G. Stein: il Potere della Lingua.

All’ombra delle Piramidi (1/2)

 

G. Stein: “A incominciare in un posto si finisce sempre in un altro.”

Narrava un  giovane egiziano a Parigi a Gertrude Stein…

1913: “C’erano due lingue in Egitto, la lingua corrente e la lingua parlata; poi venne la lingua francese. Tre lingue.
Le due lingue egiziane, per quanto la mia famiglia fosse egiziana fin dall’inizio dei tempi, parlava spesso francese. A poco a poco la due lingue egiziane le spensero del tutto: la madre lingua e l’altra.”

M13: “Spiegati meglio”

1913: “Gli egiziani in passato avevano solo una lingua, vale a dire, nella vita quotidiana tutti usavano soltanto un po’ di quella lingua antica ed era in possesso di chiunque. Ma quando erano innamorati o parlavano ai cavalli o erano commossi o narravano storie, allora parlavano in quella diversa lingua “esaltata e fantasiosa” che adesso è diventata una lingua solamente scritta, e poiché oggi, di questi tempi, gli egiziani non si esaltano più nel parlare e adoperano sempre una lingua quotidiana comune a tutti, noi egiziani siamo finiti col dimenticare la lingua dell’esaltazione diventata buona solo per la scrittura e mai più parlata nelle enfasi d’amore.” Così narrava la spia egiziana al Superiore Francese.

 

M13: È molto interessante”  disse la spia americana al giovane egizio ambedue dal pessimo francese:

M13 Ribatté: “Invece l’inglese ha fatto tutto il contrario. Ha sempre cercato di scrivere come si parla, ed è soltanto da poco che, quella lingua scritta non interessa più a nessuno, e non si può più fare nulla o scrivere come si parlava un tempo, perché non lo fa più nessuno.
Oggi invece, tutti parlano come i giornali, i cinematografi e le radio che insegnano a non parlare la lingua parlata di un tempo perché non è più interessante. E così, a poco a poco, la lingua scritta dice qualcosa, e lo dice in modo diverso dalla vecchia lingua parlata. La nuova lingua scritta ci ha modificati.

Riflette M13: Mi interessava molto quel che dicevo via via che lo esprimevo, ed è molto importante, specie ora; così arriveremo presto a una lingua scritta che è più un inglese a se.

Occhio di Horus

Sono pochi gli egiziani
Che sanno parlare innamorati,
Sono pochi gli egiziani
Che sanno parlare ai cavalli,
Sono pochi gli egiziani
Che sanno amare la Storia ecc

Meditava ancora: “A incominciare in un posto si finisce sempre in un altro.”

Vedi l’impresa di Lee Miller in Egitto


un-giovanissimo-james-laughlin-minSei anni dopo, nella primavera/estate del 1934 a fare da chauffeur della Ford, incluso il servizio di cambio gomme a terra, per un giro nella Francia meridionale di Gertrude Stein e della compagna sua Alice B. Toklas, nonché da press agent per un tour di conferenze che la Stein avrebbe dovuto fare negli Stati Uniti, è un diciannovenne spettacolarmente alto, atletico, incredibilmente bello, coltissimo e poliglotta e, soprattutto, ricchissimo di nome James Laughlin (1914-1997). James è di Pittsburg, come Gertrude, ed è uno degli eredi della Jones and Laughlin Steel Company, la quarta acciaieria degli USA fondata dall’omonimo bisnonno di origini irlandesi nel 1824. Da qui il sopranome dinastico di: James Laughlin IV°. Pittsburg: Piramide del Mondo.


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Incontro con Ezra Pound

Poco tempo dopo, il superlativo James, che aveva interrotto gli studi ad Harvard (2° anno di medicina…) per il suo viaggio in Europa, scrisse a Ezra Pound chiedendo se poteva vederlo e, con sua sorpresa, il poeta gli rispose: Visibility High, visibilità alta. Cominciò così quella che Laughlin chiamò l’immatricolazione alla “Ezuniversity” (Università Ezra Pound) , un corso informale e intensivo di sei mesi su letteratura e storia che di solito consisteva in conversazioni o al ristorante dell’Albergo Rapallo di fronte al mare o durante le nuotate nel golfo del Tigullio o nel corso di tirate partite di tennis. James aspirava di diventare poeta e voleva da Pound un parere sulla sua scrittura, ma, alla fine del suo soggiorno, Pound, scettico sulle sue qualità letterarie, lo consigliò «di fare qualcosa di utile» dedicandosi all’editoria più che alla poesia.

