
Fusi e fusa
D’Eros il dardo sfreccia invisibile nel profondo animo
attraversa le sensazioni del corpo che rendemmo fedele.
ma se qualcosa di bello accende la concupiscenza,
se turpe canzonetta d’amor ammalia l’ascolto
se profumata fragranza solletica l’olfatto
o se un cibo squisito la tavola alletta il palato,
allora la bellezza sfida con morbidezza e tatto
e la carne attiva i sensi al risveglio, poi
ci rende possibili, mansueti, accondiscendenti
alla concupiscenza erotica che ci circuisce.
Sorridi avvolta di magico affascinate mistero,
servi i commensali ospiti prediletti, tra tutti, me,
il prescelto; e la mano delicata sulla spalla fingi
e ventre e petto delicata alla schiena mia poggi.
Finti, eludiamo la sorveglianze come indifferenti,
occhi belli doni al consenso d’esserti piacente;
lo sguardo t’insegue mentre t’allontani cometa
e d’inviti rilanci i richiami mentre ti volgi indietro.
L’incantesimo ripeti eludendo i commensali.
La tentazione sa essere femminile se vuoi,
mi dibatto, sono indifeso e lo sai, cedo.
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