Poesia cosmica n. 25

Anaffettivo

Perché mi vuoi assolutamente?
posso anche non corrisponderti
non sono obbligato amarti se mi ami.
Le tue paturnie d’amore, le insonnie
che hai per me e che mi descrivi
non mi obbligano a stare con te:
io sono anaffettivo e non so perché.
amo te, amo l’altra, amo tutte
ma non desidero nessuna mia:
“e guardami negli occhi !” mi sgridi;
scusami, stavo osservando le formiche.

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Poesia Cosm/orfica n. 15

Il paese muore.

 

Con la valigia in mano non saluta nessuno.

Il tramonto è veloce e sereno come ogni sera.

Due gabbiani ondeggiano al vento solitari

con l’unica bambina sotto che gioca sola;

ultima persona nata dall’intimo atto d’amore.

“Signore, anche lei se va… non torna più?…”

Le cade sulla fronte una goccia commossa dal cielo

la gabbinella lo conosce, sa che non tornerà.


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Enea archivio

Poesia cosmica n. 5

Dallo spazio: A Barcellona.


Le città sono fatte di odori;
da qui l’odore del mare sale
si sente con gli occhi in cielo.

Guardate! Guardate come è bello il mare…

Colori, tante lingue, arriva umanità varia
come vari sono i pesci nel mare di Barcellona.

Il cemento si impasta con l’acqua
e l’acqua si cementa a blocchi,
deve essere per questo che qui sotto
ci sono numerose cliniche dentali:
il sorriso qui non manca,
è la cosa più importante.

Si sorride a Barcellona, i denti costano
e i Conto Correnti postali si svuotano.

Reina Isabella ancora qui sul mare
sei lembo di vestaglia a fiori tra le vie,
dedali senza entrate e a uscire si spinge:
così dice Franca Massaiu che parla e canta
ad orecchio dal rosone della Cattedrale.

Poetessa, non vuole più self specchianti,
mi chiama al cellulare: “Enea, sei tu?
Volevo sentire la tua voce, mi basta.”

“Poetessa, ti vedo presso la macelleria:
comperi carne vero? Alza gli occhi al cielo
e guardami… vedo i tuoi seni scollati da qui,
coprili con la mano, ti fanno più bello il volto
da ritrarre in estasi al cielo rivolto.

Barcellona: riso, sorriso costoso e carne:
niente pesce intorno, non c’è più mare.

 

barcellona aerea


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