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PROCESSO ALL’ARTE: DADA

Tribunale Internazionale dell’Arte – Milan-IT.

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“Imputati DADA alzatevi!”

Nei primi anni del novecento Parigi era l’epicentro europeo di un vasto esercito di manigoldi, reduci, invalidi e falliti dell’insurrezione in russa e finlandese del 1905.Chi meglio dell’Arte attraverso le opere riesce raccontare e  svelare gli stretti passaggi politici nascosti di un passato che puzza ancora oggi d’intrighi?Quei sbandati senza cibo e tetto,

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poesia saffica n. 26

Colpa di Max

io e Aciu andiamo a prostituirci
con le amiche migliori del cuore
tra i baci domenicali mattutini
baciamo come puttane per tradirci
e a sera tutti li riassaporiamo insieme.
Lei li indovina tutti, riconoscendoli:

“Questo è di Gomitolo, questo è di Lisa,
questo è di Lauretta.. questo.. di… Luna!
e poi.. dio! come bacia bene Valentina
la conocsco, la ri conosco bene è unica.
“Adesso indovina chi bacia così?”

“E’ un bacio segretissimo …”

“Troia!” mi ha sgridata così! Mi ha offesa.
“Hai baciato un ragazzo! Ma dillo prima!”
“che schifo!” e mi pianta il muso, le spalle,
dicendo dal  sapore che che era di Max,

Lasciata di emme, distrutta, piango.

Basta! adesso vado a morire.. mi suicido!
“Chi viene con meee?..
Aciuga mi dai una spinta?” Se ne va.

Che Oca!… ma come sono Ooooca… certo.
Come fa a sapere che Max bacia così?
Beccata! Non è lesbica! Le piacio e basta…

Niente suicidio.

“Aciugaaaa!! Troia sei stata prima te di mè!”

 

BLU Marina
(Pavia 16.02.2019)


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Poesia saffica n. 25

 Blocco Note n.1:
i miei appunti “crescendo insieme”

 


Aspetta che mi spoglio
poi vedo se sono in grado
qualche indecenza per te la provo.

————–

Professione fotografa… vedrò

——————-
Ho visto gli asteroi di Seefi e Victory a letto
sono carini insieme, rosa e liscia lei, una magia.
Seefi potrebbe essere metà mia se voglio
non sono mica gelosa di Victory, mi spiace.

———————
una donna sconociuta più è adorata
e più si circonda di misteri attorno.

———————-

Nessuno pensa mai che sono stanca
di sentire parole sottovuoto, senza senso:
il sesso so farlo anche da sola
però in due viene meglio.

————————–

vado a morire
mi stava simpatica.
Aciuga è una gattina se lecca.
io sotto il cuscino svengo,
comunque sono piu alta di lei
devo amarla sempre per prima.
——————–

* pubblicata
———————–

Yezina, non ti conviene guardarti
allo specchio a quest’ora. Apri!
Soprattutto, non nel bagno.
Finisce che ti accarezzi!
Ti prego, apri! Pure a me
fanno pure i lampi
insieme magari….

——————-
hai visto come sono dolci Maxi e Daniele?
sono bellissimi, come si fa non amarli?
fammi una domanda, anzi
fammene due  di scorta…
——————

Innamorarmi di te non era mica previsto.
Resti comunque la sola cosa più bella
che i miei occhi hanno visto.
——————————–

ma vi pare che ogni volta che vado
a casa della mia migliore amica
le scappa la pipi? Sarò la sua allergia?
Bho! dice che è colpa della felicità
L’ adoro! Lei mi adora..
che amica. che micizia bella

————————————

Mi piace essere la tua bimba,
addormentarmi al cell con te
ascoltare i paragrafi casuali
e sapere di essere amata
msm: ti adoro – tua bimba.
è stata pura poesia. poi alla fine
“sono lesbica mia..” msm “ok anch’io per te”
________________________

“Hei Confusa ci mettiamo in ìnsieme?”
Ok! ma solo una settimana
ho l’appuntamento con un altra… (é_é)
________________________

