Cantate, cantate o poeti la vita che avete vissuto non la vita immaginata; lasciate a posteri tra rime l’esperienza che vi coinvolse cosi che possano giudicare i vostri ed altrui peccati e capire dagli errori tutti anche quelli altrui nascosti che in rovina ci hanno portato. Cantate, cantate, vi ascolto.
In mia presenza si finge assente e volgendo delicatamente lo sguardo ottiene ragazze che si dondolano. Mai oltre, mai persistente per paura svanisca dal loro volto la sua seduzione.
D’Eros il dardo sfreccia invisibile nel profondo animo attraversa le sensazioni del corpo che rendemmo fedele.
ma se qualcosa di bello accende la concupiscenza, se turpe canzonetta d’amor ammalia l’ascolto se profumata fragranza solletica l’olfatto o se un cibo squisito la tavola alletta il palato, allora la bellezza sfida con morbidezza e tatto e la carne attiva i sensi al risveglio, poi ci rende possibili, mansueti, accondiscendenti alla concupiscenza erotica che ci circuisce.
Sorridi avvolta di magico affascinate mistero, servi i commensali ospiti prediletti, tra tutti, me, il prescelto; e la mano delicata sulla spalla fingi e ventre e petto delicata alla schiena mia poggi.
Finti, eludiamo la sorveglianze come indifferenti, occhi belli doni al consenso d’esserti piacente; lo sguardo t’insegue mentre t’allontani cometa e d’inviti rilanci i richiami mentre ti volgi indietro.
L’incantesimo ripeti eludendo i commensali.
La tentazione sa essere femminile se vuoi, mi dibatto, sono indifeso e lo sai, cedo.