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Picasso: Cubismo o Frantumismo? 1/2

Pablo Picasso 1906 “Demoiselle d’Avignon”

Postrìbolo s. m. [dal latino tardo prostibŭlum) luogo di incontri con le meretrici», derivato di prostrare, inchinarsi o chinarsi
Les Demoiselle d’Avignon meglio conosciute come le Prostitute di Avignon di Pablo Picasso sono diventate famose nel mondo dell’Arte in quanto si vuol deduce questo quadro il primo tentativo in assoluto verso l’invenzione del Cubismo. E’ poi vero? Vediamolo.

Abbiamo visto in precedenza come il Cubismo era una corrente storico politica ebraicaeversiva in Barcellona, quindi, con quel quadro raffigurante un Postribolo multietnico Pablo Picasso cominciò a tramare coi suoi adepti il racket di prostitute in Parigi, attività fraudolenta per l’autofinanziamento della propria organizzazione spagnola sconfitta dagli americani , operazione di natura politica per rilanciare e affermare il rispetto nel cosmopolitismo internazionale della propria Comunità o Famiglia di appartenenza caduta in disgrazia.

Le merci interessate alla malavita – capaci di eludere il controllo del Fisco – oltre le armi erano: la fotografia pornografica, la prostituzione da bordello, gli stupefacenti, le droghe minori annesse. L’alcol era circoscritto alle aree industriali americane e quindi di scarso interesse europeo. Le merci che permettevano di accumulare danaro in contante e facile per operazioni strategiche di conquista commerciale, industriale e politica, non erano molte, bisognava inventare qualcosa di meno rischioso e più proficuo.

Una quinta merce prese via illegale sul finire dell’ottocento, merce molto lucrosa capace di movimentare grandi capitali esteri non referenziati e che si muovevano “estero/estero” con sedi finanziarie sparse di cui la Svizzera deterrà per un secolo la garanzia del capitale speso in ARTE.

L’Arte pittorica fino al 1905 era una bene personale e quindi esente da tassa Patrimoniale. Famose erano le casse di spedizione delle sorelle Cone americane (collezioniste) come quelle di altri collezionisti nel mondo e spedite dalla Francia Il bagaglio dei collezionisti non era soggetto a perquisizione e controllo doganale in quanto una circolare del Ministero del Commercio francese – vista la morbosa passione feticista per l’arte francese di molti collezionisti miliardari americani o appartenenti all’internazionale “Cartello del Cotone – chiudevano un occhi per tanto pingue guadagno in entrata all’Erario francese per della robaccia di poco conto e valore artistico. Gli agenti di finanza doganali non capivano come mai dei quadri tanto brutti piacessero ai collezionisti americani, lasciando passare quella merce chiusa in casse lontane da eventuali sospetti.

Les Demoiselle d’Avignon è un opera che mostra cinque prostitute di un bordello la cui origine del Titolo dell’opera è dubbia. L’ Avignion francese e l’ Avinyò spagnola, hanno quasi la stessa pronuncia, distraendo il ricercatore dal percepire quale delle due sia stata la sede operativa dei Cubisti. La calle Avinyò” (via), è una strada di Barcellona in zona Porto. In quella via si presume sia stato consumato il duplice omicidio con relativo taglio della testa quando un giovane ufficiale di marina francese sceso dalla nave per recarsi dai cubisti per trattare l’egemonia militare, davanti ad una apparizione di tanta crudeltà efferata, il capitano svenne. Racconterà Gertrude Stein che l’ufficiale le abbia confidato di avere visto le teste tagliate dei suoi agenti, messi in bella vista sui fanaloni anteriori dell’auto in sosta che lo attendeva, sbarrandogli la via. Questa esecuzione gangster dava da intendere ai francesi chi comandava gli affari in Barcellona.

