Poesia Cosmica n. 56

(foto: Alviero Martini artista-Mi-It.) 

Stiamo tornando uomini.

Cominciano apparire sui volti
le rughe delle preoccupazioni,
parevano estinte, debellate;
eccole solcare fonde le fronti.

Le conosco tutte le rughe dei volti
ieri si spendevano i soldi di domani
oggi non si spendono i soldi di ieri,
quelle rughe cominciano solcarci.

Stiamo tornando uomini di ieri,
via dai nani predoni senza un domani,
Call Center senza calli sulle mani,
culle vuote e grandi televisori

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Picasso: Cubismo o Frantumismo? 2/2

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Les Demoiselle d’Avignon di Pablo Picasso 19o6/7

Tornando al Capolavoro Les Demoinselle d’Avignon” riprendiamo ad analizzare lo stile pittorico dell’opera. Notiamo che stilisticamente di cubico c’è poco o niente. Le linee sono curve, la profondità è bidimensionale, scarsa la coloristica. Il quadro si presenta non più come la pittura tradizionale vuole, ma come la nuova grafica moderna esige: essere fumettista.
Prima di quel quadro Pablo Picasso ebbe un incontro con Marcel Duchamp allacciando buoni rapporti. Duchamp prenderà base logistica a Roses in Spagna, nella sua prima residenza estiva spagnola avuta da Salvador Dalì. Quel nome “Roses” lo accompagnerà per tutta la vita.

Comee dove nasce l’idea del Cubismo?

Come già accennato in un altro articolo, a Picasso l’idea estetica del cubismo pittorico glie la porta Marcel Duchamp suggerendogli il pozzo dove attingere alle idee. Lo incontrò presso la base degli intellettuali cosmopoliti: alla “Sinagoga del sabato sera” in casa di Gertrude Stein, la quale, su Pablo aveva un forte carisma e simpatia, lo circuirà. Praticamente Picasso a breve verrà mantenuto di sana pianta da un giro di posta tra i ricchi ebrei americani attraverso i fratelli Stein al fine di mettere in piedi un progetto ambito: Creare il più grande e prestigioso Mercato d’Arte moderna in Francia con base al Salon d’Automne.

L’ambito progetto era d’impinguire il forziere dei cosmopoliti europei e fondare la più accreditata Borsa al mondo in materia d’arte moderna. Al mondo non c”era un simile mercato ufficiale, si trattava di metterlo in piedi e legalizzarlo. Cosicché la comunità cosmopolita francese attraverso quei contributi economici dei “Fratelli americani”, sarebbero stati finalizzati nelle manovre eversive internazionali da realizzarsi sulla spinta imperialista del 26esimo Presidente americano Theodore Roosevelt, progetto per la rivincita alla conquista della Russia aggiungendoalla ista delle battaglie tutti gli imperi monarchici d’Europa.

La base logistica Americana in Europea, come in precedenza, fu la Francia.

Con la disfatta della Spagna di fine secolo ottocento, le tratte marittime spagnole conquistate e tutti i suoi porti finirono di proprietà Usa, tratte e rotte cedute in parte (o su licenza) a francesi ed inglesi.

Ci fu una bella discussione animata in casa Gertrude Stein con Pablo Picasso sull’avvenuta sconfitta della Spagna. Picasso lamentava la prepotenza americana e la fame cui furono sottoposti i cittadini spagnoli a causa del ferreo embargo e sul furto geopolitico delle colonie asiatiche subito per mano dei “fratelli giudei americani”, le quali furono acquistate per qualche milione di dollari, danaro che la spagna dovette restituire con interessi per la guerra persa. Gertrude Stein, giudea pure lei, faceva notare a Picasso che comunque, tutto ciò che è americano – essendo divenuto potere ebraico, era anche suo perché giudeo, quindi, in lui si designava – se disponibile al gioco – la figura del futuro Governatore occulto di Spagna in materia d’arte. Pablo Picasso accettò la sfida e il ruolo. Fu per lui una scelta audace.

Infatti, nel 1936 Picasso diverrà Direttore del Muse Prado, carica che dichiarerà non aver mai professato ma profonde tracce sul contrabbando di Arte classica condurranno a lui, come alcune opere classiche di El Greco ed altri artisti classici spagnoli dichiarate distrutte durante la Guerra Civile spagnola 1936/39 ritrovate casualmente a Chicago. Il ruolo di Direttore del Prado, Picasso lo esercitò da sempre in quanto non diede mai le dimissioni dalla carica fino oltre la morte. Sull’amministrazione del Prado, Picasso veniva sempre informato di tutto e tempestivamente.

La copertura sulle transizioni dei capitali illeciti legalizzati, doveva avvenire – come in passato – attraverso Banche straniere o private residenti in Francia. Tale Mercato era diretto da agenti delle finanze al servizio del capitalismo internazionale cosmopolita. Gli insospettabili agenti consenzienti sulle transizioni, erano titolari, direttori o manipolatori delle correnti artistiche in voga in Francia. I finanziamenti avvenivano come in passato agli impressionisti (vedi scheda di Monet e Césanne).che attraverso i loro quadri super pagati, passarono gli illeciti finanziamenti americani. in tal modo veniva eluso per mezzo secolo, il controllo fiscale del Ministero della Finanze di Francia sull’Arte.

Questa premessa ispettiva ci condurrà al vero inventore del modello pittorico “frantumista” presente nel quadro “Les Demoiselle d’Avignon”. La scoperta partirà da una sbadata soffiata involontaria ad opera di Fancis Picabia dandoci una rivelazione sorprendente che ci permetterà di identificare il Superiore che stava al vertice dell’organizzazione artistica Avanguardia.

Chi era?

Il nome segreto dell’innominato Leader (poeta), in molti lettori desterà grande sorpresa. Il nome a cui Picabia si riferiva era un noto Poeta di fine secolo ottocento che per l’anagrafe francese risultava essere morto. Eppure, tale agente divenuto “ombra” dirigeva e copriva tutte le malefatte finanziarie delle Avanguardie in Francia. La Talpa, se tale possiamo definirla, era imboscata presso l’Intendenza di Finanza francese risorto da Francis Picabia spifferandoci il nome del micidiale poeta maledetto Isidore Ducasse conte di Loutreamont compositore de i Canti di Maldoror.

Per l’anagrafe francese il cittadino Isidore Ducasse studente universitario già compositore d’opera, risulta essere figlio di un diplomatico francese di stanza a Montevideo, però il signor Isidore Ducasse, da un certificato medico risultava malaticcio e morto improvvisamente di febbre. Un documento medico lo attestava, ma poco si sa su chi fosse medico firmatario. La famosa prassi che i dirigenti cosmopoliti devono frequentare i primi due anni universitari di medicina rimane ancora oggi un mistero insoluto.
Di Isidore Luciern Ducasse poco si sa di vita e morte, tanto meno dove sia stato sepolto. Per gli studiosi di lettere francesi, storici e bibliografi di Isidore Ducasse, studiarlo mancano moltissimi indizi per riuscire a ricreare un profilo preciso del poeta. Tutto ciò che sappiamo di lui, o è antecedente all’opera sua o solo confidenze avute da un suo ex compagno universitario di studi. Risulta Ducasse essere un personaggio schivo e riservato, mentre seguendo le sue tracce studentesche, Ducasse ci svela essere di origine ebrea quando nella sua università i testi dovevano essere tradotti prima in greco poi in aramaico. Da qui si può risalire sul modello di conduzione universitaria e chi poteva accedere o no alla “prestigiosa” Università.
Sempre dalle confidenze dell’amico universitario, pare Ducasse non avesse mai avuto amori e quindi figli, ma da un indagine fisiognomica ci troveremo davanti ad una sorpresa che impegnerà i futuri bibliografi sulla ricostruzione familiare e dinastia di Isidore Ducasse.
Pare abbia avuto una figlia fatta adottare in America. Trattasi di una nota spia americana anche lei pervenuta in Europa per “servizi” americani in Francia ed infine punita con l’esproprio totale dei beni personali (quadri e capitali) per ragioni non poco chiare ad opera degli eredi della convivente Gertrude Stein. (controspionaggio scoperto?). Il comportamento spionistico di Alice B. Toklas in Francia si rivelerà importantissimo per le nostre indagini.

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Isidore Ducasse – Lautreamont
Alice Babet Toklas

A questo punto possiamo dedurre che: un “agente ombra” cosmopolita scoperto, dichiarandosi ebreo e quindi senza Patria – deresponsabilizza la nazione dove opera di tutti i mal servizi resi a Stati terzi. Tali servizi, una volta vincitori, se letti al contrario diventano azioni di alto pregio spionistico meritevoli di spregiudicato valore eroico e coraggio. Tali azioni apporteranno grande onore alla sua congrega religiosa (Famiglia) od etnia d’appartenenza come anche un gran rancore negli sconfitti; da qui il loro “silenzio ombra” fino alla morte e oltre per evitare rappresaglie popolari per le gabelle ricevute.

Confessava Francis Picabia: ” Il vecchio Loutreamont è imboscato nel Ministero della Finanza” . Tale dichiarazione resusciterà un morto mai morto. A questo punto, svelato il segreto, la Storia dell’Arte sulle Avanguardie ha bisogno di uno “STOP!” e cominciare a riflettere diversamente.


Scheda del poeta Lautrèamont:
https://it.wikipedia.org/wiki/Lautr%C3%A9amont

Isidore Ducasse Conte di Lautreamont era il Rasputin dell’impero cosmopolita d’Europa. Il suo potere si estese grazie alla diffusione di ottima cocaina a tutti i dirigenti “eletti” nel mondo rendendoli a lui “dipendenti”. Il suo prodotto era sempre eccellente, puro. Lautreamont come Charles Baudelaire, sperimentò su di se le droghe più potenti dell’epoca (peyote compreso) descrivendo neis uo canti, gli effetti subiti dalla psiche per scoprire se ci fosse un Dio oltre l’Io.

