Enea sbarca a Chicago.

L'immagine può contenere: una o più persone, oceano, testo, acqua e spazio all'aperto

Da questo momento ha inizio un viaggio fotografico a Chicago.
Chi vuole ci segua.

Perché uso la particella pronominale “ci” segua ?
Perché gli autori di questo viaggio siamo due: io (Enea Anchise) e Turk Mayers.

Turk Mayers è un gentile cittadino di Chicago conosciuto in Face Book durante la quarantena da Corona Virus. A causa degli arresti civici di massa per impedire il diffondersi della malattia, ebbi molto tempo a disposizione da spendere in Internet. Mentre ricercavo, costruivo e correggevo le mie pagine d’Arte qui in Word Press di “FiloRossoArt”, nell’intervallo di tempo il mio occhio magico per l’indagine dell’Arte nel Mondo volle attraverso Face Book cadere su Chicago .

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Foto: Inaugurazione del monumento a Pablo Picasso.

Premetto, io su Chicago prima d’ora non sapevo nulla se non qualche cenno storico avuto dalla Storia dell’Arte, ma dopo la lettura di qualche pagina in F.B. una scultura gigantesca di Pablo Picasso in una piazza della capitale mi stuzzicò la voglia di capirne di più, scoprendo che: i cittadini di Chicago vollero issare in omaggio al grande artista scomparso (meno male), una sua papera ingigantita e posizionata in bella vista in una piazza a lui dedicatagli dalla capitale dell’Illinois State: Chicago, 2.705. 994 abitanti, la terza metropoli più popolosa degli USA,

Appena scattò l’allarme sanitario in america, più della metà delle pagine di Face Book entrarono in Black Out in quanto la maggior parte degli americani che ne fanno uso, utilizzano il computer dell’ufficio dove lavorano. Restando a casa, il Corona li trovò sprovvisti di comunicazioni. Tutte le trasmissioni social parevano sospese. Un silenzio informatico regnava negli Usa.
Scoprii con mia meraviglia invece, un certo Turk Mayers che si stava prodigato coraggiosamente a consegnare cibi caldi agli asserragliati in casa per Covid 19 che grazie a quella occasione cominciò a scattare fotografie dal suo Smart sui percorsi di consegna, affascinandosi anch’egli della propria città vuota.

Seguirlo per me fu un giro turistico affascinante e direttamente da casa mia. Una occasione simili non si sarebbe presentata mai più e quindi tutti i giorni andavo a vedere cosa avesse fotografato di nuovo Turk Mayers nel suo sito:

Sito: https://www.facebook.com/groups/207881226643638

Nel seguire la sua camera. scopro essere Chicago una città americana vista senza filtri dei grandi registi, una città reale, vista con gli occhi umili di chi consegnando cibo e che resta affascinato e attonito nel vedere la propria città nuda e vuota. Turk scopre angoli segreti, mai prima visti: fauna, parchi, flora, ponti, parcheggi, monumenti, negozi chiusi ecc. e rari esseri viventi silenziosi e mascherati in giro per garantire la sussistenza base urbana.

Fatto conoscenza virtuale, superata la diffidenza americana, era come se io e Turk ci aggirassimo come “due fantasmi” nella grande città misteriosa che tanto ha fatto parlare di se nella pagine di politica nera negli anni del proibizionismo (1920 Gangster) come altri fatti di corruzione e sangue nella politica economica mondiale odierna. Una cosa ho capito: i cittadini di Chicago nulla sanno della propria città se non il servizio che danno come buoni cittadini per farla funzionare bene e i tragitti limitati da casa al lavoro. Però c’è da dire anche che, questo difetto urbano è presente in tutti i cittadini di tutte le Metropoli del mondo.

Ora, con Turck, insieme abbiamo coordinato le nostre operazioni dando vita a un programma e prodotto congiunto, ovvero: Turk Mayers si è preso l’incarico di Foto/Reporter, ( lui scatta senza chiedersi nulla e cercare nulla, scatta solo a piacere e curiosità per poi guardare a casa il risultato del giorno), io invece osservo le sue foto dall’Italia e se è il caso – perché l’immagine mi incuriosisce – gli chiedo altri scatti se mai passasse ancora da quelle parti.

Mentre la parte Alta della città possiede geometri impeccabile (grattacieli), gran bell’ordine e pulizia, la parte Bassa (la più ampia) è molto disadorna a causa dell’economia ristretta cui sono sottoposti molti cittadini urbani periferici. La cosa che mi ha meravigliato è stata quella di vedere i fili elettrici passeggiare per strada con impianti volanti improvvisati che hanno già compiuto più di 50 anni, senza mai interrarli, dove la corrente elettrica (110 volt) va da palazzo a palazzo creando una giungla di fili che sembrano liane della foresta. Da li nasce la seconda idea che avrà corso, dove i fili della luce saranno gli interpreti della raccolta fotografica “Ironica Concettuale” che da modo a chi guarda di sentirsi cosmicamente sospesi tra una realtà oggettuale e realtà Patafisica.

Da ciò nasce questa idea ironica già fattasi copertina:

La Pagina Face Book: Art In Around Chicago Pictures, è stata la piatta-forma dove Turk & Enea si sono incontrati e conosciuti. Essa ospita altri artisti amatoriali con i quali si è stabilito un rapporto, debole, fievole, ma si sa, gli americani sono diffidenti perché la prudenza in America non è mai abbastanza. Da loro, le trappole e le violenze sono sempre in agguato, ma si sa, siamo a Chicago.

