RedRose: Villa Lucrezia

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Villa Lucrezia 

Io,
nacqui tra le poseidoniche onde luminose
riflesse tremule radianti su plafone e pareti
illuminate da una novella pronunciata alba,
che dalla sponda Cannobina del Maggiore
Lago d’Italia, di chiara luce gli occhi ebbe
illuminarmi nella linda infermeria adorna
di allineati lettini vuoti dai candidi cuscini.

Poi, bianchi veli croccanti, di liscivia profumati,
aurei rigonfi fruscianti come vele in controluce
dal vento sospintemi incontro plananti, svelavano
di due mani giunte in preghiera unite il rosario
di madreperla elegante coronantele gioiello
a chi pia e devota nel fervore soave bisbigliò
rimate litanie per tutta la sua esistenza.

Come Madre terrena, prima m’apparve in vita
la Vestale dai lunghi veli bianchi sul mio letto china
sollevantemi adagiato sul molle cuscino come
convalescente da una lunga mutante malattia,

Donatomi la sconosciuta un  soave sorriso
tra silenzi e riflessi di piccole onde lucenti
plananti, fu il primo viso gaio apparsomi in vita.
Attonito l’ammirai, con lo sguardo l’accarezzai.

Fu bianca luce.

Abbandonato il capo incline a mollezza infantile,
la vista mi si posò sulle tremule onde assolate
accecanti, luci stellari sul lago scintille tremanti
oltre le pietrificate colonne del davanzale decorato
da solitari gerani fioriti, di chiara luce bianca nutriti.

L’aria aperta fu fresca.

La sua mano si posò sulla mia fronte, poi
delicata continuò  la preghiera amorosa
come volesse sottrarre con dolcezza alla Morte
l’anima mia. La grazia le fu concessa; m’alzai
e fui già grande, grande come ora.

Nacqui alla Vita.

Red Rose
(Cannobio)


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Poesia Cosmica n. 32

Per favore…

Lisa smettila di torturarti da sola
smettila di suonare la mia melodia
tanto lo so che non ti alleni, lagna!

Invece mi pensi sempre da quando
ti ho lasciata per quei brutti sospetti miei:

sono geloso, non vorrei, ma devo.

Accomodata, alle prime scalette dici:
“Possiamo riprovarle sono belle…”
La mia vita non deve restare solitaria pensai,
accettai la tua permanenza: “Riprovarle?”

“Si dai..” E ti mormori piano notturna
come se una candela tra le nostre labbra
si muovesse appena e i sussurri tace.

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Poesia Cosmica n. 31

Ogni cosa era sospesa comeavvolte  da forze antigravitazionali, forze senza colpe che amiamo adossare ad altri liberandoci del peso che ci affligge. Soppesiamo di gravità le colpe, che colpe non sono, ma un modo diverso d’amare.

Non parli?

“Mi dicevi ti amo e ti ho creduta
Me lo hai detto per anni e ti ringrazio
Dicevi che ero il tuo infinito,  amandoti,
Dicevi voglio solo te e ti ho voluta.
Ne ho parlato con un caro amico che conosci
“Anche a me dice le stesse cose da anni…”
Ornella, amore mio…. ma perchè?

il pontile

“Perchè amo ambedue e non mi capivate.” Piangi.
Vabbhè se deve essere cosi fra noi
spezziamo il pane in tre (e sorridi)

 


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Poesia Cosmica n. 30

Infedele ti amo.

Di spalle leggo ciò che leggi: “oh! oh!…”

Alla finestra notturna tra Face Book e Luna
la poesia è dedicata ai tuoi bei lamenti
e per mano il poeta ti conduce nell’infinito.

T’amo ti dice, perché t’amo gli hai detto
e t’arranco alla nuca i capelli: “Haiiiaaà'”
“vieni amore sul letto, anch’io bramerei
con te lo stesso infinito.”

“…mica penserai male di me vero?

“Figurati… quel poeta sono io…”

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Poesia cosmca n. 24

Luna, rosa e cormorano
E’ la mia città ad ancorare il porto per non lasciarlo scappare,
lo vuole per ospitare le barche pirate che navigavano di notte,
e come meretrice mi piace stare seduta sulle ginochia dei pirati
inebriare di rum quelli che sanno raccontare fiabe di Spade.

I barcaioli che pescano pesce con i cormorani s’inebriano
di rum giamaicano, e li ascolto sotto la grande Luna bianca;
anch’Ella s’inebria, ascolta con me e sogna; così mi narra
Masahiro Kuwana la twitter giapponese poetessa carina
che ha per icona una Luna una Rosa e un Cormorano.

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Poesia cosmica n. 22

Girotondo

A te compagna che tra le tenebre già riposi

pallida come chi trapassata  gli occhi socchiude,

la luce rendo fioca, più fioca alla penna mia

per non recar disturbo a chi deve dormire.


“Papà leggi qualcosa, ci piace la tua voce.

Apro dal segnalibro e proseguo da pag. 66

dove l’altra sera la fiaba si era interrotta

ai deboli si fanno immobili i respiri

nell’abbraccio alato che bimba protegge.

 

Due angeli bellissimi ogni sera ho nel letto 

due angeli benedetti che aleggiano sereni

piccola e madre non sono miei, sono infecondo,

a loro poco importa, vogliono me al girotondo.

 

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Poesia Co(s)mica n. 26

Anaffettivo 2

Ti accarezzo perché ti fa piacere
poi ti masturbo perché ti fa godere
ami le sberlette sul tondo sedere
e baci ai capezzoli che brividi fan salire
;

Il tatto sensuale sul fondo schiena ami
tra mille baci  sentirti dire “ti amo”
e nel silenzio pasticciarti dentro
fino a straziarti di sfinimenti. (huff!)

Filata, amata, curata e soddisfatta
è ciò che chiedi da sempre  a trattamento
mi dici mille volte: “ti amo, ti amo, ti amo,
ora dimostrami tutto il tuo bene”. Certo!
.
“Vuoi un caffè? Quello lo so fare, bene!”

 

caffe


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Poesia cosmica n. 25

Anaffettivo

Perché mi vuoi assolutamente?
posso anche non corrisponderti
non sono obbligato amarti se mi ami.
Le tue paturnie d’amore, le insonnie
che hai per me e che mi descrivi
non mi obbligano a stare con te:
io sono anaffettivo e non so perché.
amo te, amo l’altra, amo tutte
ma non desidero nessuna mia:
“e guardami negli occhi !” mi sgridi;
scusami, stavo osservando le formiche.

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