Senti i gemiti nel palazzo? Che invidia.
Nuova coppia di egiziani. La tortura
lei ci sta sempre e gode due piani più in su
Noi no! Mani sulla bocca senza fiatare

——————–

hai visto i maschi? stanno sulle loro
fanno finta di niente ma ci patiscono
e nell’ora di ginnastica ti accorgi
chi si fa da solo e chi con una di noi.
stanno diventando tutti grandi al Liceo
stanno diventando uomini, guardali…

———————-

ai visto Andrea.. quanto è bello
fin dalla prima Classe mi piaceva
ma  non lo deve sapere.. guai!
“allora non sei lesbica”
con lui no, con te si…

—————————

poetessa: MSN “Pasticciona”
…io ì, invidiosa, gne gnee TVB

————————————–

e lentamente vesto il mio corpo
dando ragione al pudore sociale
che lo vuole sexy ed elegante

è bello da scoprire se amate
mi piace guardarmi qundo lo fai…

————————————–

per noi catalogate di genere e non esseri umani
modificati in blad ranner senza un domani

e bla bla bla…


ti accedo una stellina da non far girare!

ti do 10 punti se mi dici ” ti amo”

————————–

titolo: dispiacere (?)

non devi assolutamente sentirti una put….
l’hai detto tu stessa che ti sei lasciata andare
evidentemente era il momento giusto
e le cose girano bene lasciandole andare.
poi se vuo ti posso perdonare, ma lui no!
adesso sta con due… (solo masturbati?)

(da elaborare)


Max mi ha presa per le mani
ha infilato le dita tra le mie
mi ha spalancato le braccia
e mi ha crocefissa al muro

facile baciarmi cosi. Prepotente!
e Andrea mi guardava intristito
aveva il magone … poverino
con me ci spera educatamente

 

BLU Marina.
(Pavia 16/02/2019)


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Poesia saffica n. 24

Lettere: lezione difficie

Vaghi in quel guardarti intorno incerta e triste,
ascoltare parolette ricercate per averle affianco,
la calma tua bellla a quel richiamo m’invita e
piano piano accinta fingendomi distratta
mi accomodo seduta al tuo sguardo perplesso
e gamba la tua gamba sfiora improvvisamente
risvegliandoti dal torpore ma non dall’incanto
di averemi a tuo fianco come compagna di banco
nell’ora della pausa delle veloci chiaccerate:
“Che c’è?” ti chiedo con cura e mi lacrimi appena:

“Grazie Marina, grazie, mi stai accanto?”

 

BLU Marina
(Pavia, in classe 15/02/2019)


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Picasso: Accademia delle Brutte Arti

Picasso: “Chi crea una cosa è costretta a farla brutta”

Cominciare con un titolo simile è scoraggiante per chi conosce Pablo Picasso come l’artista che a rivoluzionato l’estetica della rappresentazione figurativa in pittura nel 1900. Con la sua invadenza rivoluzionaria, il pittore spagnolo ha  contaminato e distrutto l’epoca della bella pittura, offrendoci  in alternativa, brutte raffigurazioni spacciate per “moderne”.

Picasso è stato un caposcuola europeo operante prevalentemente a Parigi e, per circa una ventina di anni conquisterà il primato assoluto di artista rivoluzionario , surclassato solo poi nel ventennio che segue dai muovi pittori maestri d’Europa, fondatori di nuove correnti, discipline artistiche e pensieri d’Arte. Il sorpasso a Picasso è stato lento e graduale in quanto, le due guerre mondiali di mezzo sono state feroci e disatrose a livello umanitario e urbano, dando una bruscaa frenata all’accellerazione che le Avanguardie avevano imposto, resuscitando per reazione le destre al potere,  il neoclassicismo quale rappresentazione figurativa dell’arte monumentale dei giovani imperi nascenti.

E’ ridicolo solamente, pensarlo che, un artista da solo sia stato grado di generare una simile rivoluzione come quella che ci ha spinto al modernismo il XX° secolo , ma che gli artisti abbiano dato un sostenuto contributo estetico e di sangue alla rivoluzione sociale dei loro tempi, lo possiamo valutare col senno del poi solo oggi a secolo chiuso.

