DADA: Processo 3

“Imputato Lenin, si alzi”

(Lezione di Storia, Antropologia, Sociologia, Politica, Religione e Arte)

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Quando Lenin da ordine di trucidare l’incarnazione divina della Regia Storia di Russia a Ekaterinenburg (Borgo Caterina)  eliminando le anime eredi della universalità storica di quell’impero, con quella sentenza/punizione politica Lenin attuerà la legge “cainica”.
Farà barbaramente 
fucilare la famiglia reale per “vendetta”. Dal referto fotografico sulla “Camera della Morte” risulta in quel luogo funesto essere passati per le armi diversi componenti reali, ma qualcosa non funziona ancora nelle bugie dette alla storia  per quasi un secolo, vediamole insieme.

foto: Santificazione dello Zar Nicola II° Romanov

I Fucilieri per  sfondare il muro di schiena e ridurlo in quello stato devono aver fucilato  diverse decine e più di condannati o un centinaio. A giudicare dallo sfaldamento della parete e l’altezza del colpo mirato. le  fucilazioni sono avvenute da seduti o in ginocchio.  Oltre i Sovrani quel giorno, quanti furono passati per le  armi a bilanciare le richieste “cainiche” per i fratelli di fede ebraica condannati a morte 12 anni prima durante i moti del 1905? I fori alti di pistola fanno presagire che i fucilieri abbiano mirato il colpo  in faccia ai condannati, e che quindi, tra i fucilati ci furono anche corazzieri  della guardia personale dello Zar  o cadetti alle porte.  

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Mille domande sorgono nell’analizzare la scena del crimine e  mille dubbi rendono questa scena poco veritiera come luogo di sentenza per il solo  Zar e famigliari. Certamente trattasi di stanza atta alla mattanza (Olocausto)  o “camera della morte”  alloggiata nei sotterranei di un un tribunale sovrastante politico/militare improvvisato  per meglio sbrigate le sentenze raffazzonate. Quindi, questi  dubbi esigono delle risposte chiare prima di divulgare cose inesatte, scorrette, che è meglio tenere sotto inchiesta per scagionare il comunismo sovietico da quell’eccidio e attribuirlo ai veri responsabili manipolatori della rivoluzione sovietica in atto.

Tratto da: DISCORSI ALLA CONFERENZA STRAORDINARIA DELL’ORGANIZZAZIONE DI PIETROGRADO DEL POSDR (bolscevico) (Luglio 1917)
Rapporto del Comitato centrale sugli avvenimenti di luglio
(16 luglio)
Compagni!
Si accusa il nostro partito e specialmente il suo Comitato centrale
di aver promosso e organizzato la dimostrazione del 3 e del 4 luglio per
costringere il Comitato esecutivo centrale dei soviet a prendere il
potere o, se questo avesse rifiutato, di prenderlo esso stesso.
Innanzitutto, devo confutare queste accuse. Il 3 luglio due
rappresentanti di un reggimento di mitraglieri hanno fatto irruzione
alla conferenza dei bolscevichi e annunciato che il 1° reggimento di
mitraglieri era insorto. Voi ricorderete che noi avevamo dichiarato ai
delegati che i membri del partito non potevano agire contro le decisioni
del loro partito e che i rappresentanti del reggimento avevano
protestato, affermando che sarebbero usciti dal partito piuttosto che
andare contro le decisioni del reggimento. ecc.

Cerca e Ricerca 

Informarsi sui ulteriori fatti storici , la ricerca ci porta a ritroso investigando anche sull’interessante  letteratura del dissidente anticomunista russo Alexander Isayevich Solzhenitsy , scrittore “storico”, principale accusatore del Regime Sovietico il quale  imperversava negli anni Settanta/Novanta sui Media dei nostri paesi capitalizzati, diffondendo una immaginaria URSS negativa agli occhi degli utenti finali del mondo Mediatico Democratico. La sua scrittura aspra e crudele, è piena di veleni ideologici,  essi hanno la colpa di averceli tenuti lontani  quegli eventi realmente accaduti in URSS come alla corte dello  Zar Nicola II nel 1917, mondo dal quale siamo tornati sconfitti e coi piedi congelati, e che non corrispondeva alle narrazioni fatte dai nostri ex combattenti tornati politicizzati. Nelle nostre università italiane e scuole secondarie, la storia d’Italia e mondiale finiva con la guerra del 1915/18 ad opera degli italiani monarchici mentre sulla storia e guerra dal 1918/1945, è sempre tenuta calata una cortina buia. 

Solzhenitsy parla, scrive,  racconta , denuncia, poi si smentisce, poi rinnega fatti e misfatti diventando alla fine quel suo percorso intellettuale, poco credibile e inaffidabile; a volte esagerato e imbarazzante.

Con le narrazioni di  Solzhenitsy attraverso insinuazioni, bugie e di altri racconti noir in altre testate giornalistiche compiacenti(suoi articoli), diede il via alla Campagna discriminatoria anti URSS per la futura aggressione incriminando preventivamente quella grande nazione d’essere il fulcro di un regime feroce, impopolare, da liberare convertendolo a nostra immagine e somiglianza.
La cosa fece molto scalpore agli occhi degli utenti televisivi  ipnotizzati, psicologicamente remissivi,
spaventati e increduli legati alle loro poltrone come Ulisse, incapaci di sottrarsi alle voci ipnotiche  ingannatrici di sirene altoparlanti. La terapia Solzhenitsy scatenò brame anticomuniste disgustose e falsamente argomentate.
Si sa , i Media sono manipolatori delle menti umane, strumenti di coercizione di massa, già 
responsabili  di grandi disastri e macellerie belliche. (vedi l’uso improprio della Radio).

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1974, Premio Nobel per  A. I. Solzhenitsy.

Quel premio di fattura apertamente politica, mise in allarme tutti gli ambienti intellettuali nel mondo. Il prestigioso Premio Nobel mostrava al mondo il suo vero  volto di giocatore d’azzardo e cosmopolita. Altri Nobel d’azzardo verranno assegnati negli anni a seguire.  Olof Palme, primo Ministro svedese, sarà la prima vittima eccellente dei Nobel: voleva chiudere il prestigioso premio perché  seriamente contaminato da eversori.
Quel Premio Nobel,  specifico, presentava tut-to il suo vizio di forma, proforma e riforma. A. I. Solzhenitsy viene investito del titolo di Patriarca Ebreo di Russia: uomo Diplomatico dei Nobel e quindi Intoccabile.

Elenco completo di premiati Nobel nella letteratura mondiale: https://it.wikipedia.org/wiki/Vincitori_del_premio_Nobel_per_la_letteratura


Piccola nota aggiuntiva.
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Olof Palme verrà ucciso (28 febbraio 1986).
Due mesi  dopo l’attentato,  crollerà con  Cernobyl anche  l’URSS incapace di difendersi militarmente

Michael Gorbaciov, allora segretario PCUS, verrà premiato amaramente  per aver mantenuto i nervi  saldi evitando la guerra Atomica. Riceverà un patetico Premio Nobel per la Pace, e del “traditore” dagli ignari russi sui fatti accaduti.

Per chi non lo ha conosciuto, quella di Olof Palme è stata una figura fondamentale e polarizzante sia  a livello  nazionale (Svezia) che internazionale negli anni ’60.
Era fermo nella sua politica di non allineamento nei confronti dei super potenti all’ONU, accompagnando  col sostegno i numerosi piccoli movimenti di liberazione del terzo mondo.


“Arcipelago GULAG” : Tre volumi.

Testo premiato Nobel, fu ritenuto dalle destre eversive e religiose europee un appassionante  bestseller di denuncia anticomunista, capace di soddisfare appieno tutto l’immaginario antisovietico creato in anni di Mediocr’Art televisiva e cinematografica; ma per gli esperti di letteratura, quel testo fu giudicato, al pari di spicciola scrittura noir all’americana,  tecnica appresa da  Solzhenitsy il primo anno di permesso di soggiorno negli USA e seguito passo/passo dai suoi nuovi redattori pubblicitari per il grande lancio divulgativo dell’opera/accusa, operazione perfettamente riuscita, facendo breccia anche dentro i cuori di  onesti comunisti di base rimasti basiti e sotto shock davanti a quelle dichiarazioni. Si dissolverà in loro l’immaginario mondo comunista romantico trasformatosi di colpo in un inferno.
Quattro anni dopo il Premio Nobel, Solzhenitsy, verrà esiliato dall’Unione Sovietica perché in odore  spionistico. Tornerà in Russia solo dopo il 1992 alla caduta del Comunismo messo fuorilegge. Richiamato in Patria farà parte  del primo governo di Boris Eltin  presso una Duma golpista  composta al 75% da ebrei “eletti” democratica-mente  e solo il 25% di russi. (Colpo di Stato?)

