L.H.O.O.Q. (2/2): il Ladro, il Copista e altri

Rebus: Dai due mondi.

da L.Q.O.O.H. ( pag. 2/2)

Vediamo lo svolgere il compito della pag.1 , poi lo so, come dice Gertrude Stein :
“Si parte sempre da una parte e si finisce in un altra”

Liberate le bianche colombe, sollevatele dall’incarico;
Colui che spezie, droghe e profumi delle Americhe perviene
Alla carrettiera andiamogli incontro cantando:

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Tranquilli: “La signora ha il culo al caldo” così lasciava intendere metaforicamente Marcel Duchamp con L.Q.O.O.H.

I Briganti:
Pablo Picasso, Guillame Apollinaire, Marcel Duchamp, Francis Picabia
                                  Vincenzo Perugia                                        

Come in tutti i reati di “sequestro di persona”, oltre la buona riuscita dell’operazione il gruppo di sbanditi hanno bisogno di una prigione ben mimetizzata ove nascondere il sequestrato. Per evitare ogni sospetto e prove di partecipazione al reato, gli  ordini o  comunicazioni avvengono per iscritto su “pizzini” (foglietti) e distrutti appena ricevuti. Questa tecnica di comunicazione primitiva era ancora in voga a Parigi e la polizia militare usava frequentare gli ambienti dove si producesse scrittura, manuale o di stampa, non solo: gli agenti frequentavano Hotel, Ristoranti, Bar e luoghi ove il Lapis (matita) era di frequente uso per via dei conti da pagare e che la polizia finanziaria volle per legge i conti con la matita “copiativa”. Le stilo e le “stilò a bille” verranno molto più in la.

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Esempio: la nota ballerina e artista Margaretha Gertruida Zelle alias  : Matha Hari fu arrestata in un bar sorpresa a sfilare un “pizzino” sotto la  tazzina da caffè e  il piattino. Arrestata fu condannata a morte e fucilata il lunedì 19 marzo 2018 . Su 12 fucilieri, solo tre la centrarono in petto, gli altri vollero sbagliare appositamente il tiro.  La povera “vittima innocente” fu data in pasto dai Servizi tedeschi caricandola di sospetti e prove ingannevoli sapendola agente dei Servizi francesi infiltratasi tra le fila tedesche facendola risultare doppiogiochista. Tale mossa fu un  forte segnale militare per far capire ai francesi poi,  che la Germania sapeva da tempo di essere intercettata dall’antenna mimetizzata sulla Torre Eiffel e nella “Ruota di Bicicletta“, rudimentali  trasmettitori  e intercettatori  di segnali elettro-magnetici, mettendo la Torre Eiffel fuori uso militare.

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foto: fucilazione di Mata Hari, un errore imperdonabile.

Scusate il fuori tema ma, per Mata Hari ho ancora una devozione artistica profonda. Questo era il clima inquinato in cui l’Arte si muoveva e veniva utilizzata a rischio degli artisti ingaggiati.


Tornando al sequestro di persona, la donna sequestrata dell’apparente età di quarant’anni era la Signora “Monna Lisa” nota come “La Gioconda” , Musa ispiratrice e protettrice dell’artista rinascimentale italiano: Leonardo da Vinci.

In Francia quella notizia fece molto scalpore perché come asseriva il direttore del Louvre precedentemente al furto presso un giornale, la Gioconda era esposta senza nessun sistema di sicurezza. Quell’opera di inestimabile valore era semplicemente appesa a muro ad un chiodo come un ritratto di famiglia.

 Cenni storici e giornalistici.
La Monna Lisa, scomparve il 22 agosto 1911 a Parigi, direttamente dal Museo del Louvre. Prima del furto, il direttore rilasciava appunto la dichiarazione sublimata: “Solo in caso di furto della Gioconda…”  si sarebbe scomodato. Quello era il segnate atteso che dava il via libera al furto. Ciò avvenne.
Nelle indagini preliminari venne arrestato Joseph Géry Pieret detto “il ladro” il quale, ribalterà le accuse contro Apollinare che prontamente le rimbalzerà a Picasso. I tre verranno arrestati.

