Picasso: Ossa di Seppie 1923/25


Citazione:
“Bisognava riflettere sulla questione della calligrafia. Non dobbiamo mai dimenticare come il solo modo che Picasso ha di parlare, il solo modo che Picasso ha di scrivere, è con i disegni e dipinti. Nel 1914, e d’allora in poi fu sempre così, egli aveva un modo particolare di scrivere i suoi pensieri, di vedere le cose nel modo in cui sapeva di vederle. In questo modo, con la pittura e con il disegno, cominciò a scrivere i suoi pensieri. Gli orientali, gli americani e gli spagnoli non hanno mai del tutto dimenticato che, per scrivere, non è importate usare caratteri. Si può scrivere anche in un altro modo, e Picasso ha capito questo modo, l’ha capito fino in fondo. Per ricapitolare, tra il 1914 1 il 1917 il cubismo si trasformo in superfici abbastanza piane, non era più scultura, era scrittura, e in questo modo Picasso si espresse veramente, perchè scrivere con la scultura non era possibile, assolutamente.”
Tratto da “Picasso” di Gertrude Stein- ed. Adelfi
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Juan Gris : Pablo Picasso Comandante

Nel ritratto di Juan Gris a Picasso, questo concetto è espresso in modo palese, ecco perché Picasso odiava a morte Juan Gris. Con quel ritratto Gris non aveva fatto pittura ma scrittura. Juan Gris ci ha “descritto“ il segreto di Picasso, quello di essere un Comandante d’Armata, armata dei suoi Cubisti usando l’Arte per impartire ordini sotto forma di comandi (pizzini).Questi venivano dati ai sottoposti sotto forma di di/segni e disegni.
Sul vero linguaggio che movimentava i cubisti nelle loro azioni prebelliche, poco sappiamo e poco si trova in circolazione, come se quel linguaggio sopracitato dalla signora Stein non fosse mai esistito. Sarà proprio lei, la signora Stein, con la propria narrazione e stile di scrittura nelle Biografie degli Artisti a sintetizzare quel linguaggio. In quel suo modo dislessico e disgrafico di comunicare i sottintesi tra i suoi concetti frammentati, ella dirà: “Io sono una scrittrice cubista”

Quando la signora Stein asserisce che: “ Gli orientali, gli americani e gli spagnoli non hanno mai del tutto dimenticato che, per scrivere, non è importate usare caratteri.” apre una grande parentesi dell’Arte, parentesi che stava alla base del concetto verbale del visitatore d’opera moderna dell’ottocento quando si ponevano la domanda: “cosa vuol dire con quel quadro l’autore?” come se in quel voler dire, l’artista avesse voluto sottintendere qualcosa da tenere ancora “censurato” per motivi di forza maggiore, o come se, la motivazione che lo avesse spinto a dipingere tale opera, fosse una motivazione letteraria per una parlata difficile da esprimere con parole ritenute povere, facendo intervenire l’Arte delle illusioni a spiegarle. L’Arte, maestra detentrice dei linguaggi muti che chiamiamo “espressioni” della rappresentazione, è presente in tutte le discipline corporee nell’attività artistica dell’uomo. Le espressioni poco captabili o rare sono rinchiuse nell’attimo fulgente, subito svanito, ma che l’artista ha saputo cogliere come fotogramma, depositandolo nella sua mente (ispirazione) per sviluppare l’immagine segreta poi, con calma, meditandola, immagine enigmatica apparsa per un solo istante, rivelandoci l’artista le tracce di una volontà sensoriale posta nel divenire della Trama o Tragedia rappresentata.

Pizia degli Oracoli

Pizia e Diffidenza:
Gertrude Stein va osservata e letta non come lesbica ma come donna, perché Apollo volle alle donne tutte donare il segreto della profezia, (Prizia) dono del captare nell’attimo fulgente tutto ciò che si trama alle spalle altrui determinando o mettendo il luce l’ovvio della trama; l’ovvio della cospirazione; l’ovvio della falsità nella Ragione; l’ovvio della concupiscenza in atti premeditati elaborando la donna stessa una strategia difensiva a lungo termine diventando diffidente per tutto il corso della Tragedia fino all’atto finale, la Morte, che la libera dal sospetto e le nutre di giustizia la Ragione sempre attenta in attesa del Fato percepito, compiuto.
Questo concetto classico sulla diffidenza divina delle donne (ERA dea), è percepibile nello sguardo delle donne del sud Italia, donne fortemente severe, classiche, antiche, dove nelle cosche etniche, siano esse di origine greco antiche, saracene, autoctone o ebraiche, quelle donne amministrano socialmente la rettitudine della legge d’onore. Mentre ai maschi è dato di seguire i “traffici” più o meno legali o politici, tra pizzi, pizzini, rosai, matrimoni e funerali, i gesti dettati con le mani o le smorfie del viso sono ed erano linguaggi muti addetti alle comunicazioni, dove era sufficiente una “smorfia” per determinare una alleanza, una trama, una tragedia prossima imminente, una sentenza, o sequele dei drammi meridionali tra la vita e la morte, tra “vida y muerte” in Spagna, ciò per sentenze mai scritte e puntualmente eseguite sempre, e ferocemente, in barba alla giustizia di stato.

Quindi l’uso del disegno nei messaggi segretati era un arte antica ancora dominante nel 1914 quando l’analfabetismo regnava sovrano in Europa, specie nel sud, per trasformarsi velocemente in “letterine anonime” (vedi i dadaisti), messaggi criptati (vedi i cubisti con i caratteri introdotti da Georges Braque) o tra i futuristi italiani come Marinetti, che, dei caratteri ne fece un arte di mestiere ai proclami, dove il diffondersi della scrittura ha cambiato prepotentemente i connotati della pittura spogliandola dell’attimo fulgente per amore del futuro ampiamente tramato scientificamente e in profondità dalla letteratura psicologica dei primi novecento.
Lasciata alla sola geometria piana snudata (cubismo piatto) il compito di lanciarsi verso il futuro progettuale, la Geometria studierà in profondità gli aspetti sottili delle forme geometriche (detti spettri) fino allora sconosciuti ed invisibili, staccandosi dalla pittura piana per diventare il rinascente e ragionato Disegno Tecnico, arte non più di/segno ma di disegno, lanciandoci nel mondo moderno governato da spettri metallici politicizzati per trame rimaste nascoste che hanno dato origine alle tragedie delle guerre meccaniche moderne sanguinarie e devastanti.