Vediamone gli aspetti:

Yeltsin

foto: Boris Eltsin  – col segretario locale comunista dichiaratosi dissidente dal PCUS  – eccolo sopra il famoso  carro armato dove Eltsin farà la dichiarazione ufficiale della presa rivoluzionaria del “Parlamento” , carro dal quale ordinerà di aprire le bocche di  Fuoco contro la DUMA. Il tutto in diretta televisiva mondiale ripresa dalla CNN.
(il soldato è in piena crisi di coscienza) 

 bombardameto Casa Bianca - Duma

Foto: la DUMA,  Casa Bianca o Parlamento, è in fiamme ai primi colpi di cannone dal noto carro armato.  Nella foto,  possiamo vedere le “grandi masse popolari” in rivolta riprese dalla CNN con ottiche speciali per moltiplicare le comparse, immagini lanciate in tutto il mondo.  Il pianeta televisivo restò stupefatto davanti a quella rivoluzione violenta di “massa” in nome della Democrazia. I curiosi telespettatori accalcheranno solo poi la scena con l’arrivo anche del  reparto militare golpista in attesa del segnale della CNN.

“Il dodicesimo piano era completamente bruciato”

Il 4 ottobre 1993, il giorno dell’attacco alla Casa Bianca, Vladimir Shashin era il capo della 47° squadra antincendio. Sotto un intenso fuoco lui e sette soldati di leva hanno fatto irruzione nel Palazzo dei Soviet, e si sono diretti con le lance antincendio al 12 piano, in fiamme a seguito del fuoco dei carri armati. Il colonnello Shashin raccontò a “MK” di come i loro mezzi furono bersagliati dai proiettili traccianti, le conseguenze dei colpi diretti dei pesanti proiettili e l’arresto da parte  dei generali golpisti  Aleksandr Ruckoy (ucraino) e Ruslan Khasbulato (ceceno). Lo sgombero dei parlamentari assediati fu una sanguinosa tragedia umana.


Ascesa e caduta finale di  Alexsander Solzhenitsy

La rivolta sindacale polacca contempla agli insorti due paghe a fine mese, una capitalista e l’altra comunista di Stato.  Il sindacato cattolico Solidarnosc  raggiungerà il 70% degli iscritti sindacali in Polonia. Alla fine della rivoluzione,  cadono drasticamente le due paghe finendo in miseria.  Solidarnosc finirà al 2%. (fine del Miracolo)

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Foto: Adunata oceanica di telespettatori polacchi convertiti. Papa Paolo Giovanni II° (Woitila) 

I peggiori danni del suo capolavoro si ebbero oltre la  Cortina di Ferro o Paesi dell’Est. Tali letture accesero l’immaginario degli operai dei cantieri polacchi di Danzica  che in nome dei reati letti ed “eseguiti”  dal regime comunista, inscenarono le prime proteste della rivoluzione polacca guidata dalla Chiesa Cattoliche Romana e dal sindacato Solidarnosc (con finanziamenti italiani), che tra il leggere e il divulgare i reati annessi in Arcipelago Gulag; Il cervo e la puttana; Una candela al vento e molti altri sempre a sfondo di critica politica e di dubbia capacità costruttiva, il risultato fu “sfascista”. I lettori  dell’Est furono pervasi e incitati alle rivoltose vendetta dissociative, giustizialista, anche se nel mondo intellettuale e politico, quei suoi mattoni letterari furono giudicati con bassi volti scolastici per l’alta densità  eversiva. 

Arcipelago Gulag  era un testo che incalzava in crescendo verso una  violenza “reazionaria” gratuita e  forzatamente di contro regime. Quindi, non di Pace ma incitamento alla Guerra dissociativa dal potere centrale, tecnica conosciuta come “sindrome cubana” attuata nella guerra ispano/americana (di fine ottocento), questo era lo scopo. Con “Arcipelago GULG” gli angloamericani e gli stati alleati Nato  si assicuravano, a livello mondiale, ogni forma di legittimità ideologica futura ai danni della URSS. L’elettronica, materia ancora poco conosciuta in URSS, stava meditando e preparando anticipatamente  il colpo del secolo: Cernobyl,  origine della caduta dell’URSS,  sacrilegio al frutto “dell’Albero delle Scienze” .

Il 29 aprile 1986 la Duma diede ordine di spegnere immediatamente 45 motori nucleari sotto minaccia. successivamente anche le centrali elettriche e termoelettriche tenute al minimo del regime di portata, per il solo riscaldamento (Ordine NATO).

 

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L’URSS, senza energia  si spense di colpo e fu tracollo generale. L’aeronautica Nato poteva sorvolare l’URSS senza essere vista sui radar, il piccolo Cessna  il 28 maggio 1987 atterra sulla Piazza rossa 

Il 28 maggio 1987 , Mathias Rust 19 anni, decollò con un piccolo Cessna 172 da Uetersen, vicino ad Amburgo (Germania), per poi atterrare nella Piazza Rossa di Mosca eludendo tutti i radar militari. Fu destituito in tronco il Generale delle forze aeree sovietiche. La disfatta fu evidente. In caso di guerra atomica l’URSS era accecata. SCACCO MATTO!

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Dopo il ’92, Solzhenitsy  scrisse ancora molto, contraddicendosi in tutto su ciò che dichiarava e con tanta rabbia contro il Comunismo. Solzhenitsy fu uno scienziato ripudiato dal Socialismo Reale e allontanato dai centri di ricerca sensibili sovietici,  per ciò, e nonostante Cernobyl,  non poteva più disobbedire all’Arca delle Alleanze; era ebreo e fortemente compromesso. Chiese alla Nato di guidare la Nuova Russia Nazionalista isolata dal resto del mondo sovietico in dissolvenza. Concessione accordata.

Solzhenitsy, dopo lo shock Iracheno (1991) vide risorgere timidamente un altra Russia, segreta, una Russia senza esercito, ma  presente ovunque. Aveva capito che in quella Russia non sua, tanto meno priva dello stretto  controllo dell’Alleanza Atlantica, stava rimontando velocemente “qualcosa” preoccupandosi assai. Chiese l‘autorizzazione all’Arca di prendere in mano completamente le redini politiche della Russia Nazionale, andata troppo oltre lo  sbando. La Russia  divenne  terra di nessuno, e chiunque poteva col la “Privatizzazione” impossessarsene di grandi quantità e con poco capitale.

Tutta la comunità ebraica russa uscì allo coperto per lanciarsi alla conquista delle spoglie dell’Impero morto, frantumato in 100 stati minori, privatizzando velocemente tutto. Litigarono anche tra loro per il possesso dei gioielli più belli. Ma occulti osservatori interni tutto vedevano, tutto controllavano,  annotando i nomi e le cordate responsabili.

In Iraq, nel 1991 era già scattata la trappola. Fu messa in orbita durante il Desert Storm la “Spada” simile a quella che punì Cernobyl.  Dall’Iraq in poi, la Nato subirà per quasi un trentennio sonore sconfitte militari ed economiche ed è quel che oggi chiamano CRISI.  La Nato ci nascose un altra volta dai Media  la verità sulla sconfitta irachena e l’espansione graduale della Federazione di Russa come le convivenze tessute con l’Asia,  il Medio Oriente,  l’Africa e i paesi Latini, compattandosi.

cernobyl maschere dei minatori defunti

La questione Cernobyl aveva compromesso in tutto il mondo il futuro nucleare. Si trattava di arrestare i responsabili nella Nato, una potenza impenetrabile. Intanto l’Armata Rossa e Russa Imperiale, riorganizzate  aprirono diversi fronti bellici per riprendersi tutto ciò che gli ebbero rubato sul letto di morte.

Il governo di Boris Eltsin, fu messo alle strette dal nascente governo Vladimir Putin. Verrà allontanato dalla scena politica con diplomazia e anche  dalla Cecenia che aveva aggredito. Con lui fu allontanato anche Solzhenitsy . Ambedue si pentiranno del male procurato alla loro Patria mettendosi a disposizione e, con loro, anche una bella fetta della comunità ebraica russa non ostile  alla Federazione. 

Seguiranno da parte di Solzhenitsy, delle dichiarazioni fortemente antisemite, proprio da lui, Ebreo, Patriarca e Nobel. Quindi accuserà i suoi fratelli di fede ebrei essere i veri diretti responsabili  del massacro di Nicola II Romanov e  familiari. Non sarà creduto e prontamente censurato.
Quando per motivi di propaganda anticomunista fece localizzare  il luogo selvaggio della  sepoltura di Nicola II Romanov in Russia, riesumata la salma e radunata la famiglia reale, anche se i russi erano in quel momento storico
perdenti , eseguiranno con alto onore i funerali di Stato al loro ex Sovrano martirizzato. La Chiesa Ortodossa lo santificherà.

Come faceva sapere Solzhenitsy,  anzitempo dove fosse sepolto lo Zar Romanov II° e  i suoi familiari? L’Alleanza Atlantica lo sapeva da sempre… da sempre. Dai Dadaisti partiranno  le tracce lasciate alla Storia dell’Arte, entità che tutto conserva.

