
Daniel-Heinrich Kahnweiler (Mannheim, 25 giugno 1884 – 19 gennaio 1979) è stato un gallerista, critico d’arte e scrittore tedesco naturalizzato francese
Si narra nella storia del Cubismo di un certo Kahnweiler, (noto come Daniel-Henry il tedesco), sposato a una francese. Amante dell’Arte. Visse diversi anni in Inghilterra dedicandosi agli affari risparmiando tutto quello che poteva per aprire un giorno una bottega di quadri a Parigi. Arrivato alla Capitale, dopo i primi sondaggi decise di puntare sui cubisti. Ma Picasso da buon spagnolo sospettoso fu ostile. Fu la moglie di Picasso, la filo russa ballerina Fernande a occuparsi delle trattative portandole quasi a buon fine. Il gruppo dei cubisti, superate le diffidenze iniziali e a corto di danaro, aprirono la fiducia a Kahnweiler dandogli i propri quadri in “pre-vendita”. Per il giovane e inesperto gallerista, conoscendo i caratteri bislacchi e smodati degli artisti, da buon tedesco pragmatico li sottopose tutti all’obbligo di un contratto firmato esigendo la produzione.
Kahnweiler, aveva installato nella propria scuderia l’intera squadra cubista. Fu quello che in affari si chiama “un vero colpaccio”, sollevando dagli obblighi simpatico/economici, Gertrude Stein nei doveri di confraternita coi cubisti. Ora Gertrude Stein poteva interessarsi di altro: aveva un gallerista fedele, istruito in Inghilterra, una squadra straordinaria di folli imprigionati contrattualmente e avere per se tutto il tempo per tramare i propri “disegni eversivi”.
Tutto questo accadeva tra il 1909 – 1914.
Poiché Picasso era uno dei promotori del progetto della Grande Guerra mondiale e quindi informato sui fatti, invitò Kahnweiler a prendere la cittadinanza francese in vista di quella possibile e imminente tragedia, ma Kahnweiler, “ignaro” di tanta apocalittica visione, non regolarizzò la propria posizione tergiversando imperterrito a mercanteggiare i quadri cubisti, impinguando le loro tasche, ma tergiversava perché avrebbe comunque dovuto aspettare che gli scadesse il congedo militare con la Patria tedesca.
Ma haimè , la Grande Guerra scoppiò veramente e Kahnweiler, essendo di origine tedesca dovette allontanarsi in fretta e furia dalla Francia lasciando in bottega tutti i quadri invenduti, gli effetti personali, la casa, il mobilio e gli indumenti personali. Il governo francese, per una legge di guerra, sequestrò tutti suoi beni e conti.
Tutti i quadri acquistati nei tre anni di attività che precedettero la guerra erano prevalentemente cubisti, e narra Gertrude Stein che poco prima che scoppiasse la guerra, entrata nella bottega di Kahnweiler, vide per la prima volta i quadri di Juan Gris acquistandone tre. Kahnweiler non lasciava indietro cosa che non facesse, per loro, amandoli e dirà che i pomeriggi, quando quel gruppo andava e veniva nella sua bottega essere per lui veri e propri pomeriggi da Vasari.
Subito dopo la guerra il Tribunale mise all’asta tutto ciò che fu requisito nella bottega di Kahnweiler e, gli amici cubisti, si precipitarono a riacquistare le opere proprie. In quell’occasione il gruppo si ritrovò per la prima volta ricompattato subito dopo la guerra.
Durante l’asta avvennero dei tafferugli con il Perito battitore. Gli artisti, con a capo Braque, chiesero la prelazione a bassissimo costo in quanto, artisti stessi delle opere, non che, ex combattenti con ferite di guerra riportate per amor di Patria. Braque, esibita la Croce d’Onore al valore per meriti di guerra, quando il Perito procedette senza dargli retta, Braque, il gigante, lo stese a terra con un pugno al viso . Al comando di Polizia durante la stesura dei verbali, venne riconosciuta, grazie a Matisse (ex studente di giurisprudenza), la ragione giuridica e militare di prelazione di Braque. Infine, con pochi soldi portarono via tutto meno i quadri di Juan Gris, snobbato dal gruppo. (perchè?)
Juan Gris. verrà ricompensato con buone vendite un anno dopo quando Kahnweiler tornerà in Francia ricevendo un lascito di ”Buona Condotta” per non avere partecipato durante le ostilità contro la Francia in guerra. Nel frattempo i cubisti si erano sistemati con nuovi galleristi. Juan Gris resterà affiliato per sempre alla scuderia Kahnweiler.

aprì la sua galleria a Parigi nel 1907. Egli decise di comprare opere di artisti innovatori, incominciando a sostenere, in particolare, il lavoro di Derain, Braque e Picasso (quest’ultimo incontrato nel suo studio nel 1907).
Nel 1908 espose -in una personale- le opere di Braque rifiutate dal Salon d’Automne. Fu in questa occasione che si parlò per la prima volta di Cubismo. Sono suoi clienti della prima ora l’americana Gertrude Stein, lo svizzero Hermann Rupf, il francese Roger Dutilleul, il russo Ivan Morozov (da indagare), tutti esponenti di quel “ristretto ambiente d’élite” internazionale che rappresenta il primo nucleo del collezionismo d’avanguardia.
la ricerca su Kahnweiler continua:

home
Cubismo e Picasso