Mai creduti appieno, verranno rilasciati. Però… però… però…

La Monna Lisa riapparve due anni dopo e precisamente  nel 1913. Il Louvre dichiarerà il suo ritrovamento (in quell’anno) non specificando il giorno ma solo il luogo del ritrovamento: Firenze.
La polizia investigativa  italiana dichiarerà che il presunto ladro non fu il povero Pieret, ma l’italiano Vincenzo Peruggia e che l’avrebbe rubata per amor di Patria non sapendo che il quadro era di proprietà della Francia donato dallo stesso Leonardo al momento della sua morte 1519.

Rivediamo il passaggio:

Pablo Picasso e Guillaume Apollinaire vengono arrestati come committenti del furto e incarcerati. I pianti lacrimosi di Pablo Picasso pare abbiano convinto le autorità giudiziarie francesi a scarcerarlo con l’impegno di mettersi a disposizione della magistratura come  collaboratore nelle ricerche.
Ciò  che non scagiona il Maestro Picasso sono diversi fattori; per esempio, l’essere un ottimo copista dimostratoci negli studi approfonditi presso un collezionista spagnolo in Francia,  titolare del capolavoro di El Greco: “Apertura del quinto sigillo dell’Apocalisse”, 1608–1614, olio, 225 × 193 cm, oggi a New York, oggi presso Metropolitan Museum of Art, ciò gli accolla il sospetto di essere un buon copista.  Le relazioni amorose e  passionali per il quadro di El Greco. Altri quadri di El Greco scomparvero dalle collezioni ecclesiastiche spagnole quando Picasso ricopriva un incarico di Direttore del Museo Nazionale del Prado. Questo incarico straordinario a Picasso, ricordiamo ai lettori,  fu promosso in cambio di due aerei donati per la difesa contraria ai Repubblicani. (Democratici) 

I quadri di El Greco scomparsi, verranno accreditati ai vandalismi degli atei anarchici durante i la Guerra Civile spagnola di cui Picasso fu un forte animatore, artefice e sostenitore ma di tutte e due le parti. I suoi misteriosi viaggi in Marocco non riveleranno appieno i suoi moti oscuri, sparendo per quasi un anno dalla vita sociale  ed artistica,  come se in Marocco ordisse a  qualcosa di poco chiaro. Troveremo a fine rivoluzione spagnola il generalissimo Franco nella parata della Vittoria scortato oltre che dalla sua Guardia Civile, anche da fasci italiani, i nazi tedeschi  come anche dalla cavalleria del Marocco utilizzata nel massacro dei rivoluzionari.

A proiettare queste oscure ombre su Picasso concorre il quadro “pentagonale” le Demoiselle d’Avignon dove le maschere africane sono pertinenti a reparti militari magrebini che abbiamo visto alleate alle forze militari del  Generale Franco. Sulle Demoiselle di Avignone torneremo ancora quando verrà citato a giudizio il quadro Danza ovvero il “girotondo sul mondo ” di Enri Matisse, perché  un filo comune legherà queste due opere, che si riveleranno infingarde fino al momento della controrivolu-zione russa  ancora in cantiere in Svizzera nei Centri Direzionali  L’immagine di Pablo Picasso per tutto il periodo franchista in spagna resta adombrata dal profilo basso dell’artista.


Tornado  alla Gioconda scomparsa, Francis Picabia ci da nella sua mappa le coordinate per capire il giallo. L’oggetto” misterioso” sarebbe transitato nel Quartiere “L’Hospitalet de Llobregat” in Barcellona suo quartiere residenziale e centro direzionale.

Ma dov’era la Gioconda?
Ripercorriamo le tracce interessanti lasciateci da Francis Picabia,  osservandole attentamente notiamo una “Mappa del Tesoro” disegnata dall’artista che ha le stesse insegne della cartolina di Marcel Duchamp: L.H.O.O.Q.

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Titolo: Le double monde  (I due mondi)

Fragile: imballo delicato (cassa)
Bar (rovescio ): dietro al Bar (o sul retro)
A’ Domicilio = Un domicilio (di Picabia?)
Haut =  Superiore
M’Amenez y =  Mi porto li (o la) (Porto?)
Que les malades =Che gli ammalati
Dieu n’a jamais guerì = Dio non sa guarire. Ospedale dei Terminali o Lazzaretto?