Tra i suoi Canti c’è un passo che narra le allucinazioni avute davanti ad uno “specchio rotto” dove ogni frammento proiettava quarti di realtà della stanza creando più punti prospettici. La frantumazione evidenzia all’osservatore (lui stesso) dettagli altrimenti invisibili sulla superficie dello specchio-quadro intatto. Frantumato, lo specchio, oltre a dare origine a nefasti destini malefici i frammenti prospettici disassati e dislocati verso un altrove qualsiasi, danno origine ad un insieme metafisico dell’ immagine frantumata.
Quindi il cubismo del 1906/07 de Les Demoiselle d’Avigno non era ancora cubismo e forse tutta l’arte di Pablo Picasso non fu mai cubista.

Barcellona- vista aerea

Il Cubismo prenderà tale nome dall’organizzazione Cosmopolita di Barcellona, corrente politico culturale ebraica per il dominio della Città. Picasso apporterà alla organizzazione la prospettiva di avere sotto controllo l’Arte in Francia e anche nel futuro mondo. ed altri fini sotterranei ancora che li vedranno in azione con Picasso per la creazione di agenti ombra in Russia filo cubisti come anche agenti sostenitori del mercato d’arte “Cubista”, inoltre: volontari nella prima guerra mondiale contro i tedeschi e successivamente nella Guerra Civile di Spagna alleati ai fascisti, nazisti e franchisti di Franco, sconfiggebndo per mezzo secolo ogni forma di anarchismo e comunismo in Spagna .

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Jan Gris: ritratto di Picasso vestito da Ufficiale

Quindi il giovane Picasso tramò un alleanza con i cosmopoliti dei “cubi” di Barcellona dando appunto il nome di Cubisti all’intera organizzazione spagnola. Una cosa cui piaceva fare a Picasso, era ascoltare in salotto le imprese belliche dei sui combattenti ombra e reduci cubisti nelle guerre mondiali.

Deduzioni finali:

Per chi non conosce i Canti di Maldoror e vuole avvicinarsi per scoprirli, in quel poema ha modo di leggere l’incredibile opera blasfema suddivisa in vari Canti, ritrovando in ognuno di essi tutte le matrici ed invenzioni pittoriche delle Avanguardie messe in pratica in tutto il 1900 ( Copy Right)
La presunta seconda morte di Lautreamont, avviene nel 1925, anno in cui Marcel Duchamp terminerà la sua esperienza artistica ritirandosi definitivamente a vita dall’Arte. Morto il suo Grande Suggeritore e guida non aveva modo di esprimere più niente di valido, Il padre di Lautreamont lascerà al momento della morte un immensa fortuna alla comunità Cosmopolita di Montevideo e mondiale.

Se ne deduce che: Les Demoiselle d’Avignon non è un opera Cubista ma Frantumista. Il sovrano in assoluto del Cubismo diverrà l’analitico e modernista architetto Charles-Édouard Jeanneret-Gris, alias Le Corbusier rinnovatore delle nuove “Case Cubo” e cubi abitativi.

https://it.wikipedia.org/wiki/Le_Corbusier

Charles-Édouard Jeanneret-Gris
Le Corbusier: casa cubista
Le Corbusier: palazzo cubista
Repubblica CECA: cubismo di fine ottocento

Per altri articoli in materia, home Cubismo e Picasso

Arte: Le bugie

Asseriva Paolo Villaggio: “le bugie sono la parte piu credibile delle Biografie”

Paolo Villaggio ha distrutto il moralismo all'italiana. Per questo ...
Paolo villaggio, attore italiano

Questa affermazione non cade dal cielo a casaccio e tanto meno è una deduzione spiritosa di un comico italiano che, pur di stare sulla cresta dell’onda spari delle massime devianti. Questo tipo di denuncia viene da più parti dai mondi intellettuali.

I personaggi “famosi” spesse volte sono costruiti. Una centrale di burattinai ne forgia l’aspetto, l’anima e il mito come nel caso degli Oscar del cinema e dei Premi Nobel, (sono esclusi per il momento i rappresentanti Nobel delle Scienze).

Quello dell’attore è un mestiere che ci porta a conoscere antichi personaggi storici attraverso narrazioni da palcoscenico (Teatro-Circo) è molto piu facile la bugia e divulgarla come sincera. Gli attori sono coloro che s’immedesimano nel personaggio dandogli un anima propria interpretata, oppure attraverso la falsa interpretazione ne modellano in altro senso anche le scritture. (speculazione intellettuale)

Le Biografie storiche spesso sono la risultanza di interpretazioni soggettive, memorie parziali, ricerche monche, verità nascoste, deviazioni a pagamento per ragioni stotico/politiche di che le stilla. Un buon lavoro di ricerca, riscontro e confronto, spesso mettono il luce le Biografie malefatte o bugiarde.

Gertrude Stein

“Mia sorella è una bugiarda”.
Così Leo Stein accusava la sorella Gertrude scagionandosi sulle presunte simpatie e accordi sotterranei tra le destre europee e gli USA, trame tessute dalla stessa Gertrude. Con tale calunnia Leo e il fratello maggiore Michael, prendevano le dovute distanze da Gertrude sui sospetti criminosi di convivenza e responsabilità politico/falsaria in Arte nella creazione e fondazione del Mercato speculativo d’Arte Moderna descritti nel libro delle sue confessioni intitolato “Autobiorafia di Tutti” testo redato dalla stessa Gertrude S. dandoci un ritratto preciso degli artisti ed intellettuali del suo tempo in Europa con i quali aveva allacciato relazioni pericolose, dandoci le tracce della base segreta operativa americana in Europa per la creazione di uomini ombra (spie) atti alla gestione della Prima Guerra Mondiale, le 2 Rivoluzioni russe e la seconda guerra mondiale, terremoti politici che hanno squassato l’Europa per 50 anni.

Amante e librettista di tetro, Gertrude sa che la Bugia sul palcoscenico regna sovrana e la sua magia sta nell’interpretazione generatrice di un arte escatologica dentro l’Arte stessa. (La falsità)
Escatologico: aggettivo. Pertinente all’interpretazione dei destini ultimi dell’uomo e dell’universo.

Ippogrifo Produzioni in scena al Teatro Astra con lo spettacolo "Furiosa"  Eventi a Verona
Ippogrifo: FURIOSA

Prima di diventare teatro , l’Eroe è l’Uomo maiuscolo più vicino all’immaginario universale. Esso è un prodotto collegiale selezionato e distillato da studiosi uomini di cultura ed interpreti (attori-poeti)che ne forgiano il carattere e l’aspetto, l’uso della sue armi e i fini dell’impresa.

L’Eroe delle masse o eroe massificato, in politica viene corredato e trasformato in “Attore” politico, un primate evoluto che si distingue al di sopra delle masse diventandone elemento Alfa, elemento guida, o come lo sottolinea Gertrude Stein: in Genio.


Tratto da “Autobiografia di tutti” di Gertrude Stein

Posso dire che solo tre volte nella vita ho incontrato un genio, e ogni volta mi è suonata dentro una campanella, e non mi sono sbagliata; posso dire che in ogni caso questo è accaduto prima che ci fosse un riconoscimento generale della loro qualità di genio. I tre geni di cui voglio parlare sono Gertrude Stein, Pablo Picasso e Alfred Whitehead. Io ho incontrato molta gente importante, e molte persone di livello, ma ho conosciuto solo tre geni di prima classe e in ogni caso, a prima vista, ho sentito suonare qualcosa dentro di me. In nessuno dei tre casi mi sono sbagliata.

Alfred North Whitehead – matematico inglese

Alcune delle foto presenti su questo blog potrebbero esser prese da internet. In caso ne rivendicassi il copyright, invia una mail a 2milaventieventi@gmail.com  e saranno immediatamente rimosse 🙂

In evidenza

Picasso: Cubismo o Frantumismo? 1/2

Pablo Picasso 1906 “Demoiselle d’Avignon”

Postrìbolo s. m. [dal latino tardo prostibŭlum) luogo di incontri con le meretrici», derivato di prostrare, inchinarsi o chinarsi
Les Demoiselle d’Avignon meglio conosciute come le Prostitute di Avignon di Pablo Picasso sono diventate famose nel mondo dell’Arte in quanto si vuol deduce questo quadro il primo tentativo in assoluto verso l’invenzione del Cubismo. E’ poi vero? Vediamolo.

Abbiamo visto in precedenza come il Cubismo era una corrente storico politica ebraicaeversiva in Barcellona, quindi, con quel quadro raffigurante un Postribolo multietnico Pablo Picasso cominciò a tramare coi suoi adepti il racket di prostitute in Parigi, attività fraudolenta per l’autofinanziamento della propria organizzazione spagnola sconfitta dagli americani , operazione di natura politica per rilanciare e affermare il rispetto nel cosmopolitismo internazionale della propria Comunità o Famiglia di appartenenza caduta in disgrazia.

Le merci interessate alla malavita – capaci di eludere il controllo del Fisco – oltre le armi erano: la fotografia pornografica, la prostituzione da bordello, gli stupefacenti, le droghe minori annesse. L’alcol era circoscritto alle aree industriali americane e quindi di scarso interesse europeo. Le merci che permettevano di accumulare danaro in contante e facile per operazioni strategiche di conquista commerciale, industriale e politica, non erano molte, bisognava inventare qualcosa di meno rischioso e più proficuo.

Una quinta merce prese via illegale sul finire dell’ottocento, merce molto lucrosa capace di movimentare grandi capitali esteri non referenziati e che si muovevano “estero/estero” con sedi finanziarie sparse di cui la Svizzera deterrà per un secolo la garanzia del capitale speso in ARTE.

L’Arte pittorica fino al 1905 era una bene personale e quindi esente da tassa Patrimoniale. Famose erano le casse di spedizione delle sorelle Cone americane (collezioniste) come quelle di altri collezionisti nel mondo e spedite dalla Francia Il bagaglio dei collezionisti non era soggetto a perquisizione e controllo doganale in quanto una circolare del Ministero del Commercio francese – vista la morbosa passione feticista per l’arte francese di molti collezionisti miliardari americani o appartenenti all’internazionale “Cartello del Cotone – chiudevano un occhi per tanto pingue guadagno in entrata all’Erario francese per della robaccia di poco conto e valore artistico. Gli agenti di finanza doganali non capivano come mai dei quadri tanto brutti piacessero ai collezionisti americani, lasciando passare quella merce chiusa in casse lontane da eventuali sospetti.