Barcellona : zona Porto, calle Avignyò

Il capolavoro picassiano porta un titolo in francese, ma, se volessimo spostare lo sguardo sul percorso che dal quartiere Cubista di Barcellona si dirige al porto, si può percorre in auto la strada rettilinea fino ad Avignon -Francia, (vedi i tragitti in auto di Francis Picabia residente a Barcellona). La strada litorale che dal porto di Barcellona porta direttamente ad Avignon , è di grande interesse ispettivo che ritroveremo nel triangolo delle cospirazioni di Avanguardia verso la Francia.

La carrettiera (strada) che darà lustro alla Storia delle Avanguardie francesi è la strada maestra che da Barcellona collega i traffici con Parigi. Questa strada tocca diverse tappe importantissime sul tragitto artistico, strada che apporta tanta chiarezza alla Storia del Cubismo e del Surrealismo. La strada interessata è quella che dal quartiere Hospitaletto in Barcellona sale verso Figueras, passando per Roses e Cadaqués (sede operativa di Duchamp) e prosegue su-su oltre il confine spagnolo diretta ad Avignon Francia.
Le tappe stradali svelano un disegno geopolitico sensibile tenuto sempre nascosto sul quale si stanno muovendo le nostre indagini. Troveremo su quella strada le tappe i quartieri generali delle Avanguardie franco spagnole per “operazioni” congiunte prebelliche atte alla pianificazione della Prima Guerra Mondiale (1914/18). Qui l’Arte si sporcherà le mani di sangue per la seconda volta sotto il regime espansionista del 26° Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt (1901-1909) ma che il Presidente non vedrà realizzarsi il sogno della sua vita, passando il testimone all’Amministrazione del Presidente n. 27 William Howard Taft (1909-13) ed infine al Presidente n. 28 Woodrow Wilson (1913-21). A tutti e tre i presidenti la Russia sfuggirà per un soffio.

Il cliché dei Bordelli :

Targa di un Bordello italiano (detto Casino)

Nell’ottocento il Bordello francese divenne grazie alla Rivoluzione, un modello universale di esportazione. Essi si espansero nelle varie nazioni confinanti laddove le religioni chiudevano un occhio (ma solo ai militari). La ricetta era sempre identica: tre modelle di prostitute straniere approvvigionavano i Bordelli, donne provenienti da aree poco cristianizzate e come il cartello di Madama Elvì allegato dimostra, le prostitute erano prevalentemente di nazionalità francese, abissine ed emiliane (Italia). nel capolavo-ro di Picasso anche spagnole e marocchine.

Ora, se osserviamo le etnie che compongono il bordello di Madama Elvì del 1930 e lo raffrontiamo con il capolavoro di Pablo Picasso, notiamo una stana coincidenza etnica tra le prostitute. Se ne deduce che Picasso era già a conoscenza di un piano fascista antecedente prossimo e su grande scala.

I suoi viaggi in Italia lasceranno le impronte le impronte digitali del suo passaggio tra gli artisti italiani che aderiranno al fascismo, come altre impronte lascerà sui palcoscenici laddove si mettevano in scena gli emblematici “Balletti Russi” (vedi a Napoli sede della Marina Reale, Parigi Londra ecc.) sempre in concomitanza di emblematici “Congressi”.

L’Alleanza delle tre armate che formeranno l’esercito del generalissimo Francisco Franco nella guerra Civile di Spagna saranno formate da: spagnoli, abissini, francesi e italiani. Nel dipinto mancano le prostitute germaniche. I germanici li ritroveremo aviatori alleati coi piloti e volontari fascisti italiani nella Guerra Civile di Spagna sterminatori di repubblicani insorti a difesa della democrazia.

Alla data della composizione delle Demoiselle d’Avignon la posizione dell’esercito tedesco non era ancora definita in quanto erano in corso (dal 1906) i disegni per l’abbattimento di tutte le Monarchie d’Europa. Per la casa reale di Spagna i piani eversivi erano già in pieno svolgimento da oltre un trentennio, sia all’interno del regno come in tutte le colonie dove si chiedeva l‘Indipendenza e la Libertà dalla Spagna senza nulla sapere sul loro futuro misero destino.

