M. Duchamp: PARIS non punge più.

La telescrivente è un dispositivo elettromeccanico molto usato in passato per trasmettere messaggi di testo attraverso la rete telegrafica. I modelli più recenti sono interamente elettronici chiamati Computer.

La telescrivente, madre dei futuri calcolatori, fu una evoluzione del telegrafo, mezzo per la comunicazione di dati a distanza tra utenti attraverso stazioni riceventi e trasmittenti e terminali. Oggetto simile ad una macchina per scrivere automatica veniva comandata a distanza. Fu una dei primi robot. Nasce Telegrafo per diventare Telescrivente.

Questa macchina elettrica, funzionava come la Ninfa Eco, pronunciava le parole senza l’ausilio della voce propia (muta). La sua data di nascita risale al 1897 e darà vita alla modernizzazione di nuovi eserciti meccanografici. Essendo una macchina segreta, veniva mimetizzata in modi diversi dentro oggetti domestici per dar modo alle Avanguardie insurrezionaliste, di comunicare in tempo reale con le centrali operative o a distanza di centinaia e migliaia di chilometri. La linea di comunicazione preferenziale resterà il telegrafo fino al 1966. Verranno utilizzat poi le linee via radio e le linee telefoniche anche se, alcune compagnie aeree odierne fanno ancora uso delle telescriventi per le comunicazioni riservate tra loro (PARS)

La Torre Eiffel, dopo l’Expo, fu per molto tempo utilizzata come antenna militare per le intercettazioni radio. Sulla sua funzione strategica siamo tornati per capire molte cose successe nella storia dell’Arte e capire perché Parigi fu il centro internazionale di spionaggio delle Avanguardie camuffate da artisti e responsabile di tre Grandi Guerre.

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Così come Getrude Stein ci parlerà velatamente delle sue “Stufette elettriche” telescriventi dalla sua base operativa sul confine svizzero-francese, Marcel Duchamp ci accompagnerà tra i sotterranei e i cunicoli della Torre Eiffel svelandoci la sua base operativa segreta adiacente alla Torre Eiffel.

Inaugurata nel 1889, la torre Eiffel è diventata da subito una vera e propria icona universale. Il monumento parigino nasconde molti segreti: dispone infatti di un bunker antiaereo, un ufficio postale e… un appartamento nella cupola a più di 300 metri di altezza. A costruire l’appartamento segreto è stato lo stesso Gustave Eiffel, dove lì riceveva i suoi invitati nella Centrale Operativa della Massoneria francese. Nessuno doveva udire.

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Marcel-Duchamp Ruota di Bicicletta

 

L’appartamento segreto del “Superiore” di Marcel Duchamp dove era ubicato?

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La grande Ruota di PARIS. Ufficio arruolamento.
Seduto sullo sgabello della Reception della Grande Ruota si poteva incontrare il “Poeta Invisibile”, colui che arruolò e diresse tutte le Avanguardie. L’opera di Marcel Ducamp era  il rebus criptato per indicare agli adepti dove portarsi per gli arruolamenti. La ruota venne smontata 10 anni dopo e trasferito l’Ufficio Assunzioni in altra sede presso l’Intendenze di Fiananza di Parigi, dove il “Poeta” controllava tutti i flussi dei finanziamenti.

 

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Scacco al Re: “Maestro… a Lei la mossa.”

 

Visione dettagliata della Grande Ruota di Bicicletta di Parigi ( un’antenna?) A differenza da quella di Chicago i raggi  tenditori erano sottili come quelli di una bicicletta. Ci si poteva incontrare e parlare indisturbati, tramando d’Arte e di altro per aria.

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Picasso: e il copista

Gertrude Stein e il suo copista americano di Picasso

Spesso si domandava perplessa:

“Questi quadri possiedono la serenità della perfetta bellezza ma non possiedono la bellezza della realizzazione”

è un po come dire che: come invenzione concettuale possono rientrare nella storia dell’Arte ma per la loro realizzazione brutale,  di “bellezza”  non si poteva parlare.

Che fare?

Un giorno Getrude Stein nel peregrinare per gli States richiamata a furor di popolo a tenere Conferenze ai giovani univeristari della sua comunità religiosa, venne fermata da un giovane pittore. Il giovane pittore le raccontò di essersi imbarcato su una nave per qualche anno e nei tempi morti che una nave in mezzo al mare genera, imparò a disegnare e anche a dipingere. Come pittore voleva essere un moderno, perchè, i quadri moderni essendo pagati molto bene lo avrebbero arrochito in breve e quindi avrebbe abbandonato la vita di mare per quella su terra ferma. Per imparare l’Arte Moderna si avvalse di riviste cartacee, libri illustrati e cataloghi,  copiando quella “strana maniera di dipingere moderno” e per qualche anno continuava a copiare Copiava di tutto.