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I FATTI:  Nella notte fra il.17 e il 18 luglio del 1918 nello scantinato di casa Ipat’ev nel villaggio di Sverdlovsk (ora Ekaterinburg) si compì, per mano di tre dirigenti locali del partito bolscevico (Filip Goloscekin, Aleksandr Belodorodov e Jakov Jurovskij), l’eccidio della famiglia imperiale. I corpi Reali, occultati in una fossa vicino alla strada per Koptakovu, vennero ritrovati nel 1979, anche se la notizia fu resa pubblica solo dieci anni più tardi nel 1989 durante l’abbattimento del Muro di Berlino quale propaganda pubblicitaria anticomunista.  I tre responsabili del massacro furono fucilati a suo tempo perché esecutori illegali golpisti senza autorizzazione del Partito Comunista che stava trattando con onore l’esilio. Lenin ebbe una fine tragica per “malattia” rarissima.(avvelenamento) Si era convertito definitivamente al Comunismo uscendo dall’Arca, quindi andava punito dai suoi superiori. Ciò avvenne. Trotszkij diverrà il Patriarca sostitutivo dell’Arca russa. Per i suoi crimini di massa ed intrighi doppiogiochisti internazionali, dopo “L’Onore delle Armi” verrà esiliato in Europa. Nessuno lo ospiterà, troverà infine asilo presso due noti ebrei/artisti, i coniugi Rivera e Frida Kahlò, Voleva il Mexico tutto per se, socialista  e  trotzchista, Fu eliminato da chi non permette socialisti come vicini di casa, accusando Giuseppe Stalin quale mandante dell’omicidio politico di Trotszkij. (indagine in cantiere)

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foto: Stalin, Lenin, Trotskij.

REPIT/

“mitraglieri era insorto. Voi ricorderete che noi avevamo dichiarato ai
delegati che i membri del partito non potevano agire contro le decisioni
del loro partito e che i rappresentanti del reggimento avevano
protestato, affermando che sarebbero usciti dal partito piuttosto che
andare contro le decisioni del reggimento. ecc.”

 

La trattativa in corso con la casa Reale d’Inghilterra: chi era Nicola II° Romanov?

800px-George_V_and_Nicholas_II_in_Berlin,_1913

Zar Nicola II° Romanov  e Re Carlo V° d’Inghilterra  erano cugini, discendenti della Regina Victoria I° d’Inghilterra

Alexandrina Victoria - 24 May 1819 – 22 January 1901


Solzhenitsy politicoavvicinatosi ai segreti di stato russi capirà e chiederà perdono a Vladimir Putin (come fece anche Boris Eltsin, (ebreo pure lui). Esiliati dal Potere, chiederanno di morire in Patria serenamente e gli verranno concessi  – per buona condotta – gli arresti domiciliari (protetti) in una Dacia in Siberia dove nel  silenzio di bianche betulle, chiuderanno i rapporti con tutti.
Saranno lasciati in santa pace a scrivere le loro memorie e confessioni segrete avute con il mondo  inaffidabile capitalista d’Occidente e Democratico, paradiso  che tanto amarono e difeso, ma che lascerà in loro un profondo segno di amarezza, disgusto e diniego. I Russi sono strani, sono diversi da noi occidentali.

 

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Solzhenitsy, fu insignito di quattro medaglie al valore militare di Russia nella guerra contro il nazismo.
Insignito  Premio Nobel  
nel 1970 per meriti propagandistici deviati  nell’Arte del fare letteratura  (argomento  che verrà ripreso più avanti per capire quando si sono contaminati i Nobel e sconvolti i loro buoni propositi di cui vantavano l’eccellenza.)

Durante il Dadaismo  tutto cominciò cosi:

  1. Imputato Leonid Lenin, come mai avete nascosto al mondo politico l’uso religioso ebraico sancito dalla Bibbia, (vs. testo sacro) che per ogni discendente di Caino ucciso, il “nemico” deve pagare nella misura di “7”  vittime sacrificali  a compenso?
  2. I Romanov erano sette … si o no?
  3. Imputato Leonid Lenin, lei si è dichiarato Comunista e quindi un “senza Dio” ; avrebbe dovuto professare l’ateismo e promuoverlo, non imporlo come ragione di Stato. Se si, come mai ha dato ordine di distruggere l’Arte Sacra antica di Russia, chiudere tutte le chiese Ortodosse e imprigionare migliaia di sacerdoti?
  4. Imputato Leonid Lenin, chi erano quei Dadaisti europei travestiti da rivoluzionari fomentatori di masse lavoratrici che si sono  portati sui fronti russi  ingannandole?
  5. “Sapendo tra i Romanov trucidati esserci un minore malato, i fucilieri “rossi” erano forse “Fauve” educati alla violenza “bestiale” nei sotterranei dell’accademia artistica  di Enri Matisse o in quale altro luogo?
  6. “Che relazioni intercorreva coi DADA svizzeri, quando li ha conosciuti e come mai  frequentavate lo stesso Cabaret Voltaire a Zurigo a inizio secolo?”

  • Avvocato difensore: “Il mio cliente si avvale del diritto di non rispondere a  queste basse insinuazioni storiche perché anche lui martirizzato in difesa della Patria.
  • Ispettore: “Avvocato stiamo in fase dipartimentale su fatti prerivoluzionari, fatti consoni all’Arte Sacra di Russia.

 

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Alexander Isayevich Solzhenitsy
Russia: Funerali di Stato
(Mosca, 03 agosto 2008),


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DADA

 

 

Mercanti d’Arte o Mercanti di Morte?

Chi sono i mercanti d’Arte?

I mercanti nella storia umana sono mediatori che si collocarono tra il produttore e il consumatore durante le trattative di scambio assumendo un indiscusso prestigio di conoscenza sulle merci dando vita al ruolo di mediatore, posto intermedio nelle transazioni di beni dove ricava un compenso onorevole.

La storia dei Mercati hanno radici lontane. Dapprima nascono in aree all’aperto tra i confini territoriali di due popoli, dove in certi giorni della settimana gli agricoltori e gli allevatori scambiavano i loro prodotti in cambio di vettovaglie, utensili, o qualcosa che migliorasse la loro esistenza.

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L’unità di misura iniziale fu il sale, elemento importantissimo per la vita dell’uomo  quando decise di trasferirsi, per fame, dalle zone marine verso gli entroterra. La figura del mediatore che per esperienza conosceva la qualità della merce, si rivelò col tempo importante e opportuna, in quanto detentore di bilance.

Il mercante veniva  chiamato o additato ai mercati. Gli interessi erano sempre  di parte, alla fine, uno dei contendenti ci smenava  e quindi ci voleva una figura retta , morale.
Le dispute furono sedate dai sacerdoti i quali  governavano l’onestà mercantile direttamente sui piazzali dei Templi imponendo il Giuramento di Onestà in chiesa prima di procedere agli scambi, altrimenti nessuno si portava al banco dello spergiuro.

Il prezzo divenne stabile. Si garantiva  in questo modo la stabilità e la governabilità.

il Sacerdote (o Vate) Ministro della Religione, divenne col tempo un  Potere morale molto forte. Per il buon servizio all’Onestà a chiunque impiantasse la bancarella sul mercato del Tempio il sacerdote si limitava a chiedere una piccola percentuale fissa . Nascono le prime imposte ai templi. Col tributo dovuto fu un proliferare di Dei, Templi belli e nuovi .

 

La Finanza per quanto la si tenga sotto controllo, proprio per il guadagno improprio che ricava nella mediazione (inflazione programmata)  genera sempre corruzione  e malcostume appetibile. I mercati clandestini divennero vere e proprie trappole costruite dai mediatori i quali, monopolizzando le merci e i luoghi di rivendita, il loro potere di controllo arrivò al punto di conquistare i mercati fuori dai Templi.

Noto, fu il flagello di Cristo contro i Mercanti nel Tempio dove addirittura  spinsero le bancarelle  fin dentro le chiese così come avviene oggi negli ospedali coi farmaci e fornitori esterni di prestazioni professionali (processo di privatizzazione).

Tornando a noi, come ci fa presente la gentile Paola, blogger tra noi, ella dipinge con studiosa minuzia la figura di Paul Durand-Ruel (1831-1922)  noto mercante d’Arte parigino. Paul Durand fu colui che tra il 1891 e il 1922 comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pisarro, Degas, Renoir e Mary Cassat e per lunghi anni è stato praticamente il solo depositario. Arrivò a sostenere persino le spese mediche dei suoi artisti, o a pagare il conto del sarto quando necessitavano di un vestito nuovo. ma è veramente andata cosi?
Vediamolo:


red&roseFoto: Red&Rose

Chi è Paul Durand-Ruel ?

Dirà nelle sue ultime parole velate di filo di bugia:
«Finalmente i maestri dell’Impressionismo trionfavano come avevano trionfato quelli del 1830. La mia follia era stata saggezza. E dire che se fossi morto a sessant’anni, sarei morto gonfio di debiti e insolvenze in mezzo a tesori misconosciuti.»