Picasso e i cubisti rientreranno in questo svolgimento strategico che la Spagna alla sua definitiva caduta secolare, scomparendo dalla scena geopolitica. Con la sconfitta a Cuba la Spagna perderà l’amministrazione mondiale assegnata da Cristo per devozione Santissima, (Cristoforo Colombo). Per chi mastica un poco di politica sa che i piani trentennali e cinquantennali di Stato vengono stillati dai militari; la politica poi dovrà scrupolosamente attenersi ai piani segretati coinvolgendo il popolo nelle “riforme” imposte dal <ministero della Difesa o dai conquistatori in caso di fallimento.

Les demoiselles d’Avignon. è datato 1906/07. E’ preceduto, si dice, da molteplici studi… o forse il suo vero titolo sarebbe stato “Las Señoritas de d’Avinyò “ non fosse per il fatto che fu designata Parigi essendo la Capitale mondiale della prostituzione, deputata ideale anche perché sempre alla moda. Metropoli spumeggiante, accogliente, disinibita ed onorata, sede di intellettuali. Barcellona, decaduta militarmente, non poteva disobbedire agli ordini di Gertrude Stein , ambasciatrice dei cosmopoliti americani e quindi, Barcellona, perse il suo primato anche questa volta per il fatto che gli spagnoli (di quel tempo ) pur essendo stati imperialisti erano ritenuti dalla Stein, ignoranti e svogliati agli studi ed interessi industriali. (vedi le affermazioni di Gertrude Stein nelle Biografie degli artisti).
La direzione della prostituzione in Parigi, verrà assegnata ad un pittore di origine olandese, uomo sofisticato, presuntuoso, di origine borghese dagli aspetti classici e che troveremo tra i membri fondatori del Bateau Lavoir sede “collegiale artistica” di Pablo Picasso, o meglio chiamarla “Base Operativa della cosca Avanguardia” pittore sotto la lente di ingrandimento per capire meglio il suo ruolo artistico e politico organizzativo tra le prostitute cosmopolite parigine.

Le due opere sorelle

La danza” di Matisse: un girotondo di armonia in capo al mondo
Enri Matisse: DANZA

Le stesse anomalie delle Demoiselle le troveremo anche nell’analisi del capolavoro di Enri Matisse “Danza”, opera per la costituzione e finanziamento dell’Armata Rossa non ancora comunista.
Opera venduta ad un magnate del Cotone russo.

Il Comunismo e la “Stella Rossa” si realizzeranno più avanti all’insaputa di trame sopra alle loro teste. Con Danza e le Demoiselle, siamo in presenza di due quadri PENTAGONALI promotori di alleanze militari protese alla conquista del Mondo.(Girotondo)

Le prostitute, le lesbiche, le modelle, le ballerine ecc. anche in questo caso russe, si animeranno per la realizzazione del cosmopolitismo mondiale. Si era presentata per le donne una occasione importantissima di politica partecipativa diretta. Scopriremo nel loro operato per l’auto-finanziamento dei movimenti insurrezionali, la creazione di un esercito femminile e femminista di formazione russo-ebraica che s’imporrà in tutti i campi, sghettizzando le donne in marcia verso un nuovo ruolo che le confà.

La parola Liberazione tra le donne prenderà connotati sociali diversi e non più fortemente militari o rivoluzionari. La Liberazione è per le femmine ebree promotrici, una promozione in campo alla subalternità dai Fratelli maschi, donne in marcia verso un altro modo da costruire per un futuro prossimo industriale cosmopolita che annetti la loro presenza. Nelle Avanguardie francesi invece, scopriremo Gertrude Stein essere una Grande Sacerdotessa Matriarca officiante anche funzioni religiose e non solo lei.

