Poesia saffica n. 13

Cercasi Fidanzata.

Una puttana sta piangendo e quella puttana sono io.
Sono pentita, pentita. Lo ha capito da come guardavo Isa,
sono puttana negli occhi, me lo ha detto sfacciatamente Joil,
la regina delle lesbiche, sa sempre tutto di tutte.

Uffa! Chi si vuole fidanzare con meeeeee?… ISSAAA!!!

ISA mi guarda, ha i pugnetti davanti alla bocca,
siiii sta per cedere. Yeee! è tutta atomica per me!
SI! Sono fidanzata, lo sento, mi ama, non resto più senza.
Aspetto la sua dichiarazione e tifo per lei: “Dai ISA! Dichiarati!”

Dio! Mi scoppi a piangere adesso? Proprio adesso ti viene?
Uffa! Una puttana sta piangendo per lei quella puttana è Joil.
Mioddiiioo…Isa e Joil… si guardano e piangono insieme,
o bella, e adesso che fo? Siamo a posto, si piange in tre.

Uffa! Urlo:  “Chi si vuole fidanzare con meeee?”

 

BLU Marina
(Pavia 13/01/2019)


 

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Poesia saffica n.11

Ti aspetto

M’interessi ma non so se già pensi ad un altra.
Se ci ripensi, pensa un pochino anche a me.
Decidi tu. Nel frattempo penso solo a me stessa.
T’aspetto. La tua ex può essere chiunque, non
m’importa: di tuo mi piacciono anche i baci usati.

BLU Marina
(Pavia in collina 13/01/2018)


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Poesia saffica n.9

Appena la vedo l’amo

guardate come è felice.
sono cosi contenta per lei
la mia bimba bellissima
me la merito davvero tanto
è cosi se si torna indietro.

pensavo che nessuna venisse
tanto bene e solo con me.
lei è la migliore, me la invidiano
tutte e spero che non mi tradisca:

mi butterei dal grattacielo
più alto di Milano per lei,
e, anche se ferita non venisse
a trovarmi tutta rotta ingessata,
all’ospedale, comunque:

l’amerei, l’amerei, l’amerei.

Blu Marina

(Pavia – In gita 11/01/2019)


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Poesia saffica n.8

Pipì

Nonostante sentissi freddo
non mi sono mai coperta
tutto per farti soffrire
soffrire per te e tu per me
e mi sa che ho congelato
pure i neuroni, ghiacciati
ghiacciati ghiacciati
e ho le mani congelate
il naso rosso freddo
guardami sul self
che straccio di Mimì
e mi scappa la pipi
posso farla su da te?
Insomma!! si si
giuro ti amo davvero,
assolutamnete si
vado matta per te,
però sbrigati! Apriii!!
Pipiii!!!

 

BLU Marina
(Pavia 11/01/2019)


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Poesia saffica n.7

NON SO!

Forse sono io la perfettina
voglio le cose fatte bene
tu sei grezza e troglodita!

Giuro!
voglio buttarmi
da un grattacielo.

Ma come fai a fidanzarti
dopo una settimana di chat
quando a me tre mesi
di coccole non bastano?

uff!
voglio buttarmi
da un grattacielo

Cosa? se cado
e mi faccio male tu
non verrai all’ospedale?

ok fidanziamoci Fra
chiama tu per prima.

BLU Marina
(Pavia gennaio 2019)


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Poesia saffica n. 4

Bella cometa

Mi guardi e mi fissi
lascio che sia

stai cercando di capire, forse
di andare oltre o magari…

magari si, di provare, osare,
immaginando come sia
guardandomi perplessa.

Ti piaccio, lo so, si vede

l’indecisa ora sei tu.
Mi struggi nel farti
il bel musetto d’intesa
e sobbalzi e sorridi
sentirti scoperta:

“No no!! Hai frainteso..” dici
Non intendevo in quel senso li..
E lumachina  ti ritiri  dentro tutta,
sorridi, imbarazzata scappi via.

Poi ti colpo ti giri, lo ripeto,
e ancora ridendo tu: “No! ma daaii..”

e scappi rincorsa dalla tua bella cometa,
coda cavallina sempre insieme leggera.

 

Blu Marina
(Pavia 11/01/2019)


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Le mie poesia

Poesia saffica n. 1

AI QUATTRO VENTI

Qui narrerò di me saffica
e altre ancora da deporre,
rime plananti trasparenti
lasciandomi spettinare dai venti
i bei capelli al cielo come veli,
lievi se sollevati dagli Alisei
funesti per doloroso Noto vento
e bizzarri alla Borea dispettosa
per nodi che si divertono arruffare
nel dispensare pensieri telescriventi
che dita stirano i crini indietro
pettine di carne per riordinarli
offrendomi a volto scoperto e gaia
sapendovi maliziose alla gioia
per guancia su guancia deposte
labbra su labbra i baci composti
sfuggendo gli sguardi incipienti
per sentire quel solletico in pancia
quando il cuore ci  sobbalza
alle impreviste richieste e scosse.
che scosse!… che scosse!…

 

Blu Marina
(Pavia, da te 22 dic. 2018)


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“ready made” – La mossa invisibile.

La Mossa invisibile”

il ready made

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Nella Storia dell’Arte, Marcello Duchamp ce lo presentano, raccomandano e insegnano come l’Artista che ha rivoluzionato concettualmente le sorti dell’Arte nel XX° secolo imprimendo una svolta radicale straordinaria.

Dopo una lunga ricerca sull’artista, è possibile scoprire narrativa dell’artista, da parte della maggioranza degli addetti ai lavori, nel raccontare di lui si sanno le stesse medesime cose.