Raggiunta una certa maturità pittorica, cominciò a produrre immagini sue e sapendo  della presenza in città della famosa Collezionista, Critica d’arte e Mercante di opere moderne Getrude Stein, pensò bene di presentarsi per farsi ingaggiare nella sua prestigiosa  scuderie pittorica. Cosi fece.

Prima della Conferenza, avvicinata la Signorina, le chiuese un cortese appuntamento presso il proprio laboratorio per un parere personale, vantando la propria bravura pittorica migliore dello stesso Picasso, Mitisse, Modi ecc..

Sulle prima la signorina Stein lo respinse quasi infastidita, ma poi, durante la Conferenza meditò ciò che metterà per iscritto la sua base concettuale per migliorare o rendere appetibile quell’arte moderna nata negli inferni europei affumicati da bruciature e terremoti urbani di potenti bombe, fruciature oscure  presenti sulle ferite di migliaia di reduci  di guerra, frutto “dell’immaginario artistico dello sciamano Picasso”

Picasso, in Arte  era la disperazione, una la potenza di fuoco meditata dentro se e in continuo conflitto di conquista ed eversione, quindi, una mente infernale generatrice di distorsioni e brutalità dove il colore dominante dei suoi quadri era il bicromo: nero e giallino zolfo ma, nell’America dai cieli azzurri e tersi, terra di sogni e di Eldorado splendenti, quei quadri, sinceramente, per la filosofa Gertrude Stein erano di difficile sostegno, tacendo in se l’orrore manifesto dei collezioponisti  e critici  meditando a lungo.

Qei quadracci di Picasso visti in Europa dopo una canna sonora potevano essere vantati quali  “moderni quadri psichici” ma sulle riviste americane, in quella nazione nuova dai  grandi spazi e su quelle riviste ricche di colori, pattinate e lussuose, Picasso si presentava veramente in modo indegno.

Quel giorno, dopo la conferenza,  annoiata per quel che di poco offriva la città, priva di gallerie d’arte, generatrice di pochissimi artisti accademici, una gran bella città urbanizzata con intorno nulla, volle nel pomeriggio fare visita a quel pittore di Arte Moderna che usmava ancora di salsedine. Accompagnata come sempre dalla inseparabile Alice, la volle con se in quanto, “megera” degli spiriti altrui e quindi infallibile nei giudizi istintivi, si portarono insieme dal giovane pittore.

Dopo le prime presentazioni, accomodatasi come sempre, volle vedere sfilare le opere così come fanno le signore quando vogliono comperare un vestito alla moda, ed essendo una collezionista, non sarebbe uscita comunque senza comperare nulla,  seguendo quell’istinto innato e che vuole che sia: “ciò che capita al genio si trasforma sempre in opera fattibile.

Il suo primo giudizio sui quadri fu negativo, e dopo aver mortificato il povero pittore amatoriale, soddifatta la sua boria critica sfamata, rilassata, si lasciò incantare da una tela: un ritratto di una consorte di Picasso,  sua segreta rivale.

Stein amava Picasso e, quegli 83 giorni chiusi nell’atelier in posa modella al suo primo ritratto, restartono perennemennte alla base del sentimento che la legava al quel diavolaccio spagnolo, matador dallo stiletto perfetto, che il suo cuore aveva trafitto. Quindi i ritratti delle amate o consorti di Picasso  li aveva sempre guardati con una punta di gelosia, poi quello sciocco pittoruccio le aveva anche abbellite dandole quel candore che le giovani donne  hanno per amore della pulizia del volto e delle vesti ,  incantando la stettarice quell’ordine dalle linnee perfette. Forse che sia dovuto alla rassegnazione che, le pulsioni nervose calmatesi, s’animo in lei un principio meraviglioso scatenandole  in testa l’idea giustificatrice del raato meditato, crivendo:

“In questo periodo, fra il 1913 e 1917, i suoi quadri possiedono la bellezza della padronanza assoluta. Picasso poté fare in sostanza tutto ciò che volle. Nei suoi quadri non mise in sostanza niente che non dovesse starci, non c’erano cubi, c’erano soltanto cose; riusci a metterci solo ciò che conosceva realmente. Tutto fini con il viaggio in Italia e l’allestimento di Parade.

