Poesia Cosmica n. 58


Distanza.

ci fu un tempo
prima che il disastro prendesse il sopravvento
ci fu un tempo
quando per strada amici ci si dava appuntamento
ci fu un tempo
quando le labbra baciavano e baci ricevevi
le parole erano allegre prive di doppi sensi.

ci fu un tempo
quando contare non aveva importanza
ci fu un tempo quando dentro la mia stanza
mi dissero di non uscire e tenere le distanze
ci fu un tempo senza televisione
dove i nostri sogni risplendevano a colori.


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Enea archivio

Poesia Cosmica n. 56

(foto: Alviero Martini artista-Mi-It.) 

Stiamo tornando uomini.

Cominciano apparire sui volti
le rughe delle preoccupazioni,
parevano estinte, debellate;
eccole solcare fonde le fronti.

Le conosco tutte le rughe dei volti
ieri si spendevano i soldi di domani
oggi non si spendono i soldi di ieri,
quelle rughe cominciano solcarci.

Stiamo tornando uomini di ieri,
via dai nani predoni senza un domani,
Call Center senza calli sulle mani,
culle vuote e grandi televisori

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enea archivio


Poesia Cosmica n. 55

BOLLA DI SAPONE

Tutto è finito in una bolla di sapone.
Avevamo imprese e impegni senza fine,
leasing, debiti e mutui senza scadenze
conto correnti bancari indefinibili.

Avevamo appartamenti supervalutati
cucine lucenti per diete dimagranti
auto di lusso dalle crome splendenti,
motori scintillanti per grandi vacanze.

…Tutto è finito in una bolla di sapone.

Siamo circondati da averi senza eredi,
disdette, annulli, ordini mancati.
Tutto è diventato inutile, senza senso,
preludio di un nuovo secolo spento
come lo strano inquieto silenzio.


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Enea (archivio)

Corilla n. 58

Reparto femminile

I rosario è un grande aiuto agli agonizzanti
prega accanto suor Maria finché è tranquilla,
avverto interiormente le sue preghiera aver effetto
la serenità ha allontanato il senso afflitto.

La ringrazio con carezze nel mio noviziato medico
ed ella si avvicina ad altre per altre consolazioni;
si china, il respiro ascolta e si ferma a pregare
come staccasse indolore dal corpo le anime sfinite.

Poesia Cosmica n. 51


A quatto mani

Rannicchiato sul bordo finestra, da Michelle mi
pervenne il tuo maglione umido d’acqua salata,
dimenticato in spiaggia dicesti, riportato strizzato.

Lo dimenticasti ancora sul pianoforte nell’addio
per cantare con la nuova compagnia dove c’era lui;
una tromba d’oro eccitante negli alti acuti e strilli.
Incantata, non ti eri accorta che vi osservavo da tempo.

Dicesti: “E’ bello, molto bello e gli piaco tanto sai?…”

Rapita da incantesimi lo seguisti per mano
avviandoti ai sogni suoi carnali e deliri.

Capii che tutto era finito quando il pianoforte tuo
tornò a suonare di sopra nel tuo appartamento;
pareva volermi richiamare, invitarmi a parlarne,
ogni giorno più piano, sempre di più piano a diventare
un laconico  lamento, lento… lento e spegnersi.

Cell: Ti rispondo. Hai un groppo in gola e tormento.
Senza dirti mi anticipi: ”Enea… mi perdoni vero?”

“…dai scendi.. t’aspetto, poi basta capricci, intesi?”

Sulle ginocchia mie corresti a suonare serena e zip
sulla schiena disceso ti puntino come pentagramma
la pelle, che lieve biro incide un motivetto da ripetere,
ouverture sensuale, ritrovato ritornello per brividi
d’intesa di reciproci armoniosi accordi.




Enea sbarca a Chicago.

Da questo momento ha inizio un viaggio fotografico a Chicago.
Chi vuole ci segua.

Perché uso la particella pronominale “ci” segua ? Perché gli autori di questo viaggio siamo due: io (Enea Anchise) e Turk Meyers.

Turk Mayers è un gentile cittadino di Chicago conosciuto in Face Book durante la quarantena da Corona Virus. A causa degli arresti domiciliari di massa per impedire il diffondersi del virus malefico ebbi molto tempo a disposizione da spendere in Internet (web). Mentre ricercavo, costruivo e correggevo le mie pagine d’Arte qui in Word Press, nell’intervallo di tempo il mio occhio magico per l’indagine d’Arte volle attraverso Face Book cadere su Chicago. Visto che le mie indagini finivano sempre in quella città sconosciuta volli fare in giro ispettivo tra i siti per interrogare, sapere e scoprire.
“Qui non si parla di politica”. Questa frase è nella scheda di partecipazione alla pagina scoprendo che in America non si parla di politica per non finire nella rissa. Il dualismo politico (soluzione pericolosa) scatena le tifoserie, sport che riduce a punkabbestie i tifosi urlanti dagli spalti esprimendo tutta l’anima primitiva quali discendenti dei primate. Quindi meglio tacere perché l’americano è anche ignorante (voce del verbo ignorare) nel senso che non deve sapere. e tra gli insapienti di Chicago ho cercato l’arte e la storia della città come anche la ricerca su Picasso in una città sepolta viva da Corona Virus.

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Foto: Inaugurazione del monumento a Pablo Picasso 15/agosto/1967

La scultura, in Daley Plaza nel Chicago Loop , è di 50 piedi (15,2 m) di altezza e pesa 14 tonnellate. La scultura cubista di Picasso è stata la prima opera pubblica importante nel centro di Chicago.

