G. Stein: Dormi Alice, dormi tanquilla.

Quando l”amore condiziona l’Arte 

L’amore di coppia così come ci è stato insegnato, oltre ad essere un mistero cosmico nella cultura monoteista mediorientale (catto/judea/islamica) è diventata dominante. L’unione della coppia è santificata dal sacramento del matrimonio, sia esso di rito religioso che civile. Il matrimonio, oltre i suoi doveri e piaceri coniugali non è mai riuscito a risolvere, se non con la violenza o la repressione giudiziaria, le controverse amorose che insorgono durante il normale svolgimento della vita matrimoniale. Alcune di queste controversie insorgono perché latenti nati rima o dopo il giuramento. Essi prendono forma e si accentuano quando la delusione amorosa nuziale, comincia a farsi sentire molesta o pedante. Questo principio vale, sia per le copie eterosessuali come per le copie di altro indirizzo sessuale.

Foto: Getrude Stein e Alice Toklas 

bdede480fe33955f7b77356938de4698Questa premessa è stata introdotta per capire dal comportamento ses-suale di Gertrude Stein nei riguardi della sua partner Alice B. Toklas, e alcuni aspetti comporta-mentali che hanno modificato le scelte e il percor-so dell’Arte in Europa. Sembra assur-do sostenerlo ma questo elemento di analisi risulta aver  determinato lo spostamento dell’asse artistico.

Sulle Avanguardie francesi si sa pochissimo e quel poco è stato scritto è condizionato da una censura diretta da parte di una regia occulta politica nazionale. Non  è un caso se   Stein, attraverso le sue opere teatrali ci lascerà intravvedere i meccanismi seducenti di una follia collettiva apparentemente provinciale ma fortemente intellettuale andata a buon fine ma anche fuori controllo.

Che la pittura delle Avanguardie sia stata una pessima pittura non è una forzatura critica per chi si era diplomato pittore in una Accademia delle Belle Arti  europee nel 1905. Il Livello d’insegnamento pittorico, era molto elevato, diffuso in tutta Europa e in America. Poi… ad un certo punto, gli Artisti, presero una strana piega decadente. La pittura si fece sempre più frettolosa, spariscono le grazie, le belle modelle, i colori s’impastano tra loro sporcandosi, insudiciandosi ed appare il nero graffite a peggiorare la situazione, special modo quando viene usato per marcare le zone d’ombra: errore gravissimo in pittura. Il nero sporca tutti i colori che incontra. Il nero bisogna saperlo usare con dovizia.

Eppure, stranamente tra le Avanguardie si comincia a vendeva di tutto e di peggio. Anche i brutti disegni a carboncino erano grezzi e sbavati, però  bastava che fossero una espressione delle Avanguardie per diventare ufficialmente Storia. Da quel momento in Arte non si buttò via niente, neanche la spazzatura. Proteste, scandali e denunce non fermano il degrado, tanto più che a comperare quella robaccia sono i ricchissimi.
Che strano essere il ricco; più è ricco e più compera senza guardare a spese le brutalità?  “Come mai? si chiedevano le Accademie di allora. Domandandosi in cosa consisteva il trucco o il raggiro”.
Su questo argomento sono già stati pubblicati in questo Blob diversi articoli in merito che tentano di spiegare questo fenomeno: ma questa volta, per chiarire meglio il concetto, prenderemo un’altra tangente di pensiero; seguiremo il percorso delle Opere per scoprire , dove ci portano dove vanno a finire e dove si trovano parcheggiate.

Lobby del Cotone

Il Capitale industriale, dalla meta dell’ ’800, stava conquistando tutti i settori di vita sociale dell’uomo industrializzandoli ancor più. Il capitale conquistava con enfasi e allegria tutto e tutti ampliando, diffondendo i propri prodotti modernizzati migliorando la vita quotidiana dell’Uomo e riempendolo di nuovi beni. L’Ottocento aveva messo in moto ciò che viene chiamata la “Rivoluzione Industriale”, una macchina feroce che tutto e tutti sbrana e converte senza mezzi termini.
Nei primi del ‘900, Gertrude Stein a capo di due squadre agguerrite di pittori arruolati da lei stessa, Cubisti e Fauve, mise in moto in arte il primo processo del “quadro industriale all’Americana”. Dirà la Stein  a Picasso,  li capitalizzeremo immediatamente.
Nelle indagini dobbiamo capire innanzitutto chi sono gli artisti, la loro fede e il funzionamento dell’economia globale del territorio ciò per meglio capire chi sono i loro collezionisti, per comprendere le loro ragioni, le motivazioni di tanta passione e la ragione economica che li spinge verso l’acquisto di pittura scadente pagandola a cifre esorbitanti da parte di coloro che poteva comperare il meglio preferendo il peggio?

 

collezione matisse

Foto: Sorelle Cone  – Etta Cone e la dott.ssa Clairbel Cone, grandi collezioniste di tutto.

La psicologia sostiene che il feticismo stia alla base del collezionismo, ma poi, studiando i collezionisti, ci si accorge dei livelli diversi del feticismo fino ad arrivare al mondo superiore dei più ricchi per scoprire che di feticismo non si tratta ma di una spinta innovativa verso il futuro tenuto segreto, quasi immotivato.

