Man Ray: Profilo artistico

Chi è Man Ray?

A quei tempi, poco più che ventenne, illustratore, i cambiamenti di prospettiva politico-militare  internazionali gli faranno scegliere una nuova identità anagrafica ed artistica. Da  Emmanuel Radnitsky, assumerà una nuova identità diventando Man Ray (Uomo Raggio), colui che avrebbe tessuto i fili invisibili dell’asse America – Francia – Russia.

I suoi studi presso il circolo artistico anarchico Francisco Ferrer, le conversazioni con il fotografo e gallerista Alfred Stieglitz alla Galleria 291, dove il giovane si recava ad ammirare i collage di Picasso o gli acquerelli di Cézanne; l’incontro col Dada di Francis Picabia e Marcel Duchamp soprattutto, fanno sì che la sua ricerca sino allora influenzata dal Cubismo converga sulla luce (flash), elemento primario delle immagini e visione illustrate.

La sua origine ebraica lo porterà aderire alla causa mondiale sulla rinascita del dissolto stato d’Israele. Le convivenze con personaggi esclusivamente di fede  ebraica lo collocano sulla scacchiera di Marcel Douchamp come un “uomo ombra”, quale agente  con compiti da tenere sempre segretati.

Ancora oggi di Man Ray è difficile tracciare un profilo netto, anche se, su di lui e sul suo operato, molto si sa, ma sfugge come un “ragno” ai bordi della sua tela invisibile e “lucente”, entrando in azione solo per iniettare il suo insidioso veleno.  Una sorta di “purezza” artistica lo circonda in quanto, mai gli si  addicono fatti spregevoli o di crimini diretti; egli invece vanta un ottimo servizio soft a suoi Superiori  come anche una buona  onestà intellettuale mai espressa vivacemente. 
Se ci saranno reati ai quali dovrà rispondere davanti a un Tribunale Internazionale  d’Arte, senza nulla a carico risponderà  di aver svolto il proprio mestiere artistico con molta discrezione, professionalità e dovizia. Per quanto riguarda i disastri  politico militari di cui le Avanguardie si sono macchiati in Europa, il suo nome rientrerà nel cono d’ombra dei semplici “sospettati”. Man Ray, nella sua professione si è sempre contornato di personaggi femminili di alta qualità, scaltrezza e spregiudicatezza  alle quali assegnava di volta in volta i compiti di penetrazione spionistici e controllo.

D’Arte con la A maiuscola non ne capiva molto. Le sue opere ancora oggi sono lineari e di facile lettura. Più interessanti invece sono le opere commissionategli da Marcel Douchamp che, per quanto fossero intimi amici, Marcel Duchamp lo ha sempre tenuto all’oscuro sulle manovre sensibili atte all’allargamento dell’Alleanza, (Arca) organizzazione militare  che si trasformerà nel dopo guerra in NATO.

Le immagini in se , quelle cui a dato il permessi di accedere, viste con gli occhi di oggi non dettano grandi entusiasmi artistici, segueno un regolare andamento lineare. Interessante invece è il lavoro fatto di catalogare e storicizzare  gli eventi di quegli anni.

A parte due o tre invenzioni sullo stile fotografico legato al ritocco di immagine o effetti speciali ricavati in camera oscura, la fotografia è un argomento tecnico, dove l’arte è circostritta al fotografo e il suo modo di illuminare le scene dei loro quadri. Le prospettive, le macro, i grand’angoli sono di competenza della tecnica meccanica, mentre la composizione è pertinente al singolo fotografo. in Fotografia, il soggetto fa Arte, il fotografo poi pensa al buon ritocco. Questo vale anche in pittuta fino alla fine dell’ottocento, poi, le Avanguardie per un piacere di conquista che le nuove bombe promettevano, come le chimiche nel cervello hanno generato una Nuova Era.

Non è il caso per Man Ray che, metodista in camera di sviluppo e amante della pulizia estrema come l’Arte della fotografia pretende, si asterrà da tutto ciò che gli avrebbe generato confusione in testa, restando sempre lucido ed equilibrato.

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Poesia saffica n. 34

msm

Mi piace essere la tua bimba,
addormentarmi al cell con te
ascoltando paragrafi casuali
e sapere di essere amata prima
di essere interrogata domattina,

…ripeterò le tue parole lette.

