Il granchio
Non c’era pace a nord di Oristano
ferie in un mare orribile e rumoroso.
Milioni di esseri neri si muovevano
sulla riva a pasteggiare ondulando
un mantello tenebroso: “Ci mangeranno!”
e si fuggiva più lontano spaventati
a guardare l’orrore. Poi sparivano.
Era ricco il mare di Oristano, ricco.
A sera la spiaggia si tingeva di rosso.
Altri granchi uscivano dal mare
a pasteggiare gli avanzi dei neri
erano più grossi con chele minacciose.
Le famiglie dei pastori avevano capanni,
aglio e olio e rami di limoni sulla soglia;
mettevano in bocca i mostri marini
e ridevano. Pucci, la mia ragazza, ci provò.
Ci provò col nero spaventoso, si fissarono
negli occhi e apertoglielo ancor vivo e condito:
”Chiudi gli occhi è buono” e le fu in bocca!
Mi guardava schifata… supplichevole
io, “dai, giù”, lo deglutì con brutte facce
come chiedere perdono e compassione.
UNO su milioni è Cosmos.
Acc! Fu Epatite virale,
per lei fu Epatite ‘C’ e tanto digiuno seguì,
digiuno e pianti per quel granchio nero
che dentro la rimproverava.
Uno su milioni… pensava
Uno su milioni
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