Poesia saffica n. 36

SELF

Tutte le ragazze che vedo sui social hanno:

1) un feed instagram meraviglioso
2) un fisico pazzesco
3) un viso bellissimo
4) tutti e tre insieme

poi arrivo io mi vedo bruttina
non sono lisciata da foto shop
non sono pattinata finta
ho i brufoli con l’acne
niente rossetto al silicone
niente trucco e tatuaggi

lingerie… be’…si

il mio cesso fa schifo
ha le mattonelle brutte
al self ho il musetto
che delusione … scatto!

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perché piaccio tanto lo stesso?

…per le lingerie?

 

 

Blu Marina

(Collina 02-03-2019)


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Poesia saffica n. 31

Colpa della Musica.

Perché mi sta addosso quando leggo?
In verità è una scusa per starmi vicina
lo sento dal seno turgido di voglia.

Le piace strusciarsi contro e mi piace,
fingo di non capire fino a quando
la guardo, mi guarda e… “ti piace?”

Accenna un si,  ma è stordita più di me.
Richiuso il libro le apro in segreto
ciò che tra noi prosegue in silenzio.

BLU Marina
(Pavia qualche giorno fa: 02-2019)


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Poesia saffica n. 29

Agli occhi tuoi belli.

Beatrice,  mi perdo nei tuoi occhi
sono i più belli del Liceo quarta B
emanano una dolcezza amabile, giuro
quando lo sguardo poni su di me
mi fai mancare il fiato a bocca aperta.

Esagerata..”

Bea, giuro, mi perdo su te incantata
è come se, irraggiungibile mi chiamassi
per accomodarmi affianco al tuo banco
sentendomi in amore la preferita.

Bea, mia bella Bea, dalle labbra linde e belle
paiono dispensare baci anche da mute.
“Ho capito, ruffiana, mi vuoi baciare.”
Eddai Bea! non dirlo cosi anche se è vero.

“Blu non si deve tra ragazze, è peccato,
sei inguaribile, la Poesia ti fa male.”

Rattristata mollo. Lenta la mano avvicina
e scuse affiora porgendomi le labbra.

“Bea! sei matta! Siamo in classe… “.

,”.

BLU Marina
(venerdì – 01.03.2019  in collina)


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Poesia saffina n. 33

Dio, gocciolo per te.

…e cerco tra la posta la tua email
ma non la trovo, non ci sei
forse perché sei arrabbiata con me?
Io non lo sono con te, scrivimi.

Lo so che stai leggendo le mie suppliche
e lo fai apposta a non rispondermi,
è per punirmi vero?

Vuoi farmi soffrire? Ce la fai.
Sto soffrendo per te, perché
penso d’amarti come le grandi.

Niente email.

Scrivimi Fra, soffro troppo, ti adoro
ti darò le più belle risposte che vorrai,
scrivimi ciò che le labbra devono dirti
ciò che vuoi sentire per perdonarmi.
Ti leggerò ad alta voce in classe
e le reciterò con dolcezza se vuoi

solo per te,  se ti fa piacere,
e ti piacerà vedrai. Mi umilierò
perché ti voglio bene Fra,
e poi fuori piove e tu non sei qui.

Sto crescendo, lo sento,
ti amo diversamente
come le ragazze più grandi
piene di sentimenti…

Niente email.

Adesso basta!
Se non mi rispondi ti pianto
ti lascio per sempre!

email: “Marinaaa… cucù!”

Fraa!.. stroooonza… Ti Aaaamo.

 

BLU Marina
(Pavia , mezzigiorno 26.02.2019)


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NO FRIGO

NO FRIGO

Eliminata  la TV di casa, cominciai a guardare in strano modo il frigorifero…

Non fu facile licenziarlo dalla sua mansione, impiegai parecchi mesi. Come HALL in 2001 Odissea nello Spazio, cominciai un po’ alla volta a disattivarlo. Lui stava lì immobile a conservare cibi che regolarmente scadevano alla data prestabilita.

Vivere senza una compagna in casa o senza una compagnia il frigo comincia ad essere sempre meno utile, insomma,  come la Televisione. Ogni volta che lo aprivo mi dicevo “Cavolo! devo prendere il latte, il formaggio grattugiato, la carne ecc..” gettando via tutti cibi prossimi alla scadenza. M’accorsi che comperavo troppo cibo per niente, e che avrei dovuto buttarlo o regalare alla vicina. Imparai a  diminuire gradualmente la spesa fino quasi all’estinzione, rimanendo: 1/2 litro di latte, 2/3 birre, la scatola dei formaggi con dentro una sola qualità, uova, il un barattolo di marmellata iniziato e mai finito, il tubetto di pasta d’acciuga, piccole conserve rosse e tanto spazio vuoto. Il frigo cominciava ad essere più grande del fabbisogno e quindi raffreddavo tanta aria per niente. Meditai per l’acquisto di uno più piccolo, ma mi conveniva aspettare l’evoluzione della situazione.