Enea Anchise


Corilla n. 50

Castigo d’Obbedienza

s’era adirata con me ma non so perché…
“Stai seduta sul tuo banco e non ti muovere!”
Mi aveva castigata, a me, che le volevo bene
si stupivano vedermi seduta in quel modo
io però non potevo scendere da quel banco
ero sotto obbedienza fino a nuovo ordine.


home page ; Desda Corilla Archivio

Corilla n. 47

Colpa di sorrisini

mi fu insegnato da bimba pregare
per le anime di rei peccatori
la vestale dai funebri mantelli
immacolata bisbigliava parole

cosi pregai per le anime da salvare
pensandole redente per nostra vocazione
il mondo si affacciava intorno migliore
calmo nella quiete di nostro Signore.

L’anima tua incontrai, la tua anima,
cosi bella nel tuo sorriso beffardo
divertendoti a prendermi in giro
innamorandoci dei nostri sorrisi

Un peccatore, ecco cos’eri, un peccato bello
beffardo bugiardo sfottente ti dicevo
e il cielo pregavo averti redento per me
stuzzicandomi diavoletto tu, impertinente,
del quale innamorata, non seppi dire di no.

Picasso: Guernica è Arte?

Per chi sì appresta la prima volta a visitare il famoso quadro Guernica di Pablo Picasso resta un poco basito sulla dimensione, la tecnica d’esecuzione  e narrazione. La prima domanda che si pone lo spettatore è la seguente: “Questa opera è Arte o un disegno a fumetti gigante? “

Siamo nel 1939 a un passo dalla seconda guerra mondiale con l’ordine internazionale cosmopolita di reprimere con la forza ogni forma di ribellione al capitalismo quale modello sociale unico ed universale, reprimendo con la forza estrema ogni forma di rivoluzione sociale che permetta l’espansione del comunismo sovietico o l’anticapitalismo in Europa.

Ricostruzione storica?
Guernica, la cittadella disobbediente, fu bombardata ripetutamente tre volte in un giorno durante il mercato del bestiame per distruggere i rifornimenti alimentari ai democratici spagnoli in rivolta contro il Colpo di Stato dei Militari contrari alla democrazia. La scena del quadro si svolge nelle cantine usate come precari rifugi antiaerei e distrutte con bombe incendiarie ad opera di fascisti italiani e nazisti tedeschi in aiuto alle camicie nere spagnole. Il Nero è il colore di queste organizzazioni militari criminali che sperimentavano l’esportazione della guerra tradizionale di trincea con la nuova da espandere anche alle metropoliti. L’esperimento di Guernica spingerà l’architettura a progettare nuovi e immediati rifugi antiaerei robusti e in tutti i quartieri d’Europa. Il Sacrilegio era stato commesso. Le civiltà mondiali furono allertate perché minacciate.

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Che la parola Arte sia stata inflazionata non è un opinione e nemmeno una novità. E’ sufficiente che appaia un’immagine colorata su di un quaderno o rivista commerciale, come un “graffito” sul muro o immagine su di un monitor, che subito la parola Arte si intrufola con tutta la presunzione che il caso impone a priori dell’essere una “Opera d’Arte” chiedendone immediato rispetto e il dovuto valore.

Lo specchio Magico.
Che l’Arte sia sempre stata una sorta di specchio magico che riflette sulla propria  superficie un aldilà immaginario oltre la realtà apparente, ogni autore dell’immaginario proprio tende a quella pretesa. Che la Critica sia l’ultima spartiacque capace di risvegliare dall’incantesimo lo spettatore attonito, è pari al diritto di uno storico che abbia la pretesa di dire la verità senza nulla sapere sulle intenzioni macchinose che hanno dato origine agli eventi bellici o rivoluzionari sconvolgenti. Alcuni casi bellici si presentano semplici epigrammi, scaramucce, altri invece sono veri e propri teoremi rompicapo in quanto occultano le prove evidenti. Tutto ciò che conosciamo sulla nostra storia è relativo al nostro sapere formale, se indagata invece….

Storia senza ragione.
La presunzione modernista non vuole sentire critiche contro il suo operato nell’interpretare le parole storiche deformate a fini speculativi, per ciò, tale presunzione di fatto genera una sorta di mala-educazione linguistica o distanziale dovuta alla perdita del senso della ragione nella parola stessa e  il suo significato ancestrale. Il disegno, l’illustrazione, la grafica, fatte entrare prepotentemente nel tempio dell’Arte si sono accomodate spesse volte non sui banchi di orazione o sui muri illustrati, ma direttamente sugli altari divenendo gli artisti stessi la divinità a riferimento guida.

Illustrazione e Arte.
Il confine tra Illustrazione e Arte e fievole, quasi impalpabile se non si conosce l’argomento, e la Storia dell’Arte fu la prima responsabile nel aver dissociato la sacralità dall’opera iconoclasta per contemplarla a motivo di studi ispettivi e sua storicizzazione. Chiamare certe narrazioni artistiche Arte  definendole piuttosto opere “figurative” o “raffigurative” o “rappresentative” di un mistero, la storia accademica  commise un grave errore metafisico imperdonabile scinderle a priori dalla loro funzione.
Da quel momento in poi, scissa  dalla realtà oggettiva tra spettatore  e mistero metafisico rappresentato, il mistero steso si spegne divenendo sempre più fievole, invisibile, fino a scomparire. A quel punto l’Arte maiuscola diventa atea o quadro, lasciando spazio sulle  nuove tele per la  raffigurazioni del nuovo stile e dare più importanza alla ideologia da difendere piuttosto che al mistero nascosto nell’evento accaduto raffigurato.

“Simile non uguale”

Il “simile non uguale” produce un faxsimile  e cioè, ciò che i pittori da cavalletto hanno prodotto per quasi due secoli: Decorazioni.
Dopo che le Avanguardie di fine ottocento hanno cominciato allontanarsi dal vero aprendo la strada agli artisti del primo novecento adunati in Sette Segrete, decretarono “critica mente” che una  immagine qualsiasi,  essendo una “manifesta azione” della creatività umana, anche se brutta, ciò è inevitabilmente un Opera d’Arte.

