Poesia saffica n. 16

A luci spente

Sento la sua presenza qui ma non c’è.
La cerco sul mio corpo, l’accarezzo.
Ti vorrei qui  con me ma non ci sei:
il peccato non lo permette, ci divide,
ma il desiderio ti avvicina e mi sfioro
ovunque, sfuggo alle mie carezze
perseguitandomi con mani ora tue,
ora mie, e m’abbandono pur d’ averti qui
dove nessuno deve sapere o vedere:
io e te insieme amanti, a luci spente
per non far arrossire degli angeli
le belle gode in fiamme… come le mie
accese di peccati per te.

 

BLU Marina
(Pavia – quasi in cielo 18/01/2019)


 

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Poesia saffica n. 15

Surrealismo.

Foto: “Dalí dipinge nel giardino della sua casa”
io uguale, dipingo sulla mia terrazza di casa.
Lia dipinge sul tavolino in cameretta e sbuffa!
Mi chiama: “Giuro! Ho bisogno di baci e basta.”
Lia, bocca a bocca mi parla e con arte mi bacia;
pennelli , colori e matite: si studia Dalì, così.
“Siamo lesbiche?” mi chiede:
No! è un “TiVoglioTantoBene” grande grande
“ooh..Grazie” Ribacia, disegna e le basta.

BLU Marina
(Pavia, oggi 16/01/2019)


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archivio poesie saffiche 

Poesia saffica n. 13

Cercasi Fidanzata.

Una puttana sta piangendo e quella puttana sono io.
Sono pentita, pentita. Lo ha capito da come guardavo Isa,
sono puttana negli occhi, me lo ha detto sfacciatamente Joil,
la regina delle lesbiche, sa sempre tutto di tutte.

Uffa! Chi si vuole fidanzare con meeeeee?… ISSAAA!!!

ISA mi guarda, ha i pugnetti davanti alla bocca,
siiii sta per cedere. Yeee! è tutta atomica per me!
SI! Sono fidanzata, lo sento, mi ama, non resto più senza.
Aspetto la sua dichiarazione e tifo per lei: “Dai ISA! Dichiarati!”

Dio! Mi scoppi a piangere adesso? Proprio adesso ti viene?
Uffa! Una puttana sta piangendo per lei quella puttana è Joil.
Mioddiiioo…Isa e Joil… si guardano e piangono insieme,
o bella, e adesso che fo? Siamo a posto, si piange in tre.

Uffa! Urlo:  “Chi si vuole fidanzare con meeee?”

 

BLU Marina
(Pavia 13/01/2019)


 

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Poesia saffica n.7

NON SO!

Forse sono io la perfettina
voglio le cose fatte bene
tu sei grezza e troglodita!

Giuro!
voglio buttarmi
da un grattacielo.

Ma come fai a fidanzarti
dopo una settimana di chat
quando a me tre mesi
di coccole non bastano?

uff!
voglio buttarmi
da un grattacielo

Cosa? se cado
e mi faccio male tu
non verrai all’ospedale?

ok fidanziamoci Fra
chiama tu per prima.

BLU Marina
(Pavia gennaio 2019)


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Poesia saffica n. 4

Bella cometa

Mi guardi e mi fissi
lascio che sia

stai cercando di capire, forse
di andare oltre o magari…

magari si, di provare, osare,
immaginando come sia
guardandomi perplessa.

Ti piaccio, lo so, si vede

l’indecisa ora sei tu.
Mi struggi nel farti
il bel musetto d’intesa
e sobbalzi e sorridi
sentirti scoperta:

“No no!! Hai frainteso..” dici
Non intendevo in quel senso li..
E lumachina  ti ritiri  dentro tutta,
sorridi, imbarazzata scappi via.

Poi ti colpo ti giri, lo ripeto,
e ancora ridendo tu: “No! ma daaii..”

e scappi rincorsa dalla tua bella cometa,
coda cavallina sempre insieme leggera.

 

Blu Marina
(Pavia 11/01/2019)


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Le mie poesia

Blu Marina

Poesia saffica n.3

Ma come ti permetti

Mi ama lo so e lo sa di me.
Sento nel concavo bacino
il flusso lento destarsi
agitato da bacetti istigatori che,
mi ondeggiano languida molle
i flussi dai moti ondosi lenti
come onde senza spume su scogli
le carezze dalle dita curiose,
ispettrici nel portarsi oltre,
soave richiesta farsi stele,
sussulto di ogni moto inquieto
offrendomi carne alle dita
seducente fiore stimolato
le apertesi piccole sedotte.

“ma come ti permetti…dai”

E tiepide labbra fuori luogo
tiepide sulle intime spalle
non so se lasciarle profanare
allontanando la mano indecente:

“Non me la sento… non qui, non ora ”
ma non ascolta e prosegue.

lei sa la mia fine prossima
a quel contorto divenire
che sul viso labbra accolgo
labbra su labbra magistrali
si scambiano desiose gioie
“non smettere… ruffiana”
e mi squassa e sconquassa
capo, corpo e ventre in febbre
e tutto si permette l’indecente .

 

Blu Marina,
(Pavia, oltre 24 dic. 2018)


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Lee Miller

LEE MILLER: Modella e Fotografa

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Modella e Fotografa di Moda

Elizabeth “Lee” Miller, Lady Penrose  (Poughkeepsie 23-Aprile_1907 – Chiddingly, 21 luglio 1977),  è stata una modella, una fotografa e fotoreporter di guerra degli Stati Uniti.