L’uomo,  quando vive solo ha dei comportamenti strani, comportamenti essenziali.

Un giorno cercai gli occhiali chiedendomi: “Come fanno a sparire gli occhiali in una casa dove vivo solo io” arrabattando alla ricerca qua e la, ovunque. Niente. Niente da fare. Una settimana dopo, controllando le cose scadute nel frigo, notai che il  latte diventato yogurt  stava beatamente in compagnia dei miei occhiali. Diciamocelo, insieme stavano veramente bene come gli innamorati. Il latte, assumeva un atteggiamento intellettuale con gli occhiali. Occhiali e latte avevano fatto amicizia.  Da quel giorno imparai a lasciare gli occhiali di scorta nel frigo in compagnia del latte e barattolini vari, ma aggiunsi le chiavi di scorta dell’auto, del box e la sordina della tromba,

Oggi a distanza di tempo il frigo è spento. Nel vano frigo è diventato l’armadietto per tutte le cianfrusaglie che si aggiravano sparse per casa prive di una collocazione. Finito i surgelati della paratia bassa,  ci ho messo anche due paia di scarpe, una sciarpa, altri libri ancora in fase di lettura, la piccola cassetta degli attrezzi e della frutta di gommapiuma  in memoria dei bei tempi.

La cassettiera del freezer oggi si è trasformata armadietto delle scarpe ordinarie, lucidate a nuovo.

La foto parla da sè.

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Non vi dico la faccia di mia sorella Ivonne quando, venuta per le pulizie, aperto il frigo.. “Hei fratello, come va?” guardandomi perplessa:  “Stai bene vero?”.

In sei mesi avevo vinto la mia battaglia contro il frigo superando la torrida estate senza bibite fresche imparando a bere a temperatura ambiente, dissetandomi ugualmente. In caso di astinenza o eccesso di calura, la barista sotto casa mi serve ciò che desidero. Il frigo, le bibite e gelati, li ha lei e rincarati di tassa sui frigo che gli esercenti pagano ogni anno allo Stato.

Cambio di alimentazione 

IL CIBO NELL'ARTE CAPOLAVORI DAL '600 A WARHOL

Senza frigo ho scoprerto la cucina rinascimentale, quindi: legumi vari, insalate, verdure, frutta, polenta, pasta,  riso, ecc. rigorosamente acquistati freschi. Ciò vale anche per tutti quei cibi companatici di taglio fresco acquistati sui banconi al mercato.
Per chi vive senza frigo, in cucina deve prestare molta attenzione alle dosi in quanto, se dovesse avanzare qualche porzione si rischia di ripetere a sera lo stesso pranzo, altrimenti, per evitare la scadenza di cibo programmato fresco, dovrà buttare via tutto. In tal modo ho capito finalmente in cosa consiste la “dose” consigliata nelle ricette culinarie. Prima invece no, cucinavo a casaccio senza proporzione mettendo gli avanzi cotti, dentro in frigo o in pattumiera

A tavola nel Rinascimento | Italia Travel World
Più lusso che cena

Oggi di spesa ne faccio “quanto serve” e ogni giorno prendo solo l’essenziale, tanto il frigo come i prodotti alimentari sempre freschi ce li hanno i negozi.

Pensavo: “Perché avere un frigo quando con la merce fresca la pago già tassata di frigo, tassa che i supermercati versano allo Stato italiano ogni anno?”

Si trattava di cambiare il proprio modello di vita. Parlandone con la figlia mi rispose che, anche Fabio (il suo compagno di vita)  nel frigorifero tiene solo l’essenziale. La cosa mi rallegrò tanto. Non ero il solo cittadino milanese rinsavito.

Spensi definitivamente il Frigo.

L’avventura continua: Lo vedete affianco al frigo in alto quell’oggetto strano? è una lampada solare autonoma. Sto pensando di iniziare la mia battaglia per un mondo migliore.

La Vincerò!.. lo so.


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NO TV – no televisione

Bene!

Questo è il mio primo articolo.

Ho una testa particolare, credo diversa della altre in quanto sono finito a vivere in una casa che ho modificato e che funziona oggi a 12 & 5 Volt. Sì avete capito bene: a 5 volt contro i vostri 220V di normale amministrazione.

La scelta di vivere a 5 volt è nata dopo una serie di meditazioni serali davanti alla televisione chiedendomi: “ma perché mi devo distruggere in questo modo? Che colpe ho commesso? Non è stata mia la scelta questa macchina infernale delle mille illusioni, mille allusioni, asociale, schizofrenica, strampalata che non sta mai zitta neanche se la spegni”. Continua la trasmettere anche da spenta quando vado a dormire disturbandomi la vicina l’ascesa nel mondo di Morfeo.

Eppure l’oggetto davanti a me è bello; schermo piatto, ampio, buona marca, telecomando digitale, oggetto ereditato dalla mia ex moglie.