Capolavoro:
Così come ci  è stato insegnato nelle Accademie, il Capolavoro  era  l’espressione massima e verticista di un mestiere altamente raffinato e professionale che ha saputo offrire prodotti  al limite della perfezione estetica, appunto: “Simile ma non Uguale”. Da qui nasceva la scuola di pensiero che sapesse produrre artisti dalle opere Ideali, mete Ideali, fini Ideali. Ciò spinse  le nuove forze Critiche concettuali a sostenere che: ” E’ l’Idea che fa l’Arte non l’artista”. da qui il dogma moderno: “Arte è Idea.”
Su queste disquisizioni si sono mossi eserciti di Critici che hanno riempito scaffali di Cataloghi d’Arte e di Filosofia Critica che hanno prodotto una ampia collezione di concetti autostradanti con barriere controllate in entrata e in uscita, prerogativa per soli addetti o eletti. (Monopolio del Mercato d’Asta e Collezionismo).

Ritorno al figurativo.
Che le Avanguardie sul calare delle esperienze patriottiche cosmopolite di appropriazione indebita delle russie e la  preparazione bellica negli anni a seguire il 1917 (o abbiano inscenato altre nuove guerre), abbandonato in parte la conflittualità politica contro l’arte figurativa in favore all’astrattismo muto e inespressivo, capita anche la trappola cosmopolita in  cui tutti gli artisti erano finiti dentro, il bisogno del ritorno , della riscoperta graduale della figura umana (vedi i surrealisti pittori e dadaisti illustratori), ciò fu riacquistare credibilità nella comunicazione diretta per tornare in tal modo di parlare alle masse, fu uno scatto doveroso quel tornare indietro verso la figura umana mentre gli oltranzisti dadaisti e futuristi estremisti continuavano imperterriti le loro scaramucce espressive in bianco nero e grigio.

Arte e ipnosi.
Non c’è da meravigliarsi se davanti ai disastrosi anni prebellici  organizzati e diretti da autorità senza testa negli anni ’20 si siano dimostratisi macellai scellerati ideologici e colonialisti in divisa nera o grigioverde militare, artisti da caserma per tragedie umane belliche dall’esito devastante, l’Arte venne spazzata via dalla nuova Arte più ipnotica della pittura e  della illustrazione: La RADIO e il Cinema. .

Per la Radio  è imminente la propria brutalità risolutiva, come la caduta rovinosa dell’arte e del pensiero divenuti inutile macerie ai processi istruttivi degli storici moderni, i quali, nascosero e negarono il futuro promesso dai  senz’anima, che portò molti dei loro adepti arruolarsi per  sconvolgersi in lutti subiti. Riscopriranno nel figurativo il bisogno poetico  di rivolgersi immagini di eroi e condottieri stampati su immaginette, come di santini o genitori  o di futuri amori.
Riscopriranno gli artisti delusi le vecchie linee guida abbandonate o negate durante i grandi  moti,  onda d’urto generata dallo “Specchio infranto”  cubista. Quel ritorno, per molti artisti voleva dire riscoprire del mondo primitivo gli idoli (scultura), o quei mondi silenziosi che stavano oltre la cornice argentata o dorata, dove il quadro riflette una realtà umana portatrice di eros e sentimenti disconosciuti alla psicanalisi logica e moderna. La Critica li condannò ed esiliò perché il futuro, come per Orfeo non doveva voltarsi indietro a guardare l’inferno.

guernica aereaFoto: vista aerea di Guernica bombardata.  

Guernica non è un opera cubista perché Guernica basca non è mai stata cubista come Barcellona, neanche come architettura, anzi, subendola. Bisogna fare molta attenzione col passato storico di Picasso perché spesse volte è ingannevole come lui.

Questa opera pittorica per cominciare a capirne il senso, va considerata come gran bozzetto o “cartone” per la realizzazione di un opera in stile surrealista. E’ apparentemente sobria e  incompleta come se gli abbiso-gnasse ancora di essere colorata per diventare un vero quadro,  ma che quadro è già, finito pur  presenta incompleto. Guernica è una grande illustrazione per stampe in bianco e nero a tiratura economica. La pubblicità cosmopolita divulgherà il quadro nel mondo con la notizia dell’eccidio, della strage, dell’olocausto risolutore negando Picasso le sue responsabilità. Essa farà tremare le sinistre europee perché  una notizia simile, con quella illustrazione allegata, serviva ad incoraggiare le destre e scoraggiare le sinistre europee oramai in trappola, profetizzando l’evento  stragista alla compagine marxista, in trappola, incastrata, come dire : “Questa vola non si scherza, questa è la tua fine” perché in guerra i colori svaniscono. Per chi era ebreo oppositore al capitalismo,  quel quadro senza colori dalle teste rasate fu una dichiarazione di olocausto imminente: il Nazireato (purificazione)… e c
osì sarà.

I non colori.
I colori fondamentali del quadro: Nero, Bianco, Grigio e poca Ocra, non nascono in Guernica  per una esigenza estetica dell’artista (che la stampa editoriale allora esigeva) ma per l’artista Picasso ciò  fu a motivo religioso. La cosa può sembrare strana, tendenziosa, maldicente visto che su Picasso non si hanno notizie in merito sulle sue scelte religiose. Vediamolo.