Cosa successe di tanto interessante nel 1830 da essere citato da chi mercante d’Arte nascerà nel 1831? Vediamo:

– 1830 nasce lo Stato del Belgio (un Evento straordinario)
– Giuseppe Mazzini, in esilio a Marsiglia fonda il movimento della “Giovane Italia”
– Nasce nel Quebec francese nell’America settentrionale la Società dei Figli della Libertà
– Scoppiano i Moti del 1830-1832
– In Sardegna viene abolito il Feudalesimo
– A Roma viene fondata la Cassa di Risparmio di Roma , primo Istituto di Credito Pontificio.

Di tutti questi eventi citati il più significativo è certamente la nascita dello stato belga con capitale Bruxelles che verrà chiamata in causa in Arte diverse volte e che diverrà l’attuale capitale parlamentare europea.

Paul Durand-Ruel. Nasce a Parigi, 31 ottobre 1831 – muore sempre a Parigi, il 5 febbraio 1922) è stato un imprenditore francese. Fu tra i più fervidi sostenitori dei pittori impressionisti come Monet, Renoir, Pissarro, Moret e Sisley. Aprì una galleria d’arte a Parigi (16 rue Laffitte) e Londra.  Nella lista della spesa troviamo sui suoi scaffali: 1.000 Monet, 1.500 Renoir e 400 Degas, oltre a 200 Manet, 800 Pissarro e decine di Sisley, Cézanne e molti altri. Opere comprate dall’artista per pochi franchi sono state vendute decenni dopo a cifre enormemente superiori, come un lavoro di Renoir pagato 1.500 franchi nel 1881 (erano gran bei soldoni)  e rivenduto nel 1925 a un collezionista di Chicago per 100mila dollari. Ma guarda che sorpresa, rispunta nuovamente Chicago...

Come detto, tra  il 1891 e il 1922, Durand comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir, Mary Cassat ecc. e per lunghi anni è stato il solo a farlo. Di lui disse Monet: « senza Durand saremmo morti di fame tutti noi impressionisti, gli dobbiamo tutto». Certo, in economia, dodicimila quadri non sono lenticchie ma un patrimonio ben speso, e per immagazzinare tante opere e rivederle ci sarebbe voluti diversi capannoni industriali odierni. Qualcosa in questa follia” però non “quadra” del tutto. Vediamo cosa:

Dall’altra parte del pianeta europeo, sulle sponde dell’Oceano Atlantico, altri collezionisti Americani ammassavano quadri, scoprendo nelle Sorelle Cone n. 500 quadri di Matisse e n.100 quadri di Picasso, tali numeri appartengono alla sola sorella minore Etta Cone, mentre nulla sappiamo sul tesoro artistico rimasto ancora segreto della sorella più grande, la geniale dottoressa Clairbel Cone.

Dietro l’innocente “filo di Arianna”delle sorelle  si nascondevano altri Minotauri? Vediamo: Ad Est della Fraancia, oltreconfine con la Russia, una altro Minotauro collezionava quadri “finanziando” l’Arte parigina; stiamo parlando di: Sergei Ivanovich Shchukin. Chi era costui?

Erede anche lui di una grande industria tessile russa, in seguito alla morte del padre, S. I. Shchukin (1854-1936) si trasferisce per affari a Parigi dove incontrerà su presentazione il collezionista Paul Durand-Ruel (mercante degli impressionisti). Nell’ottocentonovantasei comincia a collezionare i primi quadri di artisti allora sconsiderati. Chi lo ha indirizzato e istruito in materia d’arte europea e perché fino a Parigi? Paul Durand-Ruel? Pare di no, in quanto, è da Vollard che acquisterà i suoi primi pittori sconsiderati come Cèsanne e Gauguin. Più avanti, anche lui acquisterà svariati Matisse sostenendo la scuola dei feroci Fauves.

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foto: America, schiavi del cotone.

Ora ci troviamo e non a caso davanti ad una osservazione comune: Le Sorelle Cone, Sergei Ivanovich Shchukin, Paul Durand-Ruel e Matisse hanno diverse matrici in comune: l’essere collezionisti ,  ebrei e rampolli di famiglie di industriali tessili.

Sulle prime due matrici, sorvoliamo, ma sul filorosso che li unisce notiamo che per ammazzare lo Zar Nicola II, qualcosasta venedo alla luce ovvero: il finanziamento illecito dei rivoluzionari francesi avuto dai confratelli russi con i quali insceneranno la “rivoluzioni del pane”, rivoluzione a dir poco discutibili.

La Rivoluzione Russa dell’Ottobre del 17 è una operazione borghese finanziata da imprenditori tessili e affini in quanto, oltre i menzionati, nel mondo ce n’erano altri e più potenti.  La Via del Cotone era tutta rigorosamente sotto controllo monopolistico; dagli schiavi, ai campi, ai prezzi, alla produzione, alla distribuzione alle mode, alle tintorie   e telai, ingegneria del vapore ecc. Quello del Cotone era un “Cartello” multinazionale di cui Lenin spiegherà le dinamiche nella “Teoria marxista delle relazioni internazionali”.

53a2dc2cdbb2c421af626acb2814fd90 foto: Cotone

Per S. I. Shchukin fu fondamentale il suo incontro nel 1907 con Enri Matisse, di cui trentasette sue opere entrano immediatamente nella collezione” Shchukin”. Matisse in quell’occasione gli presenterà Pablo Picasso da cui comprerà ben cinquanta quadri del periodo blu, rosa e di quello cubista. I suoi finanziamenti illeciti alla Massoneria Cosmopolita francese proseguiranno fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale.

– La collezione finisce di crescere nel 1914. 
– Nel 1918 dopo la rivoluzione bolscevica verrà nazionalizzata.
– Nel 1922 è fusa a quella dell’industriale tessile russo Ivan Morozov (1871-1921)
per diventare il Museo della pittura occidentale moderna.

 Ma guarda guarda…. Ivan Morozov un altro Minotauro legato al Filorosso di Rebecca.

Nel 1948 per volere di Stalin la collezione Shchukin,  che comprende ben 275 opere di altissima qualità, viene destinata in parte all’Ermitage di San Pietroburgo e parte al Muìseo Puškin di Mosca. L’Arte Moderna mise le sue profonde radici anche in Russia.
Scoperto il giochino,  l’8 novembre 1918 un decreto del Commissario del Consiglio del Popolo, firmato da Lenin, aveva dichiarato che la «storica Galleria Shchukin”, sita in Bolshoy Znamensky pereulok n. 8 e tutto il suo contenuto sarebbero diventate di proprietà del popolo e tenuta in custodia per l’educazione del popolo». Stalin, nel dopo Lenin la dichiarerà  “Arte Borghese” incarcerando le opere nelle segrete dei sotterranei delle medesime città per 70 anni. Sarà il reazionario Boris Eltis che nel 1992, caduto il comunismo, le farà sdoganare dai sotterranei. Ma il governo di Boris Eltsin è a maggioranza ebraico, è di destra capitalista; agente segreto della nota Casa delle Libertà (Freedon Hause) nota agenzia americana nella produzione di rivoluzioni di inizio secolo novecento fino ai nostri giorni. Anche  questa è un altra storia pista politico/artistica  che ci porterà a comprendere meglio sia il Grande Vetro di Marcel Duchamp che le nuove tendenza museali e il mancato accreditamento richiesto dagli eredi di quel patrimonio artistico, respinto dal governo Putin.

Infine:
il Mediatore d’Arte non è un Commerciante
Il Commerciante d’Arte non è un Mercante
Il Mercante d’Arte non è un Collezionista.

Il Mediatore o Critico, influenza il consumatore sui concetti da modificare.
Il Commerciante è sia gallerista d’Arte che rivenditore.
l Mercante d’Arte è un monopolista politico/commerciale con l’alto grado di chef economista.

Nel caso dei “Collezionisti” d’Arte dei primi 900, possiamo parlare di finanziatori occulti di un sistema parallelo all’Arte a sostegno di una causa eversiva; oppure, di ignari giocatori d’azzardo o amatori d’arte che nulla sanno sul ruolo del “Mazziere” battitore e i finti artisti.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il ruolo del Mercante d’Arte eversivo e internazionale verrà a meno. Il grande collezionista titolare delle opere s’impegnerà nella costruzione di case museali per tenere alto l’onore dei suoi cimeli bellici, acquistati per finanziare manovre insurrezionali o politco industriali. Il ruoli dell’artista rivoluzionario verrà sostituito con intellettuali, scrittori, giornalisti opinionisti televisivi o chiunque sia in grado di intrattenere il pubblico. Nasce la televisione e con essa un Mercato d’arte senza più spinte e correnti, ma blandi slogan ed enfasi pubblicitari del nuovo modo di fare arte. Oggi l’interesse per l’Arte astratta viene a meno da parte di un pubblico distratto da nuove stelline noiose truccate e grafiche piatte per, opere insipide slegate da profondo mistero che stava oltre l’immagine. La televisione è il traguardo che i secessionisti viennesi volevano raggruppare in una unica opera tutte le arti adunate, mostra tutto il piacevole inganno di abbandonarsi a illusioni sovvenzionate da mercanti e Mercato, immagini truccate per la creazione di una opinione pilotata, concentrando tutte le ipnosi degli ipnotizzati nell’unico quadro casalingo diretto ancora dal Mercante e Mercato.

