L’Arte è nei testicoli dei Notai?

Arte o Loggia notarile?

Il titolo dell’articolo fortemente provocatorio non è stato dettato dalla presunzione di  mettere alla berlina una categoria importante e dignitosa come  quella notarile, ma dal fatto che, nell’indagine in corso sulle Avanguardie, persiste agli occhi del ricercatore una strana anomalia di stampo mafioso genetico. Intendiamoci, mafioso nel senso di “congrega”, antica parola ebraica che specifica l’adunarsi in preghiera o altro delle famiglie ebraiche.  Mafia, parola di origine ebraica è da rimettere in ordine restituendogli l’antica sacralità. Altrimenti e comunque, essa ci riporta alla genealogica “testicolare” di spermatozoi discendenti dallo stesso ceppo di una etnia antica che non si considera contaminata.

Cosa vuol dire questa ingerenza fisiologica nell’Arte e perché?

Salvador_Dalí,_1934_(photo_by_Carl_Van_Vechten)

Picasso un giorno volle presentare Salvador Dalì a Gertrude Stein, giovane pittore spagnolo da inserire nella scacchiera mondiale delle Avanguardie ancora in formazione. Parlò a Gertrude di lui in modo favorevole esaltando le sue doti, la sua grazia e fantasia, preparandogli un terreno favorevole. Chiederà un incontro di presentazione ufficiale ai salotti del “Sabato Sera” steiniani. La prima volta Picasso disertò.

Prima di procedere sull’argomento dobbiamo mettere in luce un aspetto interessante rimasto sempre nell’ombra ma che ci da modo di capire i risvolti taciuti nella Storia dell’Arte di difficile comprensione e collocazione  politica, ciò è dovuto alla delicatezza del caso:

“il Salotto intellettuale di Gertrute Stein” 

Il salotto intellettuale di Gertrude Stein nasce nel 1905 e in pochi anni divenne talmente rinomato da  assumere una straordinaria importanza per i frequentatori di primo piano e di altissimo livello culturale che lo frequentavano. Come mai?
Quuello della Stein è un fenomeno salottiero identico a quello futuro  della rispettabile Signora Camilla Cederna (nel dopoguerra 45) la quale disponeva nel proprio salotto le manovre della politica nazionale e i soggetti attori ed artisti da lei  “raccomandati” nelle arti, cultura e politica italiana.
Altri “Salotti” simili fioriranno sparsi per l’Europa divenendo Basi Privilegiate. 
Come facevano quei commensali europei a comunicare tra loro visto se erano tutti stranieri e quindi non francesi? Come facevano a comunicare od intendersi a meraviglia su tematiche molto complesse? Per sostenere un insieme d’intelligenze di tale portata ci voleva una lingua comune a tutti .
La signorina Gertrude Stein, dei presenti, nella sua Autobiografia di tutti, ci fornisce una lunga lista di partecipanti come scrittori, poeti, artisti, politici, militari, spie, ballerine, fotografi,  scienziati ecc. tutti uomini che hanno fatto la storia e la cultura del Novecento mondiale. Nel suo salotto, tutti i Sabato sera  s’incontravano a cena gli intellettuali a lei vicini; discutevano e cenavano chascer. La sua  casa, il sabato sera si trasformava in una sorta Sinagoga per preghiere devote e banchetti rituali. La lingua comune? L’Aramaico. I suoi ospiti erano tutti ebrei.

Stein, nelle “Autobiografia di tutti “, si diletta spesse volte a narrare sulle sue cuoche e domestici,  le assunzioni, i licenziamenti; pregi e difetti culinari;  osservazioni sulle ricette sbagliate; l’abbandono improvviso in quanto non più a loro agio  con il comportamento degli intellettuali ospiti e i loro inquietanti ideali. Stein si diverte a suggerire indirettamente ai lettori la natura ebraica dell’intera organizzazione, come se lasciasse tracce chiare in un testamento per suoi futuri posteri di fede.

Nei salotti bene steniani del “sabato sera” s’impartivano le linee guida da rispettare e i relativi finanziamenti da riceve o da elargire. Si programmavano e forgiavano le nuove “correnti” d’Arte, i nuovi concetti di pensiero da propagandare spacciandole  come invenzioni rivoluzionarie, da sostenere con la propaganda. Ma si progettavano anche ingerenze politico/culturali,  le aggressioni militari, i vecchi governi monarchici da smantellare per nuovi governi sostitutivi sotto il loro diretto controllo ecc; insomma, dalla Stein si potevano incontrare veri e propri Cartelli Cosmopoliti insurrezionalisti ed Internazionali.