Innanzitutto è difficile trovare nella sua vastissima collezione (120.000 opere) l’osanna all’erotismo sexy, tipico dei pittori per generare incanto nell’ipnosi, lui no. Le sue nudità, come si dimostrano essere  Les Damoiseles d’Avignon, 1907, non sono erotiche, anzi, pietose, sia per le pose che per la grossolanità anti estetica dei corpi. L’arte di Picasso spogliandola a dovere risulta essere profondamente casta.
La castità sessuale denota l’appartenenza ad una corrente religiosa monoteista profondamente etica.  Già questa osservazione  dovrebbe mettere in allarme i  galleristi e critici d’Arte. Picasso non è ateo, anzi, pur possedendo una forte tempera sessuale l’artista è profondamente religioso, monogamo e di rispettosa fede coniugale. L’avere avuto diverse compagne dopo il primo matrimonio denota la sua condotta morale essere retta nello sposare poi le proprie compagne  nuove. L’ombra sospetta sui suicidi delle mogli avute, apre un argomento scottante ma che esula dall’Arte, come i figli legittimi mai abbandonati  al loro destino o diseredati a cagione delle loro madri.  I suoi divorzi sono sempre stati consenzienti o finiti in modo tragico, quindi: risolutivi
Tornando ai tre colori base in Guernica, Picasso lo si  evidenziano rigorosamente religioso proprio per la scelta dei tre colori  di base, e.
per meglio capire questo concetto prendiamo da un passo tratto  dall’Autobiografia di una nota Modella francese del tempo, modella  per fotografi e pittori: Kiki di  Montparnasse che quando parla di Man Ray pittore ci dice:

Man Ray non ha mai smesso di dipingere pur dedicandosi alla fotografia. Anche i suoi quadri sono straordinari. Come nelle sue foto,  usa tre colori soltanto, il nero, il bianco e il grigio. Quello che fa disperare Man Ray è che io abbia gusti da negra.Vado matta per i colori sgargianti, 
Tuttavia a lui i negri piacciono. 

Tratto da: “MEMORIA DI UNA MODELLA” di  Kiki di Montarnasse (pref. di Ernest Hemingway)  ed: Castelvecchi

Cosa hanno in comune Pablo Picasso e Man Ray da usare gli stessi colori ? Una cosa semplice e una nascosta: la semplice è che Picasso sceglie la prima moglie russa ebrea, mentre Man Ray  è americano di origine russa il quale sceglie Kiki l’ebrea (come altri nell’Avanguardia francese), ma la cosa che li rende comuni tra loro nelle abitudini coloristiche è che sono monoteisti di fede ebraica. Quando le stranezze sono affini, si denota che: Man Ray fotografo, di nudità femminile abbonda, spingendosi oltre,  quasi al limite della pornografia, mentre come pittore (Picasso compreso) non dipinge esseri con l’anima dichiarandosi astrattista parando dietro  la la monocromia la sua fede religiosa. Come mai questa differenza tra fotografia e pittura dove la prima è un arte permissiva e l’altra casta?

Casto e profano
Il meccanismo sta nel principio della “Creazione”.
La Pittura “crea”, la Fotografia “riproduce”, quindi quando Man Ray ebreo pittore crea, si attiene scrupolosamente alle regole religiose della castità, quando invece è fotografo, ogni sua modella risponde personalmente secondo coscienza della propria nudità. Ed ecco che nel mondo ebraico la Forbice dalla castità  e Prostituzione (sacro e profano) spalancarsi  ampia-mente, perché tra il sesso maschile e il sesso femminile nel mondo  ebraico avviene una separazione concettuale profonda, due mondi diversi. Se Man Ray sceglie per se una compagna di fede ma di facili costumi, inscena forti rimproveri di gelosia in pubblico sulla smodatezza erotica di Kiki, mentre in privato, l’ama la perversione spinta al sadomaso venerando il Marchese de Sade suo Gran Maestro ed ispiratore

Picasso ebreo invece, pur pittore e fotografo, esige per se donne pubblicamente  caste, donne da tenere segregate alla fede ma di forte appetito sessuale, arte  da non lasciare trapelare pubblicamente. Sulle allusioni giornalistiche e maldicenze, Picasso non le smentirà mai perché  accresce la vanità sessuale senza peccare al maschio tra i maschi.  

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il titolo Guernica.
Osservando il quadro Guernica di Pablo Picasso il titolo  è solo pretestuale in quanto non c’è nessun simbolo inconfutabile che confermi o ricordi minimamente la città martire spagnola bombardata. Le scene e i perso-naggi si presentano come sequele di disegni ritagliati e incollati dando vita a un collage e coupage di forte stile: cubista, dadaista e surrealista. Interessante è anche la fase preparatoria di  fogli di giornali (dipinti a ornamento) riempiendo alcune forme ritagliate, tipica  tecnica sulla preparazione di quinte teatrali o muri privati di casa, fodere economiche per la  sovrapposta tappezzeria per grandi manifesti come i trompe-l’œil scenografici da ripulire facilmente e riutilizzare più voltei fondali,  tecnica utilizzata anche per i cartoni animati di carri carnevaleschi di  cartapesta: i carri allegorici.

Tecnica.
Vero è anche che la tecnica di sovrapporre più immagini disgrafiche tra loro con la dissolvenza delle prospettive multiple ed aeree, sono di pertinenza picassiane, ma indagando a fondo, quell’invenzione pittorica scopriamo che lo stile multi prospettico e dissolvente nello spazio essere appartenente  ad un  genio poetico  del Male, il Poeta ebreo “Isidore Luciern Ducasse” conte di Loutreamont, ispiratore e guida di tutte le Avanguardie ebraiche francesi nella prima metà del Novecento. (una Bibbia per i pittori ed intellettuali adepti di allora). Anche lui, ispiratore, come i nostri due artisti in causa predilige nelle sue composizioni i tre colori del male: Nero Bianco e Grigio 

Cubismo o Tromp-oil?
Il trompe-l’œil dal francese “inganna l’occhio”, (inganna lo spettatore) induce nell’osservatore l’illusione di vedere oggetti reali  dipinti a parete. Il trompe-l’œil consiste  nel dipingere un soggetto in modo sufficientemente realistico da far apparire alla vista in parete l’esistenza di ciò che non c’è o far scomparire ciò che non si vuole che si veda. 

