Arte: La Rosa dei Venti… i Rosacroce.

“ROSE is rose, is rose is rose…”

alice toklas

All’inizio del 1900, mentre le due scoperte, Telefono e Telegrafo avanzavano prepotentemente dando il loro immediato risultato in benessere alla società americana modernizzandola, una altro elevato Genio nato a Milan (Ohio-USA), inventore del Fonofrago – primo linguaggio sonoro saturnide – darà alla Luce: Edison.
Thomas Alva Edison: affiliato alla grande organizzazione segreta ebraica accentratrice di novità, grazie al suo ingenio e capacità di generare e adunare a se più di 1000 scoperte ed invenzioni, diventerà per la storia fantastica del genio umano una delle stelle più scintillanti della cosmogonia industriale.

Avvallato il meccanismo perenne delle invenzioni continue, il secolo 1900 si aprirà all’insegna dei Monopoli, segrete organizzazioni affaristiche e che tali resteranno per tutto il secolo e in  poi. Queste, ambiscono a diventare – con le buone o con le cattive – i Governatori del Mondo. Nasceranno come piccoli gruppi omogenei e sempre tali resteranno al vertice e asseconda del loro potere acquisito. Le lobby Multinazionali  si formeranno in Ministeri antigovernativi che si  aggireranno  come ombre furtive e invisibili rispetto ai cavalierati  Statali e ufficiali. Nessuno deve sapere chi sono e come agiscono, se non i comandanti stessi delle Lobby o i loro fidi sottufficiali, futuri eredi legittimi alla Morte. Proprio perché questo popolo non ebbe Patria nel mondo, si aggirava indisturbato in quanto, i fedeli, erano “agenti” perennementein servizio, a vita. Unico segno di riconoscimento nei maschi: la Circoncisione.

Eccolo il segno divino di Saturno contaminato con Crono: il prepuzio reciso, la castrazione, l’anello circolare di fede, la falce di Vita/Morte che miete, il RE/cidere i sovrani; l’accerchiamento,  la circospezione, la circolazione di dati; la circumnavigazione , il nascondere i propri figli nel ventre (Arca), il Re-ccidio dei propri figli  traditori ecc . Eccolo il Grande Ventre apparire come “Arca dell’Alleanza” e, gli Alleati dopo il ’45, alla nascita della Nato, saranno i primi ad essere partoriti ufficialmente come elementi pubblici e visibiliti pronti per le battaglie tra Titani e Giganti alla conquista dell’Universo.

Il Monopolio economico illegale nell’Arte Europea e mondiale, da manipolare le politche, fu affidato dai monopolisti del cotone e acciai alle signorine:  Gertrude Stein e Alice Babette Toklas.

 

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foto: 1945 Consiglio Superiore NATO: “La rosa dei Venti” … rose, is rose, is rose, is rose


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Un brutto segreto di Enri Matisse

Suicidia per non dover parlare

 Narra Alice Toklas che durante una delle sue prime cene in casa Grtrude Stein, la sacra scrittrice asseriva che fosse meglio il cibo tiepido in tavola e non bollente ,mentre Alice indispettita asseriva che il cibo va mangiato caldo, arrivando al dunque che, il cibo andava servito bollente in tavola specie la minestra, e chi fosse contrario, poteva aspettare che si raffreddasse.
Quindi Gertrude servita la minestra bollente, per ripicca, comandante, volle che Alice leggesse un fogliettino scritto a matita come soleva da sempre lei quando abbozava qualcosa, fogliettino fitto fitto ddi parole. Era il ritratto intitolato ADA, il primo di una  lunga serie di ritratti pubblicati nell’opera: Geography and Pays. Alice Toklas restò affascinata della narrazione e imparò a mangiare la minestra tiepida impegnandosi a leggere ogni sera a tavola prima di cenare il piatto legere un nuovo ritratto in arrivo, trascritti tutti a mano, folgietti che Gertrude ogni giorno li elaborava.

Foto: Alice B. Toklas (dietro) e Getrude Stein

alice toklas

Per Alice Toklas quei ritratti erano lo specchio psicologico dei personaggi che animarono con loro due  la Storia del novecento in Europa, personaggi che avevano mansioni strategico/politiche precise, particolari, quindi Agenti.
Sarebbe interessante mettere gli mani su quel tesoro, penso che ci spiegherebbe meglio i “giochi di ruolo sostenuti” da ognuno di loro, testo che non sono riuscito trovare in lingua italiana, scusando la mia ignoranza sul lessico inglese, ma ho le mie giuste motivazioni e scuse. Ma per la letteratura mondiale, il modello Gertrude Stein ritrattista, descrive i suoi agenti segreti come un pittore nell’eseguirne un  ritratto al committente senza farlo vedere se non ad opera finita.
I ritratti di Geography and Pays vanno considerati piccole opere d’arte della letteratura? Se si, in quei “ritratti”, Arte avrà messo tra le ombre e pieghe il modo piu sottile di informare i suoi adepti scoprendo in quella collezione artistica il vero volto dei briganti che hanno stravolto la Storia d’Europa.

Vediamone uno: PATRICK HENRY BRUCE
(Dalla Biografia di Alice Toklas a pag 116/117)ritratto Bruce di

“Cominciò così la lunga serie di ritratti. Gertrude Stein ha scritto i ritratti di pressoché tutte le persone da lei conosciute , e ne ha scritti d’ogni sorta e d’ogni stile.”

e prosegue:

“Bruce, Patrick Henry Bruce , fu uno dei primi e entusiasti allievi di Mantisse e ben presto fu in grado di dipingere piccoli Matisse, ma ciò lo lasciava infelice. Cercando di spiegare questa sua infelicità, disse una volta a Gertrude Stein: “Parlano tanto del dolore dei grandi artisti, della tragica infelicità e dei grandi artisti; ma dopotutto sono grandi artisti, si o no? Un piccolo artista ha tutta la tragica infelicità e i dolori del grande artista, e non è un grande artista.

Questa confessione denota il malessere di un Copista d’Arte che ha fatto la vera fortuna di Enri Matisse e produzione della sua collezione d’Arte immensa, restando Bruce in ombra. In questo passo, Tokla ci verifica che, molti, ma dico molti quadri di Enri Matisse non sono falsi agli occhi dell’Arte ma nemmeno suoi.

Patrick Henry Bruce è nato a Long Island, in Virginia. Studia a New York sotto William Merritt Chase (americano, 1849-1916) e Robert Henri (americano, 1865-1929), Bruce si trasferisce a Parigi nel 1903, dove rimase in servizio fino al 1936.

