scultrice. Le cose che ho fatto non hanno molta importanza, vorrei essere cremata e non desidero sacerdoti al mio funerale.”

 


(indagare su X è un coniglio)

l’indagine continua

work in progress_001


home page

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...