Les Demoiselle d’Avignon è un opera che mostra cinque prostitute di un bordello la cui origine del Titolo dell’opera è dubbia. L’ Avignion francese e l’ Avinyò spagnola, hanno quasi la stessa pronuncia, distraendo il ricercatore dal percepire quale delle due sia stata la sede operativa dei Cubisti. La calle Avinyò” (via), è una strada di Barcellona in zona Porto. In quella via si presume sia stato consumato il duplice omicidio con relativo taglio della testa quando un giovane ufficiale di marina francese sceso dalla nave per recarsi dai cubisti per trattare l’egemonia militare, davanti ad una apparizione di tanta crudeltà efferata, il capitano svenne. Racconterà Gertrude Stein che l’ufficiale le abbia confidato di avere visto le teste tagliate dei suoi agenti, messi in bella vista sui fanaloni anteriori dell’auto in sosta che lo attendeva, sbarrandogli la via. Questa esecuzione gangster dava da intendere ai francesi chi comandava gli affari in Barcellona.

Barcellona : zona Porto, calle Avignyò

Il capolavoro picassiano porta un titolo in francese, ma, se volessimo spostare lo sguardo sul percorso che dal quartiere Cubista di Barcellona si dirige al porto, si può percorre in auto la strada rettilinea fino ad Avignon -Francia, (vedi i tragitti in auto di Francis Picabia residente a Barcellona). La strada litorale che dal porto di Barcellona porta direttamente ad Avignon , è di grande interesse ispettivo che ritroveremo nel triangolo delle cospirazioni di Avanguardia verso la Francia.

La carrettiera (strada) che darà lustro alla Storia delle Avanguardie francesi è la strada maestra che da Barcellona collega i traffici con Parigi. Questa strada tocca diverse tappe importantissime sul tragitto artistico, strada che apporta tanta chiarezza alla Storia del Cubismo e del Surrealismo. La strada interessata è quella che dal quartiere Hospitaletto in Barcellona sale verso Figueras, passando per Roses e Cadaqués (sede operativa di Duchamp) e prosegue su-su oltre il confine spagnolo diretta ad Avignon Francia.
Le tappe stradali svelano un disegno geopolitico sensibile tenuto sempre nascosto sul quale si stanno muovendo le nostre indagini. Troveremo su quella strada le tappe i quartieri generali delle Avanguardie franco spagnole per “operazioni” congiunte prebelliche atte alla pianificazione della Prima Guerra Mondiale (1914/18). Qui l’Arte si sporcherà le mani di sangue per la seconda volta sotto il regime espansionista del 26° Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt (1901-1909) ma che il Presidente non vedrà realizzarsi il sogno della sua vita, passando il testimone all’Amministrazione del Presidente n. 27 William Howard Taft (1909-13) ed infine al Presidente n. 28 Woodrow Wilson (1913-21). A tutti e tre i presidenti la Russia sfuggirà per un soffio.

Il cliché dei Bordelli :

Targa di un Bordello italiano (detto Casino)

Nell’ottocento il Bordello francese divenne grazie alla Rivoluzione, un modello universale di esportazione. Essi si espansero nelle varie nazioni confinanti laddove le religioni chiudevano un occhio (ma solo ai militari). La ricetta era sempre identica: tre modelle di prostitute straniere approvvigionavano i Bordelli, donne provenienti da aree poco cristianizzate e come il cartello di Madama Elvì allegato dimostra, le prostitute erano prevalentemente di nazionalità francese, abissine ed emiliane (Italia). nel capolavo-ro di Picasso anche spagnole e marocchine.

Ora, se osserviamo le etnie che compongono il bordello di Madama Elvì del 1930 e lo raffrontiamo con il capolavoro di Pablo Picasso, notiamo una stana coincidenza etnica tra le prostitute. Se ne deduce che Picasso era già a conoscenza di un piano fascista antecedente prossimo e su grande scala.

I suoi viaggi in Italia lasceranno le impronte le impronte digitali del suo passaggio tra gli artisti italiani che aderiranno al fascismo, come altre impronte lascerà sui palcoscenici laddove si mettevano in scena gli emblematici “Balletti Russi” (vedi a Napoli sede della Marina Reale, Parigi Londra ecc.) sempre in concomitanza di emblematici “Congressi”.

L’Alleanza delle tre armate che formeranno l’esercito del generalissimo Francisco Franco nella guerra Civile di Spagna saranno formate da: spagnoli, abissini, francesi e italiani. Nel dipinto mancano le prostitute germaniche. I germanici li ritroveremo aviatori alleati coi piloti e volontari fascisti italiani nella Guerra Civile di Spagna sterminatori di repubblicani insorti a difesa della democrazia.

Alla data della composizione delle Demoiselle d’Avignon la posizione dell’esercito tedesco non era ancora definita in quanto erano in corso (dal 1906) i disegni per l’abbattimento di tutte le Monarchie d’Europa. Per la casa reale di Spagna i piani eversivi erano già in pieno svolgimento da oltre un trentennio, sia all’interno del regno come in tutte le colonie dove si chiedeva l‘Indipendenza e la Libertà dalla Spagna senza nulla sapere sul loro futuro misero destino.

Picasso e i cubisti rientreranno in questo svolgimento strategico che la Spagna alla sua definitiva caduta secolare, scomparendo dalla scena geopolitica. Con la sconfitta a Cuba la Spagna perderà l’amministrazione mondiale assegnata da Cristo per devozione Santissima, (Cristoforo Colombo). Per chi mastica un poco di politica sa che i piani trentennali e cinquantennali di Stato vengono stillati dai militari; la politica poi dovrà scrupolosamente attenersi ai piani segretati coinvolgendo il popolo nelle “riforme” imposte dal <ministero della Difesa o dai conquistatori in caso di fallimento.

Les demoiselles d’Avignon. è datato 1906/07. E’ preceduto, si dice, da molteplici studi… o forse il suo vero titolo sarebbe stato “Las Señoritas de d’Avinyò “ non fosse per il fatto che fu designata Parigi essendo la Capitale mondiale della prostituzione, deputata ideale anche perché sempre alla moda. Metropoli spumeggiante, accogliente, disinibita ed onorata, sede di intellettuali. Barcellona, decaduta militarmente, non poteva disobbedire agli ordini di Gertrude Stein , ambasciatrice dei cosmopoliti americani e quindi, Barcellona, perse il suo primato anche questa volta per il fatto che gli spagnoli (di quel tempo ) pur essendo stati imperialisti erano ritenuti dalla Stein, ignoranti e svogliati agli studi ed interessi industriali. (vedi le affermazioni di Gertrude Stein nelle Biografie degli artisti).
La direzione della prostituzione in Parigi, verrà assegnata ad un pittore di origine olandese, uomo sofisticato, presuntuoso, di origine borghese dagli aspetti classici e che troveremo tra i membri fondatori del Bateau Lavoir sede “collegiale artistica” di Pablo Picasso, o meglio chiamarla “Base Operativa della cosca Avanguardia” pittore sotto la lente di ingrandimento per capire meglio il suo ruolo artistico e politico organizzativo tra le prostitute cosmopolite parigine.

Le due opere sorelle

La danza” di Matisse: un girotondo di armonia in capo al mondo
Enri Matisse: DANZA

Le stesse anomalie delle Demoiselle le troveremo anche nell’analisi del capolavoro di Enri Matisse “Danza”, opera per la costituzione e finanziamento dell’Armata Rossa non ancora comunista.
Opera venduta ad un magnate del Cotone russo.

Il Comunismo e la “Stella Rossa” si realizzeranno più avanti all’insaputa di trame sopra alle loro teste. Con Danza e le Demoiselle, siamo in presenza di due quadri PENTAGONALI promotori di alleanze militari protese alla conquista del Mondo.(Girotondo)

Le prostitute, le lesbiche, le modelle, le ballerine ecc. anche in questo caso russe, si animeranno per la realizzazione del cosmopolitismo mondiale. Si era presentata per le donne una occasione importantissima di politica partecipativa diretta. Scopriremo nel loro operato per l’auto-finanziamento dei movimenti insurrezionali, la creazione di un esercito femminile e femminista di formazione russo-ebraica che s’imporrà in tutti i campi, sghettizzando le donne in marcia verso un nuovo ruolo che le confà.

La parola Liberazione tra le donne prenderà connotati sociali diversi e non più fortemente militari o rivoluzionari. La Liberazione è per le femmine ebree promotrici, una promozione in campo alla subalternità dai Fratelli maschi, donne in marcia verso un altro modo da costruire per un futuro prossimo industriale cosmopolita che annetti la loro presenza. Nelle Avanguardie francesi invece, scopriremo Gertrude Stein essere una Grande Sacerdotessa Matriarca officiante anche funzioni religiose e non solo lei.

Le bateau lavoir Paris | Montmartre paris, Bateau lavoir, Vieux paris
Bateau Lavoir
archive photo of Picasso at the age of 23 years, in 1904... handsome :) |  Picasso self portrait, Picasso art, Famous artists
Pablo Picasso

1907:
Picasso porta a Parigi le Demoiselle dichiarandole un opera Cubista quando di cubismo nessuno ne capiva una cippa. Parigi comincia a domandarsi cosa fosse il cubismo mormorando l’avvento di un matto più matto di Enri Matisse. Era un duro, deciso, uno che non si tirava indietro a nessuno e che voleva conqui-stare un posto al sole a Parigi. In pratica, un capobanda cosmopolita spagnolo uno che non rispettano le regole imponendo le sue. Picasso arruola adepti e fonda Bateau Lavoir imponendo il rispetto.

1908;
Il gruppo più consistente di artisti stabilitisi nel 1908 al Bateau Lavoir di Pablo Picasso è composto da: Georges Braque, Max Jacob, Marie Laurencin, Guillaume Apollinaire, André Salmon, Maurice Raynal, Juan Gris, e poi Fernand Léger, Robert Delaunay, Albert Gleizes, Andre Lhote, Jean Metzinger, Francis Picabia, Alexander Archipenko e Paul Gauguin di ritorno dal suo primo viaggio a Tahiti adunatisi in onore del gran pittore (Patriarca) Rousseau detto il Doganiere.
La cornice evidenzia un “Quadretto di Famiglia” che aduna tutti i componenti di spicco di Avanguardia ed d’altri artisti ancora che si aggregheranno al gruppo storico.

