Poesia comica n. 23

Gradisca

 

Perdio! non posso lasciarti un momento sola

che subito di allusioni ti circuiscono i conoscenti

e tu: Oca! è possibile che ti giuggioli seducente

a tutti i pretendenti, gli amanti e traditori sposati ?

 

Lo so! Lo so! che non ti sei mai concessa, lo so!

Ma pensi che non noto i tuoi modi e languide maniere

lasciate scivolare come veli ceduti accompagnati

per ciglia soffuse suadenti gli sguardi torvi amici

come dire all’estraneo: “Gradisca” …appena mi giro.

 

Humm!.. Il tormento mi assale vincente,

morbo che m’attanaglia saperti infedele

e mi piace, senza dirtelo mai, e ti beffi

di ciò, manifestandoti più porca e sexy

quando al collo m’abbracci seducente

e alle labbra mie fingi chiedere perdono

su ciò che succederà a vanto tuo tra poco.

 

Intenzioni purpuree che non sai trattenere

struggendomi di piacere appena mi sfiori

perdonandoti ogni peccato della carne che sarà,

perdonandoti per quel privarti di lingerie sotto

usciti di casa a sera senza, fino al rientro sul tardi

eccitati un poco brilli scherzando sugli amici sedotti.

 

Noi due, peccatori consenzienti che braccia

clementi porgi incrociate per la punizione,

d’amore legate  dietro  ami con nastro

scarlatto raso immobilizzarle subendomi

nella piacevole giusta punizione d’amore

mentre la Luna fuori sorride curiosa.

.

E t’amo dici ,ti amo, tanto mi ami a nastri sciolti:

“Perdonami amore – dici e ancora – perdonami”

poi come astronauti plananti ci amiamo senza

colpe e gravità commesse nel saperti posseduta

da ciò che di sesso erotico offri e in dono possiedo.

 

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