RITRATTO DISTRATTO
Nel vagone è la cosa più bella che c’è;
si lascia guardare senza incrociare sguardi
rivolti prontamente alla nuova accomoda
arrivata ora. L’aiuta, l’assiste e si stinge per lei.
Si compenetrano gli sguardi nell’oltre.
Hanno un modo di guardarsi le donne
che non possono guardarci in quel modo
per non essere fraintese ed obbligate poi.
Lo sguardo ripone nuovamente al finestrino
l’altra finge di leggere d’amore un libro,
io fingo di guardare i pali in corsa fuori (huff!)
Poi le sussurra qualcosa, delicata risponde,
si presentano: pari età, si danno del tu.
Della grazia loro quanto ci negano le donne
per colpa della nostra maleducazione.