“Osso di seppia con chiglia”

Osso di seppia.

Se smarrito il linguaggio segreto dei cubisti, le loro tinte mimetiche sui cannoni e divise dei soldati, assumono, le loro opere, un aspetto insignificante, arte senza parte e anima, perché cosi vollero gli autori, quindi, come arte inutile e sciatta la si trattava. Il “cubismo piano” spoglio di tutto, lascia ai posteri la sola estetica enigmatica da ripulire dalle brutture originarie per renderle presentabili; conchiglie morte sulla spiaggia del tempo che narrano la tragedia di una battaglia marina avvenuta per la sopravvivenza o dominanza dei mari, lasciando sulla rena sciacquate dalle onde al sole, le sole prospettive scomposte di cozze, corazze o corazzate frantumate tra ossa di seppie spolpate, souvenir scultorei di spettri che non rivedranno mai più la luce delle loro imprese o sconosciute battaglie. Picasso tornerà all’arte figurativa dopo che concluse in Italia il ciclo Parade, nome in codice segreto della prima guerra mondiale.

Chiunque cospira trami la sua tela artistica.
Chi storico sa taccia.

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Picasso: Stile, Firma e Titolo

Picasso: Stile, Firma e Titolo

Nelle Avanguardie, più che parlare di pittori veri e propri o di artisti possiamo parlare di Stilisti. Dopo l’incontro tra la collezionista americana Gertrude Stein e Pablo Picasso avvenuto nell’Atelier dell’artista per eseguire il ritratto della ricca ereditiera e futura Matriarca cosmopolita, il pittore per poter entrare a far parte di una Scuderia d’Arte cosmopolita americana o internazionale, doveva ricercare uno “stile pittorico” unico, riconoscibile, diverso dal modo di dipingere dei concorrenti pittori, tale da improntare ed accedere al Copy Right per tutelare il proprio prodotto (modo di dipingere). Picasso, per essere un vincente, dovevano inventare di sana pianta e un stile proprio, folle, mai prima visto in Arte. Nascono “Les Demoiselles d’Avignon”. Fu scandalo.

Secondo la Stein lo “stile” è un marchio di fabbrica tale da riconoscere un autore dal modo di dipingere o stile anche se il quadro non è firmato in quanto, quello stile essendo una invenzione inconfutabile dell’artista non può e non deve essere copiato altrimenti si apre una vertenza legale contro i millantatori e i copisti.

Più lo “stile” è originale e più alta è la garanzia che non si produca sul mercato una inflazione artistica all’insaputa dell’inventore. Per evitare ciò, e amministrare il grande patrimonio che cresceva di volta in volta, Picasso dispose per tutta la vita di una segretaria di fede, una fedelissima che teneva i registri di vendita dei quadri (numeri di serie) in perfetto ordine anagrafico e ben catalogati. Dora Maar: “ Io non ero la sua amante, lui era il mio padrone”. La catalogazione amministrativa era di pertinenza tra la segretaria dello stilista e dei galleristi distributori. Per proteggere quella invenzione, l’artista doveva iscriversi all’ufficio brevetti e depositare il proprio “Stile”. A questo punto il collezionista si sentiva tutelato sul patrimonio economico sborsato e la futura rendita che questo generava tra cataloghi, esposizioni e gettiti pubblicitari.

La “Firma” sarà il protocollo che permetterà la convalida dello “stile d’autore”. Per il collezionista, un quadro, essendo pagato per una ragione che esula dall’arte, ma acquistato sotto forma di finanziamento legale, o di investimento, oppure per il finanziamento illecito di operazioni commerciali e politiche da non rendere nota la provenienza del finanziatore eversivo, la proprietà restava segreta. Soli il Notaio era a conoscenza, ecco perché molti noti artisti di Avanguardia erano figli di notai.

Questo modo di procedere è annesso alle rivoluzioni politiche e commerciali avvenute in Europa all’inizio del novecento. La rivoluzione industriale, poiché procedeva a passo lesto e quindi poteva sfuggire al controllo dei cosmopoliti, questi dovevano assumersi i rischi finanziari e di monopolio promuovendo rivoluzioni in tutti i settori di controllo di uno stato da conquistare.

Poiché le famiglie cosmopolite nel mondo sono tantissime, disciplinate e ben mimetizzate e alla conquista di tutto ciò di cui possono farne Monopolio, come ad esempio il mondo industriale generatore di Grandi economie mondiali, la copertura finanziaria degli investimenti abbisognava di molte “ricevute bancarie” pari alla portata immensa delle rivoluzioni e guerre programmate in atto.

Il quadro d’autore, riconosciuto come di uno “stilista” meritevole e affidabile, ricevendo una alta somma a prestito per l’Opera, impegna l’artista e il gallerista sulla buona riuscita dell’operazione finanziarie in corso. Per fare ciò ci voleva una “garanzia bancaria”. L’arte diventa Forma, Titolo e Firma; poi, un numero di serie e una banca che attesti il deposito avvenuto per quella operazione imprenditoriale. Essendo il cosmopolitismo un ente internazionale e quindi senza confini, per regolamentare tutto gli abbisognava un mercato regolatore: ecco apparire il Mercato d’Arte Moderna al Salon di Parigi. (fiera del quadro)

Il quadro catalogato, sul nascere, in caso di furto, non seguendo i canali ufficiali di vendita, (Asta) allerta tutti i “collezionisti unificati” a non comperare mai quel prodotto in quanto, la copertura finanziaria veniva sospesa per motivi legali, in caso di ritrovamento dell’opera, il malcapitato che ne aveva fatto acquisto speculativo restava senza copertura finanziaria sborsata. Il quadro catalogato, tornava al legittimo proprietario dopo la convalida dagli ispettori del Mercato. Il quadro ritrovato riprendeva il suo valore originario e diritto diporpietà.