A Parigi, Bruce faceva parte dei circoli d’Avanguardia di Henri Matisse e importanti collezionisti americani come Gertrude e Leo Stein. Durante il periodo prebellico, assimilò la scuola di Matisse e Paul Cézanne che morirà tre anni dopo (1906). L Arte  ufficiale di Bruce sarà una combinazione di colori vivaci del fauvismo con la struttura rigida del cubismo e carezze sèsaniane. Nel 1912 Bruce conobbe i pittori modernisti Robert e Sonia Delaunay e sviluppò le proprie “Composizioni” astratte con colori audaci su modello del “cubismo orfico” dei due Delaunay. Nel 1917 Bruce iniziò a dipingere nature morte geometriche di ispirazione cubista, raffigurando forme a blocchi come cilindri, cubi e zeppe in una tavolozza di blu non modulati, verdi, lavanda e rossi. I “Forms”, come li chiamava Bruce, venivano regolarmente esposti a Parigi durante la sua carriera artistica, ma erano poco conosciuti negli Stati Uniti fino al 1965, quando furono inclusi in una mostra sul sincronismo alla Knoedler Gallery di New York.

Nel luglio del 1936 come tutti gli ebrei agenti, animatori, insurrezionalisti ed intellettuali, si trasferisce a New York, vivendo con sua sorella nella East 68th Street. Soffrendo di malinconia e senso di isolamento, Bruce distrusse gran parte dei suoi dipinti nel 1933, inviando le opere sopravvissute al suo amico di lunga data Henri-Pierre Roché.  Si suicidò quattro mesi dopo.

Certamente per un pittore bravo che vede esposte le proprie opere acclamate al Maestro Enri Matisse, da una parte fa piacere, ma dall’altra, nella coscienza rode sapersi protagonista di quella truffa mondiale e stare zitto, chiedendo a compenso un riconoscimento artistico per nutrirsi di gloria per tanto lavoro prodotto e meritato per la “causa”, ricevendo in cambio solo pochi spiccioli e qualche articoletto di fondo pagina nella riviste d’Arte. Tutto ciò fa certamente male, specie per uno come lui che ha falsificato anche la produzione d’Arte di Cèsanne, di Picasso e di chi sa quanti altri artisti impegnati sui fronti a combattere e morire. Ma la cosa peggiore penso sia stata nel vedere franare un disegno Cosmopolita di quelle proporzioni immense che ha avuto origine anche dalle sue mani. Vedere degenerare quel capolavoro strategico in pochi anni verso una prospettiva “Feroce”, “Bestiale”, “Fauve” e messa in piedi dal proprio maestro Matisse, impegnato a creare squadre d’assalto feroci per il controllo di tutti gli eserciti e stati del Mondo (Nuovo Ordine Mondiale) trasformando gli allievi in potenziali criminali senza scrupoli fino afarli diventare “bestie naziste” il segno nella cosienza o subconscio o come volete chiamarlo, quello rimane.

A questo punto esce di scena in punta di piedi distruggendo il proprio operato disonorato,  salvando solo il più amato, finendo nel cono d’ombra della Storia fino a quando il processo di indagine all’Arte del Novecento, FiloRosso riscopertolo, gli porge la palma d’oro che gli è stata sottratta, dono della Musa dell’Arte imprigionata, imbavagliata.
La sua fu una storia d’Arte amara legata da un filo rosso sottile: Henry Bruce, scolaro di Robert Henri, allievo di Enri Matisse e Henri-Pierre Roché al quale lascia infine le opere scampate alla propria furia distruttrice. E’ un possaggio cosmico rilegato nei fondo Cosmo oscuro aganciato a un filo di Enry in Enri, da Enri in Enry fino arrivare ai nostri giorni in silenzio, senza fare rumore, lasciasndoci a testimonianza il vero volto dei carcerieri dell’Arte profanata.  E dei suoi quadri segreti? Li sapreste riconoscere nella super collezione di Enri Matisse che annovera migliaia di quadri non suoi? E del secondo Maestro Cèsanne, quanti ne ha fatti e quanti sono i falsi in circolazione? lo vedremo.

Grazie Bruce, Patrick Henry Bruce di Long Island, ti sia riconosciuto il meritato  Onore in Arte.

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Note bibiografiche riprese dall’articolo di Sarah Cash, Emma Acker 29 settembre 2016 dal sito National Gallery of Art


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Mercanti d’Arte: Minotauri e filande di Arianna

Chi sono i Mercanti d’Arte?

Cenni storici:
I mercanti nella storia dell’umanità sono i mediatori che si collocarono tra il produttore e il consumatore durante le trattative di scambio, assumendo spesso, un indiscusso prestigio di conoscenza sulle merci dando vita al consiglio migliore per entrambi e arrivare alla conclusione delle trattative lasciando ambedue soddisfatti ricavando da ciascuno un piccolo compenso: il guadagno.

La storia dei Mercati ha radici lontane nella storia dell’umanità. Dapprima nascono in aree all’aperto sui confini territorriali di due popoli, dove in certi giorni della settimana, gli agricoltori e gli allevatori scambiavano i loro prodotti naturali in cambio di vettovaglie o utensilerie che migliorinoo la propria esistenza e produzione alimentare. L’unità di misura iniziale era il sale, elemento importantissimo per la vita dell’uomo quando decise di trasferirsi per fame, dalle zone marine verso gli entroterra. La figura del mediatore che per esperienza conosceva la qualità della merce, si rivelò col tempo inopportuna in quanto truffaldina; additato e allontanato dai mercati prende forma morale nei sacerdoti (Vate) e che cominciarono a governare l’onestà mercantile direttamente sui piazzali dei templi e non prima che le parti avessero giurato dentro al tempio, l’onesta a Dio.

Il Vate, divenutoa Ministro della Religione di stato, assume i pieni poteri, il quale si limitava a chiedere una percentuale fissa a chiunque frequentasse nella misura del loro interesse.. Nascono le imposte ai templi. Per evitare le imposte templari per la costruzione e mantenimento dei Tepli i produttori cominciarono a spostarsi in luoghi appartati sotto la vigilanza del ben noto mediatore.

Poiché il malcostume generava finanze sot eterranee lucrose, i mercati clandestini divennero vere trappole costruite a doc dai mediatori i quali, comperavano a monte la merce per rivenderla a piacimento nei mercati, privatizzandoli. Il loro potere d’acquisto arrivò al punto di affamare i mercati templari in quanto gli iimpedivano il nomele approvvigionamento delle merci comperate a priori e in blocco prima che entrassero nelle aree urbane.

Ciò è quello che sta succedendo nei moderni Supermercati, rivelatisi manipolatori dello “Spread” e che, con questa moderna mossa azzardata, hanno dato “scacco al Re e Stato. Diranno poi come sempre puntando il dito altrove: “E’ tutta colpa di Stalin.”