 

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La storicizzazione degli eventi sostenuti delle Avanguardie, non separano e non scagionano in toto il loro impegno dal resto delle rivoluzioni industriali e da quelle ancora in corso nel mondo; rivoluzioni di  gran lunga superiori a quelle dell’Arte, ma tenute sempre nascoste rispetto a ciò che oggi osanniamo come Campioni, Santoni, Martiri, Maestri e Sacerdoti dell’Arte ai quali diamo più importanza del dovuto senso.
La domanda da porgersi è legittima è la seguente. ” E’ l’Arte che ha rinnovato l’industria e la società, o è l’industria che finanziando più del dovuto l’Arte l’ha spinta a rinnovarsi a condizione che…?”
Quando si cita l’Industria, i suoi laboratori di ricerca, l’economia indotta che ha generato; le lotte sindacali per la gestione e ripartizione dell’utile, non possiamo non mettere in campo la Politica e, quando si dice politica si dice rivoluzione. Ma la Rivoluzione non è la politica, è una rotazione sconvolgente, distruttiva, ricostruente, e difesa, e abbandono e innovazione sostenuta da moti accelleranti come i cippi elettrici che sviluppano forti campi e tensioni.

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Quindi, nessuno può arrogarsi il diritto di essere il titolare della parola Rivoluzione, tanto meno dare un senso morale alla questione. La Rivoluzione, per chi la subisce, è un Ciclone inarrestabile non annunciato; diversa per chi la promuove e la esercita come spinta animatrice di cambiamenti. La Rivoluzione è il Ciclone, da Ciclo: forza in rotazione centrifuga o centripeta non sempre controllabile o governabile. Alla famiglia dei cicloni appartengono: gli uragani, i tifoni, i tornado e le trombe d’aria, più forze che si dissolvono consumandosi. Insomma, la parola Rivoluzione è inaspettata per chi la subisce ed è voluta da chi la organizza.
Possiamo dire che “Pablo Picasso” è stata una forza distruttrice presente nell’Arte perché insurrezionalista di rivoltosi , forza rivoluzionaria e distruttrice.
Ma rivoluzionario per conto di chi, se le rivoluzione in atto erano migliaia nel mondo, a partire dall’ago con cruna diventato macchina da cucire, dallo straccio della polvere diventato aspirapolvere, dalle mani del panettiere diventate impastatrici industriali, dalla falce contadina diventata trebbiatrice, dalla spada del soldato divenuta carro con mitragliatrice ecc.

 

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E il quadro?…

Niente rivoluzioni: da quadro è rimasto sempre quadro e  riquadro.

In Arte, nel 900, le cose non sono mutate. Eppure una mutazione rivoluzionaria c’è stata, diventando per eccellenza, il quadro, la mutazione piu straordinaria che l’Arte poteva donarc, ma che, non contempliamo come Arte.

Il quadro come supporto è depositario d’immagini. Da sempre rappresenta la vita dell’ l’uomo e le cose che lo circondano. La vera “rivoluzione” in Arte, si manifestò solo verso la fine del secolo XX°. I tentativi precedenti di staccarsi dalla rappresentazione Classi-ca, Iconoclasta, Rappresentativa ed Estetica, apportarono solo delle varianti moderniste sulla frammentasione del “soggetto immagine” (vedi cubismo) o l’utilizzo del solo colore decorativo cercando di dare nuove forme alle immagini mai rappresentate prima.

Ciò che ci ostiniamo,  ancora oggi chiamare Arte, non è mai uscita dalla sua cornice di quadro o rettangolo appeso al muro, sia esso: affresco, murales, quadro, foto, manifesto o souvenir ecc. Eppure, tra i tanti quadri appesi sui muri nel pianeta, c’è né uno che pur rimanendo “quadro e riquadro” ha subito delle metamorfosi incredibili, ed è lo Schermo!  Per l’Arte, dentro quel quadro, si sono aperti nuovi scenari incredibili.