Il Titolo
Il “Titolo” e la Firma sono il vero valore del quadro e non l’opera in quanto, esso è la rappresentazione monetaria della conquista avvenuta al Monopolio e che ne determina il Valore; esempio: se nel campo dei petroli, un petroliere finanzia l’operazione di conquista dei pozzi iracheni, quei pozzi diventati di proprietà di una nuova forza esterna conquistatrice, quando vuol vendere le quote di maggioranza, non dice a chi le vende, ma il quadro “Titolo” che ne assume il valore d’investimento bellico passa nelle mani di un nuovo collezionista di titoli. Le quote finanziarie dei quelle pompe di petrolio passano al nuovo acquirente del quadro accollato e ne avrà Titolo e possesso.

Quando all’Asta si vende un quadro di Picasso del valore simbolico 100 milioni di dollari… la domanda è la seguente: ” quale Titolo di Maggioranza è stato venduto a chi? a che copertura? e di che cosa?”
Quindi , i capolavori d’arte moderna delle Avanguardie sono “Titoli” di fatto e cedevoli, corrispondenti all’utile di esercizio che quel finanziamento renderebbe sotto forma di Proprietà di Capitale. La copertura politica avvenuta o bellica precedentemente finanziata è da indagare nel cosmopolitismo.

… e l’Arte?

I Critici Ufficiali sprecheranno fiumi di belle parole a sostegno del loro Valore Aggiunto (che gli verrà riconosciuto) ciò, per non fare deprezzare l’Opera in crisi divenuta Critica.

Eppure non erano comunisti di fatto, ma… cosmopoliti si.

Le indagini proseguono: “il collezionista finanziatore”.

Antiarte – Asimmetria 2/2

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Salon d’Automne

Coi quadri cubisti e fauve, alle Aste parigine truccate del Salon d’Automne dei primi novecento, si gettano le basi per un ipotetico preziario d’Asta al rilancio iperbolico di quadri d’Arte Moderna.
La manipolazione del Salon da parte delle Avanguardie, dei cataloghi, dei critici prezzolati e collezionisti anonimi, darà inizio alle più grande truffa d’Aste di “arte moderna” ancora oggi persistente che dalla quella avventura non si vuole più tornare indietro.
In tal modo il “collezionismo clandestino” del ‘900 verrà legalizzato e ufficializzato potendo in tal modo far girare grossi capitali non più  oscurati od “occultati” come ai tempi di Monet, Césanne e inizio Matisse, ma con le Aste del Salon d’Automne si gettavano le basi della nuova economia di Arte Mercato.

Grazie all’Arte i Capitali potevano sconfinare di stato in stato e di mano a mano. Parallelamente le industrie si coalizzavano in cartelli di settore determinando il valore d’arte, ma presto l’Arte pittorica cominciò a perdere il suo fascino congelandone i capitali. Arte. L’industria attraverso le banche e la nuova contabilità Import-Export poteva finanziare grandi operazioni Multinazionali come il sottobosco intellettuale alleandoseli alle nuove conquiste politico commerciali. Quindi ci fu una forte stagnazione per l’Arte durante gli anni 30 fino al 1945 in quanto, essendo vaghe le sorti della seconda guerra mondiale e del potere capitale mondiale, la prudenza la fece da padrone, bloccandosi l’ascesa di Mercato e i prezzi per poi riprendere velocemente il rialzo nel dopoguerra. Per fare ciò bisognava ricostruire a memoria la storia dell’Arte con molti artifizi e nasconderne i propri reati.

Collezionismo malato o affare commerciale?

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Non possiamo parlare di sindrome compulsiva dei Fratellii Collyer ma una cosa è certa, i collezionisti d’arte del novecento accumularono spesso le centinaia e centinaia di opere dello stesso artista. A sfatarli da tale malattia, la ricca borghesia industriale cosmopolita giocava sull’astuzia a loro favore che le tele d’arte moderna sbilanciavano le osservazioni delle Guardie di Finanza ritenendo quel collezionismo stravagante: malato, chiudendo un occhio per tanto pingue guadagno da quelle tele stracce senza arte. I Ministeri delle Finanze d’Europa pagheranno a caro prezzo quella loro superficialità.

Tornando a monte, già nel 1910 si era portati a credere che il Danaro fosse l’unico “metro di misura” per giudicare la valuta d’Arte. Con il diffondersi delle società capitaliste industriali, l’espandersi di grandi Capitali alla conquista di nuovi mercati e nazioni, l’Arte moderna va perdendo il suo compito politico culturale per diventare ciò che è oggi un elemento d’arredo che determina lo stile, il cambiamento di Mode, gusti accelerando la modernizzatrice degli ambienti. L’Arte del quadro con Bauhaus, getta le basi di una nuova società astratta, sterilizzata, asettica e clinica, esclusivamente oggettuale.

Con Bauhaus, in un triennio nascerà la società moderna dei nostri giorni, scuola artistica imprenditoriale, tecnologica, erede senza passato storico di riferimento facendo scuola a livello planetario. La Cultura perde la propria memoria storica seguendo un divenire assente. La Geometria si espande, diventa dominante e prende possesso delle superfici. E’ “astrattismo” tecnico e quindi l‘asimmetria torna simmetrica cambiando volto all’Arte.

Sfrattati gli Dei altrui dai templi, bombardate le loro chiese e resi minori gli Dei altrui, l’arte si direziona al Capitale industriale modificando nuovamente gli orientamenti dell’opinione pubblica, sfavorendo il concetto che: “Un capolavoro lo si giuda dal valore estimato all’Asta o al  Mercato”, ma in ambedue i casi , cubismo e l’astrattismo, resteranno legati al rendimento capitale. L’Astrattismo essendo un prodotto “vuoto” , stilizzato, abbatteva i costi di produzione seriale esaltando il Design.
Si getteranno le basi di un ateismo nichilista moderno, si derubano tele negli stati altrui senza sentire il peso del sacrilegio, si distrugge si devasta, ed è guerra: la Seconda Guerra Mondiale.
La cultura e l’Arte si riparano dalle bombe e scendono in cantina.