Dopo l’Italia e Parade, egli ebbe il suo secondo periodi naturalista di una bellezza accessibile a chiunque, la sua tecnica era ormai cosi perfetta da conseguirgli di creare tale bellezza con minor fatica, tale bellezza esisteva di per sé. Questi quadri possiedono la serenità della perfetta bellezza, ma non possiedono la bellezza della realizzazione. La bellezza della realizzazione, in confronto alla pura bellezza, impiega più tempo a farsi riconoscere come bellezza. La bellezza della realizzazione, mentre viene creata, non è bellezza: diventa bellezza solo quando le cose che vengono dopo sono creata a sua immagine. (concetto ebraico) Allora viene riconosciuta come bellezza, grazie alle sue dote di fecondità. E’ la più bella delle bellezze, più bella della bellezza della serenità. Proprio cosi.

il giovane pittorre fu arruolato ma a una condizione…. doveva produrle le copie di tutti  i quadri cui elle gli sottoponeva, dando un splendore alle immagini infernali rese beate di luce eccelsa, di pulizia, alla Moda e permettergli da entrare nei paradisi editoriali, cataloghi di mostre e gallerie affascinando i collezionisti museali  prima di allora inibiti.

Quante sono nel mondo le opere falsificate di  Picasso per amore della Moda, dell’Arredo,  dell’Arte e del Collezionismo?

 

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L’indagine continua…


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M. Ray – M. Duchamp: Stallo?

Man Ray nasce come pittore non artista. Da piccolo gli regalano dei pastelli divertendosi assai nello “sviluppo” d’immagini da far apparire su di un foglio bianco e, vista la sua attitudine al disegno, crescendo, chiede ai genitori di frequentare istituti d’arte newyorchesi dove imparare a copiare i quadri europei delle Avanguardie nelle visite alle gallerie domenicali, aggiornandosi artisticamente nei suoi studi di architettura. L’America è isolata , priva di Stati significativi vicini e di moderna cultura. Per tenersi aggiornata in arte  scelse la Francia come stella polare e stella guida. La scelta americana risale ai tempi della collaborazione con Monet quale uomo d’oro su cui puntare i finanziamenti illeciti nella guerra Giappone/Russia.  Quindi, senza volerlo, Man Ray sviluppa quel futuro “copia e incolla” innato, che solo piu avanti la fotografia e la topologia gli soddisferà appieno quella domanda innata. Di fatto la fotografia è un prodotto derivato dal “copia e incolla”;  dove con la modellazione della luce, ,  si forma la differenza stilistica del  pittorico. Da qui: Uomo Flash, Uomo Raggio di luce: diventa Man Ray.

La Topologia: sostantivo femminile, nella lingua italiana ha assunto due significati precisi e diversi;
  1. Lo studio del paesaggio dal punto di vista morfologico.
  2. In linguistica, lo studio relativo alla collocazione delle parole nella frase.

Man Ray nasce come pittore non artista. Da piccolo gli regalano dei pastelli divertendosi assai nello “sviluppo” d’immagini da far apparire su di un foglio bianco e, vista la sua attitudine al disegno, crescendo, chiede ai genitori di frequentare istituti d’arte newyorchesi dove imparare a copiare i quadri europei delle Avanguardie nelle visite alle gallerie domenicali, aggiornandosi artisticamente nei suoi studi di architettura. L’America è isolata , priva di Stati significativi vicini e di moderna cultura. Per tenersi aggiornata in arte  scelse la Francia come stella polare e stella guida. La scelta americana risale ai tempi della collaborazione con Monet quale uomo d’oro su cui puntare i finanziamenti illeciti nella guerra Giappone/Russia.  Quindi, senza volerlo, Man Ray sviluppa quel futuro “copia e incolla” innato, che solo piu avanti la fotografia e la topologia gli soddisferà appieno quella domanda innata. Di fatto la fotografia è un prodotto derivato dal “copia e incolla”;  dove con la modellazione della luce, ,  si forma la differenza stilistica del  pittorico. Da qui: Uomo Flash, Uomo Raggio di luce: diventa Man Ray.

I due inseparabili amici Marcel Duchamp e Man Ray avevano ben presente il significato della tale parola, specializzandosi separatamente, ma in simbiosi, sulle loro opere artistiche senza mai confrontarsi. Man Ray non farà quasi mai uso della parola in Arte se non in casi eccezionali o casuali, mentre Marcel Duchamp , passerà tutto il tempo della breve vita artistica a giocare con le parole. I ready made, sono puri giochi linguistici per la creazione di Rebus criptati.

Quando un buon giocatore a scacchi come Duchamp decide di apprestare la sua mossa per indurre l’avversario alla risposta, come un qualsiasi giocatore, egli presenta all’avversario una “mossa enigmatica” nel senso che, dietro quella mossa egli sta preparando uno schema di mosse successive obbligatorie che indurranno l’avversario a muovere i pezzi degli scacchi, obbligandolo a una “mossa riparatrice” obbligandogli percorsi indesiderati facendolo “ballare”.

A quel punto non sono i pezzi della scacchiera avversaria sotto scacco, ma lo sfidante. La “mossa enigmatica ” è la mossa risolutrice dirà Duchamp che annoverando tanta esperienza formulerà: “negli scacchi ci sono mosse invisibili.”

