READY MADE: Marcel Duchamp

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La prima mossa è invisibile”

Nella Storia dell’Arte, Marcello Duchamp ce lo presentano e ce lo insegnano come l’Artista che ha rivoluzionato concettualmente le sorti dell’Arte nel XX° secolo imprimendo una svolta radicale straordinaria.

Dopo una attenta ricerca sull’artista scopriamo che, da parte della maggioranza degli addetti ai lavori, coro univoco osannante l’artista con medesime parole, enfasi,  liriche e note, essere simile in tutto il mondo. Ciò mi fece pensare che il materiale su Duchamp fosse veramente scarno a causa del suo ritiro prematuro dal mondo dell’Arte, oppure, che ci sia stata una regia dietro a tutto ciò? Scopriamo di lui che, sono state omesse molte informazioni, come se, da dentro il grande coro degli ecclesiasti dell’Arte, si volesse nascondere  un  non sentire critiche dissonanti da parte di  coristi o autodidatta, uscire dal coro univoco.

Per un corista non cronista, affrontare una ricerca dissimile dalla fonte originale, non è cosa facile in quanto, non esistono contestazioni provate sulla onestà dell’artista quando afferma: “Non sono un artista”. Tutto fu messo a tacere.

Quindi: se Macel Duchamp asserisce di non essere un artista, domanda:  Che ci fa nel Tempio dell’Arte? Chi ce l’ha messo e perchè?

Le domande che nascono spontanee scatenano l’interesse verso un indagine preventiva fuori dall’Arte, e, proprio perché quel “fuori coro”  artistico i biografi di Duchamp non hanno mai ispezionato minimamente la sfera del suo privato, non si sono preoccupati attraverso una interrogazione accademica fuori dalla classe,  scoprirlo animatore con terze persone losche animatori di: colpi di stato, scenari bellici, scempi umani e sacrilegi avvenuti in nome dell’Arte.

Quando si organizzano scenari inquietanti per sovvertire l’ordine pubblico prestabilito in altri stati, le manovre in essere devono restare occulte anche ai più attenti ispettori di polizia militare, perché tali eversori verrebbero arrestati con l’accusa di: trame eversive, spionaggio, manipolatori e organizzatori di destabilizzazioni democratiche e altro. Insomma, personaggi che si muovono nell’ombra politica capaci di grandi trasformazioni in atto, non svelando mai la propria identità e sfera di interesse. Se Marcel Duchamp sostiene di non essere un artista, dove e come classificarlo durante la vertiginosa rivoluzione industriale in Europa a cavallo tra il tardo ‘800 e nuovo ‘900?

Operazioni coordinate come quelle delle Avanguardie  artistiche europee del xx secolo, non si possono spacciare per manifestazioni spontanee, ma rivoluzioni impulsive, esplosioni intellettuali ben scoordinate. Il capolavoro finale di una rivoluzione, proletaria o borghese che sia, deve, oltre essere ben pianificata, rasentare la perfezione d’azione da non riconoscere le trame sottostanti. Una tale rivoluzione presuppone oltre una nutrita schiera di combattenti, anche una serie di comandi ben criptati da veicolare oltre le linee del fronte. Ecco il bisogno di inventare e determinare le “mosse segrete”

Chi è veramente Marcel Duchamp e chi lo manipolava al di fuori dell’Arte?

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ready-made: Fontana – autore: R. Mutti 1917

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