Poesia Cosmo-polita n. 28

Poesia Cosmopolita in dono: @NijiUta_Bota

T-shirt italiana

La Luna era adagiata assonnata sul suo petto come una bimba
addormentata spettinata sopra due soffici dune di terza misura;
stelline e lucciole cromate le facevano corona su di una scritta
a nuvola per cuscino:”Mi piace dormire con te di notte vicino.”

E’ addormentata colei che all’ombra in terrazza sullo sdraio estivo
è protetta da un arcobaleno rinfrescante dopo aver piovuto.


 

Collezionista giapponese di Arcobaleni : 20.800 twt in materia

foto: 虹のうた
ゆっくり消える虹みてて トリコじかけになるCattura

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La vita, la fotografia e l’attivismo di Tina Modotti in mostra a Jesi — dimensioneC

TINA MODOTTI

Tina Modotti è una immagine di donna politico/artistica (fotografa) da inserire nel misterioso mondo delle Matriaoske (Matriarche), spie e controspie politiche sovietiche di alto livello che hanno svolto il loro servizio militare e militante per conto dei due blocchi imperiali che hanno saputo modernizzare con la forza e violenza il nuovo mondo industriale.  Il teatro della sua  scena sarà il Mexico postmoderno negli anni che seguono la Rivoluzione Messicana del 1910/1913  di stampo anarco/socialista capitanata da una serie di eroi rivoiluzionari come: Pancio Villa, Emiliano Zapata, Pascual Orozco, Oscar Braniff Ricard e Peppino Garibaldi (omonimo), e la teosofica americana Annie Besant, ispiratrice e ideologa dei quadri animatori del fermento politico, fortemente contrastato dagli Usa e che durerà nei suoi alti e bassi quasi un secolo. Anche quella rivoluzione vedrà i suoi cospiratori, finanziatori dell’arte collezionista, i maggiori capitani d’indutria mexicana del cotone.

Tina Modotti sarà richiamata piu avanti quando verrà analizzato il comportamento politico di Lev Davidovič Bronštejn detto Lev Trotsky o Leon Trotsky, inquetante personaggio che si muoverà tramando a  livello internazionale anche nel mondo dell’Arte.

Buona lettura

S Nella rinascimentale sede di Palazzo Bisaccioni di Jesi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi propone dal 13 aprile all’1 settembre 2019 la mostra Tina Modotti fotografa e rivoluzionaria. L’esposizione intende celebrare una delle più grandi fotografe del Novecento raccontando la sua vicenda biografica ed artistica. Saranno sessanta le fotografie provenienti dalla Galerie Bilderwel di Berlino, attraverso […]

autrice del testo, Link:
La vita, la fotografia e l’attivismo di Tina Modotti in mostra a Jesi — dimensioneC


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Poesia Cosmica n. 12

l’Arte,
bisogna essere stati scultori per capire la tortura cui è sottoposto l’artista nella grande tentazione di palpare le parti anatomiche più intime, proibite, e lisciarle e lavarle ogni giorno con acqua e lasciva, scoprendosi in quelle parti belle accarezzandole, l’unico testimone perverso rinchiuso nella stanza delle torture sessuali del proprio laboratorio. Chi lo ha fatto, sa che si finisce per innamorarsi perdutamente di ciò che si crea.
Chi tra gli uomini di Arte, ha goduto un simile dono, con gratitudine e senza senso del peccato ad Ella dedica il suo intimo amore e desiderio insaziabile a riconoscimento.
E Arte, immobile, ammira divertita il suo artista, e sorride maliziosa in segreto perché sa che sotto quei tessuti fini di marmo, è deliziosamente amata, accarezzata e desiderata per giorni e giorni, innamorandosi Ela del suo piccolo genio dalle mani rugose che con rispetto devoto la lava, raschia, l’accarezza e l’asciuga e la stimola con il piccolo puntale lieve, smarrendo i sensi nell’orgiastico reciproco desiderio, delirio del quale ci farà dono ad opera finita. Gli riconosceremo nell’opera d’essere stato amante prediletto di Bella Arte… e si vede, e che Ella riconoscente, in cuor suo  lo renderà eterno perchè grazie a lui Arte è amata, ammirata e desiderata. Il sesso? Non c’entra.

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foto: POI FEDI  scultore

ARTE: Parigi punge

Gemellaggio America-Francia

La statua della Libertà fu realizzata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi, con la collaborazione di Gustave Eiffel, che ne progettò le carpenterie interne.

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Alexandre Gustave Eiffel, specialista in strutture metalliche, divenne famoso per la costruzione della Torre Eiffel in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1889.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto a dx: costruzione della statua della “Ragione” costruita in Francia e donata allo stato di New York che gli cambierà il nome in “Statua della Libertà”.