Ma , anche il miglior giocatore di scacchi ha dei momenti in cui subisce la strategia avversaria. Una volta che il campione se ne accorge, e riconosce tra gli “schemi” memorizzati la partita che vorrebbe condurre l’avversario, parte un contro schema già collaudato, Altrimenti passa lunghi momenti di silenzio e riflessione provando partite su partite fino a trovare la mossa decisiva che era a lui invisibile. Scatta l’offensiva.

E’ il caso del Grande Vetro di Duchamp o il mistero di Isidoro Ducass, due opere Enigmatiche dove la topologia linguistica prende forma sotto forma di immagini. La prima di M. Duchamp è una visione aerea del grande vetro rimasto abbandonato nell’appartamento di New York mentre era in trasferta per Servizio in Argentina; l’altra, di Man Ray, è la ricostruzione di un passo del “peota invisibile” Lautréamont datogli in concessione a Man Ray in quanto lamentava a se stesso una scarsa produzione artistica di elevata concettualità.

A parte le due fotografie come supporto cartaceo delle due idee geniali, possiamo cominciare a parlare di livello superiore d’Arte, talmente superiore che i due artisti sono stati interdetti dalla comprensione dal loro lavoro fissandosi nelle loro mente la meditazione di una mossa invisibile senza speranza per una partita a scacchi senza fine.

I due srtisti sanno che le due opere sono legate tra loro da un “filo invisibile” comune non capacitandosi una soluzione che tarderà a venire.

Passeranno quasi 50 anni da quegli scatti fotografici morendo ambedue senza venire a capo della soluzione. Intanto sto meditando sulla “partita senza fine” per ambedue, perché il loro silenzio considerato una mossa sotto “Stallo” in realtà evidenzia lo Scacco Matto subìto se si conosce il volere dell’Arte.

 

L’Enigma associato indivisibile

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Foto Man Ray: coltivazione polvere – Duchamp                    Foto Man Ray: Mistero di Isidore Ducasse.

 

 

Man Ray: Foto, Cartografia e Matrioske

Arte e Matrioske.

Le immagini artistiche di Man Ray, quelle d’Arte rivolte all’Arte e  scattate per l’Arte sono pochissime anche se, dobbiamo ammettere che, senza l’operato fotografico di Man Ray, sarebbe impossibile avere oggi un quadro ampio sulle Avanguardie e dei loro lavori andati dispersi durante i conflitti bellici, come anche i reportage sugli incontri , le convivenze e gli amori tra gli artisti.

Come già detto, le sue immagini veramente artistiche sono quelle commisionategli da M.D. e che restano enigmatiche anche per se stesso in quanto, essendo supporter ed amico di Marcel Duchamp, Man Ray, non aveva una cultura metafisica in Arte, specie sul sapere enigmatico dell’Alchimia, lezioni che prenderà in seguito con l’amico M.Duchamp.
Man Ray, in questo settore si è sempre mosso in modo impacciato e non faceva domande perché è buona regola per chi lavora nei Servizi di non fare mai domande ad un proprio collega. Nei Servizi, il punto interrogativo è severamente vietato, ciò è uno regola militare alla quale attenersi. Una domanda in più o fuori luogo, e si era tacciati di controspionaggio. Quindi, il sacro ermetismo nell’arte delle Avanguardie, era semplicemente una regola del silenzio imposta dai Servizi. Se depistare, depistare e depistare sempre è il dovere dell’avanguardista, ricostruire il processo avvenuto nell’Arte nei primi del novecento è cosa difficile e merita molta attenzione.

Oggi, spiegare di Man Ray le immagini enigmatiche che lo resero famoso, supererebbe la sua stessa aspettativa. L’archivio immenso fotografico di Man Ray, furono scatti di “Servizio” in quanto, essendo responsabile americano in Europa per conto della Moda (diceva lui), ma da come si sono avvicinate e mosse e assunte certe modelle e pedine femminili a lui legate, evidenzia del Maestro, un impegno politico/militare per conto degli Americani e Massoneria.

Mettendo momentaneamente in disparte il suo operato militare, l’impegno civile e artistico di Man Ray pare sia stato eccellente. Dedico alla Moda, e messi a fuoco i suoi spostamenti e frequentazioni, il suo, fu un Servizio eccellente su “modi e maniera” di vivere dei francese. In tal modo M.R. aggiornava le centrali operative americane sull’andamento dell’Europa da manipolare in seguito. L’America nutriva per noi progetti di vita e di trasformazione alla maniera americane e quindi, modelli industriali nuovi in grado di trasformare gli ambienti urbani europei per l’arrivo industriale dei “beni di consumo di massa“. Arrivava il Consumismo.

