2 – LA MOSSA INVISIBILE

Una lunga partita a scacchi.

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Marcel Duchamp : “Negli scacchi ci sono mosse che non si vedono”

Domanda: “Perché nessun critico d’arte è mai andato oltre la provocatoria sfida lanciata dal maestro Marcel Duchamp dopo la sua dichiarazione di “non essere un artista?”

Quando mi affacciai all’Arte, Marcel Duchamp era già deceduto trovandomelo sui testi scolastici come un artista da annettere alla mia formazione professionale di pittore presentandolo con due personalità distinte :artista e separatamente in modo marginale giocatore di scacchi e che, per tutta la sua vita artistica, perseguì un filone di mosse ragionate e conseguenziali diventando Maestro d’Arte concettuale. Solo più avanti lo seppi maestro di Scacchi  e allenatore della Nazionale di scacchi francese.

Due mestieri, due periodi di vita completamente separati fra loro come tagliati di netto dalla Storia, dove, nella prima fase, le sue opere profetiche (ready made) coincidevano perfettamente con gli eventi storici anticipandoli di qualche anno, poi più nulla, solo scacchi e cataloghi che parlavano di lui e del suo retroterra artistico.

Durante lo studio trovai l’opera di Marcel Duchamp simile alla sua logica di vita, ma qualcosa di lui sfuggiva ai concettuali d’Arte e della Ragione, qualcosa di misterioso, di sacro e blasfemo insieme, come di un ombra che andava oltre la logica e la ragione apparente come se la sua mente ordisse processi meditativi tipici del crimine.

Studiare l’enigma Duchamp mi trovavo di fronte uno sfidante immobile e muto, ritratto di un’immortale defunto, o meglio, un “artista immaginario” che narrava dietro le proprie opere sotto forma di oggetti: rebus, enigmi e indovinelli, o presunti tali se tali, attimi inquinanti il futuro e fiumi di parole devianti spesse volte non sue attribuitegli da studiosi e traduttori del suo operato. Insomma, avevo davanti a me un un artista enigmatico e un giocatore che aveva smarrito il senso del gioco sospendendo una partita divenuta troppo difficile anche a se medesimo ingannando il grande pubblico e critici.

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Per chi ama questo sport intellettuale e nel contempo bellico, sa che durante una partita di scacchi tra giocatori non si parla. Il silenzio è di rigore. Ci si scruta, ci si studia a fondo e si osserva dell’avversario l’impostazione strategica impostata per poi rispondere con una sola o contromossa. Le “mosse” in scacchi sono parte integranti di uno schemi generale di mosse più o meno complesse e che danno origine e fine ad una partita complessa come anche ad una logica conseguenziale che spinge il giocatore campione ad obbligare l’avversario ad eseguire mosse impostigli che lo porteranno a perdere inevitabilmente la partita ma, durante il gioco, l’avversario potrebbe essere in possesso di una mossa non ancora catalogata da prendersi una rimonta vittoriosa obbligando il campione ad essere lui il succube nella partita. Quelle mosse sconosciute sono le “mosse invisibili”

Le mosse invisibile aumentano le probabilità di calcolo logistico trasformandosi in patrimonio matematico e quindi appartenente ad un “sapere” da tenere nascosto.

All’inizio del secolo le soluzioni matematiche conosciute sono state tutte catalogate ed archiviate dentro biblioteche di settore, patrimonio delle Università. Le biblioteche universitarie ancora oggi hanno un archivio del sapere capace di creare cadetti matematici portentosi. Tali biblioteche si ramificano e alimentano tutti i settori industriali dove il calcolo è d’obbligo per il rinnovamento e buona riuscita del prodotto.

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Nel 1880/4 nasce la TMC azienda di tabulatrici con nastri perforati e nel giugno 1911 nel Endicott , stato nello stato di New York, con altre associate, nascerà la IBM (Businness Machines Corporation). Che cosa hanno in comune la IBM e Cristo: è quello di nascere durante il censimento. La Tabulatrice di Herman Hollerith è la mangiatoia, una ingoia dati che verrà adottata dal governo americano per le pianificazioni sociali. Tale macchina a nastrini perforati ridurrà di anni 7 i pronostici economici e sociali, calcoli che erano fatti tutti rigorosamente a mano. La macchina delle statistiche rapide avrebbe reso grande gli  Stati Uniti d’America. Duchamp si traferisce a New York per dirigere l’Arte Moderna e il suo impiego rivoluzionario.

