I Musei d’Arte MUSEALE

AVANGUARDIE: I suoi sacrilegi.

A parte i quaderni dei Quartieri generali Militari poco accessibili, la Storia chiude sempre i suoi sipari con narrazioni su ciò che è avvenuto nei campi di battaglia indipendentemente se vinte o perse- Ma nulla sappiamo sulle dispute politiche e tranelli che hanno generato le grandi guerre. I Segreti di Stato sono inviolabili è vero, ma se ispettori politico/artistici possiamo immaginare la partita a scacchi avvenuta osservando le opere d’Arte del periodo. Nulla sfugge all’artista sui “disegni” elaborati a doc .

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La natura dell’Arte è misteriosa, e, lascia sempre per suo vezzo uno spiraglio possibile alle ispezioni. Ne sanno qualcosa gli speleologi che, attraverso un frammento di anfora o un inciso sulla pietra o si di un sarcofago mai profanato, sanno mettere in luce ciò che lo sterminatore volle fare sparire per sempre dalla faccia della terra sul popolo a lui ostile, radendolo al suolo per non lasciare tracce del sacrilegio avvenuto…. ma un frammento resta sempre a testimoniare la bellezza perduta, come se l’Arte, anticipatamente  vuol rendere il “libero arbitrio” assoggettato a un destino.

Con la pazienza e perseveranza speleologa, ci addentreremo nel tempio della letteratura franco-americana, ispezionando Gertrude Stein per cercare di capire nel leggerla,  ciò che di criptato ha nelle proprie opere, lasciandoci, degli artisti narrati, le dinamiche intellettuali che hanno usato per insanguinare l’Europa con tre grandi guerre. Stiamo parlando di un Europa prima che nascesse e che deve chiudere con il passato delle sue “Nazioni”. Un Europa che deve avere il coraggio e la perseveranza di scovare i veri responsabili di tanti crimini avvenuti nel XX° Secolo. A nostro avviso, le opere di Gertrude Stein sono un valido documento storico/politico per ricostruire quegli eventi inquietanti insabbiati, perché anche lei è una delle artefici.

Sfogliando le prime pagine dell’opera “Autobiografia di tutti” di Gertrude Stein e le Autobiografie scritte dalla consorte e convivente Alice B. Toklas (suo amore saffico), le due scrittrici mettono in luce le miserie di un Arte Moderna fondata delle Avanguardie rivelandocele bislacche, posticce e truffaldine, svelandoci anche e, sempre con delicatezza femminile, i dinamismi di morte dell’Arte Classica per intrappolarla in favorire un Arte Moderna poco , convincente , di scuolaa blaudeleriana, “artisti” improvvisatori e Bohemien di dubbia scuola autodidatta e provenienza, come dire: Bruto ebbe la presunzione di sostituire l’imperatore Cesare uccidendolo, ma, arrestato e condannato, l’impero romno continuò sull’onda di Cesare. Questa è la metafora tra Arte maiuscola classica e Arte minuscola moderna di quegli anni.

Infine, per imbrogliare meglio le carte storiche, negli anni ’50 si accatastarono parole su parole e tante e tali da generare una confusione e far sparire tanta miseria intellettuale rivoluzionaria del novecento, eregendo con nuove confabulazioni prosaiche le basi di un Tempio Moderno che affonda le proprie radici nella palude delle proprie performance “concettuali”.

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Dicevano: “Noi DADA siamo l’Anti-Arte”, e per ciò detto, li prendiamo in  seria considerazione. Basterebbe vedere le opere per capire meglio il loro concetto distruttivo. La pretesa di estrapolare l’anima dell’Arte riducendo le opere in “cose” o “roba” a compravendite per collezionisti, non devono poi avere la pretesa di definire appunto quelle loro “cose”  e “robe”, opere d’Arte dal prezzo inestimabile. E’ un po come dire che: “il cacciatore bianco in Africa abbatte un leone e la sua pelle vuole in salotto vicino al caminetto  vantandosi grande cacciatore.” Che il leone sia stato cacciato via dall’Africa, si, è vero, ma a che pro?  Cacciato per averlo mummificato nel proprio Mausoleo di Montmartre o Manhattan dando lustro al nascente Museo spoglio?

