Fisica: lezione difficile.
Livia divaga nel guardarsi intorno incerta,
ascolta parolette ricercate per averne accanto;
la sua calma triste a quel richiamo è invitante,
pianino m’accingo vicina fingendomi distratta.
M’accomodo affianco; ha lo sguardo altrove,
con la gamba la sfioro appena e sobbalza.
Si risveglia dal torpore ma non dall’incanto,
avermi al suo fianco, come compagna di banco,
nell’ora di pausa della campanella.
Ore 11,00 la campanella squilla c’è Fisica.
Smarrita: “Che c’è?” premurosa chiedo;
mi lacrima appena, la disperazione trattiene:
“Marina ho paura, c‘è Fisica… mi stai accanto? “
BLU Marina
(Pavia, in classe 15/02/2019)

Marina, quando vedo che hai un certo tipo di rapporto con la tua famiglia, t’invidio, t’invidio da morire. Poter scherzare e dire cavolate senza essere presa sul serio, avere quel rapporto misto di confidenza e amicizia coi tuoi, e sentirti comunque tanto amata, io non lo so cosa si prova. Non so cosa si prova poter parlare senza essere accusata o fare qualcosa senza sentire il peso del giudizio del genitore sulle spalle. Non l’ho mai provato, non me l’hanno mai permesso.
La situazione di casa nel bene o nel male mi condiziona, E’ bruttissimo ammetterlo, però,credo di aver sprecato tante occasioni, di aver perso tante opportunità a causa dei miei. Come si può pensare di sostenere un esame, un compito, un interrogazione quando hai il pensiero fisso che in casa le cose non vanno come vorresti e gli altri non ci provano nemmeno a capire e non
cercano neanche di scoprire di più sul fallimento di una persona. Non provano a comprenderti,
tanto meno a darti un po di conforto; allora non fai niente, più niente capisci? Subisci. subisci perché ti tocca subire, per forza, ma le cose non andranno mai come vorresti, mai… E’ una situazione insostenibile, e, in certi momenti, più di altri penso proprio di non potercela fare. Crollo.
Vabè! a questo punto ammazzatemi che faccio prima e nel dubbio piango.
Poi sei arrivata tu, il filo di vento che solleva ll’afa, Te con la tua famiglia allegra mi piacete tanto,specie quel tuo nonno che veste da hippy e che ti adora, Marina, dio solo sa quanto ti adora, anche quando le sole che dici e le hai fatte sbagliate. lui ride. Ride divertito e cominciate giocare a tennis con le battute. Ma come fate, cosi veloci? E tua madre che non ti ascolta quando parli di sesso ad alta voce restando io basita e incredula, mentre lei scuote la testa e mi dice ” lasciala perdere, quella parla, parla, ma non sa far niente … meno male altrimenti sarei già nonna ” e mi lascia con quella faccia che fa quando ironica torna alle sue faccende squadrandomi fissa dietro le lenti nel sentimi ridere fino a farmi ballare le spalle e la pancia: “tu sei già mamma vero?” dice, facendomi ridere ancora nel vedermi sghignazzare dentro da trattenermi per non mancarle di rispetto. E tu di la, con tuo nonno lanci le battute ” del tipo “ a quando un sorellaaa?” e sbraita felina a tua mamma.. “Manca la materia prima, Tuo padre era un Divino Creatore quando ha fatto te, spaventandolo mi è rimasto solo Di Viiiino”.
“Seee senti che parla, la Madonna, che quando ha avuto me poi è rimasta per sempre vergine” “Linguaccia!! Quando vai in chiesa al rosario confessala questa battutaccia Oca! gneee” e ti sorride.“Marina, basta la tua presenza in classe per guarirmi la mente e la classe. Sei una adorabile casinista, e mi sollevi le cervella in due ore se studio da te. Mi fai sentire sorella. ti Amo. Piuttosto, domenica andiamo insieme in centro a Pavia, magari in due o tre? e mi dedichi un altra poesia d’amore tutta mia? Almeno quando i miei mi stressano, chiusa in cameretta, se ti leggo, ti sento qui con me?” Baci Amo.
"Mi piace""Mi piace"