Chi sono i mercanti d’Arte?
I mercanti nella storia umana sono mediatori che si collocarono tra il produttore e il consumatore durante le trattative di scambio assumendo un indiscusso prestigio di conoscenza sulle merci dando vita al ruolo di mediatore, posto intermedio nelle transazioni di beni dove ricava un compenso onorevole.
La storia dei Mercati hanno radici lontane. Dapprima nascono in aree all’aperto tra i confini territoriali di due popoli, dove in certi giorni della settimana gli agricoltori e gli allevatori scambiavano i loro prodotti in cambio di vettovaglie, utensili, o qualcosa che migliorasse la loro esistenza.

L’unità di misura iniziale fu il sale, elemento importantissimo per la vita dell’uomo quando decise di trasferirsi, per fame, dalle zone marine verso gli entroterra. La figura del mediatore che per esperienza conosceva la qualità della merce, si rivelò col tempo importante e opportuna, in quanto detentore di bilance.
Il mercante veniva chiamato o additato ai mercati. Gli interessi erano sempre di parte, alla fine, uno dei contendenti ci smenava e quindi ci voleva una figura retta , morale.
Le dispute furono sedate dai sacerdoti i quali governavano l’onestà mercantile direttamente sui piazzali dei Templi imponendo il Giuramento di Onestà in chiesa prima di procedere agli scambi, altrimenti nessuno si portava al banco dello spergiuro.
Il prezzo divenne stabile. Si garantiva in questo modo la stabilità e la governabilità.
il Sacerdote (o Vate) Ministro della Religione, divenne col tempo un Potere morale molto forte. Per il buon servizio all’Onestà a chiunque impiantasse la bancarella sul mercato del Tempio il sacerdote si limitava a chiedere una piccola percentuale fissa . Nascono le prime imposte ai templi. Col tributo dovuto fu un proliferare di Dei, Templi belli e nuovi .
La Finanza per quanto la si tenga sotto controllo, proprio per il guadagno improprio che ricava nella mediazione (inflazione programmata) genera sempre corruzione e malcostume appetibile. I mercati clandestini divennero vere e proprie trappole costruite dai mediatori i quali, monopolizzando le merci e i luoghi di rivendita, il loro potere di controllo arrivò al punto di conquistare i mercati fuori dai Templi.
Noto, fu il flagello di Cristo contro i Mercanti nel Tempio dove addirittura spinsero le bancarelle fin dentro le chiese così come avviene oggi negli ospedali coi farmaci e fornitori esterni di prestazioni professionali (processo di privatizzazione).
Tornando a noi, come ci fa presente la gentile Paola, blogger tra noi, ella dipinge con studiosa minuzia la figura di Paul Durand-Ruel (1831-1922) noto mercante d’Arte parigino. Paul Durand fu colui che tra il 1891 e il 1922 comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pisarro, Degas, Renoir e Mary Cassat e per lunghi anni è stato praticamente il solo depositario. Arrivò a sostenere persino le spese mediche dei suoi artisti, o a pagare il conto del sarto quando necessitavano di un vestito nuovo. ma è veramente andata cosi?
Vediamolo:
Foto: Red&Rose
Chi è Paul Durand-Ruel ?
Dirà nelle sue ultime parole velate di filo di bugia:
«Finalmente i maestri dell’Impressionismo trionfavano come avevano trionfato quelli del 1830. La mia follia era stata saggezza. E dire che se fossi morto a sessant’anni, sarei morto gonfio di debiti e insolvenze in mezzo a tesori misconosciuti.»
Cosa successe di tanto interessante nel 1830 da essere citato da chi mercante d’Arte nascerà nel 1831? Vediamo:
– 1830 nasce lo Stato del Belgio (un Evento straordinario)
– Giuseppe Mazzini, in esilio a Marsiglia fonda il movimento della “Giovane Italia”
– Nasce nel Quebec francese nell’America settentrionale la Società dei Figli della Libertà
– Scoppiano i Moti del 1830-1832
– In Sardegna viene abolito il Feudalesimo
– A Roma viene fondata la Cassa di Risparmio di Roma , primo Istituto di Credito Pontificio.
Di tutti questi eventi citati il più significativo è certamente la nascita dello stato belga con capitale Bruxelles che verrà chiamata in causa in Arte diverse volte e che diverrà l’attuale capitale parlamentare europea.

Paul Durand-Ruel. Nasce a Parigi, 31 ottobre 1831 – muore sempre a Parigi, il 5 febbraio 1922) è stato un imprenditore francese. Fu tra i più fervidi sostenitori dei pittori impressionisti come Monet, Renoir, Pissarro, Moret e Sisley. Aprì una galleria d’arte a Parigi (16 rue Laffitte) e Londra. Nella lista della spesa troviamo sui suoi scaffali: 1.000 Monet, 1.500 Renoir e 400 Degas, oltre a 200 Manet, 800 Pissarro e decine di Sisley, Cézanne e molti altri. Opere comprate dall’artista per pochi franchi sono state vendute decenni dopo a cifre enormemente superiori, come un lavoro di Renoir pagato 1.500 franchi nel 1881 (erano gran bei soldoni) e rivenduto nel 1925 a un collezionista di Chicago per 100mila dollari. Ma guarda che sorpresa, rispunta nuovamente Chicago...