Il Mausoleo divenuto Museo d’Arte Moderna e viceversa, è il cimitero naturale delle balene spiaggiate, il cimitero dei mai nati e luogo deputato all’Arte cacciata e mummificata, ambiente in cui l’uomo spirituale ove la sua psiche nutre e vive? L’operazione FiloRossoArt fa una bonifica del terreno inquinato nell’Arte in vista della sua Resurrezione e Liberazione al fine di uscire dalla crisi artistica in cui la veiviamo in cattività, fiera sterilizzata nelle gabbie del Capitale.


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La vita, la fotografia e l’attivismo di Tina Modotti in mostra a Jesi — dimensioneC

TINA MODOTTI

Tina Modotti è una immagine di donna politico/artistica (fotografa) da inserire nel misterioso mondo delle Matriaoske (Matriarche), spie e controspie politiche sovietiche di alto livello che hanno svolto il loro servizio militare e militante per conto dei due blocchi imperiali che hanno saputo modernizzare con la forza e violenza il nuovo mondo industriale.  Il teatro della sua  scena sarà il Mexico postmoderno negli anni che seguono la Rivoluzione Messicana del 1910/1913  di stampo anarco/socialista capitanata da una serie di eroi rivoiluzionari come: Pancio Villa, Emiliano Zapata, Pascual Orozco, Oscar Braniff Ricard e Peppino Garibaldi (omonimo), e la teosofica americana Annie Besant, ispiratrice e ideologa dei quadri animatori del fermento politico, fortemente contrastato dagli Usa e che durerà nei suoi alti e bassi quasi un secolo. Anche quella rivoluzione vedrà i suoi cospiratori, finanziatori dell’arte collezionista, i maggiori capitani d’indutria mexicana del cotone.

Tina Modotti sarà richiamata piu avanti quando verrà analizzato il comportamento politico di Lev Davidovič Bronštejn detto Lev Trotsky o Leon Trotsky, inquetante personaggio che si muoverà tramando a  livello internazionale anche nel mondo dell’Arte.

Buona lettura

S Nella rinascimentale sede di Palazzo Bisaccioni di Jesi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi propone dal 13 aprile all’1 settembre 2019 la mostra Tina Modotti fotografa e rivoluzionaria. L’esposizione intende celebrare una delle più grandi fotografe del Novecento raccontando la sua vicenda biografica ed artistica. Saranno sessanta le fotografie provenienti dalla Galerie Bilderwel di Berlino, attraverso […]

autrice del testo, Link:
La vita, la fotografia e l’attivismo di Tina Modotti in mostra a Jesi — dimensioneC


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Man Ray: Foto, Cartografia e Matrioske

Arte e Matrioske.

Le immagini artistiche di Man Ray, quelle d’Arte rivolte all’Arte e  scattate per l’Arte sono pochissime anche se, dobbiamo ammettere che, senza l’operato fotografico di Man Ray, sarebbe impossibile avere oggi un quadro ampio sulle Avanguardie e dei loro lavori andati dispersi durante i conflitti bellici, come anche i reportage sugli incontri , le convivenze e gli amori tra gli artisti.