Ciò porterà a credere che il Danaro se vincente diventerà l’unico “metro di misura” per giudicare con successo e valutare tutte le cose, le persone, le esistenze umane, ma solo se si lasciano nuovamente capitalizzare.

Le Avanguardie che tennero per un ventennio sotto scacco l’Arte, col diffondersi del capitale come meritocrazia popolare che dona premi ai rinnovatori artistici, culturali e sociali, liebera dagli impegni assunti agli inizi del secolo, i quali torneranno pittoricamente al mondo figurativo poetico sfruttando la propria notorietà.

L’astrattismo invece diventerà una icona d’arredo che determina il cambiamento del gusto dettato dalla Moda, modernizzando i costumi e l’ambiente.
Con il cubismo reale di Le Corbusier e l’esperienza estetica astratta della Bauhaus, l’arte s’incamminerà verso il concetto che l’Arte è Arte e nient’altro che Arte. Ma avendo perso di vista l’Arte stessa il concetto primordiale artistico (inganno), come disse Lucio Fontana: “Tutto diventa Arte e niente è Arte.” La tecnologia farà esplodere le creatività mondiale di più generazioni di soggetti economicamente deboli in quanto viene a meno la figura mecenate del finanziatore nevrotico alla conquista del mondo commerciale : il Collezionista capitalista animatore delle rivoluzioni industriali moderne. I grandi prezzi sborsati alle aste, nascondono ancora i loro rimpalli di ricevute bancarie e cambiali sotto forma di quadri.

La Cultura Classica perderà la propria memoria storica inseguendo il Capitale. Tutti i suoi artisti rincorreranno un divenire deviato dall’ambito successo speculativo al danaro facile generando prodotti immaginifici irraggiungibili, asimmetrici senza senso. Il capitale che ha animato tutte le rivoluzioni estetiche punterà ancora una volta su di un solo quadro: il Video, (Fanes) generatore di immagini virtuali simmetriche e asimmetriche, finanziando il capitale i propri rampolli artisti etnocosmopoliti che dal video avendone il monopolio, genereranno arte astratta dannandosi felicemente come i giovani artisti del novecento: le Avanguardie, che per raggiungere l’immortalità nella storia dell’Arte si sono lasciati bindolare ubbidienti agiati, altrimenti sterminati.

Nella Lussuria l’Arte torna ad essere generatrice di bellezza virtuale.

greta garbo
Greta Garbo: cosmopolita

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“Cubismo e Picasso”

Anti Arte – Asimmetria 1/2

Asimmètrico: ciò che presenta asimmetria, che manca di simmetria, di armonica corrispondenza fra le parti. (Vocabolario Treccani)
Cubismo vuol dire Asimmetria.

esempio di asimmetria

Picasso, come le sue composizioni le dispose in modo asimmetrico, i volti e le facce le vuole forzatamente mostruose asimmetriche. Nell’asimmetrismo, il cubismo genera se stesso, ma anche nel post cubismo picassiano l’artista impone le sue regole estetiche asimmetriche a suo monopolio . Nessun disegno o quadro o scultura picassiana deve rappresentare cose simmetriche. Il movimento cubista di Barcellona che in passato era l’armonia urbana di rette prospettive simmetriche, con Pablo Picasso, quel principio armonico salta, si “deforma”, spaventa. Quindi il cubismo di Picasso divenne l’antitesi del Cubismo Storico di Barcellona; L’Arte cubista diventerà l’Anticubismo di Picasso. L’Asimmetrismo picassiano non è ciò che l’artista afferma ma è ciò che nasconde il reo deforme.

Nella loro furia distruttiva e invasione di campo, le Avanguardie cubiste cercarono di sostituire le icone romantiche e sacre con nuove figure scarne, rachitiche, approssimative abbozzate come rivoltanti mostri. Nati volutamente brutti per volere dell’artista (sua dichiarazione alla signora Stein)  Picasso con una squadra di affiliati molto determinati tramerà contro l’Arte “classica” usando come arma la stessa Arte inscenando la prima “Anti Arte” espressiva in segno di sfida.

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Picasso asimmetrico: Ritratto a Dora Maar

Lo sforzo delle Avanguardie per la distruzione sistematica di ogni immagine iconoclasta (religiosa, storica o poetica) a favore della nuova “brutta forma” o “parolaccia”, s’imposero come unica e vera Arte. Infine apriranno una breccia con metodi strafottenti e vincenti.

Tutto ciò li porterà  a produrre a livello industriale “cose” e “roba” inanimate o senza anima per invadere e inflazionare il mondo delle Belle Arti, la sfida lanciata ebbe successo grazie alle corazzate economiche americane, contro le quali le esili economie europee poco difesa potevano opporre.

Il 18 Novembre 1901 l’Inghilterra e gli Stati Uniti firmarono Il Trattato Hay-Pauncefote. E’ il preliminare per la costruzione strategica statunitense del Canale di Panama. (trattato di non ingerenza negli affari americani). Tra i due imperi si crea una solida Alleanza che si realizzerà nele manovre congiunte di guerra per il controllo dei mari ed oceani. Ma quei militari volevano di più, volevano espandersi in Asia prendendo di spalle la Russia. L’Arte, come la Cultura europea, divennero parte integrante di quel progetto muto asservendo la causa congiunta.

Tolta l’anima e l’animato all’arte, tolto il soggetto figurativo cui l’Arte ci aveva abituati ad essere rappresentati nei secoli osannandoci, tolto l’essere ispirante nei quadri iconoclasti tutto era ridotto al solo “oggetto”, sotto forma di “cosa” o “roba” senza mestiere e parte. Essendo i grandi “collezionisti” delle Avanguardie uniti dalla pretesa politica di dominare ogni forma di commerci,  per i finanziatori dell’illecito in arte quei quadri erano oggetti di transizione di capitali in attesa di rimborso (con interessi) a OperAzione conclusa e nazione conquistata. Con le Avanguardie Il quadro diventa una cambiale, un titolo al portatore, una quota di borsa, un pegno al Banco, un prestito a vista, un investimento a lunga scadenza ed altro ancora di finanziario. L’investimento nelle Avanguardie non sarà per l’Arte ma pegno per l’operato bellico degli “artisti” fratelli delle correnti cui facevano parte.