Seguendo le orme lasciate sul terreno artistico delle nostre amatissime zitelle: Gertrude Stein e Alice B. Toklas, indagare i loro rapporti sociali, le frequentazioni, le abitudini e i dialoghi, una cosa che non traspare mai di loro due è un possibile reato di tradimento amoroso. Che sia dovuto alla natura della loro fede religiosa?  (ebree) Eppure sono presentate alla storia come due  chiacchierate lesbiche, o forse il loro lesbismo è stato  un normale rapporto fedele consolidato?
Ora, sapendole “spie avanguardiste” nel ruolo di informatrici militari al servizio degli Stati Uniti d’America, la domanda che ci si pone è la seguente: “ che ci sono venute a fare in Europa e qual’era il loro ruolo?”

Ricche erano ricche, milionarie le loro famiglie, figlie legittime americane, un giorno decisero, separatamente l’una dall’altra  di andare in Europa per fare vacanze quando ancora non si conoscevano.

Vediamole:
Le due amabili signorine  in America frequentano i primi due anni di medicina (pure loro) presso le  rispettive “Prestigiose” Università per poi passare ad altra disciplina universi-taria da intraprendere nella vita. Nelle biografie dei personaggi che compongono i loro racconti, i conoscenti artisti e letterati che si frequenteranno a Parigi, hanno fatto lo stesso percorso universitario con a monte due anni di medicina. Perché?
E’ una regola religiosa ebraica frequentare medicina o è un lascia condotto per altre mansioni?

Sia Toklas che Stein hanno due anni di Medicina alle spalle, durante quegli  studi, Gertrude Stein incontrerà un anima gemella che si rivelerà “lesbica” pure lei, della quale resterà segretamente innamora fino alla morte. Stiamo parlando della pianista amatoriale Etta Cone (ebrea pure lei) , sorella minore della dottoressa Clairbel Cone (un genio di donna), ereditiere le quali famiglie si sono arricchite in America delle fortune del padre padre tedesco commerciante di tessuti, come il padre di Matisse (ebreo pure lui).

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Foto: Dottoressa Clairbel Cone  in elegante posa

Quindi, un filo rosso invisibile legava tutte e tre le  ragazze in quegli anni universitari quando erano spensierate studentesse. Figlie di una borghesia industriale americana che poteva permettersi le “prestigiose rette “ universitaria, è quindi ,studentesse al pari dei rampolli di industriali, erano matricole di una Università che aveva il compito di erudirle a “Manager” di altissimo livello da impegnare in società finanziarie.


La scoperta e la coperta

Come già accennato nell’articolo  sull’Elettricista, Gertrude Stein comunicava di notte con la sua Comunità diurna americana dalla Francia mentre l’ingenua Alice Toklas dormiva beatamente nella stanza affianco e, al mattino, Gertrude Stein le faceva trovare sul tavolo gli appunti di pensierini concettuali rigorosamente scritti a matita su foglietti di carta, appunti da trascrivere a macchina in mattinata per la stesura delle sue opere concettuali future, e dispacci finanziari, mentre Gertrude Stein  andava a riposare fino a mezzogiorno.

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Povera Alice che tanto si premurava di tenere alla larga le “scimmiette” dalla sua amica del cuore, ignara che sulla prateria di casa, una sirena dolcissima le incantava il suo dolce amore gelosamente custodita. Da quelle “stufette”, di notte, oltre ai Servizi segreti, ella comunicava via telex con Etta, l’altro cuore, dandole consigli sulle occasioni artistiche buone, novità, scambi di moine ed affetti, raccontandosi confidenze e disobbe-dienze amorose con Etta Cone.

Foto: Clairbeled Cone,  Gertrude Steine,  Etta Cone.
1904  in Italia

cone-sisters-5-5-11-11 (1)Alla morte delle sorelle Cone, il Museo Ebraico KAREN LEVITON, di Baltimora ha organizzato nell’aprile 2011 una bellissima mostra d’Arte esponendo la sola collezione privata di Etta Cone. Di Etta Cone è stata esposta tutta la collezione privata d’arte, mentre della riservatissima dottoressa  Clairbel Cone è stato esposto solo  qualche quadro della sua segreta  collezione. Peccato aver perso l’occasione di visitare il museo KAREN LEVITON, un nitrito numero di lettere era presente e confutabili su richiesta al direttore della mostra per riuscire meglio comprendere certe dinamiche politiche. La mostra intitolata “Vendemmia dei Souvenir” se visitato, avremmo trovato esposti N. 500 quadri di Enri Matisse e N. 100 quadri di Pablo Picasso rigorosamente di Etta Cone.  Il numero è impressionante! Il giro d’affari degli Stein andavano a gonfie vele e la Comunità ebraica poteva far viaggiare via nave  le casse personali di Etta Cone rigorosamente sigillate sente pagare dazi e dogana via Francia.

Quei quadri, furono frutto del collezionismo feticista o un finanziamento illecito occulto?
Chissà, se delle sorelle Cone e Gertrude Stein un dì  sarà  possibile avere delle spiegazioni plausibili sui  viaggi segreti in Italia nel 1904 in vista della Guerra Russia-Giappone del 1905 ? o magari dei susseguiti “viaggi vacanza” in Italia anche sui  finanziamenti ai Futuristi nel 1909? Una cosa è certa. Il fratello maggiore di Gertrude Stein, il primo, ebbe la residenza permanente in Italia durante il fascismo. Che sia cosi bella e interessante quell’Italia nascosta all’Arte?

 

SteinFamilyParis1905  Foto: Famiglia Stein
L’indagine sul misterioso “Cartello del Cotone” finanziatore  continua.
Ci sono tracce profonde che ci porteranno  alle Filande di Russia.


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