Le bateau lavoir Paris | Montmartre paris, Bateau lavoir, Vieux paris
Bateau Lavoir
archive photo of Picasso at the age of 23 years, in 1904... handsome :) |  Picasso self portrait, Picasso art, Famous artists
Pablo Picasso

1907:
Picasso porta a Parigi le Demoiselle dichiarandole un opera Cubista quando di cubismo nessuno ne capiva una cippa. Parigi comincia a domandarsi cosa fosse il cubismo mormorando l’avvento di un matto più matto di Enri Matisse. Era un duro, deciso, uno che non si tirava indietro a nessuno e che voleva conqui-stare un posto al sole a Parigi. In pratica, un capobanda cosmopolita spagnolo uno che non rispettano le regole imponendo le sue. Picasso arruola adepti e fonda Bateau Lavoir imponendo il rispetto.

1908;
Il gruppo più consistente di artisti stabilitisi nel 1908 al Bateau Lavoir di Pablo Picasso è composto da: Georges Braque, Max Jacob, Marie Laurencin, Guillaume Apollinaire, André Salmon, Maurice Raynal, Juan Gris, e poi Fernand Léger, Robert Delaunay, Albert Gleizes, Andre Lhote, Jean Metzinger, Francis Picabia, Alexander Archipenko e Paul Gauguin di ritorno dal suo primo viaggio a Tahiti adunatisi in onore del gran pittore (Patriarca) Rousseau detto il Doganiere.
La cornice evidenzia un “Quadretto di Famiglia” che aduna tutti i componenti di spicco di Avanguardia ed d’altri artisti ancora che si aggregheranno al gruppo storico.

Quindi, Avanguardia nel 1908 diventa una nuova “formazione artistica”, ovvero, un gruppo omogeneo di artisti rigorosamente della stessa origine etnica anche se di popoli diversi, adunati sotto forma di Clan, Lobby o Mafia. Tutti i componenti di Avanguardia sono rigorosamente di origine ebrea tranne qualche gregario esterno di fede cattolica lasciati perennemente in anticamera. Finti Cattolici e finti Pastori, verranno impegnati nelle scalate religiose per il controllo e dominio delle Chiese e le rispettive Culture in Francia e più tardi anche nel mondo.

Domanda: Qual’è il motivo cardine di una simile adunanza in Arte?

Le indagini continualo a pag. 2/2 (in arrivo)



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Picasso è nato morto.

Picasso precubista | barbarainwonderlart

Pochi conoscono questo aneddoto sulla vita di Pablo Picasso.
Il giorno che Pablo Picasso fu partorito dalla mamma Maria, la balia dispiaciuta, lasciò sul tavolo il fagottino del bambino “nato morto” e se ne andò sconsolata e dispiaciuta. La madre disperava nella tragedia e fece chiamare subito lo zio medico di Pablo, Salvator Riuz Blasco, fratello del marito e padre di Picasso: ( Josè Riuz Blasco),. Il medico era in casa pronto ad intervenire in caso di complicazioni durante il parto.
Arrivato al capezzale della puerpera, ella indicò in lacrime il fagottino sul tavolo col neonato al quale il dottor Salvator Riuz Blasco apprestò le prime cura del caso. Il piccolo non respirava.

Premessa:
Era usanza ai tempi per gli uomini europei più agiati fumare il buon sigaro cubano detto “el Puro” (il migliore per antonomasia) perché il tabacco era ritenuto a quei tempi un perfetto antibatterico odontoiatrico, sia fumarlo ( senza ingerire il fumo) che masticarlo sputando il succo estratto. Il lezzo del sigaro è notorio, quindi il medico Salvator Riuz Blasco dopo essersi assicurato con la mano e con la guancia che non uscisse alcun spiro d’alito dalle nari del neonato, lanciò una boccata di fumo sul volto del bimbo per notare eventuali movimenti atmosferici dovuti ad eventuale respirazione impercettibile.

Foto: “Tabagista io? Tutta colpa di zio Salvatore.”

Il neonato sentito il lezzo insopportabile, starnutì liberando le vie respiratorie e pianse infastidito. Il bambino s’era risvegliato, animato, risorto, altrimenti buttato via vivo coi panni sporchi da parto. Questo aneddoto che Picasso solea raccontare durante le confidenze, ci da modo di carpire la tempera del suo carattere e la non curanza nei rischi di morte. Ciò fa capire molto sulla sua doppia personalità tra mimesi e realtà. Picasso si rivelerà nelle indagini essere uno sfacciato infingardo e gran bugiardo.


