NO TV – no televisione

Bene!

Questo è il mio primo articolo.

Ho una testa particolare, credo diversa della altre in quanto sono finito a vivere in una casa che ho modificato e che funziona oggi a 5volt. Sì avete capito bene: a 5 volt contro i vostri 220V di normale amministrazione.

La scelta di vivere a 5 volt è nata dopo una serie di meditazioni serali davanti alla televisione chiedendomi: “ma perché mi devo distruggere in questo modo? Che colpe ho commesso? Non è una mia scelta questa macchina infernale delle mille illusioni, mille allusioni, , macchina asociale, schizofrenica, strampalata che non sta mai zitta neanche se la spegni”.

Eppure l’oggetto davanti a me era bello: schermo piatto, ampio, buona marca, telecomando digitale, oggetto ereditato dalla vita sedentaria della mia ex moglie.

Premetto che, come telespettatore, “ero un poco di buono” fin da piccolo, non stavo mai fermo, nel senso che, in passato, preferivo leggere gli spartiti musicali e suonare, mentre lei con le cuffie si emozionava tutta: rideva, scalpitava, piangeva, s’agitava e appena avevo bisogno di lei, prontamente emetteva il sibilo minaccioso: “ssstttt aspetta!”.
Non dovevo disturbala dalle sue puntate televisive. Tutti i giorni, per anni.
Ella amava un serial televisivo del tipo: “Isso, Issa e o’ Malamente”, sequele meridionali dove passano la vita a sgridarsi, cornificarsi, imbrogliarsi e minacciarsi.

Insomma, da buon milanese detestavo quella cultura insopportabile, veramente insopportabile, mentre lei l’amava dicendo, per ferirmi, “Che belle famiglie, avessi avuto anche io un marito meridionale, mi avrebbe amata tanto … e tu no!”.
Non sono battute belle di sera davanti a una minestra riscaldata alle ore 20,15 mentre mangio da solo con lei voltata di spalle ipnotizzata davanti al televisore. Poi arriva il filmone.

lei: “stai qui con me a vederlo?”
io : “ No grazie, sono stanco, leggo un pochino e dormo”
lei: “ Ecco non mi fai mai compagnia, uffa!”

Da allora ho cominciato a detestare il televisore. Un oggetto stupido, ma stupido e condotto da personale di servizio più stupido degli spettatori. Ma si sa, la Rai è un clan di raccomandati senza aver mai capito da chi. Certamente da una persona di potere o molti averi, più stupido di loro certamente, altrimenti non si giustificherebbero simili comportamenti.

Ho deciso – pensai – la butto!

Prima ancora di prendere la decisione di regalarla, la TV si è fulminata da sé! Sbadatamente, mentre era accesa, avevo appoggiato l’accappatoio sopra la TV prima di farmi la doccia e, senza volerlo, avevo chiuso i condotti dell’aerazione. Per surriscaldamento è esploso qualcosa dentro. Ho sentito anche il “tich” della scintilla.

La vidi per l’ultima volta nel container dell’Amsa, lucida, splendente, nuova e che mi lanciava delle occhiate tristi come un orfanella. Le stesse espressioni simili a quelle della  mia cagnolina quando mi allontanavo di casa senza di lei.

Le dissi: “Mi spiace per te. Ti ho tenuta come soprammobile per sei mesi, ma la colpa non è dei tuoi conduttori elettrici, ma dei conduttori umani che tieni dentro. Ti avrei anche tenuta con me e riparata, sai?, ma pur di non vedere tanta stupidità dilagare in casa mia e senza autorizzazione, mi spiace, ti lascio per sempre. Addio! Addio per sepre. Torna metallo e rinasci!”

Da quel momento è cominciata l’Odissea di cosa e come si deve fare per vincere la battaglia contro la luce a 220volt.

In effetti, ragionandoci su, noi siamo bombardati tutti i giorni a tutte le ore da fonti radio. Dico io: perché? Adesso che non ho la TV, lo Stato mi dovrebbe dotare di un deviatore di onde, insomma, dovrebbe distribuire (se non lui , un privato) una macchinetta antiradio. Niente di tutto ciò.

Ora, che non avevo più la TV, cominciai a notare una serie di televisori posizionati, stranamente in punti strategici di passaggio della mia città: Bar, Ristoranti, Stazioni, Ospedali, Supermercati, Banche, Uffici pubblici, Metropolitana, Autobus ecc. schermi televisivi dove non si ha nemmeno il tempo di osservarli perchè sempre di fretta tutti chiedendomi sul perché di tanto spreco.

Mi dicevano gli amici, “Ma è per la pubblicità nooo???” (come darmi del deficiente)

A sera, a casa, meditavo su tutti i punti strategici in cui erano stati posizionati, fotografandoli di giorno in giorno, riguardandoli a sera, archiviandoli in un PC di secondo ordine.

Durante il giorno, passeggiavo lentamente come un turista dentro un museo d’Arte col diritto di fotografare gli schermi appesi e da diverse angolazioni, studiandoli alla sera stessa. Il giorno dopo, vai! Di nuovo a caccia.

Mi si fece chiara l’idea che quegli schermi non fossero normali Televisori, ma macchine per il controllo dei cittadini. Insomma, una specie di telecamera ad ampio raggio panoramico capace di catturare immagini con la stessa facilità con la quale le emette e le trasmetterle ad una centrale dati.

Se il telefono è un apparecchio ricetrasmittente, pensai, lo sarà anche la TV?

continua… (No Frigor)

 

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