“Arriva un Bastimento carico, carico, di?…nuovi Artisti!”
Foto: Modigliani, Picasso e André Salmon, 1916
Andrè Salmon nato nella Polonia russa, da una famiglia ebrea di nove figli. I suoi genitori, Schlomo Leb Goldberg e Julie Danzyger, sono commercianti ricchi e ben istruiti. Ha svolto una parte dei suoi studi a “Ginevra” prima di andare a Parigi nel 1891, si iscrisse alla Facoltà di Medicina per “studi medici che non finirà mai.” (un altro dal biennio medico) ,
Un decreto di espulsione adottato contro di lui il 26 dicembre 1896, lo esiliò per Londra dove fu imprigionato per le sue attività anarchica. Alla fine ottiene un permesso di soggiorno a Parigi. Soggetto a buona condotta (avrà gli arresti domiciliari). Si dedicherà alla letteratura.
Mecislas Golberg, dopo tante controverse politiche manifestò tendenze anarcoidi per sfociare infine nell’anarchismo ufficiale. Fu uno degli scrittori più rappresentativi dell’anarchismo di alto livello. Si arruolò nella Legione Straniera e tornò a Parigi. Diventerà attivista negli anni che porteranno la Spagna sull’orlo dell’abisso ideologico e rivoluzionario sfociato nella Guerra Civile. Stiamo parlando di una Spagna che sarebbe dovuta diventare il primo Stato Anarchico al Mondo. Ciò non fu possibile a causa di interventi militari delle destre fasciste italo/tedesche che diedero manforte con il proprio volontariato ed apporto tecnologico assicurando la Vittoria al Generalissimo Franco. Mercilas Golberg come altri artisti dell’ Avannguardia (i surrealisti) vedrà sfumare il suo sogno d’amore per l’Anarchia vittoriosa, ma verrà mai a sapere sul tradimento dei propri compagni di fede doppiogiochisti a favore delle destre, controspie presenti nello stesso Bateau.Lavoir?
Morì di tubercolosi poco prima della pubblicazione di The Morality of the Lines , uno studio ispirato e illustrato coi disegni di André Rouveyre (le seguenti divinità di Carcasse ), presentato come un trattato di estetica precubista .

Bateau-Lavoir :
Il Bateau- Levoir era uno stabile sito al numero 13 di place Émile-Goudeau nel quartiere di Montmartre a Parigi e famoso per essere stato l’abitazione di numerosi artisti del XX secolo di fama internazionale.
Note:
Edificio ampio e fatiscente, era stato un laboratorio di pianoforti poi dis-messo. Nel 1889 venne “rimodernato” dal proprietario che volendo realizzare un discreto guadagno lo trasformò in una palazzina con dieci appartamenti.Lo spazio riattato, essendo stato suddiviso in millesimali, fu molto ridotto a causa dei nuovi lungi corridoi. Per realizzarli si utilizzarono delle carpenterie mobili in legno ricavando nuovi ambienti e trasformando l’immobile simile ad un labirinto.
Essendo privo dei servizi primari, quali gas ed elettricità, il covo si presentava “sparta-no”. L’acqua arrivava solo al primo piano, e gli appartamenti avevano delle pareti divisorie così sottili che gli ambienti erano freddi d’inverno e caldi d’estate. Picasso lo volle come base operativa per il suo gruppo cosmopolita nascente capace di tenere rapporti trasversali in Russia, compreso quei paesi europei che avrebbero subito la trasformazione violenta inscenata nella prima Guerra Mondiale. Affermerà infine Pablo Picasso: “La Grande Guerra l’abbiamo fatta noi Cubisti”
ELENCO DEGLI ARTISTI residenti e frequentatori abituali
l primo artista a viverci fu Maxime Maufra. E’ stato pittore, incisore e litografo francese. Fece parte della Scuola di Pont-Aven, pittori del Dipartimento della Marina. Maxime segnalò a Picasso la palazzina e in breve, il luogo divenne punto di incontro per molti “artisti” fino a diventare celebre quando Picasso andò a viverci. Il gruppo più consistente di artisti che si stabilì nel 1908 e comprendeva:
Georges Braque,
Max Jacob,
Marie Laurencin,
Guillaume Apollinaire,
André Salmon,
Maurice Raynal,
Juan Gris,
Fernand Léger,
Robert Delaunay,
Albert Gleizes,
Andre Lhote,
Jean Metzinger,
Francis Picabia,
Alexander Archipenko
e Paul Gauguin (ospite di ritorno dal suo primo viaggio a Tahiti.)
Nello stesso anno, in onore del povero pittore naif Henri Rousseau del quale aveva appena acquistato un quadro, Picasso preparò in onore dello sfortunato Rousseau, un banchetto memorabile nel locale che in seguito prenderà il nome la “Villa Medici della pittura moderna”.
Tra le personalità che invece frequentarono solo per contatti il Bateau-Lavoir, ricordiamo: Matisse, Modigliani, Derain, Dufy, Utrillo, Apollinaire, Gertrude e Leo Stein, Alice B. Toklas, Cocteau, Radiguet, Dullin, Vollard, Denis, Ardengo Soffici, van Dongen, Gris e Brâncuși.
Ideali comuni.
Foto : Jun Gris, ritratto di Paplo Picassso in divisa militare della Marina Francese.
Cosa avevano in comune tra loro oltre ad essere operatori di arti figurative e arti varie? Erano tutti rigorosamente ebrei. A questo punto si chiarisce da se il concetto “Cosmopolita”.
Il giornalista e teorico Theodor Herzl realizzò il primo Congresso Sionista Mondiale a Basilea dal 29 al 31 agosto 1897. Gli ebrei, esuli senza patria da 2 mila anni, si presero l’impegno di far risorgere la perduta Israele entro l’anno 2.000. Sottometteranno tutti gli stati del mondo al loro volere. Basilea fu il giuramento dagli affiliati dando vita al concetto Semita durante quel Congresso.
Per gli artisti, l’Arte sarebbe dovuta essere la loro Sinagoga per eccellenza, ma cosi non sarà quando si rivelerà nel corso delle indagini essere la Svizzera la madre patria di tutti i Cosmopoliti indipendentemente dalla fede religiosa o politica nell’arte, letteratura e scienza. Ma la “questione ebraica” esula in parte da questa ricerca sull’uso indiscriminato e improprio dell’Arte per altri fini, anche se, dopo tutto, l’arte rientra anch’essa in quei confini che si reputano nel mondo essere “Neutrali”: la Svizzera, deposito valutario e patrimoniale dell’Arte di tutto mondo fino alla nascita d’Israele. A quel punto le regole cambiano e la Svizzera di troverà spogliata sempre più in materia di “sovranità neutrale”.
I cosmopoliti del 1917 si ritroveranno ad apprendere le nuovi lezioni “d’intervento” aggiornando il nuovo lessico a Zutigo, facendo sparire le proprie tracce dei moti precedenti dando vita con nuovi incensurati soggetti “artistici “. A dar vita e designare le nuove strategie in sinergia con le “correnti del disordine” di agenti artistici e politici, assumeranno il nuovo titolo artistico privo di radici, identificative, dal nome DADA.
Sarà proprio Marcel Duchamp, fondatore della corrente DADA, il filorosso che ci permetterà di pedinarli tutti sulla scacchiera geoartistica da lui diretta.

continua
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