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Con questa concezione etnoeconomica, la Fratellanza diventa ufficialmente Cosmo-polita e i cubisti di Spagna attueranno i principi insurrezionali dietro la spinta della nuova Arte moderna venduta ancora prima di essere prodotta. I cubisti spazzeranno via i vecchi impressionisti, appropriandosi del capitale organizzativo a loro destinato, finanziamento sospeso dopo la fallita insurrezione del 1905 in Russia. La Rivincita o Nuova Rivoluzione da imbastire aveva bisogno di nuovi volti, di una nuova generazione sconosciuta.

Gli impressionisti erano bruciati perché scoperti quali responsabili dei motti del 1905.
Con tali principi e fini di conquista, la nuova organizzazione escludeva dal nuovo comando tutti coloro che non erano designati o scelti, generandosi  nuovi quadri monotematici e monocromatici arruolati ed istruiti facenti parte della stessa generazione. Per attuare  in simile piano i giovani artisti ed intellettuali dovevano avere in comune la stessa fede ed orgoglio di fare meglio dei loro predecessori uscenti. Non potevano fallire.

A sua volta i perdenti non devono venire a conoscenza della ragnatela, i punti che univano la nuova organizzazione artistica ed essere più riservati. Per l’effetto sorpresa, nelle manovre strategiche preparatrici dei nuovi colpi di stato, garantiva al “collezionista” un ritorno sicuro al danaro sborsato non sentendosi esposti. Scopriremo più avanti che Avanguardia era un “sistema” di successo per la creazione di un vasto moto politico cosmopolita, un vero Esercito Civile di volontari molto ampio di senza Patria.

Picasso: figura asimmetrica (particolare)

In una società capitalista moderna progettata dai guru della finanza, non era più possibile contemplare  la circolazione di simulacri religiosi divinatori anche se capolavori storici. L’arte doveva diventare Merce per il culto Capitale. L’arte classica sarebbe stata capitalizzata solo se sottomessa a giudizio di valore dal Mercato a condizione che, l’arte sacra fosse sfrattata dai suoi templi sacri per divenire oggetto non più divino ma di culto turistico apportando capitale ai botteghini dei Musei d’Arte e dunque, assoggettata ad una commissione economica speciale sottoposta ad Assicurazioni.

Asta e Mercato

Asta d’Arte

Sfrattati gli Dei dagli altari, l’Arte si direziona  e polarizza verso l”oggetto super valutato, super capitalizzato, modificando gli orientamenti dell’opinione pubblica a favore di un concetto che: ” Il capolavoro lo si giudica innanzitutto dal prezzo estimato all’Asta o dal  Mercato.” L’arte torna a diventare iconoclasta nei nuovi Templi Museali ed essere oggetto di culto pilotato aumentandone la stima e fama mondiale.

Sotheby’s : vendita di una Madonna

Segue la seconda parte
Antiarte – Asimmetria 2/2

Cubisti – Il cubo magico.

Chi sono i Cubisti?
“habitantes de los Cubos.”

La teoria d’Arte che il Cubismo sia ciò che attribuiamo come una invenzione pittorica di Pablo Picasso ha bisogno di una seria riflessione politica e storica. L’idea della tecnica pittorica raggiunta da Picasso nel quadro “Les Demoiselle d’Avignon” nasce nell’inverno 1906/07 presentata poi a Parigi di ritorno dalla Spagna furono elaborate da molti studi preliminari.

Barcellona: vista aerea.

Con il materiane Biografico circolante al di fuori del circuito dalle Accademie d’Arte su Pablo Picasso, risulta che l’artista sia un personaggio ancora sconosciuto e tutto da riscoprire.
Se ne deduce che, il Picasso artista che conosciamo non è il Picasso reale che ha movimentato la storia politica europea nei primi del Novecento. Le sue pagine oscure sono ancora segretate e inaccessibili piombiate negli archivi dell’Arca delle Alleanze.

Chicago: vista dal faro

Che fare?
Per ricostruire la reale Bibliografia di Picasso e aggiungere memoria alla memoria ci dovremmo trasformare in fantasmi e raggiungere Chicago regno dei gangster per estrapolare qualche notizia in merito, impresa non facile. Perché a Chicago?
Perché Chicago era ed è ancora, la base logistica di molte gestioni truffaldine economiche mondiali ai danni di tanti stati che non scelsero il loro modello social capitalista del Novecento ma lo subirono con la forza e con l’inganno.
Chicago, come protettorato del malaffare internazionale, divenne nei primi del secolo una metropoli potente al punto da essersi imposta al di sopra degli Stati americani, interpretando le leggi finanziarie a modo loro. Stranamente le strade oscure di Picasso ci portano sempre a Chicago. Perché?

Chicago !967: Inaugurazione del monumento a Pablo Picasso

Per capire questo concetto oscuro bisogna fare una passeggiata a ritroso nella Storia dell’Arte e precisamente al 1905 in Europa. Questa data sta diventando una ossessione, ma è l’ora “X” di una serie di eventi che cambieranno il corso della storia mondiale.

Nel 1905 dopo la sonora sconfitta dei cosmopoliti Bundiani nella Russia occidentale, (durante la guerra Russia-Giappone) i BUND si erano alleati ai cosmopoliti insurrezionalisti europei per la presa del Palazzo d’Inverno dello Zar, per poi ripiegare invece in massa, perdenti e squattrinati a Parigi. Picasso un anno dopo volle – a favore alla sua comunità ebraica spagnola – mettere a disposizione la propria capacità organizzativa di capo gang e pittorica dopo le relazione oscure avvenute tra i cosmopoliti di Spagna e Francia. L’artista si animerà per la creazione di una traffico illegale gestito coi contrabbandieri Baschi esportandolo definitivamente in Francia.