Come detto, tra il 1891 e il 1922, Durand comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir, Mary Cassat ecc. e per lunghi anni è stato il solo a farlo. Di lui disse Monet: « senza Durand saremmo morti di fame tutti noi impressionisti, gli dobbiamo tutto». Certo, in economia, dodicimila quadri non sono lenticchie ma un patrimonio ben speso, e per immagazzinare tante opere e rivederle ci sarebbe voluti diversi capannoni industriali odierni. Qualcosa in questa follia” però non “quadra” del tutto. Vediamo cosa:
Dall’altra parte del pianeta europeo, sulle sponde dell’Oceano Atlantico, altri collezionisti Americani ammassavano quadri, scoprendo nelle Sorelle Cone n. 500 quadri di Matisse e n.100 quadri di Picasso, tali numeri appartengono alla sola sorella minore Etta Cone, mentre nulla sappiamo sul tesoro artistico rimasto ancora segreto della sorella più grande, la geniale dottoressa Clairbel Cone.
Dietro l’innocente “filo di Arianna”delle sorelle si nascondevano altri Minotauri? Vediamo: Ad Est della Fraancia, oltreconfine con la Russia, una altro Minotauro collezionava quadri “finanziando” l’Arte parigina; stiamo parlando di: Sergei Ivanovich Shchukin. Chi era costui?

Erede anche lui di una grande industria tessile russa, in seguito alla morte del padre, S. I. Shchukin (1854-1936) si trasferisce per affari a Parigi dove incontrerà su presentazione il collezionista Paul Durand-Ruel (mercante degli impressionisti). Nell’ottocentonovantasei comincia a collezionare i primi quadri di artisti allora sconsiderati. Chi lo ha indirizzato e istruito in materia d’arte europea e perché fino a Parigi? Paul Durand-Ruel? Pare di no, in quanto, è da Vollard che acquisterà i suoi primi pittori sconsiderati come Cèsanne e Gauguin. Più avanti, anche lui acquisterà svariati Matisse sostenendo la scuola dei feroci Fauves.

foto: America, schiavi del cotone.
Ora ci troviamo e non a caso davanti ad una osservazione comune: Le Sorelle Cone, Sergei Ivanovich Shchukin, Paul Durand-Ruel e Matisse hanno diverse matrici in comune: l’essere collezionisti , ebrei e rampolli di famiglie di industriali tessili.
Sulle prime due matrici, sorvoliamo, ma sul filorosso che li unisce notiamo che per ammazzare lo Zar Nicola II, qualcosasta venedo alla luce ovvero: il finanziamento illecito dei rivoluzionari francesi avuto dai confratelli russi con i quali insceneranno la “rivoluzioni del pane”, rivoluzione a dir poco discutibili.
La Rivoluzione Russa dell’Ottobre del 17 è una operazione borghese finanziata da imprenditori tessili e affini in quanto, oltre i menzionati, nel mondo ce n’erano altri e più potenti. La Via del Cotone era tutta rigorosamente sotto controllo monopolistico; dagli schiavi, ai campi, ai prezzi, alla produzione, alla distribuzione alle mode, alle tintorie e telai, ingegneria del vapore ecc. Quello del Cotone era un “Cartello” multinazionale di cui Lenin spiegherà le dinamiche nella “Teoria marxista delle relazioni internazionali”.
foto: Cotone
Per S. I. Shchukin fu fondamentale il suo incontro nel 1907 con Enri Matisse, di cui trentasette sue opere entrano immediatamente nella collezione” Shchukin”. Matisse in quell’occasione gli presenterà Pablo Picasso da cui comprerà ben cinquanta quadri del periodo blu, rosa e di quello cubista. I suoi finanziamenti illeciti alla Massoneria Cosmopolita francese proseguiranno fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale.
– La collezione finisce di crescere nel 1914.
– Nel 1918 dopo la rivoluzione bolscevica verrà nazionalizzata.
– Nel 1922 è fusa a quella dell’industriale tessile russo Ivan Morozov (1871-1921)
per diventare il Museo della pittura occidentale moderna.
Ma guarda guarda…. Ivan Morozov un altro Minotauro legato al Filorosso di Rebecca.
Nel 1948 per volere di Stalin la collezione Shchukin, che comprende ben 275 opere di altissima qualità, viene destinata in parte all’Ermitage di San Pietroburgo e parte al Muìseo Puškin di Mosca. L’Arte Moderna mise le sue profonde radici anche in Russia.