Tornando al tema  iniziaale, il mercante parigino Paul Durand-Ruel (1831-1922) ad esempio, fu colui che tra il 1891 e il 1922 comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pisarro, Degas, Renoire Mary Cassat e, per lunghi anni è stato praticamente il solo. Arrivò a sostenere persino le spese mediche dei suoi artisti, o a pagare il conto del sarto quando necessitavano di un vestito nuovo.

Chi è Paul Durand-Ruel ?

Dirà nelle sue ultime parole velate di bugie: «Finalmente i maestri dell’Impressionismo trionfavano come avevano trionfato quelli del 1830. La mia follia era stata saggezza. E dire che se fossi morto a sessant’anni, sarei morto gonfio di debiti e insolvente, in mezzo a tesori misconosciuti.»

Paul Durand-Ruel. Nasce a Parigi, 31 ottobre 1831 – e muore sempre a Parigi il 5 febbraio 1922. E’ è stato un imprenditore francese. Come accennato, fu tra i più fervidi sostenitori dei pittori impressionisti,  Aprì una galleria d’arte a Parigi (16 rue Laffitte) e Londra.

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foto: Paul Durand-Ruel                                                                             Foto: Interno della galleria

Tra il 1891 e il 1922, Paul Durand comperò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir, Mary Cassat ecc. e per lunghi anni fu il solo a farlo. Di lui disse Monet: « ..senza Durand saremmo morti di fame tutti noi impressionisti, gli dobbiamo tutto. »

In economia, dodicimila quadri non sono singole lenticchie ma un patrimonio ben speso. Per immagaz-zinare tante opere e rivederle, ci sarebbe voluti diversi capannoni industriali odierni. Qualcosa in questa follia” però non “quadra”. Vediamo cosa.

Foto: sorelle Kone e G. Steincone-sisters-5-5-11-11 (1)

Dall’altra parte del mondo, ad Ovest, oltreoceano, altri collezionisti Americani ammassavano quadri, scoprendo nelle Sorelle Cone n. 500 quadri di Matisse e n.100 di Picasso, questi numeri appartengono alla sorella minore Etta, mentre nulla sappiamo sul tesoro artistico rimasto segreto della sorella più grande e geniale: Clairbel Cone.

Dietro alle innocenti “filande di Arianna” si nascondevano altri Minotauri? Vediamoli.

Ad Est della Fraancia, oltreconfine con la Russia, una altro Minotauro collezionava quadri “finanziando” l’Arte parigina; stiamo parlando di: Sergei Ivanovich Shchukin.

Chi era costui?

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foto: S. I. Shchukin                                Foto:  Galleria: ” Shchukin”

In seguito alla morte del padre, S. I. Shchukin (1854-1936) eredita una grande fortuna e industria tessile in Russia. Si trasferisce momentaneamente per affari a Parigi dove incontra, su presentazioni, il collezionista Paul Durand-Ruel (mercante degli impressionisti). Nell’ottocentonovantasei comincia a collezionare i primi quadri di artisti allora sconsiderati. Chi lo ha istruito e perché?  Paul Durand-Ruel? No no. Pare di no in quanto, è da Vollard che acquisterà i suoi primi pittori sconsiderati come Cèsanne e Gauguin. Piu avanti, anche lui acquisterà svariati Matisse sostenendo la feroce scuola dei Fauves.

Ora, si presenta e non casualmente un particolare che li accomuna; Le Sorelle Cone, Sergei Ivanovich Shchukin, Enri Matisse, hanno tre matrici in comune: l’essere collezionisti , ebrei e rampolli di famiglie di industriali tessili. Sulle prime due matrici, per il momento sorvoliamo, ma sul filorosso che li unisce  notiamo che per “matar” lo Zar Nicola II, qualcosa comincia a trasparire ovvero: il finanziamento illecito dei rivoluzionari francesi avuto dai confratelli russi con i quali insceneranno la “rivoluzioni del pane” e ad dir poco, una rivoluzione molto discutibili che rasenta il tipico colpo di Stato Borghese, con siindrome cubana..

Per S. I. Shchukin, fu fondamentale l’incontro nel 1907 con Enri Matisse, di cui, trentasette sue opere entrano immediatamente nella collezione ”Shchukin”. Matisse, in quell’occasione, gli presenterà Pablo Picasso da cui comprerà ben cinquanta quadri del periodo blu, rosa e di quello cubista.

I finanziamenti illeciti della Massoneria Borghese Cosmopilita proseguiranno fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale. La collezione finisce di crescere nel 1914 e dopo la rivoluzione bolscevica e nel 1918, viene nazionalizzata. Nel 1922 la collezione è fusa a quella dell’industriale tessile russo Ivan Morozov (1871-1921) per diventare il Museo della pittura occidentale moderna. Ma guarda guarda…. Ivan Morozov un altro Minotauro legato alle filande di Arianna.

Attraverso la lettura dell’Arte, ci troviamo davanti ad un progetto Cosmopolita di grandi dimensioni. La traccia artistica ci mette in evidenza , in quegli anni, la formazione di un “Cartello” commerciale tessile che, detenendo il “Monopolio” di settore, da vita alla formazione di imprese industriali a modello “Multinazionali”, aziende che determinano i prezzi di mercato mondiale disobbedendo gli ordini nazionali, ubbidendo invece ad una organizzazione  etnica non visibile,  strutturata come una “Nazione aliena” presente in tutte le Nazioni.

Non si tratta di dietrologia spicciola, ma di aver intuito i progetti di distruzione delle Nazioni ancora viventi secondo un concetto ottocentesco obsoleto oramai superato. Nasce la parola Internazionalismo, parola più o meno abusata da tutte le organizzazioni multinazionali  siano esse politiche, militari, religiose, commerciali,  industriali.. ecc.

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Nel 1948 la collezione Shchukin,  che comprendeva ben 275 opere di altissima qualità,   pagate a suon di rubli, viene destinata una  parte all’Ermitage di San Pietroburgo e in parte al Mueso Puškin di Mosca. L’Arte Moderna mette le sue profonde radici anche in Russia. Stalin per voce del PCUS, scoperto l’inganno, le farà rimuovere e rilegare per 70 anni nei sotterranei museali  come “ Arte Borghese”
Sarà il reazionario Boris Eltis che nel 1992 caduto il comunismo, sdoganare il Minotau-ro  dai sotterranei.

 


Foto:
La Vergine offerta al Minotaturo.

 

 


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M. Duchamp: PARIS non punge più.