Foto sx: La torre Eiffel nell’Expo del 1889

In quella esposizione parigina, avrà luogo  la sede logistica  dell’enigmatico poeta “invisibile” , colui che ha governato dalla sua Reception giostra, tutte le Avanguardie europee fino al 1925 circa data della sua presunta seconda morte definitiva.

Chi era?

Personaggio schivo e taciturno, poeta noir di origine ebrea, letterato di grande intelletto plurilinguistico, figlio di un ambasciatore francese assegnato in America Latina, tornerà in Francia per conseguire gli studi liceale e oltre. A causa la sua ferocia poetica, si auto censurerà per qualche anno creando nel frattempo atri due lavori alibi. Una volta pubblicata l’opera infernale, per quella capacità narrativa ricca di spunti crudeli e dettagliati confutabili nelle torture e omicidi, accerchiato da ispettori di polizia il poeta sparirà dalla circolazione dandosi per morto. Il suo testo diverrà una sorta di capolavoro del noir, poema  letto e riletto da tutte le Avanguardia che quel testo letto in segreto verrà diffuso e innalzato quale pietra miliare dell’Arte poetica moderna.

Il poeta resterà ufficialmente defunto per sempre. Ancora oggi lo si crede morto dalla data ufficiale, e,  mai nessuno lo indagò a fondo in quanto, la velocità di modernizzazione dell’industria e delle Arti non permetteranno ulteriori indagini. Sulla sua biografia quel poco che sappiamo è leggibile nelle prefazioni dei suoi libri tradotti, informazioni comunque sufficienti per tracciare un profilo del poeta che a memoria di se lasciò due sole fotografie.

Defunto in giovane età si presuppone che non abbia avuto eredi, ma dai tratti fisiognomici gli indizi ci portano a definire la sua erede illegittima una donna orbitante intorno alla sfera dell’Arte. L’identità del Poeta non è possibile renderla ancora nota in quanto le indagini in corso si riservano la discrezione dovuta al caso per la segreta mossa futura si scatto al Re a Marcel Duchamp. Nel frattempo, con il poeta in circolazione sotto osservazione “Parigi punge”.


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Arte: Concetto e Idea

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Come già accennato nel capitolo sul readymade duchampiano Underwood, ripartiamo dalla deduzione concettuale espressa per capire ciò che ha scatenato nell’Arte Moderna il primo readymade: Fontana.

 

Si sono scritti  volumi e volumi di parole e tante  mostre sull’operato dei readymade senza capire molto sul vero senso e significato, come: Fontana o la custodia dell’oggetto smarrito della ditta americana di macchine da scrivere Underwood scomparsa sul cavalletto espositivo esposta in galleria.

Dall’opera “Fontana” in poi, i readymade di Marcel Duchamp divennero un delizioso appuntamento d’Arte Moderna dilettando come un tormentone estivo i critici di tutto il mondo nel favorire le migliori interpretazioni artistiche o critica nel parlare di un artista come Duchamp che, pur vivente, restava praticamente muto o assente alle domande inquirenti, oppure, evasivo, il quale, doveva tacere assolutamente per sviare l’attenzione per non far trapelare nulla sulle ingerenze militari del suo Stato Maggiore ai danni di altri stati minori e cominità.

L’artista Marcel Duchamp fu tanto menzionato e chiacchierato nella storia delle Avanguardie che se ne parla ancora oggi a cento anni e più dai suoi primi readymade, deducendone ancora oggi, nuove versioni e interpretazioni immaginarie.  Sulla base di tanti errori aconcettuali d’Arte inscritti ingenuammente, la critica, senza volerlo, ha partorito nuovi filoni creativi d’Arte/progettuale per cui, ogni artista/progettista, tende a creare un brevetto artistico proprio, commerciale o concettuale che sia, spingendo  tanti nuovi artisti disciplinati all’Arte verso un nuovo modo di fare Arte. Il nuovo sul nuovo del nuovo, diventa la regola principale di chi vuol fare arte concettuale e per non ripetersri o sbagliare, deve restare sempre informato sull’operato mondiale di tutti gli artisti del settore. Insomma, l’arte concettuale diventa una condanna a vita per l’artista.

Prima di ciò, la concettualità era imposta su dettato dei Dogmi Santi, in quanto, la religione, essendo una Ragion di Stato e quindi economicamente fonte generativa del danaro, sia esso privato che pubblico, commissionava agli artisti  la rappresentazione dei Dogmi sotto forma di immagine, ciòciò  per erudire i propri analfabeti attraverso forme scultoree, pittoriche, musicali, poetiche o  geometriche ecc.  (Muse d’Arte), ciò per non perdere il Dogma Santo.
Tutto doveva restare immobile e tradizionale nelle opere dell’Uomo dedicate a Dio. L’Uomo doveva amnistrare il creato ma non Creare. Creare per l’ uomo era un peccato di vanità, vietato, blasfemo ed eretico. Bisognava disobbedire per uscire dalle stagnazioni millenarie religiose e per fare ciò, la concettualità doveva liberarsi dalla forma.