Visti con fede socialista di allora, quei Cartelli erano definiti “reazionari” , ma anche  “rivoluzionari” se visti con occhi industriali e coloniale a favore del capitalismo borghese.
Alla luce di questi fatti la parola “rivoluzione”, comincia ad assumere  diversi  aspetti non propriamente popolari, inoltre, la signorina Stein, essendo una dei progettisti e coordinatrice di quella “rivoluzione borghese” , nel suo Uffizio fu investita di un alto grado religioso da sostenere, quello sacerdotale.

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Da qui il suo interesse per la magia bianca o nera, i riti religiosi nei quali ella intonava direttamente la preghiera. La Signorina Gertrude Stein, nella sua comunità artistico/ebraica ricopriva il ruolo di “Matriarca Superiora’”. Intorno a se adunava tutti gli agenti femminili e femministe da organizzare in modo oculto (ombra) in una serie di Matriosche (Matriarche minori), non solo; ella poteva officiare la funzione della preghiera sia nel rito della Capanna (rito giallo paglia) come nel Maso di pietra (rito nero graffite), ma non per esempio quello del sacrificio delle colombe bianche sgozzate sull’altare , arte sacra di pertinenza di Enri Matisse.

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Il Cubismo farà molto uso di questi due colori: Giallo Ocra e Nero Graffite riconoscendosi nei due colori religiosi i Grandi Collezionisti mondiali cosmopo-liti

DALI’

Prima di accettare Salvador Dalì come Adepto nella Congrega Cosmopolita del “Sabato Sera”, la Stein spiega il suo pregiudizio molto negativo sugli spagno-li, definendoli fortemente stupidi ed arroganti, uomini che non studiano, con la presunzione di sapere, e non solo, il suo giudizio fu talmente offensivo (a mio avviso) da non voler altro spagnolo al di fuori di Picasso ritenuto Genio, ma che assegnò comunque l’incarico di Leader del Gruppo Surrealista al tale Salvador Dalì – incarico sottratto a Joan Mirò “per incapacità”.

Tale riconoscimento in campo a Salvador Dalì  fu per influenza di Pablo Picasso sulla Stein, assicurando   in Salvador Dalì una garanzia cosmopolita come quella di aver preso in moglie la bella russa Gala Éluard Dalí, nata Elena Dmitrievna D’jakonova in Kazan’, il 7 settembre 1894, modella, artista e mercante d’arte russa, meno capricciosa di sua moglie, l’altera Fernanda Olivier (ballerina russa) asseriva Picasso che la lascerà per un altro amore sfortunato in salute facendola sua amata, dedicandosi ai sentimenti.

Gala

Sulla frivolezza narcisistica di Salvador Dalì , Gala, (moglie/mamma/zia del prin-cipino Dalì), proprio perché russo/ebrea, e come tutti i russi,  persona pragmatica e seria ( quando non bevono), essendo lei astemia, per la Stein  fu una forte garanzia. Da Gala. Stein  sarebbe stata  puntualmente informata su ogni piccolo spostamento di Salvador Dalì e gli incontri politico /commerciali coi finanziatori  del Surrealismo.  Gala assunse nella Alleanza Artistica Surrealista il grado “First Lady ” d’avere  Stein a disposizione un “agente ponte” doppiogiochista nei moti antianarco/socialisti spagnoli e  anticomunisti russi, movimenti da sconfiggere sul nascere.

Picasso presentò Savador Dalì dando come garanzia il fatto di essere figlio di un Notaio. Cosa vuol dire tutto ciò e cosa c’entra con l’Arte essere figlio di un notaio si chiedeva stupita Gertrude Stein? Vediamolo:

Così ecco cosa è un notaio e i suoi figli, ce ne è sempre uno come da noi i figli dei Pastori, ricordo che Cummings è uno di loro, ma comunque c’è sempre un figlio di notaio, hanno una violenza per la libertà ma non sono mai liberi ecco che cos’è essere un figlio di notaio.
Jan Cocteau lo è, Floch lo era, Bernard Fay lo è, e l’altro giorno c’era qui un mucchio di gente e Marcel Duchamp e qualcuno disse o lui disse che Marcel Duchamp era figlio di un notaio ho dissi io , questo spiega tutto. Tutto disse Marcel e tutti scoppiarono a ridere, ma è vero, e Dalì è figlio di un Notaio e questa è la sua storia.

 

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foto: Marcel Duchap e Salvador Dalì a Cadaques (E):  Due capogruppo testicolari.

La prima domanda che ci si pone durante le indagini è la seguente: quale ruolo ha il Notaio nelle massonerie di stato e perché dai loro testicoli discendono i grandi artisti conosciuti in tutto il mondo?…. mha!

Figli di notai ne troveremo ancora a decine e decine tra le fila dei Dada e nell’arte moderna in genere,  anche tra i Futuristi italiani o come lo stesso Giuseppe Stella (Jo Stella) nostro referente nelle Avanguardie in America, figlio notarile.

Quanto è profondo l’inquinamento notarile nella Storia dell’Arte Occidentale?

Arte o Politica?

L’indagine continua…


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