Il “Cubismo” invece si rivelerà essere una organizzazione eversiva  Cosmopolita con sede in Barcellona, (cubismo a motivo urbano), organizzazione massonica precedente la nascita di Pablo Picasso tra le cui fila cospiravano per la caduta del Re di Spagna anche tutte le famiglie “Riuz” di cui Picasso faceva parte per discendenza paterna ( Don José Ruiz y Blasco suo padre) e tra i parenti (che negherà), risultava esserci un omonimo Riuz, adulator politico insurrezionale fatto imprigionare e fucilato dai sovrani, per  presunti  collegamenti con l’ attentatore mancato alla vita del Re di Spagna durante la cerimonia nuziale.
Tale attentato avvenuto del 1906 e mirava all’eliminazione fisica della casa reale di Spagna con un colpo di stato  finale a seguire mai avvenuto. L’occasione si ripresenterà un  decennio dopo per mano di  Emilio Mola, e portato a termine dal crudele Generalissimo  Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde (Dux: il Caudillo ).

L’attentato fu simile a quello futuro di Sarajevo. L’attentato al Re di Spagna serviva per punire tutti i cugini congiunti alla casa reale di Russia dello Zar Nicola II° . Il  31 maggio 1906 Re Alfonso XIII° sposò la principessa Vittoria Eugenia di Battenberg (1887-1969), nipote di Edoardo VII del Regno Unito: Altezza Serenissima per nascita; ella fu creata Altezza Reale un mese prima delle nozze, affinché queste fossero tra eguali. Quando i due sposi di rientro dalla cerimonia nuziale, sfuggirono all’attentato da parte di un anarchico bombarolo Mateu Morral, adepto dell’organizzazione eversiva “Mano Nera” con sede in Egitto, gruppo massone responsabile di tutti gli  attentati ai Sovrani d’Europa.

La sindrome di Cuba
Il disegno di Guernica è tipicamente picassiano, sintesi di una esperienza che ha le sue origini in Les Damoiseles d’Avignon, del 1907 durante la guerra africana per la spartizione tra Francia e Spagna del Marocco. Quel quadro di cinque ballerine euro/africane, come il quadro “La Dance” di Enri Mattisse, 1910, opere “faxsimili ” distanti tre anni una dall’altra, (Balletti Russi)  indagati  a fondo sveleranno il piano di destabilizzazione della Spagna e della Russia da parte della “Penta Stellata Alleanza” organizzazione ufficiale e militare di matrice Cosmopolita.  Per la Spagna la sindrome di Cuba non era ancora finita, uno spettro si aggirava all’interno dello Stato spagnolo per far decadere la Spagna sovrana anche al suo interno, mutando completamente l’assetto geopolitico spagnolo da stato sovrano a nullità, stato completamente cancellato dalla Storia.

La Spagna che abbiamo conosciuto sotto il tallone crudele di Francisco Franco non era già più la Spagna classica, ma un altra cosa, un altra entità sottomessa e schiavizzata e culturalmente lobotomizzata alla quale hanno annullato tutta la sua straordinaria memoria storica. 

Pablo Picasso
Fu un personaggio politico e militare che seppe nascondere bene la propria identità. E che dire sui due aerei da guerra di Picasso donati al Re di Spagna per fermare o filmare chi…o che cosa?

link alla scoperta degli aerei da guerra di Picasso: https://filorosso.art.blog/2019/01/28/laviazione-di-picasso/

Guernica fu un manifesto minatorio contro chiunque si fosse opposto all’asse:  Roma- Tokio -Berlino.
Il resto è storia, ma che sotto sotto …tra i tre dell’Asse, c’è altro da sapere. FiloRossoArt sta indagando in merito riservandovi grosse sorprese…

Chi li ha diretti e perché i FascioNaziJap e perchè hanno disobbedito alle loro autorità Cosmopolite?

La Storia dell’Arte ci rivelerà tutto questo ed altro ancora…


Cubismo
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Arte: Lobby del Cotone (2/2)

Cotonificio Filo Rosso 
la Rivoluzione comincia qui

Furono le donne del Cotonificio Krasnaja Nit (Filo Rosso)  vecchia filatura di cotone in  San Pietrogrado nel quartiere Vyborg ad avviare lo sciopero che darà origine alla lunga processione rivoluzionaria comunista russa.

filo rosso inizio rivoltafoto: reparto filanda Filo Rosso dove ha avuto inizio la Rivoluzione Comunista in Russia

Perché a San Pietrogrado?

Questa città ha una storia affascinante misteriosa e variegata.
Nasce come San Pietroburgo, diviene San Pietrogrado per ordine dello Zara Nicola II°,  poi Leningrado alla morte di Lenin, per poi tornare San Pietroburgo  dopo caduta dell’URSS.

Si narra:

Le tessitrici della tuttora esistente Krasnaja Nit’ (Filo Rosso), situata nel rione di Vyborg, decidono in autonomia di scioperare chiedendo aumenti salariali e maggiori razioni alimentari: pane e aringhe!  Staccano, escono fuori e vanno in corteo alle officine metallurgiche Putilov e si trascinano dietro gli operai sul Sampsonievskij prospèkt verso il ponte Litejnyj che unisce Vyborg e il centro cittadino scavalcando la Nevà (…)

fabbrica filorosso

La “Sindrome Cubana” garantì il suo storico effetto; il popolo preventivamente affamato, si ribella alle sue autorità innescando: anarchia scomposta, disordine sociale, rivolta insurrezione  e saccheggio indiscriminato diminuendo le scorte alimentari aumentando  la penuria e la rabbia.
Le operaie di Filo Rosso chiedevano un aumento salariale negato dalla  proprietà, quindi, in stato di sciopero si diressero verso il palazzo governativo per chiedere ciò che il Governo non amministrava direttamente in quanto merce privata: e non poteva battere moneta dal 1905 quando la Russia perse la guerra lasciando a Francia e Germania l’incarico di Zecca monetaria. Il Rublo era stampato da Banche straniere come oggi in Italia. Chi erano i proprietari della fabbrica tessile Filo Rosso? Analizzando la loro storia politica ci troveremo davanti ad una sorpresa sbalorditiva.

