Poesia Cosmica n. 51


A quatto mani

Rannicchiato sul bordo finestra, da Michelle mi
pervenne il tuo maglione umido d’acqua salata,
dimenticato in spiaggia dicesti, riportato strizzato.

Lo dimenticasti ancora sul pianoforte nell’addio
per cantare con la nuova compagnia dove c’era lui;
una tromba d’oro eccitante negli alti acuti e strilli.
Incantata, non ti eri accorta che vi osservavo da tempo.

Dicesti: “E’ bello, molto bello e gli piaco tanto sai?…”

Rapita da incantesimi lo seguisti per mano
avviandoti ai sogni suoi carnali e deliri.

Capii che tutto era finito quando il pianoforte tuo
tornò a suonare di sopra nel tuo appartamento;
pareva volermi richiamare, invitarmi a parlarne,
ogni giorno più piano, sempre di più piano a diventare
un laconico  lamento, lento… lento e spegnersi.

Cell: Ti rispondo. Hai un groppo in gola e tormento.
Senza dirti mi anticipi: ”Enea… mi perdoni vero?”

“…dai scendi.. t’aspetto, poi basta capricci, intesi?”

Sulle ginocchia mie corresti a suonare serena e zip
sulla schiena disceso ti puntino come pentagramma
la pelle, che lieve biro incide un motivetto da ripetere,
ouverture sensuale, ritrovato ritornello per brividi
d’intesa di reciproci armoniosi accordi.




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...