Il Nuovo, congela rapidamente il vecchio datandolo, catalogandolo; ma il concetto del cimitero degli elefanti nei “Musei” innescherà un sistema capillare di narrazione storica dell’Arte sostenuta da pacchetti e cataloghi culturali che spostano milioni di visitatori da uno stato all’altro basato sul falso esposto. Nasce il turismo d’arte e, come in Egitto gli occidentali vanno alle piramidi per scoprire il nesso tra la fantascienza ufologica e il mistero universale smarrito nelle religioni occidentali capitalizzate e catalizzate, al contrario, quelli che s’aggirano nei musei di Arte Moderna restano un palmo di naso davanti alle grandi Opere astratte prive di  fascino, eleganza e mistero. Il concettualismo in Arte smaterializza l’opera riducendola più astratta dello stesso astratto della materia svanita, proseguendo verso il nulla, verso il solo verbo, e il mercante si ritrova a vendere aria fritta oppure i suoi vecchi cimeli d’arte in attesa che nasca qualcosa dal nulla e che sappia prendere forma oggettuale, opera che sfida sestessa dall’autore, dove la maestria esalti dell’Uomo la sua capacità costruttiva in rapida elevazione e caduta. L’opera iconoclasta che sapeva sfidare l’eterno, senza l’eterno non ha ragione di essere.

Quanti finanziamenti illegali e vertiginosi sono stati trafugati sotto le ampie e misteriose vestigi dei Cartelli delle tele e del cotone nei giochini ad Arte? Sfogliando le pagine di guerra, della Storia degli artisti e della loro Arte, abbiamo nel novecento uomini ombra che ci hanno preceduto e condizionato questo nostro futuro compromesso sul nascere, dove è possibile ricostruire tutte le brutali violenze di ciò che si è voluto nascondere sotto le ampie sottane dell’Arte.


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Mercanti d’Arte: Minotauri e filande di Arianna

Chi sono i Mercanti d’Arte?

Cenni storici:
I mercanti nella storia dell’umanità sono i mediatori che si collocarono tra il produttore e il consumatore durante le trattative di scambio, assumendo spesso, un indiscusso prestigio di conoscenza sulle merci dando vita al consiglio migliore per entrambi e arrivare alla conclusione delle trattative lasciando ambedue soddisfatti ricavando da ciascuno un piccolo compenso: il guadagno.

La storia dei Mercati ha radici lontane nella storia dell’umanità. Dapprima nascono in aree all’aperto sui confini territorriali di due popoli, dove in certi giorni della settimana, gli agricoltori e gli allevatori scambiavano i loro prodotti naturali in cambio di vettovaglie o utensilerie che migliorinoo la propria esistenza e produzione alimentare. L’unità di misura iniziale era il sale, elemento importantissimo per la vita dell’uomo quando decise di trasferirsi per fame, dalle zone marine verso gli entroterra. La figura del mediatore che per esperienza conosceva la qualità della merce, si rivelò col tempo inopportuna in quanto truffaldina; additato e allontanato dai mercati prende forma morale nei sacerdoti (Vate) e che cominciarono a governare l’onestà mercantile direttamente sui piazzali dei templi e non prima che le parti avessero giurato dentro al tempio, l’onesta a Dio.

Il Vate, divenutoa Ministro della Religione di stato, assume i pieni poteri, il quale si limitava a chiedere una percentuale fissa a chiunque frequentasse nella misura del loro interesse.. Nascono le imposte ai templi. Per evitare le imposte templari per la costruzione e mantenimento dei Tepli i produttori cominciarono a spostarsi in luoghi appartati sotto la vigilanza del ben noto mediatore.

Poiché il malcostume generava finanze sot eterranee lucrose, i mercati clandestini divennero vere trappole costruite a doc dai mediatori i quali, comperavano a monte la merce per rivenderla a piacimento nei mercati, privatizzandoli. Il loro potere d’acquisto arrivò al punto di affamare i mercati templari in quanto gli iimpedivano il nomele approvvigionamento delle merci comperate a priori e in blocco prima che entrassero nelle aree urbane.

Ciò è quello che sta succedendo nei moderni Supermercati, rivelatisi manipolatori dello “Spread” e che, con questa moderna mossa azzardata, hanno dato “scacco al Re e Stato. Diranno poi come sempre puntando il dito altrove: “E’ tutta colpa di Stalin.”

Tornando al tema  iniziaale, il mercante parigino Paul Durand-Ruel (1831-1922) ad esempio, fu colui che tra il 1891 e il 1922 comprò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pisarro, Degas, Renoire Mary Cassat e, per lunghi anni è stato praticamente il solo. Arrivò a sostenere persino le spese mediche dei suoi artisti, o a pagare il conto del sarto quando necessitavano di un vestito nuovo.

Chi è Paul Durand-Ruel ?

Dirà nelle sue ultime parole velate di bugie: «Finalmente i maestri dell’Impressionismo trionfavano come avevano trionfato quelli del 1830. La mia follia era stata saggezza. E dire che se fossi morto a sessant’anni, sarei morto gonfio di debiti e insolvente, in mezzo a tesori misconosciuti.»

Paul Durand-Ruel. Nasce a Parigi, 31 ottobre 1831 – e muore sempre a Parigi il 5 febbraio 1922. E’ è stato un imprenditore francese. Come accennato, fu tra i più fervidi sostenitori dei pittori impressionisti,  Aprì una galleria d’arte a Parigi (16 rue Laffitte) e Londra.

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foto: Paul Durand-Ruel                                                                             Foto: Interno della galleria

Tra il 1891 e il 1922, Paul Durand comperò circa 12 mila opere di Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir, Mary Cassat ecc. e per lunghi anni fu il solo a farlo. Di lui disse Monet: « ..senza Durand saremmo morti di fame tutti noi impressionisti, gli dobbiamo tutto. »

In economia, dodicimila quadri non sono singole lenticchie ma un patrimonio ben speso. Per immagaz-zinare tante opere e rivederle, ci sarebbe voluti diversi capannoni industriali odierni. Qualcosa in questa follia” però non “quadra”. Vediamo cosa.

Foto: sorelle Kone e G. Steincone-sisters-5-5-11-11 (1)

Dall’altra parte del mondo, ad Ovest, oltreoceano, altri collezionisti Americani ammassavano quadri, scoprendo nelle Sorelle Cone n. 500 quadri di Matisse e n.100 di Picasso, questi numeri appartengono alla sorella minore Etta, mentre nulla sappiamo sul tesoro artistico rimasto segreto della sorella più grande e geniale: Clairbel Cone.

Dietro alle innocenti “filande di Arianna” si nascondevano altri Minotauri? Vediamoli.

Ad Est della Fraancia, oltreconfine con la Russia, una altro Minotauro collezionava quadri “finanziando” l’Arte parigina; stiamo parlando di: Sergei Ivanovich Shchukin.

Chi era costui?

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foto: S. I. Shchukin                                Foto:  Galleria: ” Shchukin”

In seguito alla morte del padre, S. I. Shchukin (1854-1936) eredita una grande fortuna e industria tessile in Russia. Si trasferisce momentaneamente per affari a Parigi dove incontra, su presentazioni, il collezionista Paul Durand-Ruel (mercante degli impressionisti). Nell’ottocentonovantasei comincia a collezionare i primi quadri di artisti allora sconsiderati. Chi lo ha istruito e perché?  Paul Durand-Ruel? No no. Pare di no in quanto, è da Vollard che acquisterà i suoi primi pittori sconsiderati come Cèsanne e Gauguin. Piu avanti, anche lui acquisterà svariati Matisse sostenendo la feroce scuola dei Fauves.

Ora, si presenta e non casualmente un particolare che li accomuna; Le Sorelle Cone, Sergei Ivanovich Shchukin, Enri Matisse, hanno tre matrici in comune: l’essere collezionisti , ebrei e rampolli di famiglie di industriali tessili. Sulle prime due matrici, per il momento sorvoliamo, ma sul filorosso che li unisce  notiamo che per “matar” lo Zar Nicola II, qualcosa comincia a trasparire ovvero: il finanziamento illecito dei rivoluzionari francesi avuto dai confratelli russi con i quali insceneranno la “rivoluzioni del pane” e ad dir poco, una rivoluzione molto discutibili che rasenta il tipico colpo di Stato Borghese, con siindrome cubana..

Per S. I. Shchukin, fu fondamentale l’incontro nel 1907 con Enri Matisse, di cui, trentasette sue opere entrano immediatamente nella collezione ”Shchukin”. Matisse, in quell’occasione, gli presenterà Pablo Picasso da cui comprerà ben cinquanta quadri del periodo blu, rosa e di quello cubista.