Come già detto, le sue immagini veramente artistiche sono quelle commisionategli da M.D. e che restano enigmatiche anche per se stesso in quanto, essendo supporter ed amico di Marcel Duchamp, Man Ray, non aveva una cultura metafisica in Arte, specie sul sapere enigmatico dell’Alchimia, lezioni che prenderà in seguito con l’amico M.Duchamp.
Man Ray, in questo settore si è sempre mosso in modo impacciato e non faceva domande perché è buona regola per chi lavora nei Servizi di non fare mai domande ad un proprio collega. Nei Servizi, il punto interrogativo è severamente vietato, ciò è uno regola militare alla quale attenersi. Una domanda in più o fuori luogo, e si era tacciati di controspionaggio. Quindi, il sacro ermetismo nell’arte delle Avanguardie, era semplicemente una regola del silenzio imposta dai Servizi. Se depistare, depistare e depistare sempre è il dovere dell’avanguardista, ricostruire il processo avvenuto nell’Arte nei primi del novecento è cosa difficile e merita molta attenzione.

Oggi, spiegare di Man Ray le immagini enigmatiche che lo resero famoso, supererebbe la sua stessa aspettativa. L’archivio immenso fotografico di Man Ray, furono scatti di “Servizio” in quanto, essendo responsabile americano in Europa per conto della Moda (diceva lui), ma da come si sono avvicinate e mosse e assunte certe modelle e pedine femminili a lui legate, evidenzia del Maestro, un impegno politico/militare per conto degli Americani e Massoneria.

Mettendo momentaneamente in disparte il suo operato militare, l’impegno civile e artistico di Man Ray pare sia stato eccellente. Dedico alla Moda, e messi a fuoco i suoi spostamenti e frequentazioni, il suo, fu un Servizio eccellente su “modi e maniera” di vivere dei francese. In tal modo M.R. aggiornava le centrali operative americane sull’andamento dell’Europa da manipolare in seguito. L’America nutriva per noi progetti di vita e di trasformazione alla maniera americane e quindi, modelli industriali nuovi in grado di trasformare gli ambienti urbani europei per l’arrivo industriale dei “beni di consumo di massa“. Arrivava il Consumismo.

Ora, visto che dopo la prima guerra mondiale lìAmerica è l’unico stato che si è arricchito con le munizioni, impoverendo tutti gli stati coinvolti in quella guerra, all’Alleanza che non aveva ancora una aviazione d’alta quota e le ottiche capaci di fare rilevamenti minuziosi, gli abbisognava molti fotografi, incisori minuziosi e cartografi per mappare i terreni e città di tutti gli stati debitori sotto il suo controllo e le cartine venivano spedite alla ” The American Geographical Society Library” dentro i bauli diplomatici mai aperti dalla Finanza appartenenti delle super collezioniste d’arte:  le Sorelle Cone. Ogni squadra d’arte doveva dare il proprio contributo. Per l’occasione vennero in Francia centinaia e centinaia di americani disegnatori e pittori a prendere lezione “d’arte Moderna” dai Maestri francesi che vantavano primati d’aste nel mondo (tipo Matisse e Picasso e soci).

L’Europa non era adeguata a tale trasformazione industriale, troppo piccola e ristretta. Come Nerone per Roma da modernizzare, l’Europa andava distrutta, abbattuta e ricostruita secondo i nuovi canoni industriali per far circolare meglio i nuovi mezzi di trasporto pubblici, le automobili private e camion  in arrivo alle industrie europee. I motori avrebbero preso il posto di carrozze e cavalli. Il monopolio sarebbe stato il carburante, il terziario del trasporto: ponti, strade, porti e gallerie, verranno lasciati alla libera interpretazione degli stati ma da attenersi alle normative urbane internazionali redatte dalle capitali americane super collaudate. Tale progetto si rivelerà per noi europei un disastro umano: due grandi guerre fratricide e massacri infernali.

La sfida alla Russia da convertire al consumismo e capitalismo, doveva essere diretta da  agenti americano/russo, persone che parlassero la lingua russa, capace di contattare e adunare i rifugiati politici russi e motivarli, uomini e donne da usare per contattare i fratelli ebrei al di là  della impenetrabile frontiere russe.  Quel maledetto 1917 sfascista in Europa, sfasciò le finanze di molti stati, gli animi, il lavoro, e milioni di ragazze e donne rimaste senza mariti, madri senza più figli, orfani di padri, tutto ciò  si rivelò un disastro umano di proprozioni immani; poi ci si era messo per la seconda volta, il fallimento di conquista della Russia che diventava Comunista, quindi gli approvigionamenti della ricostruzione europea sarebbero stati tutti a carico dell’America, la piu ricca di risorse e mezzi.