Ciò che spicca maggiormente, e che tutti ripetono di lui, sono le stesse nozioni identiche fino alla nausea. Il suo nome è sulla bocca di tutti gli insegnanti europei esaltandolo come “Grande artista e inventore dell’arte moderna. Ma per me, che ho conseguito gli studi d’arte presso una nota accademia artistica italiana, la cosa non mi ha mai convinto abbastanza, credo nemmeno l’accademia stessa, ma venivo catalogato dalla mia insegnante un scettico in Arte.

“Scettico” all’ora, era offensivo per me, scontrandomi più volte con l’insegnante Jole De Sanna che di Duchamp era la paladina innamorata in quanto, se mai fosse venuta a conoscenza sulle mie intuizioni, le sarebbe caduto addosso l’intero impalcature che aveva appreso presso l’Università Statale di Milano che di Lauro le aveva cinto il capo.

Per chi come me non dotto, conveniva tacere o ingoiare, ma i suoi bocconi li ritenni amari e indigesti ripromettendo a me stesso un giorno di sbrogliare la matassa di Arianna, non per uccidere il Minotauro che mi è sempre stato simpatico anche se tenebroso, ma per capire perché Perseo una volta asservito la Vergine, riavvolta la matassa decise di esiliare Arianna su di un isola infelice dopo che l’ebbe abusata.

Qui nasce l’idea di FiloRossoArte. Ispettore d’arte e politica europea che cerca di ricucire i tessuti stracciati di un Europa delle Nazioni, bistrattata e dimenticata. Nel frattempo questa indagine ebbe una battuta d’arresto allontanandomi dal mondo dell’Arte fino al fatidico 1991 quando mi apparve la “Mossa Invisibile” che Duchamp cercava disperatamente d’interpretare nel  Grande Vetro senza mai riuscirci.

Il suo superiore e Maestro, lo aveva avvertito che certe profezie l’artista non le avrebbe mai viste neanche dopo la morte e oltre. Quel poeta chi era? Dove si nascondeva? Dove era possibile raggiungerlo per interrogarlo?

Duchamp, pittore stratega , perché ad un certo punto della sua vita carriera decise si servire la Patria con l’Arte, non come arma di difesa, ma d’offesa.

E’ risaputo che i militari hanno da sempre utilizzato l’Arte come arma “offensiva”, arte che si è sempre prestata per far passare codici cifrati. Già i poeti in passato furono arruolati mettendoci in guardia attraverso altri codici cifrati mimetizzati nelle opere stesse, sulla pericolosità degli eventi imminenti, oppure, dopo i fatti, le eventuali responsabilità da imputare ai mandanti.

“E’ per una ragione di stato” si diceva allora e adesso, ma, mai è trapelato dalla Storia una sola chiave di lettura per interpretare o decodificare tali messaggi sublimati.

Poi, si cimentò anche la letteratura a raffinare l’arte bellica alleggerendo le responsabilità alla pittura nel rappresentare eventi complessi.

Fare un ritratto di un Ministro Ombra o di un Alto Ufficiale o Cortigiano responsabile, o altro ancora che governasse il paese, era per i militari un boccone ambito avere una copia del viso nemico e quindi, per secoli ci fu un mercato proficuo per gli artisti “venduti” fare molteplici copie del volto dei sovrani, castellani, cortigiane ecc. da disseminare in tutti gli eserciti che ne facevano richiesta. Scoperto l’inganno, si sviluppò il mercato del falso. Per vincerlo e rendere veritiere le opere ci voleva un Ordine segreto degli Artisti capace di passare i ritratti originali. Ci volevano dei Giurati integerrimo: i Massoni

Sto parlando di tempi in cui la macchina fotografica non aveva fatto ancora la sua comparsa; avvenuta poi, spostando l’interesse strategico verso comunicazioni sublimate circoscritte in nuovi modi di fare arte.

Quindi l’Arte moderna aveva bisogno di nuovi stili per meglio mimetizzare le informazioni sublimate, e, l’economia moderna, mise i suoi occhi sulle opere d’arte incomprensibili per nascondere meglio i piani eversivi in materia di finanziamenti occulti, illegali.

Con le Avanguardie (Picasso) il quadro divenne Ricevuta Bancaria al portatore. L’acquirente in tale modo poteva finanziare illegalmente manovre economiche e industriali di ampia portata eludendo sia le banche che l’Intendenza di Finanza dei vari stati. In Francia la cosa fu possibile in quanto, dentro all’Intendenza di Finanza si nascondeva il Regista assoluto sugli spostamenti Capitali.: Il Poeta.

Uno degli artisti vicini a Duchamp, poeta pure lui, in un momento di delirio di droga e alcol – che spesso assumeva e poi frequentemente- in quel momento di concitazione psichica svelò il nome. Da quel momento, tutte le mosse invisibili delle Avanguardie divennero visibili. Il poeta nascosto presso la Finanza aveva la chiave di lettura di tutte le opere delle Avanguardie di fine ‘800 e inizio ‘900, correnti artistiche che in Francia teneva sotto stretto controllo. Nelle sue opere poetiche, si possono riconoscere tutte le chiavi d’interpretazione e nascita delle idee dell’Arte Moderna.

La “mossa visibile” di Andre’ Breton svelò l’Invisibile.

Morto l’Invisibile, M. Duchamp crollò psicologicamente ritirandosi dall’Arte. Il Grande Vetro dettatogli dall’Invisibile restò per Duchamp un “enigma insoluto”. Fu la mossa dentro la quale c’era la mossa delle mosse, la “più invisibile” e segreta, mossa futura che lui stesso non avrebbe mai comunicato ai suoi superiori perché incomprensibile