James Laughlin IV° quell’incarico accettò svolgendolo col tempo e brillantemente.

Nel 1936, conseguita la laurea in latino e italiano ad Harvard, usò il denaro di famiglia per fondare, a soli 22 anni, la casa editrice New Directions, cominciando a pubblicare (dei fratelli di fede), non solo la Stein e Ezra Pound, ma anche E.E. Cummings, William Carlos Williams, Elizabeth Bishop e Henry Miller. Alla laurea, per la sua start up, come si dice oggi, il padre – come casualmente si menzionò in un’intervista – gli diede 100 mila Dollari pari a 100 anni di stipendio medio alto (nel ’36 il reddito di una famiglia della media borghesia americana era di 2 mila dollari annui).

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Anche James Laughlin IV° da buon giovane “egiziano” costruttore di “piramidi” dirà: «Il mondo è in crisi, e il linguaggio è allo stesso tempo la causa e la cura».

James, “mezzo medico” impegnerà per tutta la vita il suo capitale e altro di guadagnato nel promuovere ad Harward letterati di fede insegnanti, capaci di diffondere il modificato senso delle parole dette, favorendo le scritture della sua scuderia New Directions sostituendo con altri diversi sensi quelli generalmente parlati.

Tra i nomi, solo per citarne alcuni: Tennessee Williams, Randall Jarrell, John Berryman, Karl Shaphiro, Jean Garrigue, John Frederick Nims, Paul Goodman, Eve Merriam, Djuna Barnes.

La lista degli autori di fede nel corso dei decenni successivi si fece davvero impressionante. Fu Laughlin IV° a pubblicare George Oppen, Carl Rakosi, Delmore Schwartz, John Hawkes, Charles Reznikoff, Lawrence Ferlinghetti, Paul Bowles, Robert Creely, Gregory Corso, Gary Snyder, Kenneth Rexton, Denise Levertov, Thomas Merton, Edward Dahlberg e Robert Duncan, ma anche a ristampare Henry James, E.M. Forster, Ronald Firbank, William Faulkner ed Evelyn Waug….

Anche questa è Storia dell’Arte.


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Cubismo: Arte industriale?

Pablo Picasso con Olga Khokhlova (ballerina)
(Ordine della PIPA – Sezione d’Oro)

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La storicizzazione degli eventi sostenuti delle Avanguardie non scagionano in toto il loro impegno soggettivo dalle altre rivoluzioni industriali  ancora in corso oggi nel mondo; rivoluzioni di  gran lunga superiori a quelle delle Avanguardie rivoluzionarie in Arte, rivoluzioni industriali tenute  in secondo ordine dalla Storia rispetto a chi oggi osanniamo come: Sacerdoti d’Arte gli artisti delle Avanguardie ai quali abbiamo dato più importanza del dovuto.

La domanda che sorge spontanea è la seguente. ” E’ l’Arte che ha rinnovato l’industria  o l’industria  che finanziando più del dovuto l’Arte l’ha spinta a rinnovamento perenne al sistema industriale dominante?”

Quando si cita l’Industria, i suoi laboratori di ricerca, la creazione e lo sfruttamento dell’indotto che ha generato molteplici lotte sindacali per la gestione e ripartizione dell’utile, non possiamo non mettere in campo la Politica economica e, solo quando si dice politica si dice rivoluzione. Ma la Rivoluzione non è politica; rivoluzione è una rotazione imposta dalle nuove invenzioni tecnologiche, generanti distruzioni, sconvolgimenti, ricostruzione, abbandono rinnovamenti e innovazioni sostenute da moti acceleranti di cippi che sviluppano forti tensioni. La politica la divulga o si adegua.

Quindi nessuno può arroccarsi il diritto di essere titolare della parola Rivoluzione e tanto meno di dare un senso morale alla questione. L’innovazione invece si, essa genera rivoluzioni.