Ho sonno: buona notte
le mando msm: “…ti adoro
è stata pura poesia stasera – tua bimba”

risponde Fra:  “Amo, sono lesbica…”

rispondo: “ok, anch’io, solo per te.”

 

 

BLU Marina
(dalla collina 01-03-2019)


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Poesia saffica n. 31

Colpa della Musica.

Perché mi sta addosso quando leggo?
In verità è una scusa per starmi vicina
lo sento dal seno turgido di voglia.

Le piace strusciarsi contro e mi piace,
fingo di non capire fino a quando
la guardo, mi guarda e… “ti piace?”

Accenna un si,  ma è stordita più di me.
Richiuso il libro le apro in segreto
ciò che tra noi prosegue in silenzio.

BLU Marina
(Pavia qualche giorno fa: 02-2019)


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Poesia saffica n. 29

Agli occhi tuoi belli.

Beatrice,  mi perdo nei tuoi occhi
sono i più belli del Liceo quarta B
emanano una dolcezza amabile, giuro
quando lo sguardo poni su di me
mi fai mancare il fiato a bocca aperta.

Esagerata..”

Bea, giuro, mi perdo su te incantata
è come se, irraggiungibile mi chiamassi
per accomodarmi affianco al tuo banco
sentendomi in amore la preferita.

Bea, mia bella Bea, dalle labbra linde e belle
paiono dispensare baci anche da mute.
“Ho capito, ruffiana, mi vuoi baciare.”
Eddai Bea! non dirlo cosi anche se è vero.

“Blu non si deve tra ragazze, è peccato,
sei inguaribile, la Poesia ti fa male.”

Rattristata mollo. Lenta la mano avvicina
e scuse affiora porgendomi le labbra.

“Bea! sei matta! Siamo in classe… “.

,”.

BLU Marina
(venerdì – 01.03.2019  in collina)


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Poesia saffina n. 33

Dio, gocciolo per te.

…e cerco tra la posta la tua email
ma non la trovo, non ci sei
forse perché sei arrabbiata con me?
Io non lo sono con te, scrivimi.

Lo so che stai leggendo le mie suppliche
e lo fai apposta a non rispondermi,
è per punirmi vero?

Vuoi farmi soffrire? Ce la fai.
Sto soffrendo per te, perché
penso d’amarti come le grandi.

Niente email.

Scrivimi Fra, soffro troppo, ti adoro
ti darò le più belle risposte che vorrai,
scrivimi ciò che le labbra devono dirti
ciò che vuoi sentire per perdonarmi.
Ti leggerò ad alta voce in classe
e le reciterò con dolcezza se vuoi

solo per te,  se ti fa piacere,
e ti piacerà vedrai. Mi umilierò
perché ti voglio bene Fra,
e poi fuori piove e tu non sei qui.

Sto crescendo, lo sento,
ti amo diversamente
come le ragazze più grandi
piene di sentimenti…

Niente email.

Adesso basta!
Se non mi rispondi ti pianto
ti lascio per sempre!

email: “Marinaaa… cucù!”

Fraa!.. stroooonza… Ti Aaaamo.

 

BLU Marina
(Pavia , mezzigiorno 26.02.2019)


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Poesia saffica n. 32

Bugiarda per amore

Ieri mi ha detto verso sera: “Ci sono
tramonti
che non tramontano mai.
e mi guardava, l’ascoltavo incredula.
Fra, mi ha fatto piangere, lo giuro:

Eddai Fra! sai tutti i miei punti deboli
non te ne approfittare con le mani,
sto parlando sul serio, ascoltami
sto scrivendo al mio pubblico una poesia.

…e proseguiva con voce d’amore
” certi tramonti non li puoi vedere
con chiunque “. Ciò  è quanto una
non si aspetta di sentirsi dire
che è meglio di un grande ti amo,
e … più intima si è fatta vicina.

Bea mi ha abbracciata per prima.
Le guance di gocce ci siamo bagnate
ci dispiaceva lasciarci, che casino…
(stupida io che l’ho baciata per prima)

 

BLU Marina,
(in collina  25.02.2019)


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Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela dintorni

Quando le donne parlano delle donne non hanno bisogno di un avvocato difensore. Il sito: enciclopediadelledonne.it/  segnalato da Daniena Dintorni Bloger in Word Press, ci rimbalza una buona scheda di presentazione di Valeria Palumbo per parlare in futuro e in modo approfondito di Meret Oppenheim, altro personaggio artistico avvicinatosi all’Arte con scopi non artistici e che avremo modo di approfondire allargando la rosa degli “allegri sospettati”, o finti artisti/e che, misero a rischio la propria vita per fini e ideali diversi dell’Arte e che, invischiati/e nella Storia d’Europa si ritrovano eroi/eroine della rivoluzione di inizio secolo XX°.