Ora, visto che dopo la prima guerra mondiale lìAmerica è l’unico stato che si è arricchito con le munizioni, impoverendo tutti gli stati coinvolti in quella guerra, all’Alleanza che non aveva ancora una aviazione d’alta quota e le ottiche capaci di fare rilevamenti minuziosi, gli abbisognava molti fotografi, incisori minuziosi e cartografi per mappare i terreni e città di tutti gli stati debitori sotto il suo controllo e le cartine venivano spedite alla ” The American Geographical Society Library” dentro i bauli diplomatici mai aperti dalla Finanza appartenenti delle super collezioniste d’arte:  le Sorelle Cone. Ogni squadra d’arte doveva dare il proprio contributo. Per l’occasione vennero in Francia centinaia e centinaia di americani disegnatori e pittori a prendere lezione “d’arte Moderna” dai Maestri francesi che vantavano primati d’aste nel mondo (tipo Matisse e Picasso e soci).

L’Europa non era adeguata a tale trasformazione industriale, troppo piccola e ristretta. Come Nerone per Roma da modernizzare, l’Europa andava distrutta, abbattuta e ricostruita secondo i nuovi canoni industriali per far circolare meglio i nuovi mezzi di trasporto pubblici, le automobili private e camion  in arrivo alle industrie europee. I motori avrebbero preso il posto di carrozze e cavalli. Il monopolio sarebbe stato il carburante, il terziario del trasporto: ponti, strade, porti e gallerie, verranno lasciati alla libera interpretazione degli stati ma da attenersi alle normative urbane internazionali redatte dalle capitali americane super collaudate. Tale progetto si rivelerà per noi europei un disastro umano: due grandi guerre fratricide e massacri infernali.

La sfida alla Russia da convertire al consumismo e capitalismo, doveva essere diretta da  agenti americano/russo, persone che parlassero la lingua russa, capace di contattare e adunare i rifugiati politici russi e motivarli, uomini e donne da usare per contattare i fratelli ebrei al di là  della impenetrabile frontiere russe.  Quel maledetto 1917 sfascista in Europa, sfasciò le finanze di molti stati, gli animi, il lavoro, e milioni di ragazze e donne rimaste senza mariti, madri senza più figli, orfani di padri, tutto ciò  si rivelò un disastro umano di proprozioni immani; poi ci si era messo per la seconda volta, il fallimento di conquista della Russia che diventava Comunista, quindi gli approvigionamenti della ricostruzione europea sarebbero stati tutti a carico dell’America, la piu ricca di risorse e mezzi.

Uno di questi agenti organizzatori di reduci di seconda ondata dalla Russia monarcha e anticomunisti,  fu Man Ray, colui che conoscendo l’arte della cartografia, fotografia e delle “Matrioske”,  l’applicherà alle sue squadre parigine e spagnole nella creazione della sua Avanguardia Surrealista e Dadaista, basi del nuovo servizio segreto camuffato nell’Arte per relazioni diplomatiche pericolose.

 

SCACCO ALLE AL-FIERE

 

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Gala


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Tutte RUSSE E “sorelle” DI FEDE ecc. ecc. ecc.

 


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                     SCACCO ALLA ANCELLA

 

Chi era la stampatrice ufficiale delle mappe?

 

 

 

Foto Man Ray: Meret Oppenheim al torchio

 

l’Architetto Man Ray aveva lavorato con passione e imparato il mestiere in una ditta di cartografia…  se lo ricordo bene, solo poi divenne fotografo a 24 anni frequentando la scuola anarchica spagnola di New York.

 

la ricerca contunua


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G. Stein: Dormi Alice, dormi tanquilla.

L’amore tra i sessi, così come ci è stato insegnato, oltre ad essere un mistero cosmico, nella cultura monoteista mediorientale, diventata la dominante in occidente , l’unione è santificata col sacramento del matrimonio, sia esso di rito religioso che civile. Il matrimonio, oltre i suoi doveri e piaceri. ccogniugali, non è mai riuscito a risolvere, se non con la violenza o la repressione giudiziaria, le controverse amorose che insorgono durante il normale svolgimento della vita matrimoniale. Alcune di queste controversie sono i rapporti amorosi intimi nati prima o dopo il giuramento. Essi prendono forma e si accentuano quando la delusione amorosa nuziale, comincia a farsi sentire molesta o pedante. Questo principio vale, sia per le copie eterosessuali come per le copie di altro indirizzo sessuale.

Questa premessa è stata introdotta per capire dal comportamento sessuale della signorina Gertrude Stein nei riguardi della sua partner Alice B. Toklas, alcuni aspetti comportamentali che hanno modificato le scelte che il percorso dell’Arte in Europa. Sembra assurdo ma questa cosa ha determinato lo spostamento dell’asse.