La telescrivente è un dispositivo elettromeccanico molto usato in passato per trasmettere messaggi di testo attraverso la rete telegrafica. I modelli più recenti sono interamente elettronici chiamati Computer.

La telescrivente, madre dei futuri calcolatori, fu una evoluzione del telegrafo, mezzo per la comunicazione di dati a distanza tra utenti attraverso stazioni riceventi e trasmittenti e terminali. Oggetto simile ad una macchina per scrivere automatica veniva comandata a distanza. Fu una dei primi robot. Nasce Telegrafo per diventare Telescrivente.

Questa macchina elettrica, funzionava come la Ninfa Eco, pronunciava le parole senza l’ausilio della voce propia (muta). La sua data di nascita risale al 1897 e darà vita alla modernizzazione di nuovi eserciti meccanografici. Essendo una macchina segreta, veniva mimetizzata in modi diversi dentro oggetti domestici per dar modo alle Avanguardie insurrezionaliste, di comunicare in tempo reale con le centrali operative o a distanza di centinaia e migliaia di chilometri. La linea di comunicazione preferenziale resterà il telegrafo fino al 1966. Verranno utilizzat poi le linee via radio e le linee telefoniche anche se, alcune compagnie aeree odierne fanno ancora uso delle telescriventi per le comunicazioni riservate tra loro (PARS)

La Torre Eiffel, dopo l’Expo, fu per molto tempo utilizzata come antenna militare per le intercettazioni radio. Sulla sua funzione strategica siamo tornati per capire molte cose successe nella storia dell’Arte e capire perché Parigi fu il centro internazionale di spionaggio delle Avanguardie camuffate da artisti e responsabile di tre Grandi Guerre.

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Così come Getrude Stein ci parlerà velatamente delle sue “Stufette elettriche” telescriventi dalla sua base operativa sul confine svizzero-francese, Marcel Duchamp ci accompagnerà tra i sotterranei e i cunicoli della Torre Eiffel svelandoci la sua base operativa segreta adiacente alla Torre Eiffel.

Inaugurata nel 1889, la torre Eiffel è diventata da subito una vera e propria icona universale. Il monumento parigino nasconde molti segreti: dispone infatti di un bunker antiaereo, un ufficio postale e… un appartamento nella cupola a più di 300 metri di altezza. A costruire l’appartamento segreto è stato lo stesso Gustave Eiffel, dove lì riceveva i suoi invitati nella Centrale Operativa della Massoneria francese. Nessuno doveva udire.

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Marcel-Duchamp Ruota di Bicicletta

 

L’appartamento segreto del “Superiore” di Marcel Duchamp dove era ubicato?

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La grande Ruota di PARIS. Ufficio arruolamento.
Seduto sullo sgabello della Reception della Grande Ruota si poteva incontrare il “Poeta Invisibile”, colui che arruolò e diresse tutte le Avanguardie. L’opera di Marcel Ducamp era  il rebus criptato per indicare agli adepti dove portarsi per gli arruolamenti. La ruota venne smontata 10 anni dopo e trasferito l’Ufficio Assunzioni in altra sede presso l’Intendenze di Fiananza di Parigi, dove il “Poeta” controllava tutti i flussi dei finanziamenti.

 

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Scacco al Re: “Maestro… a Lei la mossa.”


Visione dettagliata della Grande Ruota di Bicicletta di Parigi (antenna?). A differenza di quella di Chicago i raggi  tenditori erano sottili come quelli di una bicicletta. Ci si poteva incontrare, parlare un cabina, tramando d’Arte e altro per aria.

 

Parigi 

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Cenni storici

L’Esposizione di Parigi del 1900 è una delle ultime a rispettare il significato letterale di universale. In effetti le mostre che conosciamo dagli anni ’20 non hanno nulla di universale perché tutte sono tematiche. Alla Mostra del 1900 furono discussi tutti i temi e tutte le nazioni potevano essere rappresentate. Riteniamo che questa mostra sia stata l’evento festivo e commerciale più importante nella storia dell’umanità. Commerciale perché è stato presentato tutto il genio creativo dell’uomo che era industriale o artistico. Festa perché per le popolazioni le mostre rappresentavano soprattutto luoghi di ricreazione, scoperte insolite e meraviglie.L’esposizione di Parigi del 1900 era di 113 ettari intramurali e 110 ettari nel Bois de Vincennes. 76.000 espositori hanno presentato le loro creazioni e oltre 156.000 persone hanno lavorato lì. Durante i 212 giorni di apertura, 52 milioni di visitatori hanno pressato (popolazione della Francia nel 1900 = 38 milioni).Ecco i motivi che ci hanno motivato ad esplorare in dettaglio questo evento tanto pubblicizzato ma così poco conosciuto.

In occasione dell’esposizione universale del 1900 di Parigi fu costruita la Grande Roue, una ruota panoramica alta 100 metri dotata di 40 cabine. Rimase in funzione fino al 1937, anno in cui venne demolita.

In seguito furono costruite moltissime strutture di questo tipo, prevalentemente in parchi di divertimento o luna-parks. La sola ditta degli ingegneri australiani Gaddelin e Watson, che costruirono la Grande Roue di Parigi, ne realizzò oltre 200.

La prima ruota panoramica nasce a Chicago nel 1893 e fu progettata dall’ingegnere americano George Washington Ferris, da cui il nome “Ferris wheel” usato per indicare tale struttura nei paesi di lingua inglese. Fu costruita in occasione della Columbian Exposition che si tenne in quell’anno a Chicago. Era alta 80 metri ed era dotata di 36 cabine, ciascuna con 60 posti (di cui 40 a sedere), per cui poteva trasportare ben 2160 persone. Nel 1904 fu smontata e poi ricostruita a St. Louis per l’esposizione universale di tale città. Venne demolita nel 1906.

Nel 1905 fu costruita a Londra la Great Wheel, una ruota panoramica alta 94 metri costruita sul modello della Ferris wheel di Chicago. Progettata da due ingegneri australiani, Adam Gaddelin e Gareth Watson, rimase in funzione fino al termine del 1906, trasportando in totale 2,5 milioni di persone, e fu demolita nel 1907.

la Great Wheel di londra

Nel 1896 fu costruita a Vienna la Riesenrad, una ruota panoramica alta 65 metri tuttora esistente e in funzione. Fu progettata dall’ingegnere inglese Walter Basset al fine di poter ammirare il panorama della capitale austroungarica.

Vienna

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La più alta ruota panoramica è attualmente la Singapore Flyer, completata in febbraio del 2008, che raggiunge i 165 metri. È destinata però a perdere presto questo primato, in quanto sono in costruzione tre ruote più alte: una di 208 metri a Pechino, una di 175 metri a Berlino e una di 185 metri a Dubai.