Meret Oppenheim, modella di posa per nudo, noleggiò il proprio corpo in diversi studi artisti francesi infilandosi nelle spesse maglie dei servizi segreti europei che inquinarono il mondo dell’Arte dalla metà delll’Ottocento fino ai nostri giorni assumendo poi,  nella “ricostruzione” del dopoguerra ’45, la strada concettuale che chiamiamo oggi Arte Moderna.
Anche Meret Oppenheim verrà arruolata da Man Ray (Uomo Ragno) come altre modelle  con mansioni delicate di fotoreporter o artiste o amanti in Avanguardia scoperta. Scaltra, spregiudicata ma di alta fermezza, dopo i tormentati anni bellici, forte della esperienza presso la corrente surreslista ,  si riaffacerà in arte utilizzando il chick come arte dissacratroria, spalancando all’informale scenico, una sorta di novità per la Moda, introducendo il concetto di “osceno”,  performance ad alto effetto sureale e scandalistico. Queste parole oggi non hanno piu senso in quanto abbiamo digerito quel’ “Oltreconfine” nel quale fu impegnata Meret con altre artiste, negli anni 40/50/60 le sue idee fecero breccia  contro il formalismo borghese di vecchio stampo, introducendo nuove tecniche dissacranti ed esibizioniste, divenedo ella stessa: il motore creativo.

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/meret-oppenheim/ Charlottenburg (Berlino) 1913 – Basilea 1985 Berlinese: Meret Oppenheim nacque il 6 ottobre 1913 a Charlottenburg, oggi nel cuore della capitale tedesca e fino al 1920 una città autonoma. Suo padre era un medico di Amburgo, Erich Alphons. Sua madre, Eva Wenger, era svizzera. Il suo insolito nome, Meret, veniva dall’episodio Meretlein del […]

prosegue ne Link: Meret Oppenheim, di Valeria Palumbo — daniela e dintorni 


 

Nel rovistare nei Blog di Daniela Dintorni è possibile imbattersi in una sua singolare esperienza molto curiosa, quando la bloger narra su ciò che le è accaduto con la direzione di Face Boock, quando ha cominciato a trattare inconsapevolmente l’argomento  “Meret Oppenheim” tra le sue dive femminili da divulgare, rimanendo interdetta per i successivi incomprensibili scatti di censura da parte della direzione di Face Book in difesa dell’artista. Daniela Dintorni si era limitata a pubblicare una serie di foto che ritraggono l’artista nuda e da parte di Face Book c’è stata una alzata di scudi protettivi a favore dell’artista, quindi vi troverete davanti a due quesiti di estrema sensibilità da parte del Network e sono:

  1. che i titolari dell’impresa FB essendo di fede ebraica si assumono il compito di difendere una loro consorella di fede da eventuali comportamenti scandalosi di consumo rete.
  2. potrebbe essere che Face Book abbia voluto salvaguardar un diritto di immagini quando lo stesso Network lascia che si diffondano le stesse immagini per aumentare la notorietà dell’Artista loro protetta.
  3. Tutte e due insieme.

A causa di questa osserrvazione, siete invitati a leggere alla sua pagina:
https://danielaedintorni.com/2018/10/07/facebook-e-i-suoi-assurdi-standard-di-oscenita-di-daniela-domenici/  dinamiche di censura e che vanno al di là di ciò che la Daniela Dintorni neanche immagina.

