NO FRIGO

NO FRIGO

Eliminata  la TV di casa, cominciai a guardare in strano modo il frigorifero…

Non fu facile licenziarlo dalla sua mansione, impiegai parecchi mesi. Come HALL in 2001 Odissea nello Spazio, cominciai un po’ alla volta a disattivarlo. Lui stava lì immobile a conservare cibi che regolarmente scadevano alla data prestabilita.

Vivere senza una compagna in casa o senza una compagnia il frigo comincia ad essere sempre meno utile, insomma,  come la Televisione. Ogni volta che lo aprivo mi dicevo “Cavolo! devo prendere il latte, il formaggio grattugiato, la carne ecc..” gettando via tutti cibi prossimi alla scadenza. M’accorsi che comperavo troppo cibo per niente, e che avrei dovuto buttarlo o regalare alla vicina. Imparai a  diminuire gradualmente la spesa fino quasi all’estinzione, rimanendo: 1/2 litro di latte, 2/3 birre, la scatola dei formaggi con dentro una sola qualità, uova, il un barattolo di marmellata iniziato e mai finito, il tubetto di pasta d’acciuga, piccole conserve rosse e tanto spazio vuoto. Il frigo cominciava ad essere più grande del fabbisogno e quindi raffreddavo tanta aria per niente. Meditai per l’acquisto di uno più piccolo, ma mi conveniva aspettare l’evoluzione della situazione.

L’uomo,  quando vive solo ha dei comportamenti strani, comportamenti essenziali.

Un giorno cercai gli occhiali chiedendomi: “Come fanno a sparire gli occhiali in una casa dove vivo solo io” arrabattando alla ricerca qua e la, ovunque. Niente. Niente da fare. Una settimana dopo, controllando le cose scadute nel frigo, notai che il  latte diventato yogurt  stava beatamente in compagnia dei miei occhiali. Diciamocelo, insieme stavano veramente bene come gli innamorati. Il latte, assumeva un atteggiamento intellettuale con gli occhiali. Occhiali e latte avevano fatto amicizia.  Da quel giorno imparai a lasciare gli occhiali di scorta nel frigo in compagnia del latte e barattolini vari, ma aggiunsi le chiavi di scorta dell’auto, del box e la sordina della tromba,

Oggi a distanza di tempo il frigo è spento. Nel vano frigo è diventato l’armadietto per tutte le cianfrusaglie che si aggiravano sparse per casa prive di una collocazione. Finito i surgelati della paratia bassa,  ci ho messo anche due paia di scarpe, una sciarpa, altri libri ancora in fase di lettura, la piccola cassetta degli attrezzi e della frutta di gommapiuma  in memoria dei bei tempi.

La cassettiera del freezer oggi si è trasformata armadietto delle scarpe ordinarie, lucidate a nuovo.

La foto parla da sè.

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Non vi dico la faccia di mia sorella Ivonne quando, venuta per le pulizie, aperto il frigo.. “Hei fratello, come va?” guardandomi perplessa:  “Stai bene vero?”.

In sei mesi avevo vinto la mia battaglia contro il frigo superando la torrida estate senza bibite fresche imparando a bere a temperatura ambiente, dissetandomi ugualmente. In caso di astinenza o eccesso di calura, la barista sotto casa mi serve ciò che desidero. Il frigo, le bibite e gelati, li ha lei e rincarati di tassa sui frigo che gli esercenti pagano ogni anno allo Stato.

Cambio di alimentazione 

IL CIBO NELL'ARTE CAPOLAVORI DAL '600 A WARHOL

Senza frigo ho scoprerto la cucina rinascimentale, quindi: legumi vari, insalate, verdure, frutta, polenta, pasta,  riso, ecc. rigorosamente acquistati freschi. Ciò vale anche per tutti quei cibi companatici di taglio fresco acquistati sui banconi al mercato.
Per chi vive senza frigo, in cucina deve prestare molta attenzione alle dosi in quanto, se dovesse avanzare qualche porzione si rischia di ripetere a sera lo stesso pranzo, altrimenti, per evitare la scadenza di cibo programmato fresco, dovrà buttare via tutto. In tal modo ho capito finalmente in cosa consiste la “dose” consigliata nelle ricette culinarie. Prima invece no, cucinavo a casaccio senza proporzione mettendo gli avanzi cotti, dentro in frigo o in pattumiera

A tavola nel Rinascimento | Italia Travel World
Più lusso che cena

Oggi di spesa ne faccio “quanto serve” e ogni giorno prendo solo l’essenziale, tanto il frigo come i prodotti alimentari sempre freschi ce li hanno i negozi.

Pensavo: “Perché avere un frigo quando con la merce fresca la pago già tassata di frigo, tassa che i supermercati versano allo Stato italiano ogni anno?”

Si trattava di cambiare il proprio modello di vita. Parlandone con la figlia mi rispose che, anche Fabio (il suo compagno di vita)  nel frigorifero tiene solo l’essenziale. La cosa mi rallegrò tanto. Non ero il solo cittadino milanese rinsavito.

Spensi definitivamente il Frigo.

L’avventura continua: Lo vedete affianco al frigo in alto quell’oggetto strano? è una lampada solare autonoma. Sto pensando di iniziare la mia battaglia per un mondo migliore.

La Vincerò!.. lo so.


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2 pensieri su “NO FRIGO

  1. Avatar di Gr33n Raindeer amleta

    La nostta vita è stata stravolta dalla luce elettrica e dal sistema produttivo. Finchè c’era l’agricoltura ogni famiglia produceva abbastanza per tutti oppure a volte se avevano meno cibo si sacrificavano. La vita seguiva il ritmo della luce solare ed era autentica. Adesso invece si sta in piedi fino a notte inoltrata e si consuma tanta energia elettrica. Io non mi son meravigliata del tuo frigo perchè ho vissuto in case senza elettrodomestici, senza luce e acqua, squat, tende, rifugi,.. Ma non tutti capiscono questo spirito bucolico. A volte a me viene la fame d’aria e di verde e anche se esco in giardino non mi basta… I boschi sono il mio nido. Tu hai letto “Walden” di Thoreau? Io sognavo di vivere così ma….

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    1. Io sono urbano. Sono come i gatti di quartiere che non si sono mai allontanati dalla propria via o cortile. I boschi mi fanno paura, di più le vette immacolate. Amo il mare perché non so nuotare e quindi entro in acqua quanto mi basta. Odio i bastimenti i treni e gli aerei; preferisco i miei piedi o una moto, quindi dipingo e vado lontano, molto lontano oltre la tela; oppure suono e plano nel vuoto, scrivo e traslo in antri mondi e altre ere senza fare rumore o inquinare; leggo e sogno ad occhi aperti nei sogni altrui sonnambulando come ho fatto con te. Una cosa mi accomuna a tutti, guardo lo stesso cielo che nessuno guarda più perché lo ritengono vuoto e insufficiente; amo la pioggia, il vento e la luce solare; conosco le costellazioni e il nome di moltissime stelle; nomi antichi e moderni che faccio fatica a memorizzare quelli che stanno intorno a me (memoria nominium). Sono dislessico se leggo alta voce quindi leggo tutto a mente in silenzio; poi sono altro e altro e altro ancora.

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