La Rivoluzione, per chi la subisce, è un ciclone non annunciato; viceversa, per chi la promuove o la esercita come spinta animatrice, il Ciclone è lui stesso. Ciclone genera cicli, forze centrifughe potenti non sempre controllabili. Chi anima una rivoluzione deve saperla direzionare, gestire e fermare altrimenti ne escono  sconfitti tutti. (vedi la Spagna cubista)

Possiamo dire che “Pablo Picasso” è stato una forza distruttrice presente nell’Arte in quanto  aderente ad una organizzazione cosmopolita rivoluzionaria e conquistatrice, imponendolo baluardo dell’Arte del ‘900 in Spagna e in europa e nel mondo; ma diciamocelo francamente: “Rivoluzionario per conto di chi?”. 

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Se nel novecento le rivoluzioni industriali erano nel mondo diverse migliaia (1093 brevetti  solo Edison); a partire dall’ago con la cruna che diventa macchina da cucire, dallo straccio per la polvere che diventa aspirapolvere, dalle mani del panettiere che diventano impastatrici industriali; dalla falce contadina che diventa trebbiatrice, dalla spada ed elsa diventati carro armato e mitragliatrice  ecc. , il “quadro” d’Arte  che rivoluzione ha avuto?

                Il quadro in se non ha subito nessuna rivoluzione: da quadro è rimasto il riquadro a forma di quadro appeso al muro.

Solo verso la metà del ‘900   il quadro subirà una significativa mutazione rivoluzionaria; il  quadro appeso al muro diventa la cosa più straordinaria che l’Arte poteva donarci e  che pochi la contempliamo come Arte: la Televisione.

Il quadro come supporto depositario d’immagini illustrate statiche, aveva da sempre rappresentato attimi della vita dell’uomo storicizzati. Nel quadro l’artista Uomo rappresentava le proprie vicende storiche, aspirazioni materiali e divine nelle cose create “da se” medesimo e innaturali.  Nel divino immutabile, la Moda proposta, scandirà il tempo i costumi e gli stili dei secoli.

Nella raffigurazione dell’Arte, la “rivoluzione” si manifesterà solo verso la fine del secolo XX° quando l’uomo sfonderà la barriera del tempo e dello Spazio  diventando l’Arte sempre piu astratta e spazialista, la vetta sarà raggiunta da Lucio Fontana e Yves Klein .
I tentativi precedenti di staccarsi dalla rappresentazione Classica, Iconoclasta, Estetica, Illustrativa ecc., apporteranno solo piccole varianti verso un qualcosa non ben definito.

Piano piano, artista dopo artista, spogliati di lauro i pittori,  qualcosa viene alla Luce.
Nei primi del ‘900 bisogna riconiscere al “Cubismo” uno scatto significativo: l’aver frammentatato  l’immagine grafica e tipografica rendendola irriconoscibili a prima vista, ma solo se lo spettatore si fosse sottoposto a forti dosi di droghe poteva intravvedere ciò che occhio umano non vede. Il cubismo fu il primo quadro psichico”, il primo stile pittorico a dare nuove immagini mai rappresentate prima anticipando il futuro “quadro psichedellico” dei Surrealisti.

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Su Pablo Picasso caposcuola di un pensiero modernista, inventore di mille nuove vie e possibilità per futuri artisti, muovergli una critica antiartistica sana e demolitrice è un compito arduo e delicatissimo, difficile da sostenere per mancanza di prove in quanto inquinate da salamalecchi critici, fino a quando poi si viene in possesso di una serie di informazioni inquietanti sul suo ruolo e sui retroscena artistici che lo hanno animato. Essere un indotto finanziario controllato da finanzieri e bancari non fa molto artistismo, ma  essere un rappresentate finanziario fa molto impiegato. Il tutto va detto senza togliere i meriti al Cubismo come espressione artistica primitiva.
C’è anche da dire che, da Picasso in poi, in Arte, tutto sarà possibile e permesso e altro ancora, di più;  quindi possiamo parlare seriamente d’Arte in futuro davanti alle sue opere o di illustrazioni “moderne”? Una Caravella spagnola, in mezzo all’oceano quando di botto senza bussola decisde una nuova rotta, o ha ricevuto una telefonata o il caso fa l’errore giusto.