Quindi, Avanguardia nel 1908 diventa una nuova “formazione artistica”, ovvero, un gruppo omogeneo di artisti rigorosamente della stessa origine etnica anche se di popoli diversi, adunati sotto forma di Clan, Lobby o Mafia. Tutti i componenti di Avanguardia sono rigorosamente di origine ebrea tranne qualche gregario esterno di fede cattolica lasciati perennemente in anticamera. Finti Cattolici e finti Pastori, verranno impegnati nelle scalate religiose per il controllo e dominio delle Chiese e le rispettive Culture in Francia e più tardi anche nel mondo.

Domanda: Qual’è il motivo cardine di una simile adunanza in Arte?

Le indagini continualo a pag. 2/2 (in arrivo)



Cubisti – Il cubo magico.

Chi sono i Cubisti?
“habitantes de los Cubos.”

La teoria d’Arte che il Cubismo sia ciò che attribuiamo come una invenzione pittorica di Pablo Picasso ha bisogno di una seria riflessione politica e storica. L’idea della tecnica pittorica raggiunta da Picasso nel quadro “Les Demoiselle d’Avignon” nasce nell’inverno 1906/07 presentata poi a Parigi di ritorno dalla Spagna furono elaborate da molti studi preliminari.

Barcellona: vista aerea.

Con il materiane Biografico circolante al di fuori del circuito dalle Accademie d’Arte su Pablo Picasso, risulta che l’artista sia un personaggio ancora sconosciuto e tutto da riscoprire.
Se ne deduce che, il Picasso artista che conosciamo non è il Picasso reale che ha movimentato la storia politica europea nei primi del Novecento. Le sue pagine oscure sono ancora segretate e inaccessibili piombiate negli archivi dell’Arca delle Alleanze.

Chicago: vista dal faro

Che fare?
Per ricostruire la reale Bibliografia di Picasso e aggiungere memoria alla memoria ci dovremmo trasformare in fantasmi e raggiungere Chicago, regno dei gangster per estrapolare qualche notizia in merito, impresa non facile. Perché a Chicago?
Perché Chicago era ed è ancora, la base logistica di molte gestioni truffaldine economiche mondiali ai danni di tanti gli stati che non scelsero il loro modello social capitalista del Novecento ma lo subirono con la forza e con l’inganno.
Chicago, come protettorato del malaffare internazionale, divenne nei primi del secolo una metropoli potente al punto da essersi imposta al di sopra degli Stati americani, interpretando le leggi finanziarie a modo suo. Stranamente le strade oscure di Picasso ci portano sempre li. Perché?

Chicago !967: Inaugurazione del monumento a Pablo Picasso

Per capire questo concetto oscuro bisogna fare una passeggiata a ritroso nella Storia dell’Arte e precisamente nel 1905 in Europa. Questa data sta diventando una ossessione, ma è l’ora “X” di una serie di eventi che cambieranno la storia.

Nel 1905 dopo la sconfitta dei cosmopoliti Bundisti in Russia occidentale, (guerra Russia-Giappone) i BUND si erano alleati ai cosmopoliti insurrezionalisti europei per la presa del Palazzo d’Inverno dello Zar, per poi ripiegare in massa perdenti e squattrinati a Parigi. Picasso un anno dopo volle – a favore alla sua comunità ebraica spagnola – mettere a disposizione la propria capacità organizzativa di gang e pittorica dopo le relazione oscure avvenute tra i cosmopoliti di Spagna e Francia. L’artista si animerà per la creazione di una traffico clandestino gestito coi contrabbandieri Baschi emigrando definitivamente in Francia.

Incontrerà a breve l’ereditiera Gertrude Stein. Da quel momento la sua vita subirà una trasformazione radicale. La Stein lo inciterà a creare uno stile pittorico personale distaccandosi da tutti, affiancandogli esperti del settore per le lezioni d’aggiornamento concettuale.

Dal 1902, i dominanti in arte erano i Secessionisti viennesi del 1902. Gli austriaci, ottimi pittori e gran decoratori, avevano messo in moto una corrente interessante: i Secessionisti viennesi. i Secessionisti dimostrarono essere – per raffinatezza e maestria – la punta di diamante del collezionismo europeo portando a casa le più belle commesse d’Arte, commesse capaci di squalificare le Avanguardie francesi in campo.

Per battere i Secessionisti all’Avanguardia francese serviva una “strategia bluff” mentre le armate sotto il controllo cosmopolita preparavano i piani segreti d’invasione ai Reali di Germania, Austria e Russia.

Per mettere fuori gioco i Secessionisti viennesi bisognava creare un Mercato artistico, ed era diventata una priorità politica, ammassandoli alla lista nera dei beni imperiali austroungarici da sequestrare. I cosmopoliti interni austroungarici, polacchi, tedeschi, rumeni bulgari ecc. furono rinforzati economicamente con capitali ombra attraverso le Avanguardie artistiche ed intellettuali impegnati a creare confusione nelle culture e miti dei popoli.

La trama

Salomè: Gustav Klimt

Per i cosmopoliti il futuro di Vienna, Mosca e Berlino erano già capitali capitolate. Era solo questione di tempo. Per i cosmopoliti del nuovo mondo industriale non c’era posto per altri che non fossero loro alla guida della grande rivoluzione industriale del XX° secolo e creazione dei più estesi monopoli mondiali. L’egemonia delle scienze e della tecnica era una strategia sotto il diretto controllo delle loro Banche che intercettavano i capitali, le cambiali e le lettere di credito nel giro d’affari delle più grandi industrie. Nessun era ammesso al di sopra di loro, neanche i RE. Inoltre i cosmopoliti volevano il monopolio assoluto di tutte le Corone imperiali, poteri militari, politici e legislativi di ogni stato conquistato.

Lo scacco di Picasso

Monet: i giardini giapponesi del “Grande Giardiniere “

La mossa strategica della rivoluzione del post 1905 partirà da Enri Matisse subito dopo il presunto ritiro forzoso di Claude Monet e il Gran Maestro Paul Césanne per limite d’età e malattia del secondo, proponendo Enri Matisse una “linea” più dura (Fauve). I Patriarca impressionisti andavano sostituiti perché non impressionavano più nessuno, sia come pittori che amministratori dei capitali americani e organizzazione dei volontari alle guerre. I grandi gruppi finanziari americani avevano si, allertato gli stati Fratelli interessati alla futura spartizione di quei regni, ma il fallimento degli insorti in Russia portò un forte ritardo alla conquista. Ora si trattava di creare “nuove trame tessute dalle Avanguardie. I grandi Cartelli del Cotone e Acciaierie riconfermarono la fiducia agli insorti, rifinanziando le operazioni di preparazione ed invasione. Nuovo giro, nuovi artisti sconosciuti, nuovi Movimenti.

la Torre Eiffel fu la punta che meglio organizzò la rivoluzione culturale, politica e militare col nuovo Giappone non più diretto dall’Imperatore sovrano ma nazione diretto ora dal Ministro del Commercio estero.
Nel 1905 il Giappone attaccherà sul lato sinistro la Russia. Gli insorti Bundisti attaccheranno la casa reale dello Zar con volontari rivoluzionari sedicenti marxisti rivelandosi poi non esserlo. Monet, il patriarca dei Cosmopoliti filo americano-giapponese, aveva goduto un successo artistico non di poco conto. “andando alle stelle” le sue quotazioni grazie al capitale di copertura delle “strisce bianche e rose e stelle”.

Sempre nel 1905 la Repubblica Dominicana (isola sottostante a Cuba) vede un susseguirsi di Presidenti democraticamente eletti ma il debito estero nei confronti degli Usa cresce sempre di più, tanto che nel 1905 questi assumono il controllo doganale della Repubblica finendo per impoverirla ulteriormente. Iniziano già l’anno successivo una serie di rivolte e conflitti interni con vari colpi di stato che porteranno nel 1914 il presidente americano Wilson a lanciare un ultimatum alle fazioni in lotta: se non avessero trovato un accordo sarebbero stati gli Stati Uniti ad imporne uno. (come fece T. Roosevelt in Russia contro il Giappone). La dura repressione della Repubblica Domenicana farà il giro del mondo intimorendo i Latini.

interno di un cotonificio

Nel 1905 in Francia nasce FAUVE di Enri Matisse, palestra violenta per la preparazione di futuri “quadri ombra” cosmopoliti, uomini particolarmente duri da impegnare in operazioni dove la vita personale entrava in gioco. Gli allievi preferiti ai corsi “artistici” di Matisse, erano prevalentemente giapponesi e ragazzi violenti di Chicago, specializzandoli ancor più in crudeltà. Ed è in questa occasione che il duro Picasso capobanda, avvicinerà Enri Matisse per soffiargli metà del guadagno investito dai cosmopoliti nell’Arte come finanziamento occulto da parte del Cartello Internazionale del Cotone, di cui Matisse era un rampollo discendente di quella categoria, direttore politico fiduciario alla conquista globale di quel settore merceolo-gico per la creazione della prima Lobby “multinazionale” che governerà per decenni e decenni i prezzi dei filati a livello mondiale.

Pablo Picasso, presso Matisse e Gertrude Stein non solo verrà a conoscenza dell’intrigo internazionale in atto, ma da buon spagnolo ebreo, volle diventare il governatore (Patriarca) della sua Squadra politica: i Cubisti di Barcellona. Presso Enri Matisse, Picasso conoscerà i ragazzi di Chicago che daranno vita negli anni nel proibizionismo alla mafia emergente ebrea che riprenderà il controllo politico di tutte le mafie americane ed estere dopo dalla sconfitta di Al Capone.
Da wikypedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Chicago_Outfit

Al Capone

La Chicago Outfit inizialmente fu un “Sindacato del crimine” composto da gangster italiani ed ebrei, guidato da Giacomo “Big Jim” Colosimo, originario della Calabria e immigrato a Chicago nel 1895. Colosimo non tardò a creare grazie anche alla moglie maitresse Vittoria Moresco una serie di case di tolleranze in tutta la città e divenne un potente sfruttatore di prostitute. La ricchezza e il potere di Colosimo aumentarono a tal punto che gli strozzini della Mano Nera  incominciarono a chiedergli le tangenti .