Sulle Avanguardie francesi si sa pochissimo e quel poco è stato scritto è stato condizionato da una censura diretta da una oculta regia politica, e no è un caso se la signorina Stein, attraverso le sue opere teatrali ci lascerà intravvedere i meccanismi seducenti di una follia apparentemente provinciale ma fortemente intellettuale, andata a buon finee, ma anche fuori controllo.

Che la pittura delle Avanguardie sia stata una pessima pittura non è una forzatura critica per chi si è diplomato pittore in una Accademia delle Belle Arti locali nel 1905. Il Livello d’insegnamento pittoric, in generale, era molto elevato e diffuso in tutta Europa e in America. Poi… ad un certo punto, gli Artisti presero una strana piega decadente. La pittura si fece sempre più frettolosa, spariscono le grazie alle belle modelle; i colori s’impastano tra di loro, si sporcano, diventano sudici e appare il nero graffite a peggiorare la situazione , specialmodo quando viene usato per marcare le zone d’ombra: errore gravissimo in bella pittura. Il nero sporca tutti i colori che incontra. Il nero bisogna saperlo usare con dovizia.

Eppure, stranamente, si vende di tutto come anche i brutti disegni a carboncino, però, bastava che fosse una espressione delle Avanguardie. Da quel momento in Arte non si butta via niente, neanche la spazzatura. Proteste, scandali e denunce non fermano il degrado, tanto più che a comperare quella robaccia sono i ricchi. Che strano: un ricco, più è ricco, più compera senza guardare a spese?  “Come mai? – si chiedevano le Accademie di allora. In cosa consisteva il trucco o il raggiro?”
Su questo argomento sono già stati pubblicati in questo Blob, articoli i merito che tentano di spiegare tale fenomeno: ma questa volta, per chiarire il concetto, prenderemo un’altra tangente di pensiero; seguiremo il percorso delle Opere per scoprire dove ci portano e dove si trovano.

Il Capitale, dall’800, stava conquistando tutti i settori di vita sociale dell’uomo industrializzandoli. Il capitale inquinava con enfasi e allegria, tutto e tutti ampliando e diffondendo i propri prodotti modernizzando la vita dell’Uomo diffondendo i suoi beni. L’Ottocento aveva messo in moto ciò che chiameremo la “Rivoluzione Industriale”, una macchina feroce che tutto e tutti sbrana e converte.

Nei primi del ‘900, Gertrude Stein a capo di due squadre agguerrite di pittori arruolati da lei stessa, Cubisti e Fauve aveva messo in moto nell’Arte il primo processo del “quadro industriale all’Americana” dirà la Stein  a Picasso, capitalizzandli immediatamente. Nelle indagini artistiche, per capire innanzitutto chi sono gli artisti e la loro fede, poi il funzionamento dell’economia delle Avanguardie, per meglio capire chi sono i loro collezionisti, e capire come ragionano, conoscere le motivazioni di tanta passione e la ragione economica che li spinge verso l’acquisto di pittura scadente pagandola a cifre esorbitanti.

 

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Foto: Sorelle Cone  – Etta Cone e la dott.ssa Clairbel Cone, grandi collezioniste di tutto.

La psicologia sostiene che il feticismo stia alla base del collezionismo, ma poi, studiando i collezionisti, ci si accorge dei livelli diversi del feticismo fino ad arrivare al mondo superiore dei più ricchi per scoprire che, di feticismo non si tratta più, ma di una spinta innovativa verso il futuro comportamento per un impegno politico finanziario tendente al monopolio delle idee, attivando una grande fabbrica industriale mondiale di nome Arte.

Seguendo le orme lasciate sul terreno artistico delle nostre amatissime zitelle: Gertrude Stein e Alice B. Toklas, l’indagare i loro rapporti sociali, le frequentazioni, le abitudini e i dialoghi, una cosa che non traspare mai di loro è il reato di tradimento amoroso. Che sia dovuto alla natura della loro fedeltà religiosa (ebree) presentandosi alla storia come due  chiacchierate lesbiche, oppureil loro è stato  un rapporto fedeloe molto consolidato?

Ora, sapendole “spie avanguardiste” nel ruolo di informatrici militari al servizio degli Stati Uniti d’America, la domanda che ci si pone è la seguente: “ che ci sono venute a fare in Europa e qual’era il loro ruolo?”

Ricche erano molto ricche, milionarie, figlie legittime di buone famiglie americane, un giorno decisero separatamente di venire in Europa per fare vacanze, dicono loro, ma seguendo i quadri, quella scuse vacanziere furono una gran bella bugia.

Vediamole:
Le due amabili zitelline, in America frequentano i primi due anni di medicina presso le loro  rispettive “Prestigiose” Università per poi passare alla disciplina universitaria da intraprendere nella vita. Nelle biografie dei personaggi che compongono il racconto delle loro ” Autobiografia” , di tutti quei conoscenti, quasi tutti i personaggi e artisti conosciuti hanno fatto lo stesso percorso universitario nelle facoltà di  Medicina per due anni.