Foto: “Le duoble Mond” –  Francis Picabia 1915

Ora si tratta di ipotizzare se questa ‘mappa del tesoro’ di F. Picabia è il rientro clandestino della Monna Lisa dall’America  o se la stessa era in partenza per le Americhe. L’opera sparisce nel 1911, la  Monna Lisa ritrovata annota l’anno 1913, la mappa di Picabia data 1915, mentre la cartolina di Marcel Duchamp  data 1919. (dopo guerra)

Domanda: trattasi di quadro originale quello del Louvre o una copia perfetta?

 

Da anni i due mondi, America e Francia tramano manovre congiunte militari per lo studio insurrezionali di “Rivoluzioni” che le vedeva promotrici e  fiancheggiatrici l’una all’altra. Una  cosa che le unisce  è l’essere andate al potere con l’insurrezione popolare violente instaurando governi a conduzione Borghese.

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Dalla decriptazione della mappa di Francis Picabia e le indicazioni da parte di Marcel Duchamp che utilizza una cartolina postale quale missiva  in  codice e pubblicata sulla sua rivista d’Arte nel 1915, Duchamp,  intendeva con quel ready made LHOOQ allertare  il ritrovamento  della Gioconda di Leonardo avviando delle trattative segrete in corso di trasferimento.

Le rispettive residenze operative dei tre indiziati  furono: Barcellona-Hospitalet  per Picabia: Roses per Marcel Duchamp e Gosol per Pablo Picasso, sede ufficiale dei  suoi contrabbandieri e cubisti.

Se questa ipotesi si rivelasse veritiera  l’attuale copia della Gioconda al Louvre risulterebbe ancora un falso, in quanto, il geniale “copista” italiano  ne avrebbe fatte certamente altre di copie e prima di raggiungere la perfezione dell’originale quante altre  prove furono fatte e vendute sottobanco ad estimatori truffaldini convinti di portare a casa delle due esposte  una terza originale? Se la copia è di ottimo livello, chiunque ne venga in possesso, da buon feticista può vantare  segretamente di possedere l’originale, ma se la Monna Lisa fosse un opera veramente iconoclasta con la quale si può intercedere con l’Arte maiuscola, domanda: a chi sono andati i benefici metafisici delle scienze leonardesche?

“Tranquilli” dice Duchamp alla comunità artuistica: “La Signora ha il culo al caldo” ciò vuol dire che la Gioconda espatriando lontana dal conflitto mondiale, poteva definirsi al sicuro in America? Se si, il suo ritorno nel 1913 dall’Italia in Francia, per quale motivo sarebbe stato programmato nel 1915 da Picabia quando le sorti della guerra per la Francia non erano ancora chiare chiedendo un aiuto all’Italia a dar man forte nel conflitto?

Quindi, quando la Gioconda sparisce nel 1911 dal Louvre i piani bellici erano già stati definiti e la sua sparizione fu programmata dallo stesso Museo Louvre e Governo? Forse sul quel quadro inestimabile pende una ipoteca bancaria americana per un prestito per avviare una produzione prebellica francese in vista della Grande Guerra programmata?. L’inestimabile Mona Lisa era finita al Banco de pegni con tanto l’ipoteca e interessi pari a una facoltosa cambiale.

Alla luce di quanto detto, altre formulazioni ipotetiche terrebbero  insoddisfatto  un ricercatore d’Arte osservando sul tavolo le diverse cartellette ipotetiche aperte:

  1. L.H.O.O.Q. di Duchamp, si presenta all’Arte come una normale cartolina postale con inscritto un messaggio criptato che tranquillizza, dagli Stati Uniti sul dove e la garanzia sul buon trattamento riservato  dall’Ostaggio Eccellente.
  2. Oppure, il  Governo francese era già sotto scacco per debiti regressi o acquisiti con gli americani dopo il fallito golpe allo Zar?
  3. Oppure potrebbe essere la solita mascalzonata picassiana  pubblicitaria e  mafiosa per ricattare il mondo dell’Arte Accademico obbligandolo a riconoscere la sua nascente arte cubista come Arte Moderna a cospetto dell’Arte Classica ed essere ospitata a pari dignità nel Louvre, perché poi cosi avverrà.

Ad ogni buon conto, quale sia o quale sviluppo prenderà la ricerca, l’avventura della Gioconda fu una operazione eccellente, avanguardista, politico/militare ma non artistica.

“Scacco al Re?

Marcel_Duchamp
“Maestro a voi la mossa”

la partita continua ….

 

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