Ma i cubisti di Barcellona non andavano tanto per il sottile neanche loro. Reduci di comportamenti violenti e terroristici in America latina durante l’impero spagnolo, sia in Francia che Europa faranno rispettare i loro interessi

Però una cosa aveva capito allora Picasso – anche se giovane ed ancora ingenuo come truffatore – egli era cosciente che la Spagna era l’unica candidata in Europa e nel resto del mondo occidentale in grado di realizzare questo nuovo modello concettuale di unione delle Arti, come lo fu in passato la Zarzuela adunatrice interclassista tutte le espressioni geometriche di un capoluogo cubista come Barcellona, capitale labirinto, dedalo urbano ottimo per gli agguati e controllo territoriale ove scegliere i più intrepidi uomini a difesa di un nuovo prodotto sfacciato che nessun sfidante in arte fu in grado di immaginare: “L’Arte Bruta” o brutale.

La letteratura spagnola invece, non ebbe il successo sperato pur avendo grandi artisti. Ma si sa, l’analfabetismo in tutto il mondo predilige come vettore culturale il canto, le poesie,le preghiere, i proverbi, gli aneddoti ed altro ancora, fonte depositaria della cultura nobile e rurale di un popolo. Ancora oggi i Latini sudamericani leggono poco, ma conoscono a memoria una infinità gamma di liriche delle proprie canzoni, prevalentemente rivolte alle questioni di “corason” (cuore) quale sede dell’Anima e delle passioni carnali. Infantili ed ignoranti per volere del potere mai latino, la riproduzione della carne è il perno sul quale ruota come una trottola “Vida y Muerte” (Vita e Morte)

Le sensazione, il presentimento, il sentimento, l’erotismo, l’orgoglio, il rispetto altero ed altri atteggiamenti che concorrono a creare la cultura autoctona di Spagna, in cinquecento anni di esportazione di tale cultura cavalleresca del “gaucho” diede vita a un modello politico ed urbano che ancora oggi domina l’America Latina, special modo nella suddivisione geometrica urbana in “Quadre”, agglomerati riquadrati su modello Cubista di Barcellona. Ma la “Quadra” urbana diverrà il modello per molte città d’oltreoceano, tra queste Chicago nata sulla spinta dell’immigrazione forzosa di latini e sudisti del mondo.

Questi concetti ed altri radicati nella cultura popolare, trasformo uno spagnolo in fante e il capitano in conquistatore che non fa a metà con nessuno, ciò fu causa di continue perdite territoriali ed imperi. Picasso no, Picasso è un Fante ne un Conquistador perché non è spagnolo, ma eclettico intrepido avanguardista, ombra cosmopolita.

Chicago: monumento a Picasso

Arte e Capitale 3/3

III°
Arte come Errore amato e armato

Philippe Daverio
Philippe Daverio splendido critico d’Arte italiano.

Philippe Daverio se ne è ben guardato di andare oltre quella sua scoperta che stava dietro la parola “Avanguardia” inventata da Giulio Cesare per sondare il terreno dei nemici per attacchi a sorpresa. Daverio limitandosi ad accennarla si esonerò dalle responsabilità del caso, come se, in politica ciò fosse non una novità; ma lo fu certamente per il mondo dell’ARTE che sempre tace per non sollevare un polverone storico..
Philippe Daverio rese pubblica la sua scoperta in modo soft, gentile, col sorriso sulle lebbra, ironico, astutamente  ingenuo come sempre, come chi  ne parla senza ragion di causa come dire: chi vuol intendere  intenda, insomma un suggerimento. Ma  come asserisce la cosmopolita  Rita Levi Montalcini, neurobiologa quando afferma che, l’intelligenza umana sia nata da un errore del cervello evolvendosi, così fu per l’Avanguardia una volta che ebbe profanato l’Arte classica perseguendo nell’errore di genere in un Arte Moderna senza sapere dove ci avrebbe portato.
Di quest’Arte Moderna se ne parla sempre meno e senza capire a fondo di cosa si stia parlando, sostenendola comunque ad’oltranza nell’errore fino al diniego assoluto amato ed armato.

Balla e Despero futuristi: “ costruiremo milioni di animali metallici, per la più Grande Guerra..”.
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Picasso: Periodo Blu

Nel cielo dipinto di Blu… con tanto di stelle bianche.

L'Impero coloniale Spagnolo

Per capire il “periodo blu” di Picasso una premessa va fatta; nell’anno 1500 l’impero di Spagna era in Europa il più vasto impero territoriale. Contava centinaia di Colonie riunite sotto una sola Corona. La Spagna in quegli anni godeva di una abbondanza alimentare, politica espansionistica e potenza navale senza uguali. “Reina” dei mari, la sua flotta fu soprannominata l‘Invincibile Armada.
Il suo impero durò pochi secoli. I portoghesi prima e gli europei poi, si spinsero in massa verso le nuove terre da conquistare dando sfogo alle precarie condizioni alimentari da suddividere tra popolazioni affamate in grande esplosione demografica cristiana spaventosa, aggirandosi per l’Europa lo spettro della fame: “Diverrete più delle stelle” profetava il loro Dio, un suggerimento imperdonabile e insopportabile per le terre europee sfruttate, erose e denutrite per tante nascite divine.
Ma la Spagna cattolica se ne guardava bene di perdere un simile prestigio geopolitico. Gli Inglesi e i Francesi assestata una nuova flotta navale militare, partirono all’arrembaggio della Nuova Terra, conquistando da principio le zone fredde in alto, territori poco interessanti per gli spagnoli che preferivano il clima caldo e le praterie. Un impero troppo vasto da controllare, ma pian piano… pian piano…

Impero spagnolo - Wikipedia

I Cosmopoliti

A partire dal XIX secolo tutti i territori conquistati dai cattolici spagnoli furono soggetti a numerosi movimenti indipendentistici che portarono alla progressiva erosione dei domini territoriali nelle Americhe. Dal 1825 vengono perduti i principali possedimenti in Nord America, Centro America  e Sud America.

Impero spagnolo spagnolo Americano guerre di indipendenza Ispanica ...


Spagna ultimo atto.

Le ultime colonie spagnole in America: Cuba e Porto Rico, furono perse definitivamente nel 1898 con la “Guerra ispano-americana.” Con la perdita di Cuba e i relativi attacchi alle ultime colonie in Asia, Theodore Roosevelt 26esimo presidente degli Stati Uniti s’impossessò avidamente di tutto ciò che apparteneva alla Spagna, rotte marittime comprese, diventando la sua flotta navale US ARMY, la futura “Reina” dei mari con motori potenti e cannoni modernissimi di grande gittata.

La grande depressione in Spagna.

Con la perdita di Cuba e colonie asiatiche, la Spagna cadde in una depressione economica profonda. I Cosmopoliti ebrei con Theodore Roosevelt al comando erano candidati a diventare l’impero più grande del Mondo, a condizione che, si fossero impossessati anche dell’impero dello Zar e di tutte le Russie.
Theodore Roosevelt attaccherà la Russia nel 1905 utilizzando i giapponesi foraggiati con Armi moderne, Capitali e supporto logistico bellico elevato, sconfiggendo i giapponesi la Russia dello ZAR.

Le piccole guerre alle monarchie minori rimaste in vita avrebbero messo a segno e in breve tempo il programma mondiale del Congresso di Basilea portando la parola“fine” alla Storia” dei popoli.

Il mondo sarebbe diventato Uno, un unico Stato mondiale. Le infingarde “Nazioni Unite” sotto i talloni speronati con stelle bianche dell’esercito degli stati Uniti d’America avrebbero imposto il Nuovo Ordine Mondiale il secondo il capitolo della loro Bibbia. Ma le cose non andarono come progettate. La miseria in mano ai despota e ai tracotanti è un arma e scettro per assoggettare i popoli. Così fu ed è ancora, ma governarli è un altra cosa.

Periodo Blu

Pablo Picasso, periodo blu . Poveri in riva al mare. -si noti il ...

Il Padre di Picasso Josè Riuz Blasco anche lui figlio d’arte, pittore, decadendo l’imperò spagnolo fu trascinato in un inferno economico lontano dagli antichi splendori. Senza commesse di lavoro dovette adattarsi a funzionario scolastico di pittura arrotondando con qualche quadro al mese sperando nella magnanima fortuna. Il figlio “Pablo Reiuz”, seguendo il mestiere del padre s’ingegnò nell’arte. Pur bravo nelle rappresentazioni figurative classiche dovette meditare un qualcosa di diverso che la Spagna cattolica non avrebbe comunque accetto da lui dopo la sconfitta per mano dei Cosmopoliti americani, ed essendo Pablo Riuz di origine ebrea e con un cognome politicamente compromesso negli attentati alla casa Casa Reale, cambiò cognome assumendo quello meno noto della mamma ebrea Maria Picasso, cognome di origine italiano, di Recco, Genova, potendo così accedere a commesse la dove la famiglie ebraiche non potevano accedere, o la dove , gli ebrei avendo conquistato uno spazio di potere dentro ad una monarchia furiosa per le perdite subite in America, potevano cospirare alla corona, passandogli qualche commessa, ma tutto ciò non bastavano alla sua precaria sussistenza. Quindi, a causa dell’instabilità polico/commerciale della Spagna sconfitta, il nuovo Pablo Picasso si alleerà con i gruppi internazionalisti detti “Cubisti”, una antica Setta Segreta con sede in Barcellona, movimento in moto perenne per la distruzione totale del regno di Spagna. Ma tutto ciò non bastava.

Emigrato in Francia, arricchitosi, Picasso diventerà il leader dei ” cubisti” di Barcellona dirigendoli sotto mentite spoglie aderendo alla confraternita francese “Avanguardia d’Arte”, leader internazionale (giacobina) dei motti “rivoluzionari” europei fino ai nostri giorni.