Perché?
E’ una regola religiosa ebraica frequentarle o è un lasciacondotto fittizio? Come dire senza ammetterlo durante la presentazione che fanno parte della Grande Famiglia.

Sia la Toklas che la Stein hanno due anni di Medicina alle spalle pre Universitarie e durante quesgli  studi, Gertrude Stein incontrerà un anima gemella che si rivelerà “lesbica” pure lei, della quale resterà segretamente innamora fino alla morte. Stiamo parlando della pianista amatoriale Etta Cone (ebrea pure lei) , sorella minore della dottoressa Clairbel Cone (un genio), due ereditiere che si sono arricchite con la fortuna immensa del padre tedesco commerciante di tessuti, come il padre di Matisse (ebreo).

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Foto: Dottoressa Clairbel Cone (che carina)

 

Quindi, un filo rosso conduttore legava tutte le tre ragazze in quegli anni universitari quando erano ancora spensierate studentesse. Figlie di una borghesia industriale americana che poteva permettersi le “prestigiose rette “ universitaria e quindi , studentesse al pari dei rampolli figli di industriali, alunni di una Università che aveva il compito di erudirli a “Manager” di altissimo livello dirigenziale per una società finanziaria in crescita alla velocità dei cavalli lanciati in battaglia.

La scoperta e la coperta

Come già accennato nell’articolo sull’Elettricista, Gertrude Stain comunicava di notte con la sua comunità diurna americana e “sovversiva” dalla Francia mentre l’ingenua Alice Toklas dormiva beatamente nella stanza affianco e, alla mattina, Gertrude Stein le faceva trovare sul tavolo gli appunti di pensierini concettuali rigorosamente scritti a matita su foglietti di carta, appunti per Alice da trascrivere a macchina in mattinata per la stresura delle sue opere concettuali future, mentre Stein  andava a dormire fino a mezzogiorno.

Immagine correlata

Povera Alice che tanto si premurava di tenere alla larga le “scimmiette” dalla sua amica del cuore, ignara che sulla prateria di casa là  in fondo al mare, una sirena dolcissima le incantava il suo amore gelosamente custodita. Da quelle “stufette”, di notte, oltre il Servizio segreto, Gertrude Stain le usava per chattava via telex con l’altra amica del cuore, dandole consigli sulle occasioni artistiche buone, novità, scambi di moine ed affetti, raccontandosi confidenze e disobbedienze amorose.

Alla morte delle sorelle Cone, il Museo Ebraico KAREN LEVITON, di Baltimora ha organizzato nell’aprile 2011 una bellissima mostra d’Arte con il materiale delle due sorelle collezioniste: di Etta Cone è stata esposta tutta la sua collezione privata d’arte, mentre della dott.ssa  Clairbel Cone è stato esposto solo  qualche quadro della sua segreta  collezione. Peccato aver persa questa occasione, un nitrito numero di lettere era presente e confutabile su richista dal direttore della mostra .

Con grande sorpresa cosa potevamo ammirare in quella “Vendemmia dei Souvenir” d’arte privata del primo novecento del museo ebraico di Baltimora? Se visitato, avremmo trovato esposti N. 500 quadri di Enri Matisse e N. 100 quadri di Plablo Picasso rigorosamente di Etta Cone.

Il numero è impressionante!

Quei quadri erano frutto del collezionismo feticista o un finanziamento occulto?
Chissà, se delle sorelle Cone e Gertrude Stein sarà  possibile un giorno avere delle spiegazioni plausibili sui  viaggi segreti in Italia nel 1904 in vista della Guerra Russia-Giappone del 1905 ? o magari , sui susseguiti “viaggi vacanaza” in Italia anche sui  finanziamenti ai Futuristi nel 1909? Una cosa è certa. Il fratello maggiore di Ghertrude Stein, il primo, ebbe la residenza permanente in Italia durante il fascismo. Che sia cosi bella e interessante quell’Italia nascosta all’Arte?

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Foto: Clairbel Cone, Gertrude Stein
Etta Cone  a dx. in Italia – 1904

 

 

L’indagine continua


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SteinFamilyParis1905  Foto: Famiglia Stein

 

Lee Miller: Una Diva Atomica?