Premetto, che, come telespettatore, “ero un poco di buono” fin da piccolo, non stavo mai fermo, disturbavo i telespettatori. Da grande, in passato, a sera preferivo leggere gli spartiti musicali e suonare qualche strumento musicale, mentre lei, con le cuffie, si emozionava tutta: rideva, piangeva, scalpitava, s’agitava e appena avevo bisogno di lei, prontamente emetteva il sibilo minaccioso: “ssstttt aspetta!”.
Non dovevo disturbala dalle sue puntate televisive. Tutti i giorni, per anni.
Ella amava un serial televisivo tipo: “Isso, Issa e o’ Malamente”, sequele meridionali dove passano la vita a sgridarsi, cornificarsi, imbrogliarsi e minacciarsi.

Insomma, da buon milanese detestavo quella cultura insopportabile, veramente insopportabile, mentre lei l’amava dicendo per ferirmi: “Che belle famiglie, avessi avuto anche io un marito meridionale, mi avrebbe amata tanto … e tu invece no!”.
Non sono battute belle di sera davanti a una minestra riscaldata alle ore 20,15 mentre mangio da solo con lei voltata di spalle ipnotizzata davanti al televisore. Poi arriva il filmone.

lei: “stai qui con me a vederlo?”
io : “ No grazie, sono stanco, leggo un pochino e dormo”
lei: “ Ecco! non mi fai mai compagnia, uffa!”

Da allora ho cominciato a detestare il televisore. Quando volevo fare all’amore non era mai pronta e se mi svegliava con le voglie sbuffavo: “io la partita l’ho persa”.  La televisione è un oggetto stupido, ma stupido, condotto da personale di servizio più stupide degli spettatori. Ma si sa, la Rai è un clan di raccomandati senza che abbia mai capito da chi?
Certamente pensavo  da una persona di potere con molti averi, più stupido di loro certamente, altrimenti non si giustificherebbero simili comporta-menti direttivi nelle trasmissioni.

Ho deciso – pensai – la butto!

Prima ancora di prendere la decisione di regalarla, la TV si è fulminata da sé! Sbadatamente, mentre era accesa, avevo appoggiato l’accappatoio sopra la TV accesa prima di farmi la doccia e, senza volerlo, avevo chiuso i condotti dell’aerazione. Per surriscaldamento è esploso qualcosa dentro. Ho sentito anche il “tich” tipico della scintilla.

La vidi per l’ultima volta nel container dell’AMSA, lucida, splendente, nuova. Mi lanciava delle occhiate tristi come un orfanella. Le stesse espressioni simili a quelle della  mia cagnolina quando mi allontanavo di casa senza di lei.

Le dissi: “Mi spiace per te. Ti ho tenuta come soprammobile per sei mesi, ma la colpa non è dei tuoi conduttori elettrici che sono ottimi, ma dei conduttori umani che tieni dentro. Ti avrei anche tenuta con me e riparata, sai?, Ma pur di non vedere tanta stupidità dilagare in casa mia e senza autorizzazione, mi spiace, ti lascio per sempre. Addio! Addio per sempre. Torna metallo e rinasci!”

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Da quel momento è cominciata l’Odissea di cosa o come dare la disdetta alla RAI e non solo, ma cosa avrei dovuto fare ancora per vincere la mia battaglia contro la luce ENEL a 220 volt.
In effetti, ragionandoci sopra, noi siamo bombardati tutti i giorni e a tutte le ore da fonti radio. Dico io: ma perché? Adesso che non ho la TV, lo Stato mi dovrebbe dotare di un deviatore di onde, insomma, dovrebbe distribuire – se non lui –  magari  un Istituto privato . una macchinetta contro le onde radio. Niente di tutto ciò.

Ora, non avendo più la TV cominciai a notare una serie di Monitor e Schermi  posizionati ovunque nei punti strategici di passaggio della mia città: Bar, Ristoranti, Stazioni, Ospedali, Supermercati, Banche, Uffici pubblici, Metropolitana, Autobus ecc. schermi televisivi dove non si ha nemmeno il tempo di osservarli perché sempre di fretta,  chiedendomi sul perché di tanto spreco.
Mi dicevano gli amici, “Ma è per la pubblicità o nooo???” (come darmi del deficiente)… ma va la…

A sera a casa, meditavo sui punti strategici in cui erano stati posizionati, fotografandoli giorno per giorno, riguardandoli dopo cena nel PC. Durante il giorno, passeggiavo lentamente come un turista dentro un museo d’Arte senza il diritto di fotografare gli schermi appesi e da diverse angolazioni, scattando furtivo, per rivederli. Evvvaaai Klicki! .

Mi si formò in testa  l’idea che quegli schermi non fossero normali Televisori, ma macchine per il controllo dei cittadini. Insomma, una specie di telecamera ad ampio raggio panoramico, capace di catturare immagini con la stessa facilità con la quale le emette o le trasmetterle da centrali dati. Se il telefono è un apparecchio ricetrasmittente, pensai, lo sarà anche la TV… o no?
Butatta!


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