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Cenni storici generali:

Abbiamo visto come nella seconda metà dell’ottocento e primi del novecento le Lobby del Cotone essere quasi tutte di  proprietà esclusive di famiglie ebraiche, e queste si stavano coalizzando come unico Monopolio mondiale (Cartello).
Con un salto storico in America, notiamo come già la guerra Civile Americana di fine ottocento nascondesse nel suo cono scuro per tanta ferocia unionista. il Cotone quale
ragione primaria di quella guerra. Il Sud, più esposto al sole caldo e produceva molto più cotone del nord mettendo in difficoltà i mercati nordisti. Le vere motivazioni che scatenarono la guerra civile americana, a parte le false ingiurie giornalistiche per preparare l’opinione pubblica all’evento straordinario, era che il Sud rispetto al Nord godeva nella produzione di cotone una manodopera quasi gratuita, mentre il nord , pur pagando pochi dollari i suoi lavoratori, aveva dei costi fissi di produzione e quindi, il Sud ostruiva il mercato del Nord vendendo il cotone a prezzo concorrenziale  sul mercato internazionale vanificando le esportazioni ai nordisti . Perse le staffe diplomatiche, tra i due scoppia la sanguinosa Guerra Civile. Il resto è storia.

aspetti-curiosi-guerra-civile Gli Unionisti (Nord)  avendo un esercito più piccolo finirono quasi per soccombere. Fu grazie all’intuizione politica di Abramo Lincoln di promettere ai lavoratori neri,  schiavi del Sud: la Libertà. il Salario, il diritto di Residenza e  Cittadinanza americana quale premio se avessero combattuto per il Nord. Così avvenne. Le fila degli unionisti s’ingrossarono dando vita ad un nuovo esercito nero di combattenti ben motivati a vincere in nome della Libertà promessa. Questa mossa fu una delle chiavi di successo della grande vittoria unionista.
Il Cotone fu conquistato, gli schiavi liberati, i salari rimasero miseri e cittadini di colore  furono  sottoconsiderati allora come oggi. La politica ingannevole si sa, non mantiene mai le promesse.

Theodore Roosevelt: da Guerrafondaio e Premio Nobel 

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Domati gli animi sudisti, il Nord America vincitore, premiato da tanto successo in armi, passò alla fase 2.0, quella di conquistare i mercati spagnoli del cotone in America Latina come anche il  mercato nel sud/est asiatico di proprietà spagnola. Si ripete il ritornello con infamie giornalistiche provocatrici a supporto (giornale giallo)  in seguito all’affondamento” della corazzata USS Maine 1898.
I
Nordisti americani accuseranno gli ispani dell’infame attentato, ed  appellandosi al diritto di difesa preventiva parte la loro dichiarazione di guerra.
Gli spagnoli, innocenti e con tanto di prove, non verranno mai ascoltati e verranno attaccati militarmente. La trappola ” dell’autoaffondamento” era scattata.  Inizia così la guerra ispano- americana combattuta dal 21 aprile al 13 agosto 1898 conclusasi a Cuba, espropriando alla Spagna i pochi possessi coloniali rimasti sparpagliati nel Pacifico  Africa, Antille e Filippine, guerre facilmente vinte dalla marina Americana grazie alla supremazia tecnologica militare equipaggiante le  corazzate. A terra invece, gli Usa  concordarono,  come a Cuba, l’appoggio ai guerriglieri interni che chiedevano da anni l’indipendenza dalla Spagna.

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Mentre gli Usa guerreggiavano con gli spagnoli a Manila, (il ferro si batte quando è incandescente), Theodore Roosevelt meditò di mettere le mani anche sul mercato del cotone cino/russo. Per quel desiderio avido di T.R.  la Russia verrà a breve  sottoposta alla disastrosa guerra del 1905 contro il Giappone, invasore che pretendeva l’egemonia su Corea, parte della Cina orientale e la Manciuria, dove la Russia zarista presenziava da 200 anni. L’esercito zarista  conoscerà un lutto di due milioni di soldati caduti sul fronte. Il Giappone, nazione emergente diventerà la più potente nazione presente in Asia, finanziata, istruita ed armata dalla comunità Cosmopolita occidentale angloamericana. La Russia firmò la resa  col  Trattato di Portsmouth (a New Hampshire – USA), il 5 settembre 1905 in tre lingue, riconoscendo solo quello in lingua francese.

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Anticipatamente al trattato di Portsmouth e ancora a cannoni fumanti,  Alice Roosevelt (figlia capricciosa del Presidente n. 26) accompagnò il Segretario alla Guerra William Taft e molti altri statisti in una missione diplomatica americana in Giappone, Hawaii, Cina, Filippine e Corea per decidere le sorti della Russia oramai perdente. Taft , dopo qualche anno diventerà il presidente n. 27 degli Stati Uniti d’America. (dal 1909-13). A questo punto il Monopolio del cotone era una esclusiva delle borse angloamericanaì imponendo un prezzo variabile alle singole Nazioni  che gli permetterà di condizionare le scelte politiche nelle nazioni minori da affiliare alla supremazia dell’Alleanza cosmopolita. 

Inizio delle rivoluzioni in Russia.