Incontrerà a breve l’ereditiera Gertrude Stein. Da quel momento la sua vita subirà una trasformazione radicale. La Stein lo inciterà a creare uno stile pittorico personale distaccandosi da tutti, affiancandogli esperti del settore per le lezioni d’aggiornamento concettuale.

Dal 1902, i dominanti in arte furono i Secessionisti viennesi . Gli austriaci, ottimi pittori e grandi decoratori, avevano messo in moto questa corrente artistica, dimostrarono di essere – per raffinatezza e maestria – la punta di diamante del collezionismo europeo portando a casa le più belle commesse d’Arte, commesse capaci di squalificare le Avanguardie francesi in campo.

Per sbarrare il passo ai Secessionisti, all’Avanguardia francese serviva una “strategia bluff” ; quindi, mentre le armate sotto il controllo cosmopolita preparavano i piani segreti d’invasione ai Reali di Germania, Austria e Russia le Avanguardie progettavano la successione del potere in Arte.

Per mettere fuori gioco i Secessionisti viennesi bisognava creare un Mercato artistico bluff, una critica feroce di arretratezza diventando per l’avanguardia ciò ed diventa una priorità politica assoluta. Il fine commerciale sarebbe quello di inserire i beni dei sovrani d’Austria nella lista nera dei beni imperiali austroungarici da sequestrare. I cosmopoliti polacchi, tedeschi, rumeni, bulgari ecc. furono rinforzati economicamente con capitali ombra attraverso le Avanguardie artistiche francesi impegnate a creare confusione e disordini nelle culture dei popoli da conquistare.

La trama

Salomè: Gustav Klimt

Per i cosmopoliti il futuro di Vienna, Mosca e Berlino erano capitali già capitolate. Era solo questione di tempo. Per i cosmopoliti del nuovo mondo industriale non c’era posto per altri che non fossero loro stessi alla guida della grande rivoluzione industriale del XX° secolo e la creazione dei più estesi monopoli mondiali. L’egemonia delle scienze e della tecnica era una strategia sotto il diretto controllo delle loro Banche che intercettavano capitali, cambiali, lettere di credito e giri d’affari delle più grandi industrie. Nessun era ammesso al di sopra di loro, neanche ai RE. Inoltre i cosmopoliti volevano il monopolio assoluto di tutte le Corone imperiali, poteri militari, politici e legislativi di ogni stato conquistato.

Lo scacco di Picasso

La mossa strategica per la rivoluzione post 1905 partirà da Enri Matisse dopo il presunto ritiro forzato di Claude Monet e il Gran Maestro Paul Césanne per limite d’età e malattia del secondo, proponendosi Enri Matisse con la “linea” più dura dei Fauve. I Patriarca dell’impressionismp andavano sostituiti perché non impressionavano più nessuno, sia come pittori che amministratori dei capitali americani nell’organizzazione i volontari alle guerre. I grandi gruppi finanziari americani avevano si, allertato gli stati Fratelli interessati alla futura spartizione dei nuovi regni, ma il fallimento degli insorti in Russia portò un forte ritardo e sconforto alla riuscita della conquista.
Si trattava ora di creare “nuove trame” tessute dalle Avanguardie. I grandi Cartelli del Cotone e Acciaierie riconfermarono la fiducia agli insorti, rifinanziando le operazioni di preparazione alla nuova invasione. Nuovo giro di regali, nuovi artisti sconosciuti da finanziare e , nuovi Movimenti da creare.

La Torre Eiffel fu la punta che meglio organizzò la rivoluzione culturale, politica e militare col nuovo Giappone non più diretto dall’Imperatore sovrano ma nazione diretto ora dal Ministro del Commercio estero.
Nel 1905 il Giappone attaccherà sul lato sinistro la Russia. Gli insorti Bundisti attaccheranno la casa reale dello Zar con volontari rivoluzionari sedicenti marxisti rivelandosi poi non esserlo. Monet, il patriarca dei Cosmopoliti filo americano-giapponese, aveva goduto un successo artistico non di poco conto. “andando alle stelle” le sue quotazioni grazie al capitale di copertura delle “strisce bianche e rose e stelle”.

Sempre nel 1905 la Repubblica Dominicana (isola sottostante a Cuba) vede un susseguirsi di Presidenti democraticamente eletti ma il debito estero nei confronti degli Usa cresce sempre di più, tanto che nel 1905 questi assumono il controllo doganale della Repubblica finendo per impoverirla ulteriormente. Iniziano già l’anno successivo una serie di rivolte e conflitti interni con vari colpi di stato che porteranno nel 1914 il presidente americano Wilson a lanciare un ultimatum alle fazioni in lotta: se non avessero trovato un accordo sarebbero stati gli Stati Uniti ad imporne uno. (come fece T. Roosevelt in Russia contro il Giappone). La dura repressione della Repubblica Domenicana farà il giro del mondo intimorendo i Latini.

interno di un cotonificio

Nel 1905 in Francia nasce FAUVE di Enri Matisse, palestra violenta per la preparazione di futuri “quadri ombra” cosmopoliti, uomini particolarmente duri da impegnare in operazioni dove la vita personale entrava in gioco. Gli allievi preferiti ai corsi “artistici” di Matisse, erano prevalentemente giapponesi e ragazzi violenti di Chicago, specializzandoli ancor più in crudeltà. Ed è in questa occasione che il duro Picasso capobanda, avvicinerà Enri Matisse per soffiargli metà del guadagno investito dai cosmopoliti nell’Arte come finanziamento occulto da parte del Cartello Internazionale del Cotone, di cui Matisse era un rampollo discendente di quella categoria, direttore politico fiduciario alla conquista globale di quel settore merceolo-gico per la creazione della prima Lobby “multinazionale” che governerà per decenni e decenni i prezzi dei filati a livello mondiale.