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G. Stein: Dormi Alice, dormi tanquilla.

L’amore tra i sessi, così come ci è stato insegnato, oltre ad essere un mistero cosmico, nella cultura monoteista mediorientale, diventata la dominante in occidente , l’unione è santificata col sacramento del matrimonio, sia esso di rito religioso che civile. Il matrimonio, oltre i suoi doveri e piaceri. ccogniugali, non è mai riuscito a risolvere, se non con la violenza o la repressione giudiziaria, le controverse amorose che insorgono durante il normale svolgimento della vita matrimoniale. Alcune di queste controversie sono i rapporti amorosi intimi nati prima o dopo il giuramento. Essi prendono forma e si accentuano quando la delusione amorosa nuziale, comincia a farsi sentire molesta o pedante. Questo principio vale, sia per le copie eterosessuali come per le copie di altro indirizzo sessuale.

Questa premessa è stata introdotta per capire dal comportamento sessuale della signorina Gertrude Stein nei riguardi della sua partner Alice B. Toklas, alcuni aspetti comportamentali che hanno modificato le scelte che il percorso dell’Arte in Europa. Sembra assurdo ma questa cosa ha determinato lo spostamento dell’asse.

Sulle Avanguardie francesi si sa pochissimo e quel poco è stato scritto è stato condizionato da una censura diretta da una oculta regia politica, e no è un caso se la signorina Stein, attraverso le sue opere teatrali ci lascerà intravvedere i meccanismi seducenti di una follia apparentemente provinciale ma fortemente intellettuale, andata a buon finee, ma anche fuori controllo.

Che la pittura delle Avanguardie sia stata una pessima pittura non è una forzatura critica per chi si è diplomato pittore in una Accademia delle Belle Arti locali nel 1905. Il Livello d’insegnamento pittoric, in generale, era molto elevato e diffuso in tutta Europa e in America. Poi… ad un certo punto, gli Artisti presero una strana piega decadente. La pittura si fece sempre più frettolosa, spariscono le grazie alle belle modelle; i colori s’impastano tra di loro, si sporcano, diventano sudici e appare il nero graffite a peggiorare la situazione , specialmodo quando viene usato per marcare le zone d’ombra: errore gravissimo in bella pittura. Il nero sporca tutti i colori che incontra. Il nero bisogna saperlo usare con dovizia.

Eppure, stranamente, si vende di tutto come anche i brutti disegni a carboncino, però, bastava che fosse una espressione delle Avanguardie. Da quel momento in Arte non si butta via niente, neanche la spazzatura. Proteste, scandali e denunce non fermano il degrado, tanto più che a comperare quella robaccia sono i ricchi. Che strano: un ricco, più è ricco, più compera senza guardare a spese?  “Come mai? – si chiedevano le Accademie di allora. In cosa consisteva il trucco o il raggiro?”
Su questo argomento sono già stati pubblicati in questo Blob, articoli i merito che tentano di spiegare tale fenomeno: ma questa volta, per chiarire il concetto, prenderemo un’altra tangente di pensiero; seguiremo il percorso delle Opere per scoprire dove ci portano e dove si trovano.

Il Capitale, dall’800, stava conquistando tutti i settori di vita sociale dell’uomo industrializzandoli. Il capitale inquinava con enfasi e allegria, tutto e tutti ampliando e diffondendo i propri prodotti modernizzando la vita dell’Uomo diffondendo i suoi beni. L’Ottocento aveva messo in moto ciò che chiameremo la “Rivoluzione Industriale”, una macchina feroce che tutto e tutti sbrana e converte.

Nei primi del ‘900, Gertrude Stein a capo di due squadre agguerrite di pittori arruolati da lei stessa, Cubisti e Fauve aveva messo in moto nell’Arte il primo processo del “quadro industriale all’Americana” dirà la Stein  a Picasso, capitalizzandli immediatamente. Nelle indagini artistiche, per capire innanzitutto chi sono gli artisti e la loro fede, poi il funzionamento dell’economia delle Avanguardie, per meglio capire chi sono i loro collezionisti, e capire come ragionano, conoscere le motivazioni di tanta passione e la ragione economica che li spinge verso l’acquisto di pittura scadente pagandola a cifre esorbitanti.

 

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Foto: Sorelle Cone  – Etta Cone e la dott.ssa Clairbel Cone, grandi collezioniste di tutto.

La psicologia sostiene che il feticismo stia alla base del collezionismo, ma poi, studiando i collezionisti, ci si accorge dei livelli diversi del feticismo fino ad arrivare al mondo superiore dei più ricchi per scoprire che, di feticismo non si tratta più, ma di una spinta innovativa verso il futuro comportamento per un impegno politico finanziario tendente al monopolio delle idee, attivando una grande fabbrica industriale mondiale di nome Arte.

Seguendo le orme lasciate sul terreno artistico delle nostre amatissime zitelle: Gertrude Stein e Alice B. Toklas, l’indagare i loro rapporti sociali, le frequentazioni, le abitudini e i dialoghi, una cosa che non traspare mai di loro è il reato di tradimento amoroso. Che sia dovuto alla natura della loro fedeltà religiosa (ebree) presentandosi alla storia come due  chiacchierate lesbiche, oppureil loro è stato  un rapporto fedeloe molto consolidato?

Ora, sapendole “spie avanguardiste” nel ruolo di informatrici militari al servizio degli Stati Uniti d’America, la domanda che ci si pone è la seguente: “ che ci sono venute a fare in Europa e qual’era il loro ruolo?”

Ricche erano molto ricche, milionarie, figlie legittime di buone famiglie americane, un giorno decisero separatamente di venire in Europa per fare vacanze, dicono loro, ma seguendo i quadri, quella scuse vacanziere furono una gran bella bugia.

Vediamole:
Le due amabili zitelline, in America frequentano i primi due anni di medicina presso le loro  rispettive “Prestigiose” Università per poi passare alla disciplina universitaria da intraprendere nella vita. Nelle biografie dei personaggi che compongono il racconto delle loro ” Autobiografia” , di tutti quei conoscenti, quasi tutti i personaggi e artisti conosciuti hanno fatto lo stesso percorso universitario nelle facoltà di  Medicina per due anni.

Perché?
E’ una regola religiosa ebraica frequentarle o è un lasciacondotto fittizio? Come dire senza ammetterlo durante la presentazione che fanno parte della Grande Famiglia.

Sia la Toklas che la Stein hanno due anni di Medicina alle spalle pre Universitarie e durante quesgli  studi, Gertrude Stein incontrerà un anima gemella che si rivelerà “lesbica” pure lei, della quale resterà segretamente innamora fino alla morte. Stiamo parlando della pianista amatoriale Etta Cone (ebrea pure lei) , sorella minore della dottoressa Clairbel Cone (un genio), due ereditiere che si sono arricchite con la fortuna immensa del padre tedesco commerciante di tessuti, come il padre di Matisse (ebreo).