DuemilaEventi di FiloRosso, ricorda quest’anno essere il 46° anniversario dalla morte di Pablo Picasso avvenuta il 08 Aprile del 1973. Aveva 91 anni ma non è morto per Corona Virus, tranquilli, spirò nel suo letto d’amore, ricco e pasciuto.

Milano 05/07/2020
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In evidenza

Picasso è nato morto.

Picasso precubista | barbarainwonderlart

Pochi conoscono questo aneddoto sulla vita di Pablo Picasso.
Il giorno che Pablo Picasso fu partorito dalla mamma Maria, la balia dispiaciuta, lasciò sul tavolo il fagottino del bambino “nato morto” e se ne andò sconsolata e dispiaciuta. La madre disperava nella tragedia e fece chiamare subito lo zio medico di Pablo, Salvator Riuz Blasco, fratello del marito e padre di Picasso: ( Josè Riuz Blasco),. Il medico era in casa pronto ad intervenire in caso di complicazioni durante il parto.
Arrivato al capezzale della puerpera, ella indicò in lacrime il fagottino sul tavolo col neonato al quale il dottor Salvator Riuz Blasco apprestò le prime cura del caso. Il piccolo non respirava.

Premessa:
Era usanza ai tempi per gli uomini europei più agiati fumare il buon sigaro cubano detto “el Puro” (il migliore per antonomasia) perché il tabacco era ritenuto a quei tempi un perfetto antibatterico odontoiatrico, sia fumarlo ( senza ingerire il fumo) che masticarlo sputando il succo estratto. Il lezzo del sigaro è notorio, quindi il medico Salvator Riuz Blasco dopo essersi assicurato con la mano e con la guancia che non uscisse alcun spiro d’alito dalle nari del neonato, lanciò una boccata di fumo sul volto del bimbo per notare eventuali movimenti atmosferici dovuti ad eventuale respirazione impercettibile.

Foto: “Tabagista io? Tutta colpa di zio Salvatore.”

Il neonato sentito il lezzo insopportabile, starnutì liberando le vie respiratorie e pianse infastidito. Il bambino s’era risvegliato, animato, risorto, altrimenti buttato via vivo coi panni sporchi da parto. Questo aneddoto che Picasso solea raccontare durante le confidenze, ci da modo di carpire la tempera del suo carattere e la non curanza nei rischi di morte. Ciò fa capire molto sulla sua doppia personalità tra mimesi e realtà. Picasso si rivelerà nelle indagini essere uno sfacciato infingardo e gran bugiardo.


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Cubismo e Picasso

Enea sbarca a Chicago.

L'immagine può contenere: una o più persone, oceano, testo, acqua e spazio all'aperto

Da questo momento ha inizio un viaggio fotografico a Chicago.
Chi vuole ci segua.

Perché uso la particella pronominale “ci” segua ? Perché gli autori di questo viaggio siamo due: io (Enea Anchise) e Turk Meyers.

Turk Mayers è un gentile cittadino di Chicago conosciuto in Face Book durante la quarantena da Corona Virus. A causa degli arresti domiciliari di massa per impedire il diffondersi del virus malefico, ebbi molto tempo a disposizione da spendere in Internet (web). Mentre ricercavo, costruivo e correggevo le mie pagine d’Arte qui in Word Press di “FiloRossoArt”, nell’intervallo di tempo il mio occhio magico per l’indagine d’Arte nel Mondo volle attraverso Face Book cadere su Chicago. Visto che le mie indagini finivano sempre in quella città sconosciuta volli fare in giro ispettivo tra i siti per interrogare, sapere e scoprire.
“Qui non si parla di politica”. Questa frase è nella scheda di partecipazione alla pagina scoprendo che in America non si parla di politica per non finire nella rissa. Il dualismo politico (soluzione pericolosa) scatena le tifoserie, sport che riduce a punkabbestie i tifosi urlanti dagli spalti esprimendo tutta l’anima primitiva quali discendenti dei primate. Quindi meglio tacere perché l’americano è anche ignorante (voce del verbo ignorare) nel senso che non deve sapere. e tra gli insapienti di Chicago ho cercato l’arte e la storia sua, ma anche la ricerca su Picasso in una città sepolta viva da Covid.

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Foto: Inaugurazione del monumento a Pablo Picasso 15/agosto/1967

La scultura, in Daley Plaza nel Chicago Loop , è di 50 piedi (15,2 m) di altezza e pesa 14 tonnellate. La scultura cubista di Picasso è stata la prima opera pubblica importante nel centro di Chicago.

Premetto che su Chicago, prima d’ora nulla sapevo se non qualche cenno storico assimilato dalla Storia dell’Arte in Italia. Una città abbandonata perché rea confessa di malavita e quindi priva per me d’interesse.

Dopo qualche pagina di lettura in F.B. vidi tra le immagini storiche una scultura gigantesca di Pablo Picasso in una piazza della capitale. La cosa mi stuzzicò la voglia di capirne di più scoprendo che: i cittadini di Chicago vollero issare in omaggio al grande artista scomparso (meno male), una sua papera ingigantita e posizionarla in bella vista in una piazza a lui dedicata dall’amministrazione di Chicago, capitale dell’Illinois State.
Chicago, 2.705. 994 abitanti, la terza metropoli più popolosa degli USA,

Covid a Chicago 2020.

Appena scattò l’allarme sanitario COVID-19 in America, più della metà delle pagine di Face Book entrarono in Black Out in quanto la maggior parte degli americani che ne facevano uso lo utilizzavano dal computer d’ufficio dove lavorano. Restando a casa, il Corona li trovò sprovvisti di computer, di pass alle iscrizioni avute e senza più mezzi di comunicazioni. Tutte le trasmissioni social diurne parevano sospese. Un silenzio informatico regna negli Usa.


Girando a vuoto, senza risposte le mie domande, scoprii con meraviglia Turk Meyers, un lavoratore volontario e a rischio, che si stava prodigato coraggiosamente a consegnare cibi caldi ai cittadini asserragliati in casa che grazie al suo impegno potevano nutrirsi. Turk restò meravigliato nel vedere la sua città vuota. Scattò le prime immagini al monumento di un noto senatore Repubblicano che presentava i fasci littori come decorazione. Avvicinatolo gli chiesi i particolari, appassionandolo a scattare foto e metterla sulla pagina d’arte ove era iscritto. Dopo previ accordi, continuò a scattare fotografie dal suo Smart nei percorsi di consegna, restando spesso interdetto e affascinato nello scoprire un altra Chicago mai vista prima. Anche se non riceveva i dovuti “mi piace” lo spinsi a proseguire suggerendogli che quelle immagini negli anni avvenire sarebbero divenute uno straordinario documento fotografico /Book) per gli studenti di architettura, pittori, fotografi, sociologi ecc futuri interessati della città.

Seguirlo per me fu un giro turistico affascinante scoprendolo direttamente da casa una città sotto mia osservazione ed interesse. Una simile occasione non si sarebbe presentata mai più, quindi tutti i giorni andai – e tutt’ora – a guardare cosa ha fotografato di nuovo Turk Mayer.

Sito: https://www.facebook.com/groups/207881226643638

Nel seguire la sua camera scopro essere Chicago, una città americana vista senza filtri, una città reale, vista con occhi umili di chi consegnando cibo resta attonito nel vedere la propria città la prima volta. Turk scopre angoli segreti, fauna, flora parchi, ponti, parcheggi, monumenti, negozi chiusi ecc. e rari esseri umani silenziosamente mascherati in giro per garantire la assistenza base alla città sepolta.

Fatto conoscenza virtuale, superata la diffidenza americana, era come se io e Turk ci aggirassimo come “due fantasmi” nella grande città misteriosa che tanto ha fatto parlare di se nella pagine di politica nera negli anni del proibizionismo (1920 Gangster), come altri fatti di corruzione e sangue nella politica economica mondiale e anche odierna. Una cosa ho capito: i cittadini di Chicago nulla sanno della propria città se non il servizio che danno come buoni cittadini per farla funzionare bene nei tragitti monotoni da casa al lavoro. Però c’è da dire anche che, questo difetto urbano è presente in tutte le Metropoli del mondo.

Ora, con Turck, insieme abbiamo coordinato le nostre operazioni dando vita a un programma per un prodotto congiunto, ovvero: Turk Mayers si è preso l’incarico di Foto/Reporter, ( lui scatta senza chiedersi nulla, scatta solo a piacere o curiosità per poi guardare a casa il risultato del giorno), io invece osservo le sue foto dall’Italia e se è il caso – perché l’immagine è illuminante, gli chiedo altri dettagli se mai passasse ancora da quelle parti.

Mentre la parte Alta della città possiede geometrie impeccabile, grande ordine e pulizia, la parte Bassa (la più ampia) è molto disadorna a causa dell’economia ristretta cui sono sottoposti molti cittadini periferici. Ma ci sono anche quartieri bassi molto eleganti e shick. La cosa che mi ha turbato e meravigliato è la presenza di fili elettrici aerei con impianti volanti improvvisati che hanno compiuto almeno 50 anni, senza mai interrarli, dove la corrente elettrica (110 volt) va da palazzo a palazzo creando una giungla di fili che sembrano liane della foresta. Da li nasce la seconda idea che avrà corso, dove i fili della luce saranno gli interpreti della raccolta fotografica “Ironica Concettuale” per dare modo a chi guarda di sentirsi cosmicamente sospesi tra realtà oggettuale e realtà metafisica.

Da ciò nasce questa idea già fattasi copertina:

Turk Mayer & Enea Anchise: copertina

Questa per me è la prima volta dove la copertina nasce prima e poi l’opera in pdf una volta adunata la raccolta.

Face Book: Art In Around Chicago Pictures, è la piatta-forma dove Turk & Enea si sono incontrati e conosciuti. Essa ospita altri artisti amatoriali con i quali si è stabilito un rapporto, debole, fievole, ma si sa, gli americani sono diffidenti perché la prudenza in America non è mai abbastanza. Da loro, le trappole e le violenze sono sempre in agguato, ma si sa, siamo a Chicago.