Uno di questi agenti organizzatori di reduci di seconda ondata dalla Russia monarcha e anticomunisti,  fu Man Ray, colui che conoscendo l’arte della cartografia, fotografia e delle “Matrioske”,  l’applicherà alle sue squadre parigine e spagnole nella creazione della sua Avanguardia Surrealista e Dadaista, basi del nuovo servizio segreto camuffato nell’Arte per relazioni diplomatiche pericolose.

 

SCACCO ALLE AL-FIERE

 

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Gala


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Tutte RUSSE E “sorelle” DI FEDE ecc. ecc. ecc.

 


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                     SCACCO ALLA ANCELLA

 

Chi era la stampatrice ufficiale delle mappe?

 

 

 

Foto Man Ray: Meret Oppenheim al torchio

 

l’Architetto Man Ray aveva lavorato con passione e imparato il mestiere in una ditta di cartografia…  se lo ricordo bene, solo poi divenne fotografo a 24 anni frequentando la scuola anarchica spagnola di New York.

 

la ricerca contunua


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G. Stein: Dormi Alice, dormi tanquilla.

L’amore tra i sessi, così come ci è stato insegnato, oltre ad essere un mistero cosmico, nella cultura monoteista mediorientale, diventata la dominante in occidente , l’unione è santificata col sacramento del matrimonio, sia esso di rito religioso che civile. Il matrimonio, oltre i suoi doveri e piaceri. ccogniugali, non è mai riuscito a risolvere, se non con la violenza o la repressione giudiziaria, le controverse amorose che insorgono durante il normale svolgimento della vita matrimoniale. Alcune di queste controversie sono i rapporti amorosi intimi nati prima o dopo il giuramento. Essi prendono forma e si accentuano quando la delusione amorosa nuziale, comincia a farsi sentire molesta o pedante. Questo principio vale, sia per le copie eterosessuali come per le copie di altro indirizzo sessuale.

Questa premessa è stata introdotta per capire dal comportamento sessuale della signorina Gertrude Stein nei riguardi della sua partner Alice B. Toklas, alcuni aspetti comportamentali che hanno modificato le scelte che il percorso dell’Arte in Europa. Sembra assurdo ma questa cosa ha determinato lo spostamento dell’asse.

Sulle Avanguardie francesi si sa pochissimo e quel poco è stato scritto è stato condizionato da una censura diretta da una oculta regia politica, e no è un caso se la signorina Stein, attraverso le sue opere teatrali ci lascerà intravvedere i meccanismi seducenti di una follia apparentemente provinciale ma fortemente intellettuale, andata a buon finee, ma anche fuori controllo.

Che la pittura delle Avanguardie sia stata una pessima pittura non è una forzatura critica per chi si è diplomato pittore in una Accademia delle Belle Arti locali nel 1905. Il Livello d’insegnamento pittoric, in generale, era molto elevato e diffuso in tutta Europa e in America. Poi… ad un certo punto, gli Artisti presero una strana piega decadente. La pittura si fece sempre più frettolosa, spariscono le grazie alle belle modelle; i colori s’impastano tra di loro, si sporcano, diventano sudici e appare il nero graffite a peggiorare la situazione , specialmodo quando viene usato per marcare le zone d’ombra: errore gravissimo in bella pittura. Il nero sporca tutti i colori che incontra. Il nero bisogna saperlo usare con dovizia.