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Foto: Dottoressa Clairbel Cone (che carina)

 

Quindi, un filo rosso conduttore legava tutte le tre ragazze in quegli anni universitari quando erano ancora spensierate studentesse. Figlie di una borghesia industriale americana che poteva permettersi le “prestigiose rette “ universitaria e quindi , studentesse al pari dei rampolli figli di industriali, alunni di una Università che aveva il compito di erudirli a “Manager” di altissimo livello dirigenziale per una società finanziaria in crescita alla velocità dei cavalli lanciati in battaglia.

La scoperta e la coperta

Come già accennato nell’articolo sull’Elettricista, Gertrude Stain comunicava di notte con la sua comunità diurna americana e “sovversiva” dalla Francia mentre l’ingenua Alice Toklas dormiva beatamente nella stanza affianco e, alla mattina, Gertrude Stein le faceva trovare sul tavolo gli appunti di pensierini concettuali rigorosamente scritti a matita su foglietti di carta, appunti per Alice da trascrivere a macchina in mattinata per la stresura delle sue opere concettuali future, mentre Stein  andava a dormire fino a mezzogiorno.

Immagine correlata

Povera Alice che tanto si premurava di tenere alla larga le “scimmiette” dalla sua amica del cuore, ignara che sulla prateria di casa là  in fondo al mare, una sirena dolcissima le incantava il suo amore gelosamente custodita. Da quelle “stufette”, di notte, oltre il Servizio segreto, Gertrude Stain le usava per chattava via telex con l’altra amica del cuore, dandole consigli sulle occasioni artistiche buone, novità, scambi di moine ed affetti, raccontandosi confidenze e disobbedienze amorose.

Alla morte delle sorelle Cone, il Museo Ebraico KAREN LEVITON, di Baltimora ha organizzato nell’aprile 2011 una bellissima mostra d’Arte con il materiale delle due sorelle collezioniste: di Etta Cone è stata esposta tutta la sua collezione privata d’arte, mentre della dott.ssa  Clairbel Cone è stato esposto solo  qualche quadro della sua segreta  collezione. Peccato aver persa questa occasione, un nitrito numero di lettere era presente e confutabile su richista dal direttore della mostra .

Con grande sorpresa cosa potevamo ammirare in quella “Vendemmia dei Souvenir” d’arte privata del primo novecento del museo ebraico di Baltimora? Se visitato, avremmo trovato esposti N. 500 quadri di Enri Matisse e N. 100 quadri di Plablo Picasso rigorosamente di Etta Cone.

Il numero è impressionante!

Quei quadri erano frutto del collezionismo feticista o un finanziamento occulto?
Chissà, se delle sorelle Cone e Gertrude Stein sarà  possibile un giorno avere delle spiegazioni plausibili sui  viaggi segreti in Italia nel 1904 in vista della Guerra Russia-Giappone del 1905 ? o magari , sui susseguiti “viaggi vacanaza” in Italia anche sui  finanziamenti ai Futuristi nel 1909? Una cosa è certa. Il fratello maggiore di Ghertrude Stein, il primo, ebbe la residenza permanente in Italia durante il fascismo. Che sia cosi bella e interessante quell’Italia nascosta all’Arte?

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Foto: Clairbel Cone, Gertrude Stein
Etta Cone  a dx. in Italia – 1904

 

 

L’indagine continua


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SteinFamilyParis1905  Foto: Famiglia Stein

 

Matisse: La chitarra e l’intrigo.

IL POTERE DELLE DONNE

Quando s’indaga sulle Donne in Arte, purtroppo, come col “the” delle 17,00, il passino filtra solo ciò che i fori permettono. Le bustine ancor peggio, fanno passare solo l’odore e  meno sapore, che di the poco sa o di nulla. Così sono i personaggi femminili quando vengono filtrati da studiosi censori i quali, vogliono far apparire delle artiste, solo ciò che torna a loro comodo. Ma quando sono le donne a narrare se stesse, sono uno spasso.

 

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foto: Amantide Religiosa

Qui sotto, ho voluto riportare un dialogo tra due donne poco note all’Arte Moderna e che la critica, molto distratta, nei loro confronti hanno omesso dettagli importantissimi per la comprensione storica dell’Arte Moderna. Snobbando questo dialogo e le opinioni delle nostre due  interpreti,  gli Storici, non avendole  mai prese in seria considerazione non si sono accorti della loro denuncia che magistralmente presenta il loro potere occulto,  senza pudore alcuno. Come mai le hanno omesse?

Si sa, quando due donne si ritirano in camera a fare toilette, allontanano in altre stanze gli incomodi osservatori prendendosi tutta la tranquillità che il caso richiede, mostrando tra loro anche le parti intime, senza pudore e senza peccare. Il peggiore difetto di noi uomini invece, è quello di dare poca attenzione ai pettegolezzi femminili in quanto, tra donne, quando parlano oubblicamente, il pudore vela scandali e il vanti, ma quando parlano tra loro in modo libero, i puntini di sospensione assumono confidenza denudate al limite dello scandaloso. Così invece, le due artiste, in lettaratura, ci presentano allegramente le trame, così da poterle inserire nella  Storia dell’Arte e aggiornarla. Vediamole insieme:

Dall’Autobiografia di Alice Toclas:
GERTRUDE STEIN A PARIGI (1903-1907)

Pag. 40 CAPITOLO TERZO

Matisse stava in quel momento dipingendo Madame
Matisse in costume da zingara con la chitarra. C’era a pro-
posito di questa chitarra tutta una storia, che a Madame
Matisse piaceva enormemente raccontare. In quegli anni,
insomma, lei non aveva mai finito di darsi d’attorno, e per
di più le toccava posare: aveva un’ottima salute e un gran
bisogno di sonno. Un giorno che appunto posava e il ma-
rito dipingeva, le cominciò a cadere il capo avanti e alla
scossa la chitarra vibrò. – Piantala, – disse Matisse, – sve-
gliati -. Lei si svegliò, lui riprese a dipingere; le ricadde il
capo e la chitarra vibrò. – Piantala, – disse Matisse, – svegliati-
Si svegliò, ma poco dopo tornava a ciondolare e la chitarra
a vibrare più forte. Matisse su tutte le furie diede di piglio
alla chitarra, spaccandola. E qui Madame Matisse
aggiungeva sconsolatamente: – “Eravamo in bolletta a quei
tempi, ma ci toccò farla riparare per continuare il quadro. ”

Reggeva appunto nella posa questa chitarra riparata, il
giorno che arrivò il biglietto del segretario della Mostra
d’Autunno. Matisse era fuori di sé dalla gioia. – Sicuro che
accetto, – diceva. – No, – disse Madame Matisse, – se questi
tali (ces gens) s’interessano del quadro al punto da fare
un’offerta, vuol dire che se ne interessano abbastanza per
pagare quel che hai chiesto. E la differenza, – aggiunse, –
servirà per vestire Margot quest’inverno -. Matisse esitava,
ma alla fine si lasciò convincere e scrissero un biglietto che
lui insisteva sul suo prezzo. Non seguì nulla e Matisse entrò
in uno stato terrificante, traboccava di rabbia e di rimproveri.