I finanziamenti illeciti della Massoneria Borghese Cosmopilita proseguiranno fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale. La collezione finisce di crescere nel 1914 e dopo la rivoluzione bolscevica e nel 1918, viene nazionalizzata. Nel 1922 la collezione è fusa a quella dell’industriale tessile russo Ivan Morozov (1871-1921) per diventare il Museo della pittura occidentale moderna. Ma guarda guarda…. Ivan Morozov un altro Minotauro legato alle filande di Arianna.

Attraverso la lettura dell’Arte, ci troviamo davanti ad un progetto Cosmopolita di grandi dimensioni. La traccia artistica ci mette in evidenza , in quegli anni, la formazione di un “Cartello” commerciale tessile che, detenendo il “Monopolio” di settore, da vita alla formazione di imprese industriali a modello “Multinazionali”, aziende che determinano i prezzi di mercato mondiale disobbedendo gli ordini nazionali, ubbidendo invece ad una organizzazione  etnica non visibile,  strutturata come una “Nazione aliena” presente in tutte le Nazioni.

Non si tratta di dietrologia spicciola, ma di aver intuito i progetti di distruzione delle Nazioni ancora viventi secondo un concetto ottocentesco obsoleto oramai superato. Nasce la parola Internazionalismo, parola più o meno abusata da tutte le organizzazioni multinazionali  siano esse politiche, militari, religiose, commerciali,  industriali.. ecc.

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Nel 1948 la collezione Shchukin,  che comprendeva ben 275 opere di altissima qualità,   pagate a suon di rubli, viene destinata una  parte all’Ermitage di San Pietroburgo e in parte al Mueso Puškin di Mosca. L’Arte Moderna mette le sue profonde radici anche in Russia. Stalin per voce del PCUS, scoperto l’inganno, le farà rimuovere e rilegare per 70 anni nei sotterranei museali  come “ Arte Borghese”
Sarà il reazionario Boris Eltis che nel 1992 caduto il comunismo, sdoganare il Minotau-ro  dai sotterranei.

 


Foto:
La Vergine offerta al Minotaturo.

 

 


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G. Stein: Femminicidio di una spia tra le spie

Che gli artisti deplorino la Guerra è arcinoto, lo hanno dichiarato nei loro Manifesti fondativi. La Storia dell’Arte esonera i propri eroi dalle responsabilità belliche santifi-candoli con aureole sul capo o petto per essere stati “obiettori” di coscienza. Ma le cose sono andate veramente cosi?

L’assassinio bellico (Fratricida) è pertinente al mondo delle armi. Le donne furono  esonerata dai campi di battaglia godendo di una protezione straordinaria quasi mistica: “La donna genera la Vita, l’uomo genera la Morte”. Tutto seguì il normale corso delle guerre e gli ordini cavallereschi  fino a quando i contendenti  sconfinarono dai campi di battaglia per entrare nelle città. da 1930 ad oggi   e gli eserciti fascisti per stanare i rivoltosi  decisero di bombardare la città di Guernica. La guerra dello straniero contro civili,  sconfinò.

Con l’avvento delle Avanguardie artistiche nel XX° secolo, la pentola del diavolo si scoperchiò e nel brodo delle passioni infere vennero messe in cottura anche le donne. Il Manifesto Futurista  declamerà la morte della ” donna romantica ” (dalla gran sottana) chiedendone l’impegno di sacrificare la propria femminilità trascinandola in un mondo asessuato fatto di lavoro. La rivoluzione femminile di allora, vista da lontano, fu una rivoluzione esplosiva per le donne che videro in breve tempo  stravolto non solo il guardaroba ma anche la propria presenza nella corsa selvaggia della industrializzazione.

Tante scuse artistico-letterarie e bugie furono dette, solo per sostituire  i giovani operai caduti in trincea. I Manifesti Futuristi osannavamo la guerra come scatto di emancipazione sociale, e qui, possiamo anche essere d’accordo alla luce dei risultati tecnologici stupefacenti che quei  demoni ci donavano, ma, la coscienza umanitaria del poi, vanificherà ogni sforzo dichiarando che si sarebbe raggiunto quel traguardo anche senza le disastrose risse nazionali.

Ma la comunità ebraica quando chiama all’adunata i suoi fedeli per un esercizio militare di conquista suprema, tutti rispondono prontamente  e animosamente all’appello; siano essi maschi o femmine, poveri o ricchi, i richiamati fanno quadrato insieme. Quindi ora, grazie a Gertrude Stein ci spostiamo con la macchina del tempo (Letteratura) in una base segreta di guerra, ufficialmente camuffata nella placida vita di campagna, si prepara-vano e impartivano anzitempo gli ordini di guerra ai confratelli impegnati nella grande rivoluzione industriale prebellica.

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Leggiamo su “Autobiografia di tutti” della Stein:

… Madame Caesar non molto ma un po” preoccupata per lei. E poi Madame Steiner se ne andò e doveva ritornare l’inglese. Bernard Fay stava a casa nostra allora e George Lyon, George Lyon, era di Chicago e voleva fare il diplomatico ed era cattolico e ora è impiegato in una fabbrica di cibi in scatola ma questo non importa perché tutti si interessavano a lui proprio come tutti si interessano a tutti.
L’uomo di cui tutti parlano se non parlano di qualcos’altro mi chiamò al telefono e disse che l’inglese era morta, be’ dissi, sí disse, che cosa è successo dissi, è morta disse ma è appena arrivata dissi sí lo so disse ma è morta . Oh sí dissi be’ mi dispiace molto dissi sí disse, be’ dissi, come è morta be’ disse l’hanno trovata morta nel fosso, chi dissi, be’ disse, l’hanno trovata morta. Oh be’ dissi che cos’è successo se è morta be’ disse è venuta la polizia perché dissi l’ha uccisa qualcuno, be’ disse credo sia meglio che venga disse, dissi lei c’è no disse non ci sono, e la morta c’è, no disse non c’è, be’ dissi ci sono i cani l’hanno trovata, no non l’hanno trovata disse, ma comunque disse sarebbe meglio che venga. Così Bernard Fay e io andammo.
Piango verso lacrime ma questo non c’entra per niente.
Piange versa lacrime.
Tutti quelli che sono venuti là hanno occhi bellissimi così disse Bernard Fay (1) e non sbagliava Madame Caesare e Madame Steiner li avevano. C’era anche un’americana che sapeva tutto su Benjamin Franklin. Bernard Fay sa tutto anche lui su Benjamin Franklin, e fuori , c’erano due l”uomo che installa le stufe elettriche e la moglie e dentro c”era una donna molto grassa che non si muoveva ed era tutta in nero come se fosse sera. Era la madre della moglie dell’elettricista e più tardi rimase lì.
E l’inglese era morta. Madame Caesar disse che era arrivata a casa e avevano chiacchierato e organizzato insieme e l’indomani mattina nessuno l’aveva vista e poi l’avevano trovata e dissi ma se voleva uccidersi doveva farlo durante la traversata e non aspettare fin quando l’aveva fatto era ed era molto considerato da parte sua. Sì disse Madame Caesar ed era stata non molto considerata con me. Poi ripetemmo tutti questa cosa molte volte, la polizia era venuta e l’aveva presa ma non avrebbe dovuto farlo.

Be’ comunque non successe altro.

C°erano due pallottole nella sua testa, il berretto basco che portava spesso era stato messo con cura su un sasso

l dottori dissero che nessuno si spara mai due volte, tutti quelli che erano stati al fronte durante la guerra dissero (*) che a volte quando ci si voleva uccidere ci si sparava due volte.
Comunque fu solo una volta che rivedemmo Madame Caesar, venne a trovarci e quelli che volevano vederla tirano da lei e dopo un po’ tutti avevano paura di lei e per lei e poi dopo un po’ per quanto fosse da lei nessuno era da lei «vale a dire la signora Steiner non c”era più e c’era la moglie dell’elettricista.

Non ci infastidì mai più ma ogni volta che voglio scrivere voglio scrivere su ciò che le accadde. Comunque è inutile non dimenticare quel che si sa, e non sappiamo quel che le accadde.

E Poi quell’estate finì

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Chi erano e quanti erano i “Medici” presenti e che, anzitempo, favorirono le mosse della Germania Nazista che stava diventando con la benevole autorizzazione- la prima futura potenza nucleare al mondo? Dada ci darà le risposte.

Di fatto, una eroina di nome Steiner (cognome ebraico pure quello )  fu sentenziata a freddo dopo essere stata scoperta anche se aveva gli stessi “occhi belli” dei confratelli?

Mha!? La sentenza rimane ancora sconosciuta, segretata nelle “Ragioni del Stato” franco-americane.


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Gertrude Stein

Arte o macchine della scrittura?

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Gertrude Stein, non ancora nota conferenziera, essendo di origine ebraico-tedesca la si presume di Loggia “Aschenazita”. Un legame profondo legherà i tedeschi d’America coi fratelli  aschenaziti d’europa.
Convertitasi al Giudaismo primario d’America gli resterà fedele fino alla morte. La miscela etnica Aschenazita e tedesco-americana, la Stein aveva le carte in regola per la creazione di un sistema forte di natura nazionalsociale da opporre al Comunismo. Dopo il successo della Grande Guerra 1914-18 ai danni dell’impero austroungarico, la vedremo ideologa e collaboratrice durante del regime nazista.