Abbattere un imponente elefante minaccioso con un fucile da caccia grossa ci da modo di vergognarci del sacrilegio perpetuato ai danni della Natura, ma se l’animale avvicinatosi troppo mette a rischio la sopravvivenza del minacciato, la sfida si conclude senza troppi preamboli. Così succede quando ci si pone davanti a un elefante artistico come Pablo Picasso per capire come sia stato possibile il sacrilegio che ha perpetrato nei confronti dell’Arte. Indagando sui meccanismi, si viene a sapere ciò che ha permesso che tutto ciò  e chi lo ha reso possibile; dal futo della Gioconda al Louvre, alla distruzione e scomparsa dei quadri classici spagnoli prima e durante la Guerra Civile, al suo  Incaricato ai Beni Culturali in Spagna, ai finanziamenti illeciti sovversivi; la regalia di 2 aerei alle destre, il suo ruolo di Ufficiale militare in marocco,   ai suicidi sospetti ecc. Picasso non ne viene fuori molto pulito.

Pablo Picasso, per la storia dell’arte è l’Ascia da guerra implacabile che ha tagliato di netto l’arto con il quale Arte aveva raggiunto un altissimo e raffinato livello espressivo e decorativo facendola stramazzare a terra morta.

Il “Passato”, per la Comunità Ebraica di Picasso, andava distrutto dichiarando Guerra all’Impero Austoungarico  e alla corona di Spagna. Forte degli entroiti smisurati che la fabbrica Picasso acquisiva, il cubismo adunò in pochio anni, uomini e mezzi a Parigi pronti a scatenare la Prima Guerra Mondiale contro le Case Reali d’Europa. La barbaria avrà il sompravvento sulla bellezza. (come sempre)

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(Gustav Klimt)

Per iniziare il nuovo secolo rivoluzionario, Picasso, contro l’Accademia delle Belle Arti  contrappose la sua nuova Accademia delle “Brutte Arti”. Tutto ciò fu possibile grazie a una escalation che aveva radici nelle Avanguardie del novecentodieci e che,  incolpando la neonata Fotografia di contrapporsi all’Arte con immediate immagini della realtà rappresentata, aduno Picasso intorno a se molti giovani pittori delle belle arti arruolandoli nelle Avanguardie per scopi eversivi in vista di scopi erranno a galla con lo scoppio della Grande Guerra. Dirà Picasso: “La Grande Guerra l’abbiamo creata noi cubisti”. Le sue dichiarazioni apparemtemente ciarliere risulteranno essere veritiere. Cosa c’entrasse la Guerra con la pittura cubista e chi la dirigena, ciò mettera in luce la cospirazione interna di intere nazioni europee politicamente sprovvedute.

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La donna “Romanticà” verrà  attaccata dall’arte e che  disprezzandola, renderanno schiave industriali intere masse femminili. Inizia l’Era Moderna che ci porterà ai nostri giorni.

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Si dice che i ritrattisti classici trovandosi senza lavoro si siano dispersi o riciclati in altri mestieri per non morire di stenti. Anche le Accademia delle Belle Arti e i grandi studi d’Arte, i critici, gli ecclesiasti, i porporati non recepirono il forte segnale del noto pittore Gustav Klimt che annunciava la fine di un Era aurea e l’arrivo di  un tremendo mostro annidatosi sotto il mantello dell’Arte per governarla, imbruttendola, sfruttandola, commercializzandola , erogando immagini degne degli inferi.

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Alla luce di quanto detto, come pulci ci addentreremo tra i pellami dello scimmione che Gustav Klimt ci aveva segnalato e lo seguiremo passo passo nel suo fagocitare in Arte per mettere a segno altre mire, evidenziandoci i meccanismi e i personaggi che imposero la Brutta Arte con l’inganno.

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Thomas Alva Edison (Milan, 11 febbraio 1847 – West Orange, 18 ottobre 1931) ebreo, è stato un inventore e imprenditore statunitense. Inventore della sedia elettrica e mille altre novità moderne all’Avanguardia.