Poi, qualche giorno dopo, mentre Madame Matisse stava
ancora una volta posando con la chitarra e Matisse dipingeva,
ecco entrare Margot con un petit-bleu. Matisse l’apre e fa
una faccia. Madame Matisse, atterrita, temette il peggio.
La chitarra andò in terra. – Che cos’è? – disse lei.
– L’hanno comperato. – Che bisogno c’è di fare quella faccia,
allora? Spaventarmi così e andare a rischio di farmi rom-
pere la chitarra? – Facevo segno per farti capire, – disse
Matisse. – Ero talmente commosso che non potevo parlare-.
Ecco com’è, – concludeva trionfalmente Madame Matisse,
– dove si vede che siamo state noi a far tutto: io non
mi sbagliavo a insistere sul primo prezzo e Mademoiselle
Stein a insistere nell’acquisto.

AMANTIDI RELIGIOSE

Ecco svelato il segreto del successo di Matisse. L’ereditiera americana G. Stein, avendo messo gli occhi su Matisse decise di finanziarlo occultamente e diffondere i suoi lavori  senza che a questi trapelasse mai l’idea che dietro le future  vendite milionarie c’era la signorina Geltrude Stein.. e anche la propia consorte.

le due terribili zitelle      x-defaultfoto: Gertude Stein e Alice Toklas                                          foto: Coniugi Matisse

Ora, il concetto che nello strapotere ebraico le donne non hanno un ruolo importante è falso. Le confidenze tra la Signora Matisse (ebrea), la signorina Alice Toklas (ebrea) che firma il brano,  ci svelano, non solo esserci grandi donne di Potere  nel loro sistema, ma anche l’esistenza di una rete sotterranea tra donne, molto ampia. Traspare anche l’esistenza di una organizzazione ben mimetizzata, intrigante, penetrante, spesse volte decisionista. Muovendoci nel sottobosco femminile dell’Arte e della Politica del novecentodieci, le donne potenti, si raccontano nelle loro tesi, come fossero “madamigelle al bagno” e in quelle loro toilette letterarie e intelletuali, Dio solo sa cosa si confidassero. Quando le donne escono imbellite dalle toilette, chi avesse mai modo di osservarle bene, le donne truccate, nella metamorfosi estetica, assumono un tono superbo di sfida magistrale, e, come amazzoni, nella recita che s’apprestano gioiosamente a mettere in scena fuori casa, partono decise e tornano sempre vincenti con qualche trofeo.

Poiché per cultura ereditata i consorti tendono a isolare o sottoconsiderare le proprie donne, in generale poi, le femmine, vuoi per debolezza fisica o stupida presunzione dei maschi, le femmine hanno sviluppato nella loro cultura il senso delle alleanze sotterranee, strategiche e con chiunque, pur di portare a termine i loro piani con fermezza e prudenza vincente.

La Matrioska Madre

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Dopo quell’acquisto del quadro, l’irascibile Enri Matisse finirà sotto scacco dalla consorte per tutta la vita, ignaro che, il proprio destino sarà invece nelle mani della signorina Gertrude Stein, la quale, forte delle sue conoscenze in materia di Alleanza Internazionale, obbligherà i contribuenti ebrei di tutto il mondo a sottoscrivere con l’acquisto di “brutti quadri” le varie operazioni segrete dell’Alleanza. Nella stessa rete finirà non solo Pablo Picasso, ma tutte le Avanguardie francesi, Futuristi italiani compresi e ad opera di Matrioscke devote. La Regina sulla scacchiera dell’Arte fu la signorina Gertrude Stein; “Matrioska” madre di un domino senza fine ove era a capo di un esercito intelligente di sole donne.

Concludendo rileggiamo:

Ecco com’è, – concludeva trionfalmente Madame Matisse,
dove si vede che siamo state noi a far tutto: io non
mi sbagliavo a insistere sul primo prezzo e Mademoiselle
Stein a insistere nell’acquisto.

Etta Cone chiarisce meglio il concetto dandoci il proseguo giusto.

Etta Cone e la sorella, venivano da Baltimora. Erano  parenti di Gertrude Stein e venivano  a Parigi per passare l’inverno. Etta Cone si era prestata, tempo permettendo,  a farle da dattilografa. Alla mattina aveva il compito di ritrascrivere i pensieri notturni sparsi della Gertrude Stein, pensieri  annotati rigorosamente con la matita scolastica su pezzetti di carta fino al mattino e andava a coricarsi fino a mezzogiono. Etta Cone, ebbe anche un altro compito sensibile, e fu quello di finanziare i coniugi Picasso.

Leggiamo insieme il passo:

Sempre di ALICE TOKLAS: Bibliografia.

Per Etta Cone, i Picasso erano terrificanti ma tanto romantici.
Ve la conduceva Gertrude Stein ogni qual volta che le finanze
dei Picasso erano al di là di ogni soccorso umano, e le faceva
acquistare un centinaio di franchi di  disegni. Dopo tutto, cento
franchi a quei tempi valevano venti dollari. Quella era incantata
di compiere una così romantica carità. Inutile dire che quei disegni
divennero molti e molti anni dopo, il nucleo della sua collezione.

Si possono elencare altri casi di aristi le cui finanze erano sotto il diretto controllo delle donne “del giro” e che in caso di capricci del partner, avvertivano la centrale economica femminile che subito provvedeva a bloccare le entrate finanziarie. Se ubbidienti, tornavano in auge. Tremende erano le amministratrici russe, scrupolose nei conti e severe amministratrici, le quali, avevano anche compiti di tessere al femmnile una fitta rete di matrioske in Russia, in quanto, gli ebrei russi versavano forti somme clandestine all’Alleanza per destuituire lo Zar, acquistando “scarabocchi” europei d’Arte Moderna.