La Concettualità è cosi sintetizzabile: “Mettendo insieme i <concetti non definiti> con gli <enunciati non dimostrati> si ottiene il fondamento di un sistema deduttivo, “punto di partenza” da cui ricavare tutti gli altri teoremi e concetti.”

Se questa è la nuova legge universale del Concetto, dove l’oggetto enunciato  e non definito o non definibile in quanto è smaterializzato, esso svanisce dal contesto dell’arte, però la domanda creatrice resta sempre la medesima : “Cos’è l’Arte?” .

Si deduce che:
l’Arte è un Concetto senza Oggetto e quindi è la rappresentazione di una Idea.

La filosofia di materializzare una idea, oggi non ha più bisogno di nuovi rappresenti in quanto, l’Illuminismo ci ha dato delle riflessioni confezionate talmente fatte bene che, una volta applicate al lavoro progettuale e produttivo generatn straordinarie e potenti industrie delle mille idee concrete, ma in Arte, persiste quel vuoto generativo scono-sciuto che da impulsi dominanti alla creazione del nuovo all’ultimo artista pervenuto sul pianeta, quindi: Creare e Generare in arte sono due discipline apparentemente dissimili  ma nello stesso tempo interdipendenti.

A causa delle mille domande e mille risposte che gli enigmi readymadeiani ponevano, questi hanno scatenato scenari Patafisici persistenti nella ricerca continua e costante di un Arte senza oggetto e quindi, la capacità di attivare l’immaginazione come processo creativo dando più risposte patafisiche diversificate e contemporanee. La Patafisica fu adottatta quale insegnamento  per la costituzione di design capaci di creare  nuove forme avvenieristiche.

Nel novecentodieci la giovane Arte Moderna Patafisiica attacca di petto l’Arte Classica Metafisica vincendola. L’Arte Moderna, essendo stata generata da monoteisti ananimati (privi di anima), preferì come territorio di scontro la sconosciuta Patafisica, terreno vergine a lei idoneo e quindi, la non rappresentativià del corpo teologico a favore di  COSE immaginarie, diventa la manifestazioni d’Arte vincente nel XX° secolo, invadendo tutti i settori produttivi dell’industria, editoria, animazione, danza , teatro, musica ecc fino alla creatività impulsiva della Guerra, (officine)  generando prodotti bellici di squisita fattura distruttiiva atti allo sterminio di masse, oggetti  capaci di uccidere a distanza i  corpi umani ritenuti appunto tali perchè privi di anima.

Le meditazioni concettuali in terrazza o a passeggio tra Duchamp e Picasso erano su questa natura di interpretazione della macchina pensante capace di scatenare nuove  idee belliche di uno ed estetiche dell’altro in vista della “rivoluzione mondiale” in atto, apprendendo Picasso da Marcello i principi fondamentali della Patafisica. Marcello D. recise il cordone ombelicale di Picasso quanto l’istruzione politico/artistica spagnola nel cubismo ebbe termine,  ritenendo questa Sezione Artistica (d’Oro) arruolata al processo geopolitco in fase di allestimento.  Picasso, promosso in campo con alto grado di Ufficiale dell’Alleanza, in cambio garantisce a Duchamp il porto Roses per le operazioni di sbarco di uomini e merce clandestina proveniente dall’America, proseguendo il suo viaggio di istruttore militare incontrando i Futuristi italiani, perchè, sul loro primo manifesto venne accennata la “profezia ” di una Opera d’Arte (Sole in Terra) che si rivelerà risolutrice per l’entrata e termine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo i primi contatti, Duchamp in Italia si assicurava una rete informativa universitaria di alta affidabilità seguita direttamente dal Fratello maggiore della Gertrude Stein, il quale avrà in Italia la sua seconda residenza permanente seguendo da vicino l’ascesa del Fascismno. Il viaggio di Marcel  Duchamp proseguirà per la fondazione, organizzazzione e istruzione dei giovani militanti artisti da educare alla Patafisica: i DADA.


Dirà in merito il fondatore di tale pensero, lo scrittore francese Alfred Jarry:

  «Profeticamente ammiccante [la sua] scrittura energica, lucida, dirompente […] affida la funzione simbolica agli oggetti più triviali, la dinamica teatrale ai sussulti farseschi più corrivi e sbrigativi»

Patafisica: scienza delle soluzioni immaginarie.