Enea Anchise


Picasso: Guernica è Arte?

Per chi sì appresta la prima volta a visitare il famoso quadro Guernica di Pablo Picasso resta un poco basito sulla dimensione, la tecnica d’esecuzione  e narrazione. La prima domanda che si pone lo spettatore è la seguente: “Questa opera è Arte o un disegno a fumetti gigante? “

Siamo nel 1939 a un passo dalla seconda guerra mondiale con l’ordine internazionale cosmopolita di reprimere con la forza ogni forma di ribellione al capitalismo quale modello sociale unico ed universale, reprimendo con la forza estrema ogni forma di rivoluzione sociale che permetta l’espansione del comunismo sovietico o l’anticapitalismo in Europa.

Ricostruzione storica?
Guernica, la cittadella disobbediente, fu bombardata ripetutamente tre volte in un giorno durante il mercato del bestiame per distruggere i rifornimenti alimentari ai democratici spagnoli in rivolta contro il Colpo di Stato dei Militari contrari alla democrazia. La scena del quadro si svolge nelle cantine usate come precari rifugi antiaerei e distrutte con bombe incendiarie ad opera di fascisti italiani e nazisti tedeschi in aiuto alle camicie nere spagnole. Il Nero è il colore di queste organizzazioni militari criminali che sperimentavano l’esportazione della guerra tradizionale di trincea con la nuova da espandere anche alle metropoliti. L’esperimento di Guernica spingerà l’architettura a progettare nuovi e immediati rifugi antiaerei robusti e in tutti i quartieri d’Europa. Il Sacrilegio era stato commesso. Le civiltà mondiali furono allertate perché minacciate.

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Che la parola Arte sia stata inflazionata non è un opinione e nemmeno una novità. E’ sufficiente che appaia un’immagine colorata su di un quaderno o rivista commerciale, come un “graffito” sul muro o immagine su di un monitor, che subito la parola Arte si intrufola con tutta la presunzione che il caso impone a priori dell’essere una “Opera d’Arte” chiedendone immediato rispetto e il dovuto valore.

Lo specchio Magico.
Che l’Arte sia sempre stata una sorta di specchio magico che riflette sulla propria  superficie un aldilà immaginario oltre la realtà apparente, ogni autore dell’immaginario proprio tende a quella pretesa. Che la Critica sia l’ultima spartiacque capace di risvegliare dall’incantesimo lo spettatore attonito, è pari al diritto di uno storico che abbia la pretesa di dire la verità senza nulla sapere sulle intenzioni macchinose che hanno dato origine agli eventi bellici o rivoluzionari sconvolgenti. Alcuni casi bellici si presentano semplici epigrammi, scaramucce, altri invece sono veri e propri teoremi rompicapo in quanto occultano le prove evidenti. Tutto ciò che conosciamo sulla nostra storia è relativo al nostro sapere formale, se indagata invece….

Storia senza ragione.
La presunzione modernista non vuole sentire critiche contro il suo operato nell’interpretare le parole storiche deformate a fini speculativi, per ciò, tale presunzione di fatto genera una sorta di mala-educazione linguistica o distanziale dovuta alla perdita del senso della ragione nella parola stessa e  il suo significato ancestrale. Il disegno, l’illustrazione, la grafica, fatte entrare prepotentemente nel tempio dell’Arte si sono accomodate spesse volte non sui banchi di orazione o sui muri illustrati, ma direttamente sugli altari divenendo gli artisti stessi la divinità a riferimento guida.

Illustrazione e Arte.
Il confine tra Illustrazione e Arte e fievole, quasi impalpabile se non si conosce l’argomento, e la Storia dell’Arte fu la prima responsabile nel aver dissociato la sacralità dall’opera iconoclasta per contemplarla a motivo di studi ispettivi e sua storicizzazione. Chiamare certe narrazioni artistiche Arte  definendole piuttosto opere “figurative” o “raffigurative” o “rappresentative” di un mistero, la storia accademica  commise un grave errore metafisico imperdonabile scinderle a priori dalla loro funzione.
Da quel momento in poi, scissa  dalla realtà oggettiva tra spettatore  e mistero metafisico rappresentato, il mistero steso si spegne divenendo sempre più fievole, invisibile, fino a scomparire. A quel punto l’Arte maiuscola diventa atea o quadro, lasciando spazio sulle  nuove tele per la  raffigurazioni del nuovo stile e dare più importanza alla ideologia da difendere piuttosto che al mistero nascosto nell’evento accaduto raffigurato.

“Simile non uguale”

Il “simile non uguale” produce un faxsimile  e cioè, ciò che i pittori da cavalletto hanno prodotto per quasi due secoli: Decorazioni.
Dopo che le Avanguardie di fine ottocento hanno cominciato allontanarsi dal vero aprendo la strada agli artisti del primo novecento adunati in Sette Segrete, decretarono “critica mente” che una  immagine qualsiasi,  essendo una “manifesta azione” della creatività umana, anche se brutta, ciò è inevitabilmente un Opera d’Arte.

Capolavoro:
Così come ci  è stato insegnato nelle Accademie, il Capolavoro  era  l’espressione massima e verticista di un mestiere altamente raffinato e professionale che ha saputo offrire prodotti  al limite della perfezione estetica, appunto: “Simile ma non Uguale”. Da qui nasceva la scuola di pensiero che sapesse produrre artisti dalle opere Ideali, mete Ideali, fini Ideali. Ciò spinse  le nuove forze Critiche concettuali a sostenere che: ” E’ l’Idea che fa l’Arte non l’artista”. da qui il dogma moderno: “Arte è Idea.”
Su queste disquisizioni si sono mossi eserciti di Critici che hanno riempito scaffali di Cataloghi d’Arte e di Filosofia Critica che hanno prodotto una ampia collezione di concetti autostradanti con barriere controllate in entrata e in uscita, prerogativa per soli addetti o eletti. (Monopolio del Mercato d’Asta e Collezionismo).

Ritorno al figurativo.
Che le Avanguardie sul calare delle esperienze patriottiche cosmopolite di appropriazione indebita delle russie e la  preparazione bellica negli anni a seguire il 1917 (o abbiano inscenato altre nuove guerre), abbandonato in parte la conflittualità politica contro l’arte figurativa in favore all’astrattismo muto e inespressivo, capita anche la trappola cosmopolita in  cui tutti gli artisti erano finiti dentro, il bisogno del ritorno , della riscoperta graduale della figura umana (vedi i surrealisti pittori e dadaisti illustratori), ciò fu riacquistare credibilità nella comunicazione diretta per tornare in tal modo di parlare alle masse, fu uno scatto doveroso quel tornare indietro verso la figura umana mentre gli oltranzisti dadaisti e futuristi estremisti continuavano imperterriti le loro scaramucce espressive in bianco nero e grigio.

Arte e ipnosi.
Non c’è da meravigliarsi se davanti ai disastrosi anni prebellici  organizzati e diretti da autorità senza testa negli anni ’20 si siano dimostratisi macellai scellerati ideologici e colonialisti in divisa nera o grigioverde militare, artisti da caserma per tragedie umane belliche dall’esito devastante, l’Arte venne spazzata via dalla nuova Arte più ipnotica della pittura e  della illustrazione: La RADIO e il Cinema. .

Per la Radio  è imminente la propria brutalità risolutiva, come la caduta rovinosa dell’arte e del pensiero divenuti inutile macerie ai processi istruttivi degli storici moderni, i quali, nascosero e negarono il futuro promesso dai  senz’anima, che portò molti dei loro adepti arruolarsi per  sconvolgersi in lutti subiti. Riscopriranno nel figurativo il bisogno poetico  di rivolgersi immagini di eroi e condottieri stampati su immaginette, come di santini o genitori  o di futuri amori.
Riscopriranno gli artisti delusi le vecchie linee guida abbandonate o negate durante i grandi  moti,  onda d’urto generata dallo “Specchio infranto”  cubista. Quel ritorno, per molti artisti voleva dire riscoprire del mondo primitivo gli idoli (scultura), o quei mondi silenziosi che stavano oltre la cornice argentata o dorata, dove il quadro riflette una realtà umana portatrice di eros e sentimenti disconosciuti alla psicanalisi logica e moderna. La Critica li condannò ed esiliò perché il futuro, come per Orfeo non doveva voltarsi indietro a guardare l’inferno.

guernica aereaFoto: vista aerea di Guernica bombardata.  

Guernica non è un opera cubista perché Guernica basca non è mai stata cubista come Barcellona, neanche come architettura, anzi, subendola. Bisogna fare molta attenzione col passato storico di Picasso perché spesse volte è ingannevole come lui.

Questa opera pittorica per cominciare a capirne il senso, va considerata come gran bozzetto o “cartone” per la realizzazione di un opera in stile surrealista. E’ apparentemente sobria e  incompleta come se gli abbiso-gnasse ancora di essere colorata per diventare un vero quadro,  ma che quadro è già, finito pur  presenta incompleto. Guernica è una grande illustrazione per stampe in bianco e nero a tiratura economica. La pubblicità cosmopolita divulgherà il quadro nel mondo con la notizia dell’eccidio, della strage, dell’olocausto risolutore negando Picasso le sue responsabilità. Essa farà tremare le sinistre europee perché  una notizia simile, con quella illustrazione allegata, serviva ad incoraggiare le destre e scoraggiare le sinistre europee oramai in trappola, profetizzando l’evento  stragista alla compagine marxista, in trappola, incastrata, come dire : “Questa vola non si scherza, questa è la tua fine” perché in guerra i colori svaniscono. Per chi era ebreo oppositore al capitalismo,  quel quadro senza colori dalle teste rasate fu una dichiarazione di olocausto imminente: il Nazireato (purificazione)… e c
osì sarà.

I non colori.
I colori fondamentali del quadro: Nero, Bianco, Grigio e poca Ocra, non nascono in Guernica  per una esigenza estetica dell’artista (che la stampa editoriale allora esigeva) ma per l’artista Picasso ciò  fu a motivo religioso. La cosa può sembrare strana, tendenziosa, maldicente visto che su Picasso non si hanno notizie in merito sulle sue scelte religiose. Vediamolo.