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Cubismo e Picasso

Poesia Cosmica n. 58


Distanza.

ci fu un tempo
prima che il disastro prendesse il sopravvento
ci fu un tempo
quando per strada amici ci si dava appuntamento
ci fu un tempo
quando le labbra baciavano e baci ricevevi
le parole erano allegre prive di doppi sensi.

ci fu un tempo
quando contare non aveva importanza
ci fu un tempo quando dentro la mia stanza
mi dissero di non uscire e tenere le distanze
ci fu un tempo senza televisione
dove i nostri sogni risplendevano a colori.


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I capelli — marcello comitini

XXIII. Capelli riccioluti sino alla scollatura! Boccoli profumati carichi d’indolenza! Estasi! Per popolare quest’oscura alcova dei ricordi che dormono nella tua capigliatura la scuoterò nell’aria come un fazzoletto. La rovente Africa e la languida Asia, tutto un mondo lontano, assente, quasi estinto, vive nel tuo profondo, foresta di aromi! Alcune anime navigano immerse nella musica, […]

I capelli — marcellocomitini

Riblogghiamo questa pagina di Marcello Comitini nella nostra sezione dedicata ai Reblog. In tale pagina M. Comitini ci presenta di Baudelaire una bella traduzione del XXIII canto dal francese eseguita di suo pugno. Riteniamo interessante questa sua personale traduzione dal francese (di cui è cultore) sottoponendolo alla vostra l’attenzione:

Charles Baudelaire (Traduzione di Marcello Comitini)
da “Spleen e Ideale”, in “I fiori del male 1857-1861”, Edizioni Caffè Tergeste, 2017

A fondo pagina (tra i commenti) troverete un giro di corrispondenza dove si mette in luce due modi diversi di leggere la stessa poesia, una poetica (di Comitini) e l’altra istruttiva e decriptata (Nostra).

Il poema “I fiori del Male” di Charles Baudelaire riteniamo giustamente vi sia nasconda una verità che si è voluta negare per ragioni politiche morali.

Belladonna -
Belladonna- ipnotico
Il suo odore sgradevole assomiglia ai profumi confusi di catrame, di muschio e di olio di cocco

O capelli blu, drappo teso di tenebre,
siete l’azzurro di un cielo immenso e rotondo;
sui bordi vellutati delle ciocche ondulate
con furore m’inebrio ai profumi confusi
di catrame, di muschio e di olio di cocco.

link: I capelli — marcellocomitini

Buona lettura.

Corilla n. 62

25 settembre 2020

Oddio… la prima nebbia ha rapito i colli,
nulla si vede dalla finestra e fa freddo.

Quasi quasi torno a letto al calduccio
fino al pigro risveglio di mia sorella.

Poi il sole s’affaccia e tutto rischiara,
odo canti e braccianti allegri alle vigne

La campana suona le 11, 30, poi tutte insieme
continuano a suonare a festa. Che mai sarà?

Pare richiamare a se i fedeli in preghiera
e suonano, suono impazzite imperterrite.

“Campanaro! Campanaro! Arriva la Tempesta?”
“No! Sono felice!” esulta “Sono felice!”


Poesia Cosmica n. 56

(foto: Alviero Martini artista-Mi-It.) 

Stiamo tornando uomini.

Cominciano apparire sui volti
le rughe delle preoccupazioni,
parevano estinte, debellate;
eccole solcare fonde le fronti.

Le conosco tutte le rughe dei volti
ieri si spendevano i soldi di domani
oggi non si spendono i soldi di ieri,
quelle rughe cominciano solcarci.

Stiamo tornando uomini di ieri,
via dai nani predoni senza un domani,
Call Center senza calli sulle mani,
culle vuote e grandi televisori

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