Tomas Edison fu il primo imprenditore che seppe applicare i principi dell’invenzione nella produzione di massa. Era considerato uno dei più prolifici progettisti del suo tempo, avendo ottenuto il record di 1.093 brevetti registrati a suo nome, in tutto il mondo industriale, inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.
Il Cubismo di Pablo Picaaso  fu il primo movimento delle Avanguardie del novecento ad applicare il principio della Produzione di Massa in Arte. Pablo Picasso vanta al suo attivo 20.000 opere classificate e un numero ancora imprecisato di opere non classificate.
Chi fu per Picasso la Musa ispiratrice? Gertrude Stein? Da sola no poteva tanto, ci leva una esercito conposto di milioni di individui nascoti:  “L’Alleanza Cosmopilita”.

Arte e Ragione di Stato (1/2)

Azioni e motivazioni delle Avanguardie del XX° secolo

Dopo il fallito Colpo di Stato da parte del Capitalismo Borghese Internazionale ai danni della Russia governata dallo Zar Nicola II – colpo di mano progettato dalla Massoneria americana congiuntamente alla francese e inglese e con il forte contributo militare dato dal Giappone (alleato) nella “Guerra Russia-Giappone del 1905 – lo Zar, scoperto nei rivoltosi l’élite massonica europea interna, organizzatrice dei disordini, il Tribunale speciale militare di Russia diede ordine di  fucilare i propri cittadini insurrezionali per Alto Tradimento come protocollo impone. I capi rivoltosi aizzati nel nome della Rivoluzione Popolare furono fucilati sul posto durante le manifestazioni, altri in separata sede. Tra gli organizzatori furono  fucilati i solo i cittadini di nazionalità russa – c’era in atto una guerra perdente con 2 milioni di morti – furono a invece allontanati e scortati  gli  stranieri agitatori non residenti o senza cittadinanza come da trattato di pace di Portsmouth sottoscritto dai russi.

La decisione di tale gesto repressivo delle milizie russe fu una decisione drastica quando la casa reale si accorse di essere finita in una “Operazione Tenaglia” di grandi propor-zioni che li vedeva impegnati su due fronti opposti e distanti fra loro migliaia di chilometri. Nel conflitto i giapponesi rivendicavano l’autorità coloniale su Cina, parte della Manciuria e Corea. L’altro fronte interno a Pietroburgo era inscenato dai rivoltosi manipolati da vari Consolati esteri di cui uno in particolare: la Francia.
L’esercito russo  sul fronte giapponese fu quasi annientato, esercito imperialista presente da un secolo su quelle terre, mentre sul fronte Ovest sguarnito di militari, era attaccato dalle forze rivoluzionarie destabilizzanti a guida massonica e senza divise. I Servizi segreti militari  russi scovarono tra i rivoltosi, agitatori di masse esteri,  esperti in  “sindrome cubana” sobillatori in vista della caduta del regno di Russia.

potemkinmarchFoto: La Ragion di Stato – Russia, efferate risposte repressive ai moti insurrezionali.

La Rivoluzione popolare istigate su rivolte alimentari  erano animate dai BUND,  una sorta di stato nello stato composto dalla comunità ebrea di cui la Storia mai accennò la loro esistenza. Questi infiammarono le agitazioni appena videro partire le prime navi da guerra della Marina di Russia dai porti del NORD e Mar Nero in appoggio agli schieramenti dei fanti sul fronte giapponese in Cina, fronte  in serio pericolo a causa della presenza di una  nuova arma di sterminio di massa: la Mitragliatrice, arma sconosciuta ai russi, la futura “DADA!”

Allo scoppio del conflitto le navi da guerra Russe furono interdette  dall’Inghilterra a passare lo Stretto di Gibilterra e  Canale di Suez, subdola partecipante di quella guerra. Per raggiungere il fronte giapponese, la flotta Russa fu obbligata a circumnavigare l’Africa impiegandoci molti mesi, arrivando in ritardo per il buon esito della guerra, trovando con sorpresa le navi giapponesi munite di potenti cannoni inglesi, nuove navi mai prima dichiarate  le quali imposero una sonora sconfitta navale alla  Russia. Il Giappone diventerà una super potenza navale aumentando il proprio parco di navi inglobando le navi russe arresi o lesionate ma riparabili.