Premetto che su Chicago, prima d’ora nulla sapevo se non qualche cenno storico assimilato dalla Storia dell’Arte in Italia. Una città abbandonata perché rea confessa di malavita e quindi priva per me d’interesse.

Dopo qualche pagina di lettura F.B. vidi tra le immagini storiche una scultura gigantesca di Pablo Picasso in una piazza della capitale. La cosa mi stuzzicò la voglia di capirne di più, scoprendo che: i cittadini di Chicago vollero issare in omaggio al grande artista scomparso (meno male), una sua papera ingigantita e posizionarla in bella vista in una piazza a lui dedicata dall’amministrazione di Chicago, capitale dell’Illinois State.
Chicago, 2.705. 994 abitanti, la terza metropoli più popolosa degli USA,

Covid a Chicago 2020.

Appena scattò l’allarme sanitario COVID-19 in America, più della metà delle pagine di Face Book entrarono in Black Out in quanto la maggior parte degli americani che ne fanno uso. utilizzano F.B. dal computer dell’ufficio dove lavorano. Restando a casa, il Corona li trovò sprovvisti di computer, di pass legate all’ ID, quindi privi di comunicazioni virtuali. Tutte le trasmissioni social diurne parevano sospese. Un silenzio informatico regna ancora adesso negli Usa.

Gironzolando a vuoto e senza risposte alle mie mille domande, scoprii con meraviglia Turk Meyers – un lavoratore volontario e a rischio – che si stava prodigato coraggiosamente a consegnare cibi caldi ai cittadini asserragliati in casa e che grazie al suo impegno sociale potevano nutrirsi. Turk Meyers restò meravigliato nel vedere la sua città vuota. Scattò le prime immagini al monumento di un noto senatore Repubblicano che presentava i fasci littori come decorazione. Avvicinatolo gli chiesi se poteva fotografare i particolari appassionandolo a scattare altre foto e metterle sulla pagina d’arte ove era iscritto. Dopo previ accordi, continuò a scattare fotografie dal suo Smart nei percorsi di consegna, restando spesso interdetto e affascinato nello scoprire un altra Chicago mai vista prima. Anche se non riceveva i dovuti “mi piace” lo spinsi a proseguire suggerendogli che quelle immagini negli anni avvenire sarebbero divenute uno straordinario documento fotografico /Book) per gli studenti di architettura, pittori, fotografi, sociologi ecc. futuri interessati della città. Seguirlo fu per me un gran bel giro turistico affascinante scoprendolo direttamente da casa mia i particolari di una citta addormentata. Avevo a disposizione un punto privilegiato di osservazione. Una simile occasione non si sarebbe presentata mai più, quindi tutti i giorni andai – e tutt’ora – a guardare cosa ha fotografato di nuovo Turk Mayer.

Sito: https://www.facebook.com/groups/207881226643638

Nel seguire la sua camera scopro Chicago essere una città americana vista senza filtri, una città reale, osservata con occhi umili di chi consegnando cibo resta attonito nel vedere la propria città la prima volta. Turk scopre angoli segreti, flora, fauna, ponti, parcheggi, monumenti, negozi chiusi ecc. e rari esseri umani silenziosamente mascherati in giro per garantire l’assistenza base alla città convalescente.

Fatto conoscenza virtuale, superata la diffidenza americana, era come se insieme a Turk si aggirassero “due fantasmi” nella grande città misteriosa che tanto ha fatto parlare di se nella pagine di politica nera negli anni del proibizionismo (1920 Gangster), come altri fatti di corruzione e sangue nella politica economica moderna. Una cosa ho capito: i cittadini di Chicago nulla sanno della propria città se non il servizio che danno come buoni cittadini per farla funzionare bene. Però c’è da dire anche che, questo difetto urbano è presente in tutte le Metropoli del mondo.

Ora, con Turck, ho coordinato le nostre operazioni dando vita a un programma per un prodotto congiunto,; Turk Mayers si è preso l’incarico di Foto/Reporter, ( lui scatta senza chiedersi nulla, scatta solo a piacere o curiosità per poi guardare a casa il risultato del giorno), io invece osservo le sue foto dall’Italia e se è il caso – perché l’immagine è illuminante, gli chiedo altri dettagli della medesima foto.

Mentre la parte Alta della città possiede geometrie impeccabili, grande ordine e pulizia, la parte Bassa (la più ampia) è molto disadorna a causa dell’economia ristretta cui sono sottoposti molti cittadini periferici. Ma ci sono anche quartieri bassi molto eleganti ed IN. La cosa che mi ha turbato e nel contempo meravigliato, è la presenza di fili elettrici aerei con impianti volanti improvvisati che hanno compiuto almeno 50 anni e senza mai interrarli, dove la corrente elettrica (110 volt) va da palazzo in palazzo creando una giungla di fili che sembrano liane della foresta. Da li nasce la seconda idea che avrà corso, dove i fili della luce saranno gli interpreti della raccolta fotografica “Ironica Concettuale” per dare modo a chi guarda di sentirsi cosmicamente sospesi tra realtà oggettuale e realtà metafisica.

Da ciò nasce questa idea già fattasi copertina:

Turk Mayer & Enea Anchise: copertina

Penso che questa, per me, sia la prima volta dove la copertina nasce prima dell’opera (in pdf ” seguirà la raccolta delle foto ritoccate (da me).

Face Book: Art In Around Chicago Pictures, è la piatta-forma dove Turk & Enea si sono incontrati e conosciuti. Essa ospita altri artisti amatoriali con i quali si è stabilito un rapporto debole, fievole, ma si sa, gli americani sono diffidenti perché la prudenza in America non è mai abbastanza. Da loro, le trappole e le violenze sono sempre in agguato, ma si sa, siamo a Chicago.

Enea Anchise

FiloRossoArt