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Fotografa Americana, di origine ebrea, nata da una famiglia alto borghese, Fotomodella di Alta Moda diventerà collaboratrice del fotografo Man Ray nelle avventure con le Avanguardie francesi di inizio XX° secolo. Diviene Fotoreporter di Guerra agli ordine degli Stati Uniti d’America (sua Patria). Verrà impegnata in prima linea sui fronti dell’avanzata bellica fino a raggiungere Berlino tra i vincitori e, con un autoscatto diventato icona americana, s’immortalerà nella vasca da bagno personale di Adolf Hitler ripulendosi da buona signora e diva qual’era. Intellettualmente onesta, artista senza grandi dichiarazioni concettuali, un giorno e per caso nei laboratori di Man Ray scoprirà l’effetto estetico fotografico conosciuto come la “solarizzazione “, primato che Man Ray porterà nel mondo dell’arte depauperandole l’invenzione casuale.

Negli anni quaranta e poi cinquanta, Lee Miller fu indagata dal servizio di sicurezza britannico MI5 perché sospettata di spionaggio per conto dell’Unione Sovietica. D’altronde, dopo anni di guerra sporca e violenta, quando gli eserciti si sono incontrati a Berlino e sapendo finita per sempre quella tragedia, i soldati, sudati, maleodoranti, insanguinati; combattenti vincenti, fraternizzano al di là degli oscuri interessi di bottega che hanno generato una simile tragedia. Quando i nemici fraternizzano alla fine della guerra o nel fango insanguinato, s’aggirano sui campi di battaglia i vermi che progettano la guerra successiva, mettendo in giro malelingue. Nell’atto finale i sopravvissuti sono gli eroi che ci narrano la guerra, gli scriba nel tempo la camufferanno d’insidia.

Un fenomeno come la Bomba Atomica, non poteva stare nelle mani di una sola nazione, quindi gli eserciti di tutto il mondo si adunarono segretamente per dividere quella fortuna in piu parti, e  una volta fatta brillare l’atomica concorrente, si garantiva al mondo interouna pace sotto il segno dell’equilibrio.
La Miller con l’Atomica centrava come i cavoli a merenda. Follia maniacale e paranoica di un noto ispettore americano con pieni poteri d’indagine.

Quindi ripartiamo da zero per analizzare l’artista Lee Miller se sia stata  un artista meritevole o no  e il suo contributo apportato alle Avanguardie, perchè, nel suo albo genetico traspare una pagina di storia americana interessantissima.

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L’IAEA nasce nel 1957 su decisione dell’ONU. Si tratta di una squadra di professionisti provenienti da tutto il mondo che collaborano coi governi e i servizi segreti di tutte le nazioni i siti. È un’agenzia autonoma che ha lo scopo di promuovere l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare e di impedirne l’utilizzo per scopi militari.

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Tamara de Lempicka – pittrice

Questa galleria fotografica delle opere della de Empirica, la vorrei qui mia ospite per metterla a conoscenza del mio futuro pubblico. Ringrazio il presente Blog che l’ha proposta e sostenuta. Altri link verranno aggiunti a sostegno della femminilità giunonica smarrita.

Pur segretata dalla “Buon Costume” per anni in Italia, anche se criticata severamente dalle castità curiali, anche se disprezzata dalle Avanguardie e dalle correnti moderniste che si sono spinte fino all’astrattismo, la Tamara de Lempicka è emersa nella Storia nell’Arte grazie alla Moda, Ministero dell’Estetica che tutti i costumi osserva in silenzio e “modifica” in meglio, arrestandosi senza commenti davanti ad una simile sostenitrice, artista e pittrice, promotrice di quella Lussuria che Moda cercava quale rappresentante di un mondo effimero moderno a sostegno continuo e creativo dell’imporsi sensuale. Con la Tamara de Lempicka, ecco apparire la fatale stella che senza parlare commenta da sola i desideri femminili di fatalità che le donne non vorrebbero mai vedere sopprimere. L’immagine, l’apparire, l’affascinare e l’ipnotizzare, è brama femminile alla ricerca della sua immortalità non criticabile da nessuna religione, ideologia, o cinica critica. Il fascino è una tappa innata da raggiungere, beata chi la gode in felicità.


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Nata Maria Gurwik-Górska (Varsavia, 16 maggio 1898 – Cuernavaca, 18 marzo 1980), è stata una pittrice polacca, appartenente alla corrente dell’Art Déco.

Una donna affascinante quanto misteriosa, simbolo dell’emancipazione femminile e di un secolo rivoluzionario come il Novecento. Per capire Tamara dobbiamo sapere che è la diva, l’eleganza, la trasgressione, l’indipendenza e la modernità. La “donna d’oro” come la definì d’Annunzio durante il suo insistente corteggiamento.
Tutte le sfaccettature di Tamara de Lempicka, come donna, sono racchiuse nei suoi personaggi, solitamente modelle prese dai più eleganti ritrovi di prostitute. Donne sensuali, vestite solo di un rossetto, che si accarezzano e si riversano sul divano o sul letto. Scene, erotiche, intime e familiari che coinvolgono lo spettatore, uomo o donna che sia.

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