La moglie di Picasso era russa, come l’Amministratrice di Matisse deceduta la moglie, come anche  Gala moglie di Salvador Dalì, ecc. Le Matrioske  teneva in ordine e numerati tutti i quadri e i versamenti da restituire insieme a quelli dell’Alleanza  dopo la vittiria e con i rispettivi e dovuti interessi.

Tutto ciò si svolgeva nel 1903 – 1907, prima, della Grande Mondiale 14/18matrioska-25-novembre-contro-la-violenza-sulle-donne

 


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Arte: L’Ecol de Paris

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LA SCUOLA DI PARIGI:  “Ecol du Paris”

La “Scuola di Parigi” o Ecol de Paris è un termine coniato per delimitare intorno ad essa una strategia collettiva di pittori di origine ebraico/giacobina e altre tribù d’Israele in vista dei motti AntiZaristi e che vedrà la città frustrata al rientro  dell’armata dei rivoluzionari sconfitti. La matrice è sempre napoleonica e quindi è una sorta di rivincita contro la precedente sconfitta. Quei reduci della campagna Russia-Giappone, ebbero un ruolo  importantissimo nella cospirazione eversiva e fallimentare durante la caduta dello Zar Nicola II° Romanov. Il vizio dei Giacobino è un comandamento delle sacre scritture che ordina: ” Tutti i re della terra verranno piegati” ; il taglio della testa e gola è una ritualità di Giacobbe figli di Isacco, nipote di Abramo. Questa chiave di lettura è fondamentale per capire la politica della Francia che si anima in continue “Rivoluzioni” poco chiare”. Quando invito a comprendere la questione ebraica” in Arte non intendo “giudicarla” ma focalizzare le dinamiche e le convivenze.

La scuola di Parigi si divide in tre spezzoni storici: il primo porta alla guerra del 1905, il secondo più intenso di novità ed è quello che va dal 1905 al 1918, il terzo sfumerà all’inizio  dei preparativi ufficiali della Seconda Guerra Mondiale. La “Scuola di Parigi” sarà decapitata dai Nazisti durante l’occupazione di Francia. Da questi tre spezzoni storici sfociati sempre in guerre mondiali, ogni volta la loro Fenice risorge e ci evidenzia il disegno scorretto di utilizzare l’Arte a fini bellici di conquista. Una volta in difficoltà, converte i medesimi in lotte di Liberazione riacquistando la verginità perduta.

Lo Zar Nicola II°, scoperta la natura eversiva dei motti popolari del 1905, già segnalata dal Padre (I saggi di Sion) impugnato l’accusa di Alto Tradimento arresta i rivoltosi e se  di cittadinanza russa,  li fa fucilare. Ma la Russia avendo perso la guerra contro il Giappone e dovendo applicare il protocollo d’intesa  diplomatico sottoscritto agli americani di Theodore Rooswelt, (progettista di quella guerra)  i rimanenti insorti stranieri arrestati (i volontari) verranno estradati in malo modo e fatti rientrare nei rispettivi paesi d’origine in Europa.

Molti di questi  reduci giurarono “vendetta” e si ammassarono nel quartiere parigino di Montparnasse diventando quel quartiere il loro Ghetto o Quartier Generale, quartiere che darà alla luce  una serie di correnti artistiche interessanti, animando la vita quotidiana del quartiere all’Arte. Quei rivoluzionari di cultura Borghese, estenderanno le loro nuove idee in tutta la Francia, Europa e in America ed infine nel mondo intero. Negli anni che vanno dal 1860 al 1930 circa  (come fu l’Atene di Pericle), Parigi diviene il campo di concentramento artistico più affollato al mondo. Converranno in quegli anni a Parigi: Pittori, Scultori, Letterati; Musici, Poeti, Filosofi; Ideologi, Scienziati, Spie, Gangster e altro ancora. Tutti di origine borghese ed ebraica. Parigi era la capitale dei fermenti intellettuali più giovani e rivoluzionari del pianeta.

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Quadretto di “Famiglia” con la giovane Peggy Guggenheim finanziatrice.

Come detto, intorno alla Scuola di Parigi si adunarono i più famosi pittori delle Avanguardie. Questi erano seguiti e curati da una solida squadra di artisti minori specializzati in Critica d’Arte. Quei “Critici” autodidatta batterono per anni la grancassa pubblicitaria delle Avanguardie spendendo elogi  per i loro eletti e protetti.

Se un Avvocato di bona eloquenza e retorica riesce a far depenalizzare la condanna di un proprio assistito assassino o meglio assolvere un delinquente accusato di reati minori; come quegli Avvocati,  anzi, meglio, il mestieranti di Critica dell’Arte afffineranno nella  Francia artistica, un arte di pura eloquenza e retorica capace di enfatizzare un processo sbagliato e truffaldino  fino a convincere se stessai e l’opinione pubblica mondiale sul valore artistico ed economico di tanta bruttura.

Ciò fu possibile perché la Francia era di fatto colonizzata da una potente Lobbi Giacobbina che si impose con la violenza e terrorismo durante la Rivoluzione del 1848, prendendo in mano il governo e le sorti della Francia. La trasformazione della Francia Monarchica in Repubblicana Borghese, subì un processo di modernizzazione rapidissimo divenendo la Francia una delle nazioni europee più all’Avanguardia e quindi, produttrice di cippi culturali avanguardisti. Nascono le Avanguardie artistiche.

Ma le Avanguardie per essere propositive e governabili, abbisognavano fin dalla nascita di una disciplina militante diretta da teste col grado di Cadetti o Ufficiali Militari , in quanto, con la Rivoluzione del 1848 anche l’Arte fu imprigionata dai Giacobini diventando parte integrante di un sistema socio-politco ed economico sotto controllo. Per le Arti visive, dalla rivoluzione francese in poi , l’Ufficiale Comandante delle schiere era il Critico, ma il Critico, rispondeva anche lui a un suo ufficiale Superiore: lo Stratega.

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Un artista capogruppo se entrava nelle scuderie di un buon Critico d’Arte aveva vita facile rispetto un concorrente senza scuderia (esperienza personale). Il critico d’Arte diventava una sorta di Protettore.  Se poi era un Critico influente legato al mondo finanziario, garantiva al suo protetto – non solo un successo storico e d’immagine  – ma anche finanziario. Per spiegare meglio tutto ciò ci vorrebbe una relazione redatta da un agente di Assicurazioni che meglio conosce questo meccanismo. Quindi, sia all’interno che all’esterno della Scuola di Parigi si muoveva una organizzazione pianificatrice politco/finanziaria di alto livello coinvolgendo il mondo Borghese ad essere propenso a finanziare le ambite rivoluzioni industriali in tutto il Mondo a vanto della loro ragione industriale e religiosa.

FiloRossoArt

Milan
01.04.2019


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