Il vecchio quadro, di fine ‘900 andrà in soffitta perchè non lo rivonosciamo piu Arte.

Il vecchio quadro, la tecnologia moderna lo vuole immagine inanimata, appesa, statica e quindi una scultura grafica, figurativa, peggio ancora, un estetizzante inutili perchè inanimato e statico. Su questo tema, è in cantiere una puntata a parte.

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Tornando al nostro impiastratele Pablo Picasso, caposcuola di un pensiero modernista in Arte e che ha aperto mille nuove vie e possibilità ai futuri disegnatori, artisti e grafici europei e mondiali, muovere una critica artistica e sana e demolitrice nel contemp, su Picasso, è un compito arduo ma delicato, difficile da sostenere in mancanza di prove fino a quando si viene in possesso di una serie di informazioni inquietanti sul suo conto.

Da Picasso in poi, in Arte, tutto sarà permesso e altro ancora, ma possiamo parlare seramente d’Arte in futuro davanti alle sue opere?

D’altra parte, abbattere un inponente elefante minaccioso con un fucile a canne mosse, ci da modo di capire sul sacrilegio che si adempie contro Natura, ma se l’animale, avvicin-tosi troppo mette a rischio la sopravvivenza del minacciato, la sfida si conclude senza troppi preanboli e rancori.

Così succede quando ci si trova davanti a dinosauro dell’arte come Picasso e capire come sia stato possibile il sacrilegio che lui a perpetrato nei confronti dell’Arte, è come indagare sui meccanismi che hanno permesso tutto questo e come tutto ciò sia stato possible.

Pablo Picasso, per la storia dell’arte è l’Ascia implacabile che ha tagliato di netto l’arto con il quale l’Arte aveva raggiunto un altissimo e raffinato livello espressivo e decorativo, facendola stramezzarla a terra morta.

Alla comclusione che, contro l’Accademia delle Belle Arti si doveva contrapporre una nuova Accademia delle Brutte Arti, ciò è passato attraverso una escalation che ha le redici nelle Avanguardie dell’Ottocento, incolpando la neonata fotofrafia di contrapporsi con un immagine immediata della realtà rappresentatica sulla vita dell’uomo presente, quindi, si dice che, gli artisti classici trovandosi senza lavoro si siano riciclati a tempo dovuto per non morire di stenti.

Diciamo che nelle Accademia delle Belle Arti, i grandi pittori ci avevano dato il segnale di preavviso di un mostro tremendo che si era mimetizzato sotto il mantello e pieghe dell’Arte, per governarla con immagini infere. (Gustav Climt)

Alla luce di quanto detto, adentriamoci come zecche e pulci tra i peli di quel gorillone che Gustav Klimt ci aveva segnalato e seguiamolo nel suo fagocitare d’Arte per mettere a segno altre mire. Vediamone i meccanismi dove la brutta arte s’impone con l’inganno sulla bella Arte:

Da “Picasso” di Getrude Stein ediz. Adelphi:


Per Picasso la pittura fu sempre un mestiere:
un fatto di quel tempo è significativo al riguardo. A Parigi c’era una scultrice americana che desiderava esporre al Salon le sue tele e le sue sculture. Al Salon aveva sempre esposto scultura fuori concorso, rna non desiderava espore scultura e pittura insieme, allo stesso Salon; chiese dunque a Miss Toklas di prestarle il nome
per i quadri, e lei acconsenti. I quadri furono accettati col nome di Miss Toklas; erano nel catalogo, noi avevamo il catalogo.
La sera del vernissage Picasso era a casa mia. Gli mostrai il catalogo e gli dissi: ecco qua Alice Toklas e non ha mai toccato un pennello e ha avuto un quadro accettato al Salon. Picasso divenne di fuoco. Non e possibile, disse, deve avere dipinto a lungo, di nascosto. Mai vi dico, risposi. Non è possibile, disse, non è possibile, quella del Salon è cattiva pittura, ma anche così, se uno sa dipingere come suo primo quadro un quadro che viene accettato, vuol dire che non capisco niente di niente.
Calmatevi, gli dissi, no, il quadro non l’ha dipinto lei, ha solo prestato il suo nome. Era ancora un po’ scosso. No, ripete, bisogna sapere qualcosa per dipingere un quadro, bisogna, bisogna.