Chiunque, in grado di guardare una figura impressa in una fotografia s’accorge dallo sguardo di questa modella che qualcosa non sta andando per il verso giusto e che il soggetto non sa nascondere. L’immagine sprigiona qualcosa di molto profondo come chi è punita ingiustamente da Fato per un destino che  mal sopporta non sentendolo meritato. Quella lunga attesa nei suoi occhi, presente in tutte le immagini e che la ritraggono è lo stato di “rassegnazione”. Lee Miller è portatrice di un male oscuro quanto palese: un’infezione di “gonorrea” , microbo minore del ceppo della sifilide, male contratto da bambina durante una violenza carnale subita da un marinaio – sostiene il padre – male che le impedirà di avere normali rapporti sessuali vivendo in castità. Ciò è l’origine della sua mancata felicità nel suo sguardo.

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La famiglia di Lee Miller è di origine ebrea, composta dal padre Theodore, ingegnere, inventore e uomo d’affari di origine tedesca e dalla madre Florence Miller nata MacDonald, di origine canadese, scozzese ed irlandese; dal fratello minore Erik e dal fratello maggiore John. 
Lee era la figlia preferita del padre. Egli si dilettava con la fotografia amatoriale insegnando tutto sulle tecniche fotografiche ai propri figli quando erano ancora piccoli. Lee Miller oltre ad esserle allieva, fu del padre la modella preferita  che la ritraeva spesso nelle sue fotografie ” stereoscopiche”.


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In tutte le immagini dove ella posa solitaria, il suo sguardo si abbandona in un limbo ove cerca la causa del proprio peccato originale a motivo  del suo male nascosto. I Psicologi analisti sforneranno  molteplici soluzioni immaginarie per lei ma senza risultati, in quanto, la psicanalisi di quegli anni era ancora una materia sconosciuta in fase primordiale. Ma il male oscuro di Lee Miller non era psicologico ma  di  natura batteriologica e inguaribile ai tempi. Oggi è divenuta una malattia curabile. Solo negli anni cinquanta, l’avvento dell’antibiotico metterà fine al suo disturbo fisiologico e dell’anima diventando anche madre.
Nel frattempo non potendo donare niente di proprio ad un amore etero, Man Ray rimase fulminato la prima volta che la vide in scena da modella. Egli s’innamorò perdutamente di Lee Miller, perdendoci la testa Saputo della tragedia non potendola amare, l’avviò delicatamente ad accettare amorini saffici  ai quali aderì svogliatamente.  Dopo tutto, non aveva scelta: la malattia era incurabile e i lamenti e pianti per bruciore durante al toilette mettevano in chiaro la sorte sessuale di Lee Miller. Eppure Man Ray la volle sempre vicina per quella sua delicatezza e femminilità, arte che seppe ammaliare i colleghi artisti dell’avanguardia francese,  ignari della tragedia, amandola per quel portamento divino, statuale e di bella presenza.


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Analizzare l’Arte di Lee Miller, ci obbliga ad andare lontano, e più ci allontaniamo dal punto di partenza  più la Macchina del Tempo (la Storia), ci conduce verso le responsabilità del Padre, sospettato di essere l’ipotetico violentatore iniziale,(soffrivano dello stesso male). Tutto ciò poco interessa per tracciare un profilo chiaro della nostra artista,  ma andando oltre il consentito, oltre il privato, su Theodore Miller padre, la ricerca ci porterà ai limiti di un reato politico di fine ottocento.

Trasferendoci negli anni in cui T. Miller era ancora giornalista, egli venne  coinvolto quale testimone diretto di  un sacrilegio politico avvenuto negli Stati Uniti nel quale, forti sospetti lo vedono tra gli indiziati ma che, grazie alla sua testimonianza di giornalista  depistò dai fatti la pubblica opinione americana. Tutto ciò meriterebbe un capitolo che verrà svolto più avanti, un indagine che si presenta difficile perché impossibilitato ad andare oltreoceano. Ci affideremo ad internet .


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Tornando alla delicata figura di Lee, ignara e lontana dai sospetti accennati, la vita artistica della modella fotografa e promotrice dei cambiamenti del costume femminile americano (Moda), fu tutto sommato un’avventura scontata, borghese e poco interessante, fino a quando, “sulla strada che porta Damasco” incontrò quel bell’imbusto di Man Ray, che narrandole il pensiero avanzato di Parigi, capitale delle arti e mode le introdurrà nella macchina delle Avanguardie , promotori di nuovi modelli di pensiero e comportamento. Lee  lo inseguì in Europa. Aggiornandosi spogliandosi del provincialismo americano e una volta acquisiti i principi generali della cultura europea,  applicò alla lettera, negli Stati Uniti, quel nuovo modo di pensare, creare, fare Arte e Moda in modo propositivo, contribuendo ad elevare di grado la Moda americana fino a diventare questa, propositiva attraverso  il cinema, arte che seppe conquistare le sale cinematografiche mondiali.


 

Arruolata da Man Ray come spia e poi reporter di guerra per la futura Nato, presterà servizio in Europa attraversandola sotto le bombe per conto dell’esercito degli Stati Uniti. Diventerà la prima e forse l’unica americana reporter con le credenziali di guerra. Dopo aver visto, fotografato e testimone il pessimo risultato degli ideali di gioventù per la nascita un mondo migliore (Israele), vederselo in diretta sfociare in quel grande macello di carne umana senza fine, tragedia organizzata dai suoi dirigenti politici americani, cadde in una profonda “crisi depressiva”. Cominciò a rifiutare l’organizzazione cui ebbe aderito con entusiasmo, crisi che colpirà altri agenti segreti ebrei che si dissoceranno dalla grande direzione ebraica mondiale: i Cosmopoliti. Alcuni si convertirono ad altre religioni, ma per tali scelte verranno  puniti dalla stessa macchina infernale misteriosa che li costituì e che infine li scomunicò, altri invece, diventeranno cimeli di guerra e cimeli d’arte del “raggiro”, diventando ricchi e fmosi

LEE MILLER

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