Innanzitutto è difficile trovare nella sua vastissima collezione (120.000 opere) l’osanna all’erotismo sexy, tipico dei pittori per generare incanto nell’ipnosi, lui no. Le sue nudità, come si dimostrano essere  Les Damoiseles d’Avignon, 1907, non sono erotiche, anzi, pietose, sia per le pose che per la grossolanità anti estetica dei corpi. L’arte di Picasso spogliandola a dovere risulta essere profondamente casta.
La castità sessuale denota l’appartenenza ad una corrente religiosa monoteista profondamente etica.  Già questa osservazione  dovrebbe mettere in allarme i  galleristi e critici d’Arte. Picasso non è ateo, anzi, pur possedendo una forte tempera sessuale l’artista è profondamente religioso, monogamo e di rispettosa fede coniugale. L’avere avuto diverse compagne dopo il primo matrimonio denota la sua condotta morale essere retta nello sposare poi le proprie compagne  nuove. L’ombra sospetta sui suicidi delle mogli avute, apre un argomento scottante ma che esula dall’Arte, come i figli legittimi mai abbandonati  al loro destino o diseredati a cagione delle loro madri.  I suoi divorzi sono sempre stati consenzienti o finiti in modo tragico, quindi: risolutivi
Tornando ai tre colori base in Guernica, Picasso lo si  evidenziano rigorosamente religioso proprio per la scelta dei tre colori  di base, e.
per meglio capire questo concetto prendiamo da un passo tratto  dall’Autobiografia di una nota Modella francese del tempo, modella  per fotografi e pittori: Kiki di  Montparnasse che quando parla di Man Ray pittore ci dice:

Man Ray non ha mai smesso di dipingere pur dedicandosi alla fotografia. Anche i suoi quadri sono straordinari. Come nelle sue foto,  usa tre colori soltanto, il nero, il bianco e il grigio. Quello che fa disperare Man Ray è che io abbia gusti da negra.Vado matta per i colori sgargianti, 
Tuttavia a lui i negri piacciono. 

Tratto da: “MEMORIA DI UNA MODELLA” di  Kiki di Montarnasse (pref. di Ernest Hemingway)  ed: Castelvecchi

Cosa hanno in comune Pablo Picasso e Man Ray da usare gli stessi colori ? Una cosa semplice e una nascosta: la semplice è che Picasso sceglie la prima moglie russa ebrea, mentre Man Ray  è americano di origine russa il quale sceglie Kiki l’ebrea (come altri nell’Avanguardia francese), ma la cosa che li rende comuni tra loro nelle abitudini coloristiche è che sono monoteisti di fede ebraica. Quando le stranezze sono affini, si denota che: Man Ray fotografo, di nudità femminile abbonda, spingendosi oltre,  quasi al limite della pornografia, mentre come pittore (Picasso compreso) non dipinge esseri con l’anima dichiarandosi astrattista parando dietro  la la monocromia la sua fede religiosa. Come mai questa differenza tra fotografia e pittura dove la prima è un arte permissiva e l’altra casta?

Casto e profano
Il meccanismo sta nel principio della “Creazione”.
La Pittura “crea”, la Fotografia “riproduce”, quindi quando Man Ray ebreo pittore crea, si attiene scrupolosamente alle regole religiose della castità, quando invece è fotografo, ogni sua modella risponde personalmente secondo coscienza della propria nudità. Ed ecco che nel mondo ebraico la Forbice dalla castità  e Prostituzione (sacro e profano) spalancarsi  ampia-mente, perché tra il sesso maschile e il sesso femminile nel mondo  ebraico avviene una separazione concettuale profonda, due mondi diversi. Se Man Ray sceglie per se una compagna di fede ma di facili costumi, inscena forti rimproveri di gelosia in pubblico sulla smodatezza erotica di Kiki, mentre in privato, l’ama la perversione spinta al sadomaso venerando il Marchese de Sade suo Gran Maestro ed ispiratore

Picasso ebreo invece, pur pittore e fotografo, esige per se donne pubblicamente  caste, donne da tenere segregate alla fede ma di forte appetito sessuale, arte  da non lasciare trapelare pubblicamente. Sulle allusioni giornalistiche e maldicenze, Picasso non le smentirà mai perché  accresce la vanità sessuale senza peccare al maschio tra i maschi.  

guernica043

il titolo Guernica.
Osservando il quadro Guernica di Pablo Picasso il titolo  è solo pretestuale in quanto non c’è nessun simbolo inconfutabile che confermi o ricordi minimamente la città martire spagnola bombardata. Le scene e i perso-naggi si presentano come sequele di disegni ritagliati e incollati dando vita a un collage e coupage di forte stile: cubista, dadaista e surrealista. Interessante è anche la fase preparatoria di  fogli di giornali (dipinti a ornamento) riempiendo alcune forme ritagliate, tipica  tecnica sulla preparazione di quinte teatrali o muri privati di casa, fodere economiche per la  sovrapposta tappezzeria per grandi manifesti come i trompe-l’œil scenografici da ripulire facilmente e riutilizzare più voltei fondali,  tecnica utilizzata anche per i cartoni animati di carri carnevaleschi di  cartapesta: i carri allegorici.

Tecnica.
Vero è anche che la tecnica di sovrapporre più immagini disgrafiche tra loro con la dissolvenza delle prospettive multiple ed aeree, sono di pertinenza picassiane, ma indagando a fondo, quell’invenzione pittorica scopriamo che lo stile multi prospettico e dissolvente nello spazio essere appartenente  ad un  genio poetico  del Male, il Poeta ebreo “Isidore Luciern Ducasse” conte di Loutreamont, ispiratore e guida di tutte le Avanguardie ebraiche francesi nella prima metà del Novecento. (una Bibbia per i pittori ed intellettuali adepti di allora). Anche lui, ispiratore, come i nostri due artisti in causa predilige nelle sue composizioni i tre colori del male: Nero Bianco e Grigio 

Cubismo o Tromp-oil?
Il trompe-l’œil dal francese “inganna l’occhio”, (inganna lo spettatore) induce nell’osservatore l’illusione di vedere oggetti reali  dipinti a parete. Il trompe-l’œil consiste  nel dipingere un soggetto in modo sufficientemente realistico da far apparire alla vista in parete l’esistenza di ciò che non c’è o far scomparire ciò che non si vuole che si veda. 

Il “Cubismo” invece si rivelerà essere una organizzazione eversiva  Cosmopolita con sede in Barcellona, (cubismo a motivo urbano), organizzazione massonica precedente la nascita di Pablo Picasso tra le cui fila cospiravano per la caduta del Re di Spagna anche tutte le famiglie “Riuz” di cui Picasso faceva parte per discendenza paterna ( Don José Ruiz y Blasco suo padre) e tra i parenti (che negherà), risultava esserci un omonimo Riuz, adulator politico insurrezionale fatto imprigionare e fucilato dai sovrani, per  presunti  collegamenti con l’ attentatore mancato alla vita del Re di Spagna durante la cerimonia nuziale.
Tale attentato avvenuto del 1906 e mirava all’eliminazione fisica della casa reale di Spagna con un colpo di stato  finale a seguire mai avvenuto. L’occasione si ripresenterà un  decennio dopo per mano di  Emilio Mola, e portato a termine dal crudele Generalissimo  Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde (Dux: il Caudillo ).

L’attentato fu simile a quello futuro di Sarajevo. L’attentato al Re di Spagna serviva per punire tutti i cugini congiunti alla casa reale di Russia dello Zar Nicola II° . Il  31 maggio 1906 Re Alfonso XIII° sposò la principessa Vittoria Eugenia di Battenberg (1887-1969), nipote di Edoardo VII del Regno Unito: Altezza Serenissima per nascita; ella fu creata Altezza Reale un mese prima delle nozze, affinché queste fossero tra eguali. Quando i due sposi di rientro dalla cerimonia nuziale, sfuggirono all’attentato da parte di un anarchico bombarolo Mateu Morral, adepto dell’organizzazione eversiva “Mano Nera” con sede in Egitto, gruppo massone responsabile di tutti gli  attentati ai Sovrani d’Europa.

La sindrome di Cuba
Il disegno di Guernica è tipicamente picassiano, sintesi di una esperienza che ha le sue origini in Les Damoiseles d’Avignon, del 1907 durante la guerra africana per la spartizione tra Francia e Spagna del Marocco. Quel quadro di cinque ballerine euro/africane, come il quadro “La Dance” di Enri Mattisse, 1910, opere “faxsimili ” distanti tre anni una dall’altra, (Balletti Russi)  indagati  a fondo sveleranno il piano di destabilizzazione della Spagna e della Russia da parte della “Penta Stellata Alleanza” organizzazione ufficiale e militare di matrice Cosmopolita.  Per la Spagna la sindrome di Cuba non era ancora finita, uno spettro si aggirava all’interno dello Stato spagnolo per far decadere la Spagna sovrana anche al suo interno, mutando completamente l’assetto geopolitico spagnolo da stato sovrano a nullità, stato completamente cancellato dalla Storia.

La Spagna che abbiamo conosciuto sotto il tallone crudele di Francisco Franco non era già più la Spagna classica, ma un altra cosa, un altra entità sottomessa e schiavizzata e culturalmente lobotomizzata alla quale hanno annullato tutta la sua straordinaria memoria storica. 

Pablo Picasso
Fu un personaggio politico e militare che seppe nascondere bene la propria identità. E che dire sui due aerei da guerra di Picasso donati al Re di Spagna per fermare o filmare chi…o che cosa?

link alla scoperta degli aerei da guerra di Picasso: https://filorosso.art.blog/2019/01/28/laviazione-di-picasso/

Guernica fu un manifesto minatorio contro chiunque si fosse opposto all’asse:  Roma- Tokio -Berlino.
Il resto è storia, ma che sotto sotto …tra i tre dell’Asse, c’è altro da sapere. FiloRossoArt sta indagando in merito riservandovi grosse sorprese…

Chi li ha diretti e perché i FascioNaziJap e perchè hanno disobbedito alle loro autorità Cosmopolite?

La Storia dell’Arte ci rivelerà tutto questo ed altro ancora…


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