La vedremo anche promotrice per la  nomina di Adolf Hitler a Premio Nobel, ma poi, quando il mostro Nazista, sfuggirà al controllo dell’Alleanza, la Stein come molti ebrei si batterono per polverizzare la Germania di Hitler, l’Italia di Mussolini e il Giappone imperiale coalizzati sullo stesso asse. Roma- Berlino- Tokio.

Gertrude Stein,  capitalista ma intellettualmente onesta, non ha mai negato la sua origine ebraica, anzi, l’ha sottolineata più volte, cosa che  farà anche la sua amica del cuore Alice B. Toklas della quale, poco si sa e poco trapela sulla sua origine vera. Lei affermerà nelle nella “Autobiografia di Alice Toklas” di essere di origine  ebreo-americana,  essere di origine Californiana, con alte conoscenze di Stato  che le permetterà di cambiare le generalità di agenti segreti e rifugiati dando nuovi documenti ufficiali. Ma da un dettaglio inquietante, non solo la si saprà di genitore paterno francese, ma anche pedina sulla scacchiera ebraico-giacobina francese sotto la giuda del noto scacchista Marcel Duchamp che la utilizzerà nelle sue partite d’azzardo e mosse strategiche.

Fu il Poeta Invisibile a dare ordini a Duchamp di usare Alice Toklas  per  spiare la stessa Gertrude Stein? Questa è normale  prassi dei Servizi segreti di tenere sotto crollo i propri agenti anche se fedelissimi, in quanto, i crolli psicologici per stress avvengono sovente. Negli ultimi anni di vita di Alice Toklas, per il trattamento inflittole dalla FBI ad opera degli eredi di Gertrude Stain, si porterà verso la conversione Cristiana per due motivi:

  • il primo è d’amore verso Gertrude sentendo il suo  spirito defunto  aggirarsi nelle stanze riconoscendo la presenza dell’anima viva in una vita extra terrena, cosa che l’ebraismo nega in modo assoluto.
  • Il secondo motivo fu, che nelle “Autobiografie di Alice B. Toklas” e in alcune ricette (in codice), la Toklas svela molte responsabilità sugli intrecci della Comunità Ebraica  ai danni dell’Umanità europea e russa nelle tre guerre mondiali fratricide. (Guerra zero la rima e la seconda guerra mondiale)

Per tale motivo Alice entrò come altri americano-europei (vedi Duchamp) nel mirino della FBI quale spia comunista per l’esportazione di materiale scientifico atto alla costruzione dell’Atomica russa, quindi per questi ed altri motivi ancora, le furono requisiti tutti i beni materiali e patrimoniali acquisiti durante la vita di coppia con la Stein riducendola in miseria (Ragione di Stato). Ciò mette in luce che, alla fine di una vita sotto mentite spoglie di “artisti”,  l’Arte vera, si presenta in tutto il suo mistero, imponendosi per confonderci e smarrirci nei suoi misteri.

Gertrude Stein, donna di lettere, grazie all’opera enigmatica del Poeta Invisibile francese, studiandolo a fondo imparerà a mettere tra le parole  le soluzioni enigmatiche utilizzando la “circolarità della frase” criptate, metodo per ingannare spie e lettori – come la stessa Alice Toklas che, nonostante che, quelle frasi riscriveva a macchina di giorno gli sfuggivano i sensi annessi delle misteriosi notti di Gertrude stando e la Sirena che stava in fondo al mare.
Il piacere di Gertrude Stein era di ingannare l’astuta Alice e il piacere della Toklas era di scovare i messaggi criptati dell’amata Gertrude. In questo idillio intellettuale, l’astuzia le farà innamorare una dell’altra. Mai ignare nemiche, si sfidarono anche se sospettose, divertendosi assai ambedue. Divennero amanti intriganti non tanto per il sesso che con l’arte e  la storia ha poco a che vedere,  ma per il piacere dell’anima  quando diventa gemella di tradire e rincorrere e amare la gemella. Da qui, l’attributo convivio Lesbico.

Ambedue amavano la Francia e l’America in quanto Stati  alleati da sempre, e dobbiamo ammetterlo servirono le rispettive patrie a meraviglia. Ambedue comunicavano con dovizia religiosa riportando ogni cosa ai Superiori, Grandi Ufficiali e severissimi intelligenti. Sui loro superiori si potrebbero aprire oscure cartelle (dossier)  che stanno emergendo in queste indagine. Ma per la complessità storico militare si rischia di uscire dal tema Arte, e di essere forvianti. Il nostro compito artistico invece è indagare sulla “Fine dell’Arte” come la fine di un mondo per cercare di comprendere il meccanismo intrinseco sull’autodistruzione.
Ma per noi artisti poco importa per comprendere meglio l’Arte Moderna scatenata all’inizio del secolo novecento da una truffa intellettuale. A noi interessa liberare l’Arte dalle catene della disonestà intellettuale.

Perché Gertrude Stein scriveva di notte e Alice Toklas traduceva di giorno?

Perché le ore notturne francesi corrispondono agli orari diurni negli Stati Uniti d’America. Il mondo è rotondo e le Americhe stanno dall’altra parte,  “in fondo al mare” dicono i poeti e eschimesi dove per fondo non s’intendo l’abisso sottostante profondo, ma infondo intendevano oltre l’orizzonte del mare, la dove ci sono le verdi praterie.
I servizi segreti ebraico-francesi e angloamericani, comunicavano fra loro in tempo reale grazie alle telescriventi. Essendo queste  macchine un oggetto misterioso e ancora sconosciuto alla moltitudine europea, nel testo “Autobiografia di Tutti” di Gertrude Stein, tale macchina scrivente viene menzionata  in codice come “stufetta elettrica” e, l’installatore manutentore responsabile del “centro dati” del paesino “vacanziero” di Belley, base logistica vicino al confine di Ginevra, dove tutto si tramerà, sarà noto col nikname l’ “Elettricista”.

   Le segrete Telescriventi

L’alfabeto Morse nel 1905 non solo aveva già steso i suoi cavi sottomarini vicino al Polo Nord, ma l’alfabeto poteva “tradursi” già in tipografico editoriale grazie alle telescriventi. I cavi sottomarini  realizzati nel 1866 dalla ditta Atlantic Telegraph Co. restarono in funzione fino al 1965. (99 anni)


Foto:Samuele Morse,
pittore pluridecorato inventore USA dell’omonimo linguaggio  Morse e telescrivente.

 


 

cri_000000434540linguaggi criptati: 

Marcel Duchamp 1926 : Esquivons les ecchymoses des esquimaux aux mots exquis’

Traduz. 1 “Evitiamo le ecchimosi degli eschimesi dalle parole squisite”

Traduz. 2 “Schiva i lividi degli eschimesi con parole squisite ”

Pizza per nastrini  di Telescriventi?

 

cf7d327806b868dd312c06538c115089     Foto : DADA Tristan Tzara

 


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Gertrude Stein

CLAUDE CAHUN

Claude Cahun (nata Lucy Schwob)

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Renée Mathilde Schwob, meglio nota come: di Alfredo Accatino — Daniela e Dintorni. https://filorosso.art.blog/2018/12/10/renee-mathilde-schwob-meglio-nota-coma-claude-cahun-di-alfredo-accatino-daniela-e-dintorni/

La scheda generata da Alfredo Accantino et Daniela e Dintorni sulla riscoperta dell’arti-sta Claude Cahun, porta alla luce una straordinaria fotografa pressoché dimenticata nei limbi dalla Storia dell’Arte, artista che con disinvoltura utilizzò il proprio corpo come vettore artistico. Le Performance raggiunte in quegli anni da Claude Cahum, aprivano come i Dada, nuovi confini sul l’uso disinvolto del corpo.

La sua auto-dichiarazione lesbica, nulla a che vedere o comprometta il risultato estetico delle opere, che, invece, prevalgono sulla sessualità di genere. La Macchina Fotografica,  fu il suo mezzo prediletto per raggiungere l’immortalità  della storia. Cahun si “Mima” arte tra i mimi, arte appresa tra gli artisti circensi che senza parola, i mimi perpetuano  le  eredità dal Teatro greco e Circo romano, arte della comunicazione muta a distanza.

Era prassi per le Avanguardie parigine verso fine settimana, andare tutti insieme al  Circo Merano per esibirsi allegramente come:

  • Acrobati.
  • Funamboli.
  • Trapezisti
  • Clowns.
  • Giocolieri.
  • Contorsionisti.
  • Giullari.
  • Spettacoli Circo Cinese.
  • Freak Show.
  • musicisti e aiutanti di scena ecc

Perché?