Io e le sue vacche (Je et ses vaches) è un racconto breve scritto da Alfred Jarry nel 1894. L’opera è da alcuni considerata un manifesto ante litteram del teatro surreale francese. Il testo compare per la prima volta nella raccolta di testi Visions actuelles et futures (1894).


Secondo Marcel Duchamp, le Avanguardie del novecento, nelle operazione di distruzione dell’Arte Classica erano impegnate militarmente anche alla distruzione di tutto ciò che il vecchio mondo avevaa costruito a propria immagine e somiglianza in fatto di  Metafisica (chiese comprese). Per le Avanguardie, quel vecchio mondo andava distrutto senza sentire rimorsi, per edificare poi dalle sue ceneri il Nuovo Nondo. Ciò sarebbe stato possibile solo se la mente  dell’artista e i partecipanti dirigenti, fossero istruiti alla  Patafisica.

Lo stesso Picasso dichiarerà alla G. Stein e Alice T. interdette davanti a due bruttissimi quadri in esposizione,  che non essendoci nulla di più nuovo dei suoi, il pubblico si sarebbe abbituato alle sue brutture. Le opere cubiste più belle, le avrebbero fatte i suoi seguaci perchè non dovendo fare nessuno sforzo mentale per inventare qualCosa di nuovo, Le loro opere sarebbero state il Nuovo brutto abbellito perchè ispirati da suo  Nuovo.
Al Pubblico diceva Picasso, quando gli si presenta il Nuovo non deve avere scelte, altrimenti preferisce il vecchio. Su questo principio, essendo possessori del Nuovo e degli spazi espositivi, potevano imporre tutto ciò che volevano.
Il Brutto era l’Idea  primordiale, primitiva. da qui la caccia a tutto cio che in arte rappresentasse il primitivo e imitarlo come un Nuovo che avanzava. Altri lo seguiranno.

“Tutti i grandi imperi cadono sotto l’avanzare del primitivo”

Da quel giorno l’Arte Moderna assunse il ruolo concettuale di IDEA, e per le Mostre, le esposizioni e i cataloghi d’Arte fu un susseguirsi di elaborazioni ideali, rappresentazioni ideali, supposizioni ideali, forme ideali  e via e via a seguire. La dialettica in Arte, vinse la battaglia sull‘immagine. La parola prese il posto del colore, i monoteisti ebbero la meglio, ma, divenuti monopolio dell’Arte rischiano oggi di ritrovarsi non solo senza immagini, ma anche senza parole scritte che spieghino a parole le Parole inesistenti come verbo.

Anafunzionali, per nutrire orde e orde barbare di  analfabeti/funzionali che passano migliaia di ore della loro esistenza davanti al quadro dei quadri, macchina dei sogni perfetti, l’uomo è  alla divinizzazione del proprio simile, fattosi Divo. L’immagine trona a diventare il vecchio simulacro statico (scrittura) o in movimento nella filmologia.

Nella concettualità in Arte, resta il dogma : “Non è l’Opera che conta ma l’Idea.”


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Fanes Dio Serpente pagano, cosi lo
narravano  i poeti greci:

“Si poteva dalla Luce esserre invasi
da distinte figure dalle squame radianti
la luce emanata dal proprio ventre
nascondeva tra i gas chi le promanava”

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Zeus il lampo, presolo per la coda lo accese.


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Duchamp: Rose Selavy

Rebus: Dalì a qui e Rose Sèlavy…

Teeny, Gala, l’ospite infimo è arrivato guardate!
Sventola dell’Arte la bandiera mai ammainata
Gli abbiamo promesso Roses e RRoses ha avuto.

Dal Porto sulla via dei roseti arriva a Cadaquès

pervenuto con spezie, droghe e fumi di indios
liberate le bianche colombe, sollevatele dall’incarico,
e sulla carrettiera andiamogli incontro cantando:

Quando mi prende tra le sue braccia 
Mi parla sottovoce, io godo la via in Roses
Lui mi parla con amour, parole d’ogni journ..”

…”Mon cœur qui bat”

La la, la la, la la
La la, la la, la  la
La la la la la la laaaa

 

rose è la via - rose

Porto ROSES e via Roses (Carrettiera Roses per Cadaquès)

Cadaques è il paese di nascita di Salvador Dalì, il quale cede una casetta per la residenza estiva a Marcel Duchamp che terrà per anni. Dalì si sposterà poco piu in la a Figueres.

sezione d oro - triangolo copia

Il Triangolo d’oro comincia a formarsi come anche la “Sezione Aurea” o Sesion d’Or.
Dipartimento para/militare delle Avanguardie franco/spagnole.

 

Maestro: “Scacco al Re

Marcel_Duchamp

 

la partita continua ….”A Lei la mossa”


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