Riassumendo: La Spagna perde tutte le sue colonie costretta a venderle le sue ultime per 21 milioni di dollari; la Russia Imperiale perse nella guerra contro i giapponesi 2 milioni di soldati caduti al fronte, la restituzione di tutti i prigionieri giapponesi e rivoltosi cosmopoliti occidentali presenti sul fronte Ovest subendo pesanti sanzioni e rimborsi bellici nelle trattative di Pace che eleveranno il presidente n. 26 Theodore Roosevelt a  “Premio Nobel” per la Pace quale mediatore capace di mettere ordine nei conflitti. Già allora, al “prestigioso” Premio Nobel non mancava il senso dell’umorismo scoprendosi centrale del cosmopolitismo etnico mondiale. 

Per Teddy Roosevelt l’immensa Russia  non era una nazione facile da conquistare in quanto era una impero troppo vasto e ancora sconosciuto alle mappe militari cosmopolite, tranquillizzandosi però nel  sapere che tutto il cotone prodotto in Russia era già sotto il controllo delle famiglie ebraiche. Ma lo scatto d’orgoglio dell’esercito zarista di fucilare per alto tradimento  i rivoltosi interni (i BUND) alleati agli americani,  fece riaprire gli scenari di guerra che li vedrà impegnati successivamente nella guerra mondiale del 1914/18. Per T. Roosevelt, i BUND andavano protetti, finanziati e diretti preparandoli alla “rivolta interna” successiva utilizzando ancora la sindrome cubana in vista del prossimo Colpo di Stato dopo quello fallito del 1905.

Come fare?

Il Cotone, dopo la sana alimentazione dell’uomo, nella sua funzione sociale è la materia principale del decoro fisico e morale di un popolo, specie laddove la temperatura non permette la nudità nei mesi freddi del castigo. Il cotone, per soddisfare la domanda umana sempre più pressante a causa dell’esplosione demografica delle popolazioni mondiali, subì per primo il processo di rinnovamento industriale dando vita a vere caserme  strategiche ad alto rendimento produttivo: le Fabbriche.
Le Mode, l’impiego del cotone lavorato all’interno delle tane umane, ha sempre portato una ventata d’aria fresca a vanto della sua leggerezza raggiunta tra i sottili fili tessuti a trama fitta dando vita alle Arti decorative, le colorazioni, il ricamo e variopinta sartoria.
Dal rinascimento in poi, la pittura decorativa muraria sentendo il bisogno di essere esportata diede alla luce in Olanda la “Pittura ad Olio”, tecnica che richiedeva a supporto la TELA. Quindi i telai, le tele tramate,
come Penelope insegnava nell’Odissea non dovevano mai fermarsi perché rendevano Ulisse immortale.  Conquistare il Cotone voleva dire conquistare l’immortalità perduta e nuove frontiere.
l’Arte, sposandosi con la tela, vide gli imprenditori tessili promuovere la pittura da cavalletto quale ramo aggiunto di consumo del cotone. da qui si scatena l’idea che, attraverso l’Arte era possibile fare breccia nei sistemi totalitari e monarchici per la preparazione occulta della loro caduta. D’altra parte, gli industriali erano diventati  molto più ricchi dei loro sovrani meditando in gruppi organizzati di scalzarli tutti.

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Che cosa’è il Filo Rosso e cosa significa?

Molte cose e molte leggende.

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Il filo in sé  ha dato vita a leggende di straordinaria bellezza e ricchezza di fantasie: miti, preghiere, leggende, teologie, filologie e filosofie ecc. Oggi anche al WEB (ragna+tela), risultato metafisico del mondo idealizzato  dalla Dea OPI romana generatrice di operai e filatrici.
Dalla teologia mitologica ebraica invece,  ci perviene una curiosa processione che ci porta da San Pietroburgo a Nativot attraversando quattro millenni circa. Seguiamola:

Si diceva: “La più grande energia è posseduta da un filo rosso portato da un luogo sacro: la città israeliana di Netivot”. Il fatto è che, inizialmente questo amuleto veniva da Israele, dai cabalisti, seguaci del movimento esoterico ebraico. Secondo la leggenda, dalla tomba della Matriarca israeliana Rachel che secondo gli insegnamenti della Kabbalah è l’antenata di tutta l’umanità ebraica, ed è cinta da un “filo rosso”.
Mentre gli uomini ebrei sono riconoscibili dalla circoncisione del prepuzio del pene,  alle donne mancava un segno di appartenenza all’etnia ebraica originaria. Il Filo Rosso venne adottato per sopperire a questa esigenza metafisica nascosta, quindi, le Bundiste ebree russe, (ed altre ebree sparse per il mondo), adottarono il Filo Rosso di Rachele al polso sinistro per riconoscersi durante le agitazioni di piazza alzando il pugno alla battaglia (pugna) evidenziando il filo rosso di appartenenza.  Per ciò, riconosciute, le donne ebree si davano mutua assistenza sia in battaglia che sui luoghi lavoro commercio o altro, creando l’Esercito delle Matriosche (o Matriarche), un servizio segreto parallelo al femminile poco conosciuto alla letteratura artistica, tenuto nascosto alla politica e ai militare, ma di grande portata e influenza storico mondiale.

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L’usanza moderna d’indossare oggi un filo rosso di riconoscimento al polso sinistro, fu rilanciata dall’Esercito delle Stars hollywoodiane educatrici di masse ipnotizzate e in particolare ai nostri tempi – dalla Rock Star Madonna. Secondo lei, ripetendoci a memoria la leggenda, questo amuleto le rese la vita armoniosa e di successo tenendo lontano il “malocchio”  una sorta di avversità alla fortuna. Questa cantilena popolare di natura  superstiziosa, nasconde invece un altra verità più interessante, di natura storico/politica che andiamo a narrare.

unnamedIl successo della Rock Star Madonna le fu dovuto non tanto dal filo rosso che ha sempre portato al polso per scaramanzia, ma in quanto, essendo di origine ebrea godette della protezione e raccoman-dazione della comunità ebraica americana che ha il Monopolio  su tutti i poteri d’America, special modo quello dello spettacolo e cultura. I primi posti per “eletti” d’ assegnazione e selezione – e non solo in America – sono affidati ai migliori dei loro campioni messi in concorrenza tra loro solo se appartenenti alla Comunità.  Madonna, assistita da Staff di alta professionalità, ci ha messo anche molto di suo pur di restare alta sul podio mondiale e in modo tanto longevo, altre sono crollate nei vizi della lussuria, meritando Madonna il premio di Star storica,  da un vasto pubblico giovanile che l’ha saputa amare e seguire fino in fondo. Orgoglio della Comunità ebraica.

