Poesia Cosmica n. 41

CASA MIA

Chissà se in cielo piove o tira vento
o se ci sono terre che ci diano frumento?
Cerco un posto dove non far nulla
per vivere, accoppiarci, moltiplicarci
e non scappare perché inseguiti, sbranati
o nasconderci per non essere scovati.

Vorrei avere la forma di una gallina
o pesciolino rosso fuori dall’acquario.
Odio i granchi minacciosi dentro il mare
vorrei andare in un posto dove non ci siano,
e senza fame, senza sete, bere tutti insieme
perché è bello bere, nutrendoci di acqua.

Ci sarà un posto cosi bello in cielo?

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Poi mi riprendo, mi ritrovo  a casa
Anche casa mia è bella, vero?…
In cielo me la invidiano tutti sai?

Dicono che è molto bella
questa nostra casa strana…


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Enea: Poesia  Cosmica

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Poesia cosmica n. 3

SULLE GEMME

L’ultima pioggia invernale saluta la primaverile.
Quelle due sono d’accordo da tempo, le conosco bene.
S’incontrano, si scambiano le consegne, si raccomandano
senza che nessuno le ascolti: “Come va?…
Come è andata st’inverno?.. Hai nevicato? ” ecc.

E, camminando, riconosco le gocce fredde invernali
dalle tiepide primaverili. Le seconde sono più umide
e sui rametti restano appese inzuppate senza cadere.


Si posano la, dove sbocceranno le gemme,
risvegliandole imboccate, dissetandole;
gemme aperte durante tutta la stagione,
piovosa o, primaverile si spera.
V’è! Finalmente
posso spogliarmi mentre camino
e respiro con la pelle le prime brezze.
Basterà solo un cappello alle intemperie.
Sono uomo, un uomo vero; chi lo avrebbe mai immaginato:
Io,
col cappello in testa, diventato uomo e a passeggio
che gocce guarda estasiato appese sulle future gemme.
.
gocce di primavera

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Enea: Poesia Cosmica n.1

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Intingolo bianco

L’intimo o intimità, è un luogo prettamente
personale velato di pudori che amiamo
in quanto
cripta poetica ove le pulsioni
in moto ci traslano nell’immaginario
con soave potenza suadente.

Eppure riuscite bene nei verbi:
così il sapiente ama vagabondare
come gli stalloni eruditi su piste ove
furono condannati a morire con voi
in battaglie di lance e spade taglienti.

Narrate o intinte piume calamaie
poemi lucenti insanguinati. Orsù!
Testimone, canta ai bianchi crini
la via indicata da Pegaso Alato,
l’intrepido Unicorno reciso dal Cielo
per ciò che rivelò alle Arpe segrete
gli incantesimi i da non rivelare.


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