Corilla n. 62

25 settembre 2020

Oddio… la prima nebbia ha rapito i colli,
nulla si vede dalla finestra e fa freddo.

Quasi quasi torno a letto al calduccio
fino al pigro risveglio di mia sorella.

Poi il sole s’affaccia e tutto rischiara,
odo canti e braccianti allegri alle vigne

La campana suona le 11, 30, poi tutte insieme
continuano a suonare a festa. Che mai sarà?

Pare richiamare a se i fedeli in preghiera
e suonano, suono impazzite imperterrite.

“Campanaro! Campanaro! Arriva la Tempesta?”
“No! Sono felice!” esulta “Sono felice!”


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