Scoperto il giochino, l’8 novembre 1918 un decreto del Commissario del Consiglio del Popolo, firmato da Lenin, aveva dichiarato che la «storica Galleria Shchukin”, sita in Bolshoy Znamensky pereulok n. 8 e tutto il suo contenuto sarebbero diventate di proprietà del popolo e tenuta in custodia per l’educazione del popolo». Stalin, nel dopo Lenin la dichiarerà “Arte Borghese” incarcerando le opere nelle segrete dei sotterranei delle medesime città per 70 anni. Sarà il reazionario Boris Eltis che nel 1992, caduto il comunismo, le farà sdoganare dai sotterranei. Ma il governo di Boris Eltsin è a maggioranza ebraico, è di destra capitalista; agente segreto della nota Casa delle Libertà (Freedon Hause) nota agenzia americana nella produzione di rivoluzioni di inizio secolo novecento fino ai nostri giorni. Anche questa è un altra storia pista politico/artistica che ci porterà a comprendere meglio sia il Grande Vetro di Marcel Duchamp che le nuove tendenza museali e il mancato accreditamento richiesto dagli eredi di quel patrimonio artistico, respinto dal governo Putin.
Infine:
il Mediatore d’Arte non è un Commerciante
Il Commerciante d’Arte non è un Mercante
Il Mercante d’Arte non è un Collezionista.
Il Mediatore o Critico, influenza il consumatore sui concetti da modificare.
Il Commerciante è sia gallerista d’Arte che rivenditore.
l Mercante d’Arte è un monopolista politico/commerciale con l’alto grado di chef economista.
Nel caso dei “Collezionisti” d’Arte dei primi 900, possiamo parlare di finanziatori occulti di un sistema parallelo all’Arte a sostegno di una causa eversiva; oppure, di ignari giocatori d’azzardo o amatori d’arte che nulla sanno sul ruolo del “Mazziere” battitore e i finti artisti.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale il ruolo del Mercante d’Arte eversivo e internazionale verrà a meno. Il grande collezionista titolare delle opere s’impegnerà nella costruzione di case museali per tenere alto l’onore dei suoi cimeli bellici, acquistati per finanziare manovre insurrezionali o politco industriali. Il ruoli dell’artista rivoluzionario verrà sostituito con intellettuali, scrittori, giornalisti opinionisti televisivi o chiunque sia in grado di intrattenere il pubblico. Nasce la televisione e con essa un Mercato d’arte senza più spinte e correnti, ma blandi slogan ed enfasi pubblicitari del nuovo modo di fare arte. Oggi l’interesse per l’Arte astratta viene a meno da parte di un pubblico distratto da nuove stelline noiose truccate e grafiche piatte per, opere insipide slegate da profondo mistero che stava oltre l’immagine. La televisione è il traguardo che i secessionisti viennesi volevano raggruppare in una unica opera tutte le arti adunate, mostra tutto il piacevole inganno di abbandonarsi a illusioni sovvenzionate da mercanti e Mercato, immagini truccate per la creazione di una opinione pilotata, concentrando tutte le ipnosi degli ipnotizzati nell’unico quadro casalingo diretto ancora dal Mercante e Mercato.
Il Nuovo, congela rapidamente il vecchio datandolo, catalogandolo; ma il concetto del cimitero degli elefanti nei “Musei” innescherà un sistema capillare di narrazione storica dell’Arte sostenuta da pacchetti e cataloghi culturali che spostano milioni di visitatori da uno stato all’altro basato sul falso esposto. Nasce il turismo d’arte e, come in Egitto gli occidentali vanno alle piramidi per scoprire il nesso tra la fantascienza ufologica e il mistero universale smarrito nelle religioni occidentali capitalizzate e catalizzate, al contrario, quelli che s’aggirano nei musei di Arte Moderna restano un palmo di naso davanti alle grandi Opere astratte prive di fascino, eleganza e mistero. Il concettualismo in Arte smaterializza l’opera riducendola più astratta dello stesso astratto della materia svanita, proseguendo verso il nulla, verso il solo verbo, e il mercante si ritrova a vendere aria fritta oppure i suoi vecchi cimeli d’arte in attesa che nasca qualcosa dal nulla e che sappia prendere forma oggettuale, opera che sfida sestessa dall’autore, dove la maestria esalti dell’Uomo la sua capacità costruttiva in rapida elevazione e caduta. L’opera iconoclasta che sapeva sfidare l’eterno, senza l’eterno non ha ragione di essere.
Quanti finanziamenti illegali e vertiginosi sono stati trafugati sotto le ampie e misteriose vestigi dei Cartelli delle tele e del cotone nei giochini ad Arte? Sfogliando le pagine di guerra, della Storia degli artisti e della loro Arte, abbiamo nel novecento uomini ombra che ci hanno preceduto e condizionato questo nostro futuro compromesso sul nascere, dove è possibile ricostruire tutte le brutali violenze di ciò che si è voluto nascondere sotto le ampie sottane dell’Arte.
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