Pablo Picasso, presso Matisse e Gertrude Stein non solo verrà a conoscenza dell’intrigo internazionale in atto, ma da buon spagnolo ebreo, volle diventare il governatore (Patriarca) della sua Squadra politica: i Cubisti di Barcellona. Presso Enri Matisse, Picasso conoscerà i ragazzi di Chicago che daranno vita negli anni nel proibizionismo alla mafia emergente ebrea che riprenderà il controllo politico di tutte le mafie americane ed estere dopo dalla sconfitta di Al Capone.
Da wikypedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Chicago_Outfit

Al Capone

La Chicago Outfit inizialmente fu un “Sindacato del crimine” composto da gangster italiani ed ebrei, guidato da Giacomo “Big Jim” Colosimo, originario della Calabria e immigrato a Chicago nel 1895. Colosimo non tardò a creare grazie anche alla moglie maitresse Vittoria Moresco una serie di case di tolleranze in tutta la città e divenne un potente sfruttatore di prostitute. La ricchezza e il potere di Colosimo aumentarono a tal punto che gli strozzini della Mano Nera  incominciarono a chiedergli le tangenti .

Ma i cubisti di Barcellona non andavano tanto per il sottile neanche loro. Reduci di comportamenti violenti e terroristici in America latina durante l’impero spagnolo, sia in Francia che Europa faranno rispettare i loro interessi

Però una cosa aveva capito allora Picasso – anche se giovane ed ancora ingenuo come truffatore – egli era cosciente che la Spagna era l’unica candidata in Europa e nel resto del mondo occidentale in grado di realizzare questo nuovo modello concettuale di unione delle Arti, come lo fu in passato la Zarzuela adunatrice interclassista tutte le espressioni geometriche di un capoluogo cubista come Barcellona, capitale labirinto, dedalo urbano ottimo per gli agguati e controllo territoriale ove scegliere i più intrepidi uomini a difesa di un nuovo prodotto sfacciato che nessun sfidante in arte fu in grado di immaginare: “L’Arte Bruta” o brutale.

La letteratura spagnola invece, non ebbe il successo sperato pur avendo grandi artisti. Ma si sa, l’analfabetismo in tutto il mondo predilige come vettore culturale il canto, le poesie,le preghiere, i proverbi, gli aneddoti ed altro ancora, fonte depositaria della cultura nobile e rurale di un popolo. Ancora oggi i Latini sudamericani leggono poco, ma conoscono a memoria una infinità gamma di liriche delle proprie canzoni, prevalentemente rivolte alle questioni di “corason” (cuore) quale sede dell’Anima e delle passioni carnali. Infantili ed ignoranti per volere del potere mai latino, la riproduzione della carne è il perno sul quale ruota come una trottola “Vida y Muerte” (Vita e Morte)

Le sensazione, il presentimento, il sentimento, l’erotismo, l’orgoglio, il rispetto altero ed altri atteggiamenti che concorrono a creare la cultura autoctona di Spagna, in cinquecento anni di esportazione di tale cultura cavalleresca del “gaucho” diede vita a un modello politico ed urbano che ancora oggi domina l’America Latina, special modo nella suddivisione geometrica urbana in “Quadre”, agglomerati riquadrati su modello Cubista di Barcellona. Ma la “Quadra” urbana diverrà il modello per molte città d’oltreoceano, tra queste Chicago nata sulla spinta dell’immigrazione forzosa di latini e sudisti del mondo.

Questi concetti ed altri radicati nella cultura popolare, trasformo uno spagnolo in fante e il capitano in conquistatore che non fa a metà con nessuno, ciò fu causa di continue perdite territoriali ed imperi. Picasso no, Picasso è un Fante ne un Conquistador perché non è spagnolo, ma eclettico intrepido avanguardista, ombra cosmopolita.

Chicago: monumento a Picasso

Picasso: ritratto da Juan Gris

Il tricolore di Picasso 

2 picasso prw

Sul finire del 1905, Montmartre-Parigi, fu invasa da una comunità ebraica internazionale allo sbando trasformando quel quartiere urbano in un  “Ghetto” mimetizzato.Il quartiere era affollato prevalentemente da insurrezionalisti internazionali reduci sconfitti  da battaglie a sostegno dei moti popolari di piazza nella  Russia durante la guerra del 1905 contro il Giappone.
La Rivoluzione Bundista (BUND ebrei di stampo socialista), forza animatrice per la presa del Palazzo d’Inverno dello Zar, le Forze Armate non previste dei Cosacchi non permisero di portare a termine quel Colpo di Stato.
Vigila nella comunità ebraica una sorte di regola (molto rispettata) che chi chiede prestiti  d’impresa – tra loro – e fallisce, deve con le proprie forze e inventiva onorare il prestito. altrimenti scattano le sanzioni debitorie accompagnate da pesanti interessi sul capitale ricevuto (Spread). La comunità colpita, coinvolta insieme,  si fa carico del debito risparmiando anche sul pane. Le comunità ebraiche di Montmartre si strinsero intorno attivando la sussistenza. Ma poiché la loro operazione bellica rientrava nella strategia americana nella guerra russo/giapponese, nei confronti degli insorti avevano un debito morale organizzando la ripresa economica. con aiuti umanitari. E’qui che entra in scena Gertrude Stein agente. 

Scriverà Gertrude Stein sulla biografia di Picasso:

 “Picasso, dicevo, torna a Parigi dopo che il periodo Blu della Spagna era passato, 1904; dopo che il periodo rosa della Francia era passato, 1905; dopo che il periodo Nero era passato, 1907; torna a Parigi avendo nelle mani l’inizio del suo cubismo, 1906. Era venuto il momento.”

