(….) qualcosa che gli si rivolterà contro: il Socialismo e con esso il primo vessillo rosso: la Bandiera Rossa. (nata in Francia)

Foto 1: Tomba di Carlo Marx – morto 1883
Foto 2: tomba del nonno di Marx, Rabi Chaja Lwow Abraham Mosche ben Heschel Lwow, morto 1788
La risposta Borghese giacobina non tarderà a farsi sentire.
Con l’avvento di Carlo Marx, i lavoratori ingannati dalla Borghesia francese si organizzeranno in Sindacati avviando una lunga marcia di rivendicazioni salariali ancora oggi non ben definite. La borghesia cosmopolita francese al potere Legislativo, respinse con la legalità e manganelli le rivendicazioni salariali e sociali dei lavoratori. Resterà basita nel vedere accrescere una forza politica nuova tanto robusta e caparbia che chiedeva di partecipare all’utile capitale ricavato dalle vendite del prodotto industriale manufatto dalle loro stesse mani . Marx evidenzierà nel Capitale, il motore Borghese destinato ad ingripparli.
I cosmopoliti si spaccarono in due blocchi contrapposti e i fondatori della Prima Internazionale comunista, (11 cosmopoliti su 13) conoscendo i vizietti assassini dei loro confratelli borghesi, l’Internazionale comunista utilizzerà la stessa tattica delle Avanguardie borghesi: camuffarsi nello stesso modo facendo perdere le proprie tracce agli avversari rendendosi introvabili dentro una massa troppo estesa di lavoratori.
La Borghesia per salvarsi dalla malaparata innesca nelle classi lavoratrici la concorrenza salariale tra maschi e femmine amplificando volutamente le contraddizioni sociali sulla differenziazione di salario e sesso. Per sostenere tale politica repressiva aveva bisogno di guerre immotivate per meglio separare i sessi e allontanare i giovani maschi al fronte, lontano dalla fabbriche . Le monarchie e le borghesie industriali avevano bisogno di una guerra simbolica di copertura, una volta innescate si apriranno invece delle macellerie umane sui più fronti, avviando in tal modo alla produzione, le donne e le spose, vedove, orfane e vergini incitate in fabbrica a produrre per il bene della Patria e i congiunti da salvare.
La donna entra ufficialmente nel mondo del lavoro industriale e nell’era moderna. Il capitale raggiunse in breve il suo scopo: una donna indipendente, meno feconda e più nichilista. La donna divenne la Retroguardia del sistema capitalista, una nuova forza lavoro a sottocosto che garantiva i costi bassi della guerra.

Foto 3: giovani operaie.
In questo clima le Avanguardie strillone propagandano sui loro Manifesti il nuovo modello di donna muscolosa, aromantica, pragmatica ed efficiente nella produzione di ingranaggi lucenti, lampadine fluorescenti, armi e bombe; ricompensate da abiti corti non più casti, capelli liberi al vento; donne da risvegliare dal dominio monastico familiare e perché no, diciamocelo pure, un po puttana e seducente, Un abbaglio. La Borghesia non da niente in cambio di niente. Essa presenterà il conto su un piatto d’argento con sopra l’invito da sottoscrivere alla Guerra di Liberazione mondiale e contrattuale per imporre il proprio modello Borghese come l’unico e Universale.
Avanguardie :“Noi siamo contro la guerra, viva la Guerra” . E i futuristi?: ” Noi futuristi , Balla e Despero, costruiremo milioni di animali metallici, per la più Grande Guerra…”.
Le Guerre, le rivoluzioni, le sommosse di massa erano il progetto principe delle Avanguardie artistiche, scoprendo in seguito, essere gli artisti dei politici Borghesi, finanziatori di Avanguardisti, organismi paramilitari sotto il diretto controllo di cosmopoliti ingannatori come dire, “tra i due litiganti il terso se la gode”, appunto, il Borghese giacobino nascosto nelle masse.
L’arte Pagana (arte classica) persistette ancora nelle famiglie Reali d’Europa ma venne dalle Avanguardie perseguitata e ingiuriata fino alla sua estinzione avvenuta con quella fisica e politica della monarchia stessa nella Grande Guerra 1914/18. Qualcosa resterà ancora in piedi nei paesi cattolici in quanto, Potenza Multinazionale disseminata a macchie di leopardo in tutti gli stati del mondo.
I cosmopoliti, una volta divenuti vincitori assoluti, passeranno infine alla formulazione dell’Arte Moderna non più retinica o iconoclasta, ma espressione della geometria industriale conquistatrice marciante verso la concettualità, disciplina della ragione pura e pragmatica, posta oltre l’astrattismo in cammino verso l’origine delle invenzioni: l’Idea.

Da quel momento l’Artista non sarà più il pittore imbrattatele, ma una testa che pensa e che non opera più. Un cervello guida. Sarà Padre delle nazioni capaci di costruire con le sue idee: l”Opera Metallica, la fabbrica di acciai. Svetteranno i grattacieli, gli ascensori, le città urbane cubiste, le ferrovie, le navi di ferro, i ponti metallici, il cemento armato, le auto, le strade asfaltate e tante bombe e guerre.
L’arte comincerà a implodere su se stessa lasciando la parola ai cannoni distruttori e alla magia della tecnica, lasciandoci i pochi monumenti neoclassici e cubisti sopravvissuti al delirio della tecnica.
foto 4/5/6 : architettura metafisica, cubista e neoclassica di Regime