L’articolo mette in luce le relazioni segrete della Meret Oppenheim con due noti personaggi inquietanti della Storia dellArte quando nell’articolo leggiamo :

E lì conobbe Alberto Giacometti e Hans Arp. In qualche modo il suo successo cominciò con l’orecchio di Alberto: la prima opera di Meret che ebbe risonanza si intitolava appunto L’orecchio di Giacometti. L’artista aveva allora 20 anni. Giacometti e Arp la invitarono a esporre, sempre nel 1933, al Salon des Surindependentes. Da quel momento fece parte del gruppo dei surrealisti.

images

Cio è a dimostrazione che, gli incontri perfetti nella storia non sono mai casuali, ma “presentazioni Ufficiali”

L’articolo in realta è di Valeria Palumbo, ella col suo metodo ordinato di presentare i fatti, ci da modo di capire le convivenze intriganti nel Mondo dell’Arte di quegli anni, presentandoci lo spezzone di un filo rosso appartenente a una matassa molto complessa da smatassare, filo da riannoidare, e che grazie a ciò, mi scagiona da eventuali imputazioni di costruire imputazioni falsificate nel processo ai danni subiti dall’Arte.

 

Visita guidata presso la “galleria”  Googli Immagini al link sottostante dove è possibile avere una panoramica delle opere artistiche dell’Artista: Meret Oppenheim

(fare copia-incolla dell’indirizzo sotto):
https://www.google.it/search?q=meret+oppenheim+opere&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjw47is0s3gAhVswYMKHVs0CrgQ_AUIDigB&biw=1280&bih=869#imgdii=dpq72T3CsVFA0M:&imgrc=sbP3U__Bi74znM:

 

Ultime volontà dell’artista: “Mi chiamo Meret La Roche Oppenheim, sono una pittrice e scultrice. Le cose che ho fatto non hanno molta importanza, vorrei essere cremata e non desidero sacerdoti al mio funerale.”

 


(indagare su X è un coniglio)

l’indagine continua

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Poesia saffica n. 28

Ovogenesi.

Fra, sta morendo, sta morendo lo sento
è disperato non vuol morire e si ribella
mi maledice e piange e m’invoca dentro
mi prega, m’impreca,  poverino, lo sento.

Abbracciami forte Fra, tienimi stretta
e cullami nel cordoglio e pentimento,
oggi piango per il dolore che sento
è la giornata del cordogli suo e saluto.

Con tutta l’allegria che ti ho dato, dice:
non lo merito di morire in questo modo.
Dormi bimbo dormi, la mamma ti culla.

“Blu… chi ti sta morendo … Chi?”

Nessuno Fra, ma piango per il dispiacere.
Sento dell’ovocita il lamento di morte,
non lo ho fecondato e di accuse mi deplora
per la morte che chiamiamo mestruazione.

“Blu!.. perfavore…”

Non è giusto! non è giusto! implora capisci?
“Ti ho fatta divertire innamorare e ridere
ti ho dato i migliori spasmi d’amore
quelli umidi e languidi dal troppo piacere

e ancora:
“Te la sei spassata con le tue pari vero?
e senza darmi una minima occasione!.
T’ho dato brividi crampi e torsioni
ma nessuno è entrato a farmi la corte”

E’ colpa mia, vero Fra?…Abbracciami.

I maschi fanno in fretta, li buttano fuori
e.. “arrangiatevi!” non sentono nulla per loro,
sentono un forte senso di liberazione: noi invece ?
Dolore, dolore e tanto dolore per uno solo.

Mi sento come:
la cagnolina quando mi guarda con rancore
tenuta in prigione per non farla mamma
e l’ovocita mio piange dalla disperazione.
Se gli cantassi  una ninnananna o una canzone?

“Blu… ma sei fuori?.. Ma ci sei?
Sei fuori come una pippistrella!”

Dici?…    ….   Stringimi.

Fra, mi metti su una canzone bella?
mi sento peggio di una poesia orror .
Resta nel pomeriggio qui con me ti prego,
studiamo insieme, domani ho interrogazione…

 

Blu Marina
(Pavia con l’amica 20.02.2019)


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Poesia saffica n. 27

2 Asteroidi uniti.

Ho visto gli asteroidi di Bea e Victory sul letto nudi,
lui orgoglioso del suo corpo a riposo si stirava,
lei di colpo sotto le lenzuola nascosta fino alla testa
Dai Bea! ma se ti vedo nuda in piscina tutti i giorni! ”
e sbircia da sotto il lembo: bel musetto mi sorride.
Sono carini insieme, lei rosa e liscia, una magia.
Potrebbe essere metà mia se volessi; non sono
mica gelosa di Victory, mi piace, è carino con lei.

 

Blu Maria
(a casa di J.B.)  il 20.02.2019


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