La ingoia dati ingoiò di tutto per tantissimi anni avvenire, infine nel 2007 realizza la “Deep Blue” un super computer appositamente progettato per il gioco a scacchi, allora considerato al pari di “Blue Gene” il possessore del più potente al mondo chiamato per antonomasia tra gli scacchisti: il “Campione del mondo” .

Quindi gli studi sul “computatore” capace di memorizzare calcoli complessi è un idea di fine ottocento. La sua apparizione ufficiale fu nel 1911. Il bambino celeste (o blue), l’essere nato senza padre e madre era stato concepito.

A quella data 1911 la parola Arte comincia a perdere quota e significato, ma seppe anche adunare intorno a se tutte le Arti umane in un solo capolavoro. La Modernità.

Quindi le mosse invisibili sono quei processi mentali innovativi che stravolgono l’ordine delle cose destinate al passato; un nuovo ordine industriale e industrioso capace di rimuovere ciò che è obsoleto, in quanto , chi di tutto sa, tace e procede, cambiandoci la Moda e le Maniere di essere.

L’opera di Marcel Duchamp appartiene alla sua stessa logica di vita: inventore e ricercatore della mossa invisibile risolutrice che sappia stoppare la mossa avversaria anticipando la propria. La mossa di Duchamp (ready made), non è un idea, ma una intenzione nascosta segretata nella rappresentazione allusiva, elusiva, antiestetica, fuori luogo. A quel punto, se l’avversario intuisce l’andamento di ciò procede a proprio sfavore, esso stesso rilancia risposte non convenuti, disturbando il Campione con finte mosse capaci di nascondere il più possibile il ‘piano strategico’ in rimonta verso la Vittoria finale in corso. 

Quindi di Duchamp possiamo dire che:  più che essere un artista, per sua volontà divenne un grande collezionista di mosse e schemi per scacchi geopolitici diventando un ottimo consulente per la creazione del “Campione di Scacchi” la biblioteca di scacchi più grande al mondo. Duchamp diviene uno dei padri fondatori dell’intelligenza artificiale militare americana e francese, quindi non un artista ma un geopolitico dell’Alleanza.  

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Negli scacchi lo stratagemma nasce durante la sfida e quindi, mi ritrovai nell’indagare un artista “strano” pur sapendo che di Arte l’artista non ne intendeva, mi trovai a cospetto di grande regista tra i grandi registi della storia moderna, quello si, manipolatore di pedine su di una scacchiera Geopolitica molto grande dove il gioco era possibile solo se svolto in equipe e in modo invisibile.

Scoperto l’arcano del non artista, pensai che Duchamp non se la sarebbe passata comodamente. Accettai la sfida lanciata dalla mia giovanissima insegnate di Storia dell’Arte la professoressa Jole De Sanna dell’Accademia delle Belle Arti di Brera -Milano.

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Già a conoscenza dei ruoli sotterranei della politica italiana negli anni delle rivolte collettive, riconobbi in Marcel Duchamp che le mosse usate erano allineate alla Storia delle tre Guerre Mondiali europee e che di una quarta “il Grande Vetro” la sua profezia, non riusciva ad andare oltre, capendone il limite, ovvero: la fine della Storia a causa di una spada resa “invisibile” appartenente alla Regina.

L’Arte si muove senza che nessun artista sappia chi l’Arte sceglie come propria pedina da usare facendogli eseguire una volontà invisibile. L’Arte, essendo sovrana delle Muse, ad esse ordina di illuminare il “pupillo” prescelto e muoverlo all’interno di una scacchiera senza mai farsi scoprire, perché l’Arte maiuscola per il suo dominio infinito, ha a sua disposizione l’intera umanità e la muove allegramente come le pare e piace riempiendo di fascino i suoi artisti prescelti.

Quindi per l’Arte, fare una buona mossa invisibile gli viene facile, e, chissà perché, alla fine vince sempre lei rendendo immortale la propria pedina prescelta, facendocela amare, perché dentro ad ogni artista si nascondono gli imperscrutabili segreti dell’Arte. Guai a chi finge di essere tale o non la obbedisce…

Prego maestro …a lei la prima mossa

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