Ma come ti permetti
Mi ama lo so e lo sa di me.
Sento nel concavo bacino
il flusso lento destarsi
agitato da bacetti istigatori che,
mi ondeggiano languida molle
i flussi dai moti ondosi lenti
come onde senza spume su scogli
le carezze dalle dita curiose,
ispettrici nel portarsi oltre,
soave richiesta farsi stele,
sussulto di ogni moto inquieto
offrendomi carne alle dita
seducente fiore stimolato
le apertesi piccole sedotte.
“ma come ti permetti…dai”
E tiepide labbra fuori luogo
tiepide sulle intime spalle
non so se lasciarle profanare
allontanando la mano indecente:
“Non me la sento… non qui, non ora ”
ma non ascolta e prosegue.
lei sa la mia fine prossima
a quel contorto divenire
che sul viso labbra accolgo
labbra su labbra magistrali
si scambiano desiose gioie
“non smettere… ruffiana”
e mi squassa e sconquassa
capo, corpo e ventre in febbre
e tutto si permette l’indecente .
Blu Marina,
(Pavia, oltre 24 dic. 2018)
