FAUVES: Scuola di Arte Crudele

“Fauvismo”: a giudizio.

Dal punto di vista dalla Storia dell’Arte il Fauvismo è un bel dilemma scomodo in quanto, per tale materia di studio non contemplando a fondo le condizioni sociopolitiche inerenti gli anni della sua ascesa, lo studioso o analista di tale corrente  abbisogna di più riferimenti su ciò che il pennello ha eseguito sulla tela. Spesse volte non considerare i dettagli che servono per comprendere meglio l’opera durante “l’osservazione critica” si sbaglia il giudizio o la narrazione diventa eterea. Il Critico, quando si trova di fronte ad una opera moderna, specie per la complessità raggiunta dall’astrattismo, spesso si trova  impreparato. L’occhio critico di chi fa questo mestiere resta appannato in prima istanza, e, non capendo cosa abbia voluto rappresentare il pittore si limita a giudizi veloci e sommari per riallacciarlo storicamente al linguaggio Accademico di cui un giorno farà parte nella Storia, dando un proseguo garantito alla metamorfosi dell’Arte.

La moderna figura del “Critico d’Arte”, personaggio eclettico, spesso è  contemporanea all’opera stessa in vita, e, trovandosi il Critico alla fonte battesimale di una nuova corrente stilistica, osserva e giudica il tangibile di un vestito che riveste il nascituro senza scoprirne le carni assicurandosi sul sesso del nascituro e difetti.
L’opera nuova moderna,  proprio perché si pone contraria ai canoni accademici, il critico deve saperla riconoscere come tale nel contesto della rivoluzione propositrice e saperne coniare: nome, classe di merito, stile,  perché riconoscerla e descriverla, la data è grande  importante altrimenti gli viene difficile ed ostile collocarla negli archivi artistici in continua vertiginosa evoluzione. Quindi, egli usa elogi se prezzolato, meritevoli se l’invenzione è rivoluzionaria a prima vista, oppure, o deplorevole se urta i suoi interessi economici, canonici e scuola e di pensiero.


Louis Meyer: Un critico meritevole davanti alla Storia:

Louis Meyer anche lui di famiglia ebrea, è nato a Parigi (1 gennaio 1870 – 21 luglio 1943), nel corso della sua vita cambierà il nome in Louis Vauxcelles.

Conosciuto nella Storia dell’Arte come Louis Vauxcelles, fu un influente “critico d’arte” al quale viene attribuito per la prima volta  il termine Fauvismo nel 1905 durante i disastrosi motti rivoluzionari in Russia. Successivamente, nel 1908, coniò anche il termine Cubismo. Mentre sul primo termine non si possono avanzare contestazioni, sul secondo invece si, ma non in questa sede, più avanti.

Tornando al Fauvismo si narra che durante una mostra di pittura presso il Salon d’Automne, Louis Vauxcelles conosciuto come un influente critico di indiscussa saggezza e conoscenza dell’Arte, mentre osservava con ammirazione una statua classica appartenente all’artista Donatello, scultore italiano del Rinascimento , voltatosi si trovò a cospetto di alcuni “quadracci” di giovani pittori francesi emergenti, di cui, un certo Enri Matisse vantava esserne l’ideologo e portavoce del gruppo. Pare che Vauxelles abbia esclamato inorridito: “Un Donatello tra le bestie selvagge”. Appunto Fauve (bestiaccie- fiere feroci – fiere con fauci)

La cosa non finisce qui.

nude blue

Tra i “quadracci” ce n’era uno che lo colpi in modo particolare; il quadro di Enri Matisse, allora giovane pittore, studente di giurisprudenza che abbandonerà gli studi per rincorrere l’Arte.

Foto:
Enri Matisse Blue Nude o (Souvenir de Biskra)

 

l quadro scandaloso ebbe il suo giusto clamore in quanto, l’avvento della scoperta, fu riportato in lettere sulla rivista d’Arte Tableau n. III nella quale Louis Vauxcelles descriveva i fatti avvenuti al Salon nella seguente osservazione  critica:

Ammetto di non capire. Una brutta donna nuda è distesa sull’erba di un blu opaco sotto le palme … Questo è un effetto artistico tendente all’astratto che mi sfugge completamente. (firmato: Vauxcelles, Gil Blas, 20 marzo 1907) 

Louis Vauxcelles, critico scrupoloso e prudente, interrogò l’ideologo Enri Matisse per capire meglio  il comportamento dell’artista sull’opera stessa, ed ascoltare le aspirazioni future del gruppo.
Vauxcelles, mette in luce tutta la sua contrarietà rasentando quasi la bocciatura del gruppo ma, rileggendo  attentamente la sua illuminante critica, ci evidenzia la sua forte preoccupazione  lasciandoci la raffinatezza d’intuire alcuni aspetti inquietanti sulla personalità di Enri Matisse e degli aderenti al gruppo già ufficializzati “Fauves” e ne traccia gli spettri inquietanti sulla loro natura religiosa all’interno dell’universo artistico  ebraico nei primi  ‘900.
Ciò che narra, lo premia come Critico onesto non influenzabile anche davanti a minacce future, e lo premia per la delicatezza con cui a trattato quel gruppo sacrilego scrivendo:

Un movimento che considero pericoloso (nonostante la grande simpatia che ho per i suoi autori) sta prendendo forma in un piccolo clan di giovani. Una cappella è stata istituita, due sacerdoti altezzosi che officiano. MM Derain e Matisse; alcune dozzine di catecumeni innocenti hanno ricevuto il loro battesimo. Il loro dogma equivale a uno schematismo vacillante che proscrive la modellizzazione e i volumi in nome dell’astrazione pittorica che io non conosco. Questa nuova religione difficilmente mi piace. Non credo in questo Rinascimento … M. Matisse, fauve-in-chief; M. Derain, deputato fauve; MM. Othon Friesz e Dufy, fauti presenti … e M. Delaunay (un quattordicenne allievo di M. Metzinger …), infantile fauvelet.

(Vauxcelles, Gil Blas, 20 marzo 1907).

Non aggiungo altro, se non il dovuto ringraziamento al Critico Louis Vauxcelles, per il coraggio che ha avuto il quel preciso sconvolgente periodo storico di esporsi apertamen-te diplomatico nel darci il modo di capire nel doppio e triplo senso  criptato, lo schema dell’organizzazione politico/religiosa che si nascondeva sotto il mantello dell’Arte Fauve.

Alcune dozzine di catecumeni innocenti fanno almeno 36 giurati preesistenti alla nascita del gruppo artistico Fauve. Chi erano? A quale Rinascimento religioso si riferiva?

Leggendo attentamente il suo articolo, una cosa va osservata e detta: in quanto Critico d’Arte, Louis Vauxcelles è anche un “Comandante” che rilascia un fonogramma ai suoi Superiori utilizzando la sua personale rivista d’Arte quale piattaforma dei suoi “rapporti” sui militanti,  veicolando col proprio bollettino di guerra ai  ranghi superiori del Quartiere Generale, informazioni sull’andamento di manovre in corso e lo strano  comportamento in campo delle proprie Avanguardie addette alla penetrazione e confabulazione ad Arte.

Ciò da modo di continuare serenamente a inseguire le orme di Enri Matisse e la sua Sezione Fauve,  per capire i meccanismi che inquinarono l’Arte.

 

Ordine della PIPA

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Enri Matisse – Autoritratto

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