Esito della battaglia: NAVAL BATTLE OF TSUSHIMA

Per l’Alleanza occidentale le operazioni militare furono studiate nei minimi dettagli, quindi, per i multinazionali cosmopoliti d’Europa e d’America, la campagna di Russia  era già vinta sulla carta, bisognava solo aspettare che i BUND socialisti ebraici portassero a termine il Colpo di Stato civile e la Russia sarebbe finita sotto scacco. Per i Giapponesi, anche se non persero neanche una battaglia a terra,  arrivarono a fine guerra stremati e in tempo prima che finissero le riserve economiche e derrate alimentari, altrimenti avrebbero avuto un tracollo.
A questo punto gli americani imposero un trattato di Pace altrimenti sarebbero intervenuti loro a finire la guerra indebitando pesantemente il Giappone negandogli i diritti di sfruttamento coloniale sugli stati sottomessi. Nel dopo guerra, le condizioni economiche giapponesi furono disastrose con forti scioperi popolari nella capitale durati molti mesi, con gli americani che, non gli avrebbero riconosciuto  alcun prestito ulteriore finendo il Giappone  sotto scacco.

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La stessa fine politico militare  l’avrebbero avuta la Russia accerchiata ad Ovest in  Europa dai BUND. (organizzazioni socialiste operaie ebree lettoni) miranti al Colpo di Stato con guerra civile; ma  per un dettaglio non previsto, il fronte Ovest fu sbaragliato con l’arrivo dei temibili Cosacchi, soldati di ferocia inaudita che salvarono tempestivamente la Corona di Russia e il suo Impero. Gli americani se ne guardarono bene di inscenare il proseguo della guerra contro una Russia, una territorio vergine di risorse di cui nessun esercito occidentale era in possesso di mappe di territorio cosi vasto e sconosciuto con centinaia di etnie diverse. Le sorti di una eventuale guerre via terra era senza esito a tavolino. (Non lo capì più avanti anche la Germania nazista che a fronte di 26 milioni di soldati e civili russi morti la Russia disponeva ancora di altrettante forze pronte a scendere in guerra.)

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Quindi nelle trattative di pace gli americani inserirono  sottointeso anche la liberazione di prigionieri organizzatori dei BUND ebrei. Poiché le trattative di pace di Portsmount avvennero in un altro oceano, nello stato americano New Hampshire sulla costa Atlantica;  nel 2006 in questo stato si è ufficializzata la Giornata della Pace di Portsmount con alcune delle seguenti motivazioni illuminanti sul suo coinvolgimento navale:

Considerando che il 5 settembre 2010 è designato dalla legge come “Giornata del trattato di pace di Portsmouth”, per sempre, in tutto lo stato;

Considerando che l’intenzione della Giornata del trattato di pace di Portsmouth è di commemorare la designazione del presidente Theodore Roosevelt del New Hampshire  come ospite della conferenza di pace che ha posto fine alla guerra russo-giapponese, la più grande guerra moderna terrestre e marittima che il mondo abbia mai visto; e

Considerando che, il presidente Roosevelt non è mai venuto a Portsmouth, basan-dosi invece   sull’assistente segretario di Stato americano, la Marina degli Stati Uniti e il governatore e i cittadini del New Hampshire per facilitare i 30 giorni di negoziati formali e informali tra i diplomatici giapponese e russo dentro e intorno a Portsmouth ; e

Considerando che a Portsmouth nel 1905  “un insolito impegno per la pace è diventato una virtù comune” in quanto la “diplomazia dei cittadini” – il coinvolgimento della popolazione locale – ha contribuito in modo significativo all’esito favorevole dei negoziati che hanno fruttato al Presidente Roosevelt il premio Nobel per la pace del 1906; e…