Rileggendo il testo attentamente notiamo che i tre periodi colorati di Picasso:  Blu, Rosa e Nero,  corrispondono a tre tempi socio-politici diversi. Nel “Periodo Blu” legò il suo impegno a favore della casa Reale di Spagna, (sangue blu). Gli resterà vicino fino a quando un ventennio più tardi il Sovrano  sarà  sotto scacco  dei Liberali e i “motti popolari”.  Picasso ai sovrani regalerà due aerei da guerra. Nel Periodo Nero, o squattrinato, anche lui doveva sopperire con aiuti alla comunità ebraica spagnola reduce della guerra del 1905, mentre nel seguente “Periodo Rosa” l’artista piantò le radici nella ricchezza grazie ai collezionisti americani, curati da  Gertrude Stein quale piazzista e garante (1906). Coi proventi delle vendite cubiste l’artista finanzierà le operazioni prebelliche che  sfoceranno nella Prima Guerra Mondiale: nome in codice “Parade”.

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Superato lo shock nero, Picasso tornerà dalla Spagna in Francia entusiasta col suo nuovo progetto Copyright, il “Cubismo” . A  quel punto dichiarerà chiusi  i  tre “periodi”  colorati della sua gioventù.

Foto: base logistica di Picasso e dei capi “cubisti in Spagna.

Nota: Cosmopolita,  colui che riconosce o rivendica il Mondo come Patria o di luogo nascosto in cui far confluire caratteri, motivi, interessi universali della Lobby.

Domanda: Come funzionarono i piani insurrezionali dei Cosmopolita per conquistare uno Stato estero e far crollare i Governi in carica? Nella guerra Ispano-Americana del 1898 la corona di Spagna si trovò a combattere sulla questione CUBA. La Spagna perderà con essa la flotta navale e il possesso coloniale dell’isola come anche i porti dell’intera America Latina. In una lettera intercettata  di José Martí, al suo amico Gonzalo de Quesada i quali animavano la rivoluzione cubana per l’indipendenza dalla Spagna scrive il 4 dicembre 1889 mettendolo in guardia sulla possibilità di un intervento decisivo statunitense:

“Sulla nostra terra, Gonzalo, grava un altro piano più tenebroso […]: il diabolico piano di forzare l’isola, di farla piombare nella guerra per avere il pretesto per intervenirvi e con il credito di mediatore e garante, tenersela per se”.

Quindi la caduta di Santiago di Cuba avvenuta nel 1898 segna il tramonto della presenza spagnola in America. Cuba diverrà l’esperimento americano d’esportazione per tutte le rivoluzioni avvenire: l’Embargo (termine coniato dalla marina militare americana a Chicago), ovvero: affamare il popolo per farlo ribellare ai propri superiori e intervenire poi con gli “Aiuti Umanitari” come grdto di clemenza internazionale. Di fatto quel porto marittimo finito sotto il controllo degli Stati Uniti, proprio perché gli Usa si erano affacciati al mondo come il “Mediatore e Garante” dell’isola, Cuba divenne per decenni il “Porto Clandestino” strategico da dove far partire tutto ciò che di illecito potesse raggiungere l’Europa e viceversa negli Stati Uniti.
Le Rotte marittime Cuba-Spagna le ritroveremo approvvigionatrici di capitali illeciti, contrabbando di armi, droga, articoli, sussidi  per finanziare i cosmopoliti europei per nuovi piani d’intervento strategici, ancora una volta, contro la Russia. Useranno le Avanguardie artistiche come manovalanza per l’invasione culturale e ideologica. Su questo principio bellico, Cuba diverrà in futuro una colonia americana fantasma, base affaristica di tutti i Capi Mafia e Gangster cosmopoliti mondiali.

Gertrude Stein, aveva messo gli occhi sul Fratello di fede Pablo Picasso ingaggiandolo quale futuro governatore ideale per tali traffici in Spagna. Si trattava di integrare il piccolo contrabbando di Pablo Picasso col grafo di Ufficiale nella Marina Militare americana nella grande organizzazione mondiale Cosmopolita: “l’Arca dell’Alleanza”.

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Juan Gris: Ritratto di Picasso del 1912.

<p value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80"><em>S</em>ebbene egli vedesse Picasso come un Gran Maestro, Gertrude Stein ci narra sui due: <em>“Gris è quel genere di persona che Picasso avrebbe volentieri cancellato dalla terra”.<br></em>Picasso odiava Juan Gris perché stupido, in quanto  aveva commesso un torto imperdonabile a Picasso; quel ritratto avrebbe tramandato in Arte la prova comprovata del suo ruolo nell'Alleanza. Aveva ancora i capelli.Sebbene egli vedesse Picasso come un Gran Maestro, Gertrude Stein ci narra sui due: “Gris è quel genere di persona che Picasso avrebbe volentieri cancellato dalla terra”.
Picasso odiava Juan Gris perché stupido, in quanto  aveva commesso un torto imperdonabile a Picasso; quel ritratto avrebbe tramandato in Arte la prova comprovata del suo ruolo nell’Alleanza. Aveva ancora i capelli.

FOTO: Pablo Picasso in Uniforme

Juan Gris muore l’11 maggio 1927 a Boulogne-sur-Seine senza vedere la sua programmata Guerra Civile di Spagna, tanto simile a quella cubana, e che erigerà al potere il Generalissimo Fancisco Franco deporre il sovrano: Alfonso XIII di Borbone e governare al posto suo per conto del grande “Mediatore Garante”.
Per il Grande Mediatore (USA), la Spagna Repubblica era troppo inquinata di Anarchia, Socialismo e Comunismo e quindi da ripulire. Dopo l’esempio rivoluzionario popolare del 1917 che vedrà Lenin beffare il “Grande Mediatore” finanziatore, la Spagna divenne per precauzione il primo laboratorio di sterminio di masse delle Sinistre europee e sperimento della guerra tradizionale da trincea trasformarsi in guerra urbana e quindi la legittimazione di bombardare i centri civili e città dal cielo: Barcellona e Guernica.

Nel 1906 Juan Gris si trasferisce a Parigi e diventa amico di Henri Matisse, Georges Braque e Fernand Léger (gran soggettoni pure questi)

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Braque
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L’indagine continua…


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A differenza di Picasso e Braque le cui opere sono  monocromatiche, Juan Gris si concentrerà  sulla pittura a colori vivaci, l’ordine e composizione equilibrata.

L’indagine continua..


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