
Sposati in cielo
Mio padre con la sua seconda moglie
ha avuto Patria, mia sorella minore.
La guarda, è bella, poi tenero mi osserva
e come sposati benedetti dal cielo
spera che non ci lasceremo mai.
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Sposati in cielo
Mio padre con la sua seconda moglie
ha avuto Patria, mia sorella minore.
La guarda, è bella, poi tenero mi osserva
e come sposati benedetti dal cielo
spera che non ci lasceremo mai.
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Tintinnio
Siamo circondati da milioni di centesimi
gocce di metallo che fanno la differenza
tintillano se dati o resi, rugiada nelle mani
dei poveri se elusi al grande Esattore.
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Desda

Corona d’Onore per tutti
Tutti lo amavano era un medico bravissimo
Uomo dalla voce calma avvolgente e paterna
Impartiva guarigioni senza paramenti sacri
Asciugavano le mani in silenzio i sopravvissuti.

Spezie
Dai modesti orti tornano ricolme gerle ampie
in cambio di poca acqua sparsa e buon letame.
A loro vado incontro con abiti leggeri e vimini
come i vascelli un dì, dai paesi di aromi lontani.

Giacigli in fiori
cala ombroso il crepuscolo sul giardino in fiore
gli ultimi raggi dissipano oro di una giornata calda
s’adagia su aiole per rinfrescarle tenere d’ombra
come se Eros ultimasse culle per promesse spose.
Corilla
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Tartarughe elefanti
sembrava seduta su una testuggine gigante,
roccia tondeggiante a riva sua prescelta;
la compostezza di ogni posa e grazia
pareva immortalarla antica sirena.
Mia sorella Patria in Nuova Zelanda
postava immagini preistoriche di sfondo
milioni anni prima del nostro avvento.
Così lontana seduta sulle Ere rilassata
mi guardava negli occhi sorridendomi.
Corilla
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Mirror con tè.
Lasciamo appesi gli abiti uggiosi
Spoglie si presagisce una lussuria,
Sussurriamo misfatti sottovoce e risa
Accovacciate senza stropicciare lenzuola.
Fuori piove ancora.
La cupa luce invoglia fuse e cuscini
Accorgendomi d’essere desiderata,
Gli occhi sornioni sanno scorgere
Del corpo ogni forma proibita
Perfezione delle nostre eleganti linee
che alle richieste astutamente svio:
“Amore vuoi baci latte o del té ?”
Sedotta: “Tutti e tre.”
Corilla
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Sedotta
sei l’unico sguardo capace di possedermi
al quale non so sottrarmi l’intendere che
mi vorresti sedutastante tua e presto
senza dirti no sapermi priva di voleri.

Non so come
sento l’amore nascere in pancia
risalire pian piano al cuore
di calore avvolgermi il corpo
e nella mente ospitarti in sogno

Voce confessionale
a volte ho bisogno di un contatto vicino
qualcuno con cui parlare ascoltandolo;
uno che abbia una relazione qualsiasi
che mi narri il suo amore in travaglio
poi leggo le altrui poesie, insoddisfatta,
lo chiamo per farlo ripetere da capo
amando la sua voce mentre mi parla.
Corilla
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