ecc ecc

“considerato che, che , che… ” Portsmount Day

Ci trovavamo a solo 10 anni dalla morte di Alfred Nobel fondatore per sua volontà del Prestigioso Premio Nobel che premia gli ebrei che si  distinguano per eccellenza nella causa Cosmopolita nel mondo. Il premio a Theodore Roosevelt presenta tutti i difetti di forma politica e ideologica di cui ancora soffre oggi il Premio Nobel e che mai è riuscito a scrollarsi di dosso quel mantello di paternità etnica.
I porti navali del New Hampshire situati sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti sono parte della regione del New England (Nuova Inghilterra), Con il loro proclama del 2006 la comitato promozionale mise il luce il diretto coinvolgimentod ella Marina Americana in quella guerra. Nel Porto di Portsmouth si svolsero le trattative di pace  umilianti per i russi, che nei passi dei trattati si sottintendeva anche la lista dei prigionieri di guerra degli insurrezionalisti sul fronte europeo arrestati da liberare entro giorni 15 massimo dalla firma di PACE, comprendente tutta lista completa dei dirigenti e volontari pervenuti dall’Europa in Russia per il Colpo di Stato andato a male. Il trattato chiamando in causa le parti in guerra, fucilando l’esercito i civili BUND per alto tradimento, furono chiamati in causa come belligeranti e quindi tutti liberati.

BUND (Bundismo)
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La “Ragion di Stato” di certe azioni repressive verso il proprio popolo interno diventato estraneo e sconosciuto come i BUND ebrei, essendo  queste rivolte consumate all’interno dei confini nazionali furono punite severamente dai militari in quanto odore di “Alto Tradimento” col nemico. Ciò metterà in moto contro questa Comunità una vasta letteratura accusatoria di crudeltà e sospetti e di tradimenti  avvenuti da parte di intellettuali governativi che scatenarono una tifoseria contrapposta difficile da domare e governare all’interno di un impero multirazziale come quello russo dove questa comunità faceva fatica ad integrarsi in quanto senza patria e senza terra e che comunque non riconosceva nessuna autorità fuori di se stessa. L’escalation di queste contrapposizioni mai risolte  dureranno ancora un decennio  fino al Colpo di Stato del 1917 ad opera dei Bund,  dando vita  a reciproci rancori nella storia interna  della Russia contro i suoi nemici  interni Bundisti   e gli stati esteri sottomessi dai cosmopoliti quali : Europa, America, Giappone e i nuovi Alleati compresi nella loro espansione e crescita, controversie non ancora risolte a tutt’oggi. Non è un caso che nell’URSS , la festa nazionale della Rivoluzione del 17 poco importa ai russi preferendo quella del 9 Maggio festa della Vittoria dove sfilano tutti i reparti militari di tutte le etnie che composero la difesa dell’URSS contro l’invadenza nazista.

Il presidente americano (n.25) Theodore Roosevelt non esce limpido da questa sua impresa maniacale bellica ancora in odore di guerra oggi contro la Russia. C’è da chiedersi quali siano le motivazioni politiche e morali del Prestigioso Premio Nobel per la PACE riconosciute al presidente Americano sapendo già allora che fu: il progettista,  cospiratore, fornitore generale di logistica ed armi, munizioni, navi, mitragliatrici e capitali  dati al Giappone a fronte dei 300 mila giapponesi caduti in battaglia contro 2 milioni di  russi caduti anch’essi combattendo. (Sono esclusi dal conto i cinesi caduti in guerra e le seguite decimazioni  subite in rappresaglia dai giapponesi a fine conflitto).

La  decimazione di 2 milioni di soldati russi voleva dire indebolire seriamente l’Armata Russa. Quindi i reduci ebrei rientrati dalla Russia a Parigi avranno un ruolo politico ben definito nella preparazione delle Avanguardie “artistiche” ed “intellettuali” da esportare per tramare e penetrare l’invasione  successiva in Russia. Nonostante le perdite avute, la Russia si rimetterà in piedi malamente trovandosi coinvolta di nuovo nella guerra  mondiale succeduta dove la famiglia reale dello Zar Nicola II° nel 1917 verrà decimata da 5 pistole americane su sette Cosmopolite  presenti come segnale storico all’esecuzione dell’ignobile martirio.

Quindi, se Nobel non ritira il Premio etnico all’ex Presidente degli Stati Uniti d’America Theodore Roosevelt si copre di ridicolo e malafede.


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