 

Quesiti :

  1. la prima perplessità sorge quando Stein dichiara: “avevamo il catallogo”
  2. la seconda: Alice Toklas poteva disporre degli “eletti” al “Salon d’Automne” un vizietto suo,già conosciuto, quello poter far cambiare le identità
  3. Picasso: “quella del Salon è cattiva pittura” e tale doveva essere
  4. Picasso 20,000 quadri … quanti al giorno?
  5. Ordine della Pipa” indagare

Seguendo i loro ragionamenti, la corsa delle Avanguardie alla fatturazione delle loro brutte opere ma super pagate, nascondeva allora, come oggi,  una curiosità legittima e un dilemma irrisolvibile per i collezionisti e gli artisti di tutto il mondo. “ Perchè costano cosi tanto se sono volutamente brutte opere?”

Continua: IN CANTIERE la parte seconda

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Dietrologia?… Per 100,00 euro magari si, ma per 10 milioni cadauno no?
Indagare sui finanziamenti di Marisse alle suore del  Cotolengo in cambio del convento in disuso dove fonda la sua Segreta Accademia  e quelli di Picasso all’istituto psichiatrico in spagna e Parigi  (erano li dentro gli allievi addetti produzione dei lo quadri autistici?… indagare… )

 

Poesia saffica n. 23

Il Pettine d’Oro

E di pettine disceso le accarezzavo i capelli
d’oro di bimba distesa su me adagiata
che di spalle curavo soave l’amica diletta
pettinandole i dentini orati, i riccioli belli.
E si lasciava  accarezzare da chi alle spalle
su di lei incantata, giocava alle bambole,
abbandonata distesa da torpose carezze
che stordita le intonavo una nenia da nanna,
svenenendomi tra le braccia indietro adagiata
su petto e pancia nel pisolino che ci guance univa ,
ritrovandomela oggi tra le braccia come allora
più grande, lasciandosi ripettinare  i riccioli d’oro.

La guardo: mi sorride la mia bambola riccia
invitandomi a pettinarla per farsi più bella,
di schiena s’appoggia al mio petto sedile
e mi sviene tra le braccia come da bimba.

 

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BLU Marina
(In classe a Pavia 11/02/2’19)


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Poesia saffica n. 22

“come again”

nascondimi ancora sotto le tue lenzuoa a fiori,
come ieri, facendomi sentire una formichina
sotto un prato fiorito baciata da una coccinella
dai capelli rossi tinti e due occhioni verdi belli
parlandomi in inglese senza capire niente
che al cuore suggerivi: “Come on come again”
e vaga sulla mie labbra mi facevi morire.

 

 

BLU Marina
(Pavia in città,  10/02/2019)


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Poesia saffica n. 21

Due fiori

Oggi la mia compagna di banco si è raccomandata tanto.
Me l’ha spiegato brevemente, ma non ci ho capito niente.
Poi ho capito a quale ragazzo si riferiva parlando… wow.. Alì.
e gli ha scritto un papiro interminabile senza nome. Leggendo,
dai dettagli ho capito che ero io, lei parlava di me a me stessa.
Dio che disperazione doverle dirle che sono già impegnata;
ma ditemi voi, ci possono stare due fiori diversi nello stesso vaso?
Mi vergogno dirlo, lo so, non è giusto e non sta bene farlo, ma,
per non farmi capire dall’altra, il lembo sotto il banco le ho alzato
e con la biro sulla coscia un tattoo le ho inciso là, dove nessuna
deve vedere, dedicandole uno svenevole: “Ti Voglio Bene”.

 

STELLA D' ORO, Saffica vergine

BLU Matrina

(Pavia in collina09/02/2019)

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