
Rispetto
Amica,
l’amore rende tutti pari
anche le offese inferte.
Desisti, non chiamarlo,
lascia che si torturi
pentito ti chiamerà.

Rispetto
Amica,
l’amore rende tutti pari
anche le offese inferte.
Desisti, non chiamarlo,
lascia che si torturi
pentito ti chiamerà.

Fiato sospeso
virgola, e copule modulano il fiato:
i due punti aprono discorsi personali,
gli interrogativi non sono esclamativi,
il punto mi piace, interrompe il fiato.
Andrea sta arrivando a momenti è qui.
Eccolo! Mi punta. Il respiro mi manca.
Che faccio? Metto un punto e corro al bacio.

Tentazione.
Uso le mani per lavare il mio corpo,
quando esagero in carezze, queste
diventano intriganti e tentatrici.
Difficile desisterle, mi è difficile
e penso a te.
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Confidenze
Perché, i baci devono sempre sapere d’amore
e li vogliamo segreti distanti dagli indiscreti?
D’altro sapore ho conosciuto i tremendi suoi
non so se chiamarli baci oppure ardore.
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Mio Adorabile Seduttore
In mia presenza si finge assente
e volgendo delicatamente lo sguardo
ottiene ragazze che si dondolano.
Mai oltre, mai persistente per paura
svanisca dal loro volto la sua seduzione.
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Lo specchio
lo specchio ai piedi del letto
che le coppie condividono
non lo voglio, non lo voglio
e te lo ripeto non lo voglio.
Non voglio essere condivisa
vergognosamente scomposta
osservando me stessa nuda.
Non voglio essere estranea,
spiata da me stessa o da te.
spegni la luce e cercami
non c’è meglio di noi
per amare noi stessi.
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Dietro Lui
dalle finestre si vuole l’opposto di ciò che sta fuori
dall’anima si vuole sapere ciò che sta dentro
dalla promessa si vuole il suo mantenimento
dall’amore imprevisto un suo giuramento.
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Corilla – poesie
Narra del suo povero ovile:
Avevamo un monolocale con camino:
i mie genitori, sei capre e tre fratelli.
Il cane pastore in catena alla porta
tutto l’anno fuori senza entrare. Poi,
a Gennaio, facevamo spazio anche lui.
Scodinzolava la coda in festa, felice
di dormire insieme al tepore del camino.
25 settembre 2020
Oddio… la prima nebbia ha rapito i colli,
nulla si vede dalla finestra e fa freddo.
Quasi quasi torno a letto al calduccio
fino al pigro risveglio di mia sorella.
Poi il sole s’affaccia e tutto rischiara,
odo canti e braccianti allegri alle vigne
La campana suona le 11, 30, poi tutte insieme
continuano a suonare a festa. Che mai sarà?
Pare richiamare a se i fedeli in preghiera
e suonano, suono impazzite imperterrite.
“Campanaro! Campanaro! Arriva la Tempesta?”
“No! Sono felice!” esulta “Sono felice!”
Se non riconosci la descrizione dell’attimo
vuol dire che hai la ragione annebbiata,
se no la comprendi la seconda volta – lamenta il poeta-
devo riscrivere a memoria la poesia sbagliata.