Il Circo Medrano fu la base logistica delle Avanguardie parigine come lo sarà a Zurigo il Cabaret Valtaire o altri sedi sparse per l’Europa, (Dichiarazione di Gertrude Stein)

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Circo Medreano (c. 1898)

 

Una sbirciatina al link rende chiara l’idea: https://en.wikipedia.org/wiki/Cirque_Medrano

Il Cirque Medrano (in inglese : Circus Medrano) è un circo francese che si trovava al 63 Boulevard de Rochechouart, all’angolo di rue des Martyrs, nel 18 ° arrondissement ai margini Montmartre a Parigi . Originariamente era chiamato Cirque Fernando

Durante le indagini sull’operato di Claude Cahub, un dettaglio ci rileva essere un “anello di congiunzione” mancante nell’universo artistico  parigino delle Avanguardie.
La troveremo impegnata come Reporter e scrittrice. Il dettaglio inquietante della sua rivelata appartenenza lo evidenzia nella ‘ “immagine-opera” allegata sotto, dove, l’amuleto sull’indice della mano  sta ad indicare l’inequivocabile appartenenza al settore spionistico tanto caro alla moglie di Pablo Picasso: Dora Maar,  responsabile e coordinatrice dell’Ordine della Manina,  organizzazione finanziata dalla “Sessione d’Oro”  cubista,  a favore del distaccamento strategico dove le fotografe/i finiranno sotto il controllo del supervisore Man Ray.

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Claude Cahub si allontanerà per un breve periodo dai cubisti per poi riavvicinarsi all’arte arruolandosi nel gruppo dei  Surrealisti, nuova corrente artistica emergetene  diretta sempre dal fotografo russo-americano Man Ray e il fotografo Alfred Stieglitz.
Con un gruppo nutrito di surrealisti, Claude Cahub aderirà ai rivoluzionari di sinistra di “ContrAttacco” contrapponendosi all’ascesa di Hitler in Germania e alla destra fascista in Francia. Nella comunità artistica ebraica europea, in quegli anni,  si evidenzierà l’insanabile frattura ideolo-gica che genera due tronconi politici: la destra e la sinistra e che vedrà le sinistre europee sconfitte e sterminate nei Lager ad opera dei confratelli nazisti: gli Askenaziti (ebrei non semiti)

Foto: Alfred Stieglitz. (capo Servizi)

Seguendo i link di Daniela e Dintorni, la blogger Daniela Dintorni , ne propone altri e ghiotti di straordinario interesse sull’artista. La narrazione della riscoperta di  Claude Cahun e della sua compagna diletta Suzanne Malherbe, ci offre uno spaccato interessante sulle tragedie belliche subite dalle due inseparabili “amichette”: Claude Cahun (nata Lucy Schwob) e Marcel Moore (nata Suzanne Malherbe).
Il grosso del loro archivio fotografico, scritti e anni di lavoro, verrà distrutto al momento del loro arresto e internamento da parte della S.S. perché due ebree ostili al regime. Qualcosa Calude riuscirà salvare imboscandolo in un un’altra parte dell’isola, materiale poco e scarno, prevalentemente “provini”,  e che comunque merita la conquista all’immortalità tra gli immortali dell’Arte del 900 quando ci conferma l’esistenza delle due organizzazioni eversive invisibili operanti ancora oggi nel mondo e in Europa: la “Manina Bianca” di natura spionistico-femminile, e la “Mano Nera” di natura criminale e terroristica con sedi a Chicago.

E’ consigliabile la lettura del link sottostante per una migliore lettura sull’artista in questione:
Link a Daniela Dintorni: https://filorosso.art.blog/2018/12/10/renee-mathilde-schwob-meglio-nota-coma-claude-cahun-di-alfredo-accatino-daniela-e-dintorni/

 


“Manina Bianca  e Mano Nera” 

claude-cahunhand

Dora Maar

 

 

 

 

 

 

 

F1                      F2

                       Claude Cahun                                                                       Dora Maar


manina biancaOhne Titel

 

 

 

 

 

 

 

F. 3            F.4

 

Man Ray                                                                                                              Dora Maar


manina 2 mano nera

 

 

 

 

F. 5          F. 6

Man Ray                                                                                 Man Ray


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Artiste del ‘900

“DADA” : VENDETTA

romanov

Titolo: “Sacrilegio DADA”

“L’immagine raffigura la bella granduchessa fanciulla, Anastasija Nikolaevna Romanova candidata a diventare la Zarina di Russia, barbaramente trucidata da un complotto Dadaista Aschenazita  fucilata con l’intera sua famiglia reale : Zar Nicola II Romanov.”

DADA o Dadaismo è una tendenza culturale nata a Zurigo-Svizzera durante i motti della Grande Guerra 1914/18. Tale corrente si sviluppò tra il 1916/20. La loro sede logistica fu il Cabaret Voltair in Zurigo. La Svizzera un giorno dovrà svuotare il sacco e narrare molte malefatte proprie come le convivenze e i finanziamenti ai danni dell’Europa nel 1900.

Chi erano i DADA e cosa significava quel nome?


Tutti gli “adepti artisti” del gruppo DADA si sono sempre preoccupati di nascondere l’origine del nome tergiversando volutamente in giustificazioni non appropriate, altrimenti, veniva a meno la copertura artistica di cui godevano in quanto, tra loro, non c’era un solo artista  capace di fare un cerchio con la matita. Bisognava tenerlo nascosto.

Dada era un gruppo di insurrezionalisti e quindi si comportavano come tali o come tutte le Avanguardie di un qualsiasi esercito irregolare, il loro compito era tramare. Ma se erano delle avanguardie militari e militanti, e ritenendosi internazionalisti, per conto di quale esercito esercitavano l’ opera di penetrazione internazionale?

Su DADA ne hanno dette di ogni e ancor più sull’origine della parola stessa: ad esempio, sorteggiato dal vocabolario, cavallucci, giocattoli, parola russa e rumena (da-da = si-si) ecc.

La voce ufficiale di Wikypedia cosi descrive la sua nascita:  L’origine della parola Dada non è chiara; esistono varie interpretazioni e vari fatti collegati con la scelta del nome. Tristan Tzara definì il termine come un “non senso”. Hans Richter ne sostiene la derivazione dall’uso frequente della parola da (sì in russo e rumeno). Domenique Noguez, docente di Estetica della letteratura e del cinema alla Sorbona ipotizzò che l’origine del   termine fosse in rapporto con in russo Lenin  (incluso a Tzara e JamesJoyce in Travesties di Tom Stoppard) in quanto probabile frequentatore del Cabaret Voltaire. In ogni caso, volendolo tradurre letteralmente, in russo significa due volte sì; in tedesco due volte là; in italiano e francese costituisce una delle prime parole che i bambini pronunciano, e con la quale essi indicano tutto: dal giocattolo alle persone.

La versione ufficiale purtroppo non è mai stata scandagliata a fondo come si doveva, in quanto, mancava in quella “rosa di nomi”  quello più inquietante, quello del progettista e fondatore del dadaismo: Marcel Duchamp, il giocatore dalle “mosse invisibili”. 

Ora, gli storici dell’arte devono avere la cortezza di aprire il loro sapere in materia di Marcel Duchamp e seguire attentamente lo sviluppo delle indagini in corso. La versione ufficiale del nome DADA resterà tale fini allo svolgimento totale del tema d’Arte delle Avanguardie, assumendo pian piano tutta la tragicità che la Storia extra artistica ci svelerà dentro le pagine insanguinate della politica europea del XX secolo. Dada e il suono della mitragliatrice,  segreta arma di distruzione di massa americana.

DADA! DADADA DADADA DADADADADADADA

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PRIMA E DOPO

Hunt for missing Romanov treasures

Le armi del plotone:

una  Browning M1900  fabbricazione americana
una Browning  M1906, fabbricazione americana
due Colt M1911, fabbricazione americana
due Mauser C96, fabbricazione tedesca
una Smith & Wesson  fabbricazione americana
sette Nagant M1895 di fabbricazione belga e russa (7…?)

Le pistole utilizzate sono tutte di fabbriche di noti  Cosmopoliti Occidentali. I colpi sparati in basso denotano che i prigionieri venivano decimati in ginocchio o finiti brutalmente mentre si accasciavano moribondi infierendo brutalmente. La matrice di queste fucilazioni non sono di stile militare ma malavitosa o gangster.
A giudicare dallo sbriciolamento del muro non è possibile quantificare il numero dei caricatori utilizzati. Dalle impronte lasciate sul muro non sono da escludere anche i fucili. Quella stanza ha tutti i segnali di essere stata una camera della morte utilizzata per diverse fucilazioni a seguire.

Si narra

Le istruzioni erano di parcheggiare il più possibile nei pressi dell’entrata del piano seminterrato della struttura e di mantenere acceso il motore così da mascherare ulteriormente il suono degli spari. Jurovskij e Pavel Medvedev raccolsero 14 pistole da usare quella notte, comprese.
La notte tra il 16 e il 17 luglio, alle 11 di sera, Jurovskij chiamò il suo assistente Medvedev e gli diede le seguenti disposizioni: “raccogliere 11 revolver dai soldati della casa; avvisare il corpo di guardia della casa di non allarmarsi, se avesse udito degli spari.”

continua:


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