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Il Rito: 

Il Filo Rosso cabalistico senza nodi è di classe inferiore, invece quello fino a 7 nodi e di alto rango e grado assegnato alle capitane della organizzazione massonica. Il  Filo Rosso diventa un giuramento cabalistico se segue questo principio: si prende un filo rosso di matassa,  si fa sette volte il giro della tomba della Matriarca Rachele, si “spezza il capo”, poi si recita la preghiera conosciuta ai soli addetti e una volta consacrato il filo se ne ricavano dei braccialetti rossi, semplici per gli Adepti o con 7 nodi se affidati a  Matriosche dirigenti russe o Matriarche dirigente capitaliste della comunità assegnata o che abbia saputo fondarne un nuova ed essere promossa in campo Matriarca per meriti acquisiti o dato vita a un nuovo Monopolio da governare.

Perché sette nodi? Perché “Donna Rachele” figlia di Giacobbe nipote di Abramo, sancì per giuramento che il numero di 7 vite morte avversarie pareggiavano la Vendetta per ogni morto subito dalle Famiglie discendenti. Ciò servì per imporre il rispetto ai suoi  discendenti. Lenin ebreo, vedremo che lo attuerà contro la famiglia dello Zar composta da 7 componenti fucilati per avergli fucilato il fratello maggiore insorto nel 1905.

Ed ecco la sorpresa: https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Generale_dei_Lavoratori_Ebrei

Detto fatto, la Filanda russa Krasnaja Nit (Filo Rosso) era un covo di BUND ebrei Titolari compresi. Quale modo migliore per confabulare agitazioni e sommosse  nascondendosi dentro l’anonimato delle moltitudini di lavoro e dirigerli?
Sui Bundisti bisognerebbe aprire una pagina a parte in quanto, tutti i loro nominativi tenuti segreti furono trovati negli archivi delle Intelligence americana, trasferiti solo poi nel 1945 a Londra.  I B.U.N.D. si mossero nel mondo come un agenzia di cosmopoliti  cospiratori ed informatori (spie) a vantaggio del capitalismo americano, anche se, i Bundisti si sono sempre dichiarati socialisti non sapendo di essere manipolati dalle destre ebraiche americane. Il Partito Comunista Americano fu negli anni 20/30 un gran bel partito partecipato di lavoratori,  ma i Bundisti che si credevano una setta segreta, ne facevano grande uso anche i Servizi Segreti della polizia URSS (la  “Čeka” (ЧК)) per avere informazioni di prima mano (interscambio) sulle tecnologie, usi e  spostamenti politici interni americani (e viceversa). Il PCUS era informato di tutto e tutti fingevano di non sapere nulla sulla esistenza BUND, tallonandosi tutti a vicenda. L’Arte è l’unica disciplina che conserva e rivela le cospirazioni di questo strano mondo che ha sconvolto l’Europa industriale per quasi due secoli.

Israele in Siberia

imagesPremiati  per il loro eccellente servizio,  ai Bundisti il PCUS darà una regione siberiana  per fondare il loro nuovo stato “Israele” dove vivere sereni secondo le loro usanze, costumi e leggi religiose senza più nascondersi. In Siberia, all’estremo Est che da sull’Oceano Pacifico,  Birobidžan è la capitale dell’Oblast’ Autonoma, capoluogo della nota regione/stato Birobidžanskij.
Quando nella controcultura anticomunista si citano gli ebrei deportati e flagellati in Siberia, in realtà venivano trasferiti come pionieri nella regione di Birobidžanskij a costruire il loro nuovo stato sotto il diretto controllo dei loro superiori di fede ebraica.

Aleksandr Isaevič Solženicyn, (Solgeniski) per esempio, come altri ebrei spie capitaliste infamanti, verranno nell’URSS confinati nei “Gulag” (terre da colonizzare). Quegli esiliati accuseranno se stessi con menzogne infanganti contro  l’URSS (oggi Russia), perché agli ebrei piace assai mescolarsi appassionatamente nascosti nei  grandi movimenti storici  rivoluzionarie  mondiali pretendendo di restare nella Russia europea o paesi satelliti, dove c’è molto da intrigare, confabulare cospirare. Odiano restarne fuori dal gioco (e sono da capire), perché quella ebraica è una storia appassionante fatta di mille intrighi a corti, tranelli, veleni, rivoluzioni, guerre, trame, conquiste e scoperte; Arte, letterature, musica, scienze, mestieri; politiche e religioni come i razzi interstellari e ciminiere nucleari fumanti  ecc ecc,  succo della loro esistenza basata sul santo comandamento:

“L’immortalità la si raggiunge con l’Impresa”.

I primi grandi collezionisti d’Arte erano tutti imprenditori del tessile, come mai? La Rivoluzione Russa fu pilotata da sedicenti “Fili Rossi” borghesi e ancora oggi?

Che importanza ha giudicarli nel Bene o nel Male se hanno governato gli ambe due Bene e Male?

L’Arte, più nascosta e segreta di loro, li osserva, li guida, li usa ma non li giudica… medita…

bundfoto: Il Collezionista. Rivoluzione operaia inscenata dai “Fili Rossi” nel 1905 contro lo Zar 

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