Eppure, stranamente, si vende di tutto come anche i brutti disegni a carboncino, però, bastava che fosse una espressione delle Avanguardie. Da quel momento in Arte non si butta via niente, neanche la spazzatura. Proteste, scandali e denunce non fermano il degrado, tanto più che a comperare quella robaccia sono i ricchi. Che strano: un ricco, più è ricco, più compera senza guardare a spese?  “Come mai? – si chiedevano le Accademie di allora. In cosa consisteva il trucco o il raggiro?”
Su questo argomento sono già stati pubblicati in questo Blob, articoli i merito che tentano di spiegare tale fenomeno: ma questa volta, per chiarire il concetto, prenderemo un’altra tangente di pensiero; seguiremo il percorso delle Opere per scoprire dove ci portano e dove si trovano.

Il Capitale, dall’800, stava conquistando tutti i settori di vita sociale dell’uomo industrializzandoli. Il capitale inquinava con enfasi e allegria, tutto e tutti ampliando e diffondendo i propri prodotti modernizzando la vita dell’Uomo diffondendo i suoi beni. L’Ottocento aveva messo in moto ciò che chiameremo la “Rivoluzione Industriale”, una macchina feroce che tutto e tutti sbrana e converte.

Nei primi del ‘900, Gertrude Stein a capo di due squadre agguerrite di pittori arruolati da lei stessa, Cubisti e Fauve aveva messo in moto nell’Arte il primo processo del “quadro industriale all’Americana” dirà la Stein  a Picasso, capitalizzandli immediatamente. Nelle indagini artistiche, per capire innanzitutto chi sono gli artisti e la loro fede, poi il funzionamento dell’economia delle Avanguardie, per meglio capire chi sono i loro collezionisti, e capire come ragionano, conoscere le motivazioni di tanta passione e la ragione economica che li spinge verso l’acquisto di pittura scadente pagandola a cifre esorbitanti.

 

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Foto: Sorelle Cone  – Etta Cone e la dott.ssa Clairbel Cone, grandi collezioniste di tutto.

La psicologia sostiene che il feticismo stia alla base del collezionismo, ma poi, studiando i collezionisti, ci si accorge dei livelli diversi del feticismo fino ad arrivare al mondo superiore dei più ricchi per scoprire che, di feticismo non si tratta più, ma di una spinta innovativa verso il futuro comportamento per un impegno politico finanziario tendente al monopolio delle idee, attivando una grande fabbrica industriale mondiale di nome Arte.

Seguendo le orme lasciate sul terreno artistico delle nostre amatissime zitelle: Gertrude Stein e Alice B. Toklas, l’indagare i loro rapporti sociali, le frequentazioni, le abitudini e i dialoghi, una cosa che non traspare mai di loro è il reato di tradimento amoroso. Che sia dovuto alla natura della loro fedeltà religiosa (ebree) presentandosi alla storia come due  chiacchierate lesbiche, oppureil loro è stato  un rapporto fedeloe molto consolidato?

Ora, sapendole “spie avanguardiste” nel ruolo di informatrici militari al servizio degli Stati Uniti d’America, la domanda che ci si pone è la seguente: “ che ci sono venute a fare in Europa e qual’era il loro ruolo?”

Ricche erano molto ricche, milionarie, figlie legittime di buone famiglie americane, un giorno decisero separatamente di venire in Europa per fare vacanze, dicono loro, ma seguendo i quadri, quella scuse vacanziere furono una gran bella bugia.

Vediamole:
Le due amabili zitelline, in America frequentano i primi due anni di medicina presso le loro  rispettive “Prestigiose” Università per poi passare alla disciplina universitaria da intraprendere nella vita. Nelle biografie dei personaggi che compongono il racconto delle loro ” Autobiografia” , di tutti quei conoscenti, quasi tutti i personaggi e artisti conosciuti hanno fatto lo stesso percorso universitario nelle facoltà di  Medicina per due anni.

Perché?
E’ una regola religiosa ebraica frequentarle o è un lasciacondotto fittizio? Come dire senza ammetterlo durante la presentazione che fanno parte della Grande Famiglia.

Sia la Toklas che la Stein hanno due anni di Medicina alle spalle pre Universitarie e durante quesgli  studi, Gertrude Stein incontrerà un anima gemella che si rivelerà “lesbica” pure lei, della quale resterà segretamente innamora fino alla morte. Stiamo parlando della pianista amatoriale Etta Cone (ebrea pure lei) , sorella minore della dottoressa Clairbel Cone (un genio), due ereditiere che si sono arricchite con la fortuna immensa del padre tedesco commerciante di tessuti, come il padre di Matisse (ebreo).

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Foto: Dottoressa Clairbel Cone (che carina)

 

Quindi, un filo rosso conduttore legava tutte le tre ragazze in quegli anni universitari quando erano ancora spensierate studentesse. Figlie di una borghesia industriale americana che poteva permettersi le “prestigiose rette “ universitaria e quindi , studentesse al pari dei rampolli figli di industriali, alunni di una Università che aveva il compito di erudirli a “Manager” di altissimo livello dirigenziale per una società finanziaria in crescita alla velocità dei cavalli lanciati in battaglia.

La scoperta e la coperta

Come già accennato nell’articolo sull’Elettricista, Gertrude Stain comunicava di notte con la sua comunità diurna americana e “sovversiva” dalla Francia mentre l’ingenua Alice Toklas dormiva beatamente nella stanza affianco e, alla mattina, Gertrude Stein le faceva trovare sul tavolo gli appunti di pensierini concettuali rigorosamente scritti a matita su foglietti di carta, appunti per Alice da trascrivere a macchina in mattinata per la stresura delle sue opere concettuali future, mentre Stein  andava a dormire fino a mezzogiorno.

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Povera Alice che tanto si premurava di tenere alla larga le “scimmiette” dalla sua amica del cuore, ignara che sulla prateria di casa là  in fondo al mare, una sirena dolcissima le incantava il suo amore gelosamente custodita. Da quelle “stufette”, di notte, oltre il Servizio segreto, Gertrude Stain le usava per chattava via telex con l’altra amica del cuore, dandole consigli sulle occasioni artistiche buone, novità, scambi di moine ed affetti, raccontandosi confidenze e disobbedienze amorose.

Alla morte delle sorelle Cone, il Museo Ebraico KAREN LEVITON, di Baltimora ha organizzato nell’aprile 2011 una bellissima mostra d’Arte con il materiale delle due sorelle collezioniste: di Etta Cone è stata esposta tutta la sua collezione privata d’arte, mentre della dott.ssa  Clairbel Cone è stato esposto solo  qualche quadro della sua segreta  collezione. Peccato aver persa questa occasione, un nitrito numero di lettere era presente e confutabile su richista dal direttore della mostra .

Con grande sorpresa cosa potevamo ammirare in quella “Vendemmia dei Souvenir” d’arte privata del primo novecento del museo ebraico di Baltimora? Se visitato, avremmo trovato esposti N. 500 quadri di Enri Matisse e N. 100 quadri di Plablo Picasso rigorosamente di Etta Cone.

Il numero è impressionante!

Quei quadri erano frutto del collezionismo feticista o un finanziamento occulto?
Chissà, se delle sorelle Cone e Gertrude Stein sarà  possibile un giorno avere delle spiegazioni plausibili sui  viaggi segreti in Italia nel 1904 in vista della Guerra Russia-Giappone del 1905 ? o magari , sui susseguiti “viaggi vacanaza” in Italia anche sui  finanziamenti ai Futuristi nel 1909? Una cosa è certa. Il fratello maggiore di Ghertrude Stein, il primo, ebbe la residenza permanente in Italia durante il fascismo. Che sia cosi bella e interessante quell’Italia nascosta all’Arte?

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Foto: Clairbel Cone, Gertrude Stein
Etta Cone  a dx. in Italia – 1904

 

 

L’indagine continua


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SteinFamilyParis1905  Foto: Famiglia Stein