Un mondo migliore: Le luci Led 1/2

La luce della notte era Blu.

Quando sono nato, l’illuminazione di casa con lampadine incandescenti era già una realtà, quindi le nuove generazioni che non hanno memoria storica acquisiscono il passato per narrazione.
La lampadina stava in mezzo alle stanze, sulle scale e per le strade; sui fanali delle auto e neon nelle industrie. Nella mia infanzia la lampadina viveva di luce propria fino a quando, comperata la prima bicicletta capii che era la dinamo a far funzionare le lampadine. La dinamo era il generatore. Prima di quella scoperta ero convinto che la luce stava dentro il cono della lampadina sede della pila, e l’interruttore dava il comando di apertura o chiusura come un rubinetto. Spenta, mi piaceva osservare al buio l’aureola incandescente dentro la lampadina, tungsteno rosso incandescente che si spegneva lentamente. In punta di piedi mi piaceva accendere e spegnere la luce girando l’interruttore.

Suora del Sacro Cuore di Gesù
(mio ordine materno)

Orfano ho avuto una educazione religiosa e quando nelle camerette o camerate si spegneva la luce, il crocefisso alla parete restava un po’ acceso fosforescente. Ci osservava. Dicevano le suore: “non fate peccati impuri perché il signore al buio vi vede”. Non capivo a cosa si riferissero quelle parole perché ancora troppo piccolo, ma la sua posizione sul muro a braccia aperte, il Cristo mi dava l’orientamento prima di dormire e, di notte, al risveglio improvviso, mi dava il punto cardinale nella camera buia. Poi divenne obbligatorio la “Luce della notte”, Blu, una sorta di lampadina diversa che emetteva una luce azzurra fastidiosa e macabra. Mi faceva paura e quindi mi nascondevo sotto il lenzuolo per non vederla perché mi generava incubi. Sudavo di paura sotto coperto fino a quando lo vidi. Era un ombra d’uomo adulto col cappello nero seduto ai piedi del mio letto che meditava. Mi spaventava tanto e quindi mi coprivo tutto per non vederlo. Più volte la suora mi scoprì di scatto spaventandomi a morte convinto fosse lui, invece era lei che voleva sapere se facessi atti impuri, Le spiegai invece le mie visioni, la paura, scoprendomi più volte sudato di paura perché non ci credeva, punendomi di giorno con estenuanti preghierine e fioretti.

Poi una notte sentii il suo urlo, uno strillo di terrore acutissimo, straziante e la fuga verso le colleghe del reparto femminile. La Superiora venne da me che tenevo strette ancora le lenzuola sopra la testa tutto coperto e, delicatamente chiamandomi piano, mi scopri il volto: avevo gli occhi rotondi rotondi tutto sudato anche in testa e le disii ” Se n’è andato?” Stavolta lo aveva visto anche lei, la Suora. Chiese di essere trasferita immediatamente, era terrorizzata, non voleva più stare in quell’orfanotrofio. Cosi avvenne. Io fui interrogato e poi benedetto. Non lo vidi mai più l’ombra di quell’uomo con il cappello nero, magro, seduto ai piedi del mio letto.

Altre ombre vidi col tempo alla luce delle candele in chiesa e nei corridoi che fuggivano sempre per non essere viste. Forse l’uomo nero era un mio genitore pensavo… non so, o forse ero io in delirio e quelle erano le mie proiezioni; ma non credo, perché la suora urlò quella notte mentre dormivo profondamente risvegliandomi di soprassalto assieme a tutti gli orfani ma senza scoprirmi per paura che l’uomo nero mi fissasse negli occhi punendomi per aver fatto la spia. Mai più visto. Argomento chiuso.
La luce della notte era blu, crebbi e cambiai collegi e riformatori. Quella luce la rividi da grande negli ospedali di notte. Non avevo paura, ero grande, potevo affrontarlo. Le ombre non sono solide, sono solo la proiezione di qualcosa di presente.

Raggiro elettrico

Molti anni dopo sposato, mi arrivò una bolletta della luce che mi lasciò di stucco. L’importo era surreale, superava 20 volte il mio consumo medio bimestrale. Feci il conto delle lampadine, gli elettrodomestici e il loro consumo in Watt, accorgendomi che qualcosa non quadrava. Scoprii durante la contestazione che quella bolletta era falsa e il beneficiario era una succursale dell’Ente ma risiedente a Napoli. La schivai per un soffio perché la mia compagna, impiegata, fu caparbia, volendo andare fino in fondo senza pagarla. Era una truffa.

lumino a olio

La prima volta senza.

Una sera parlammo di luce nella residenza estiva di campagna di sua madre e le chiesi se era disposta a passare un mese senza luce e gas per vedere se era ancora in grado di sopravvivere senza. La suocera disse che non era impossibile per lei, aveva passato tutta l’infanzia senza lampadine vivendo al lume della lanterna ad olio appesa sopra la tavola e in camera sul comodino. Accettò la sfida trovando la cosa divertente ringraziandomi tanto perché era per lei l’occasione per dare una sonora lezione alla figlia impiegata, super urbanizzata, intollerante alle narrazioni antiche della madre trovandola lagnosa. Solo 20 giorni e poi basta proposi. La moglie allegramente accettò


Pittore potevo tenere sotto controllo la luce solare dipingendo serenamente mettendo appunto le tecniche solari, imparando bene “la teoria delle ombre” vivendo anche senza orologio. Sbagliavo l’ora, se interrogato, di soli 5/10 minuti fino a raggiungere quasi la perfezione. Nei quadri l’ora era perfettamente allineata alle ombre degli oggetti rappresentati con l’ora indicata da una clessidra o meridiana presenti nel dipinto.

Dopo 15 giorni, mia moglie esplose una crisi isterica tremenda maledicendomi. Voleva indietro tutte le comodità moderne altrimenti avrebbe chiesto il divorzio. Mio malgrado accettai. La motivazione della rottura dell’incantesimo fu la lavatrice. 15 giorni estivi senza luce per me furono meditativi e illuminanti. Sua madre rideva a tavola divertita. Capii che quella lezione era per me. (Ah! le donne…)

Vinta la sfida contro il frigo cominciai con i piccoli elettrodomestici, rimembrando l’infanzia e il passato coniugale. Fu la volta della mia dichiarazione di guerra alla Luce industriale a favore delle lucerne e luci solari.

Grandi magazzini Castorama : reparto luce

Castorama: grandi magazzini,
reparto illuminazione. Cominciai a fare domande su come avere la luce incandescente in casa senza l’energia elettrica nazionale. Mi indicarono il Generatore a benzina trovandolo rumoroso e inquinante. Sospesi la ricerca. Gli anni passano e con essi il miglioramento energetico proposto dagli inglesi avanzava galoppante. Erano arrivate le micro luci al Led. La sfida mi stuzzicava assai, pensando: “Chissà se coi Led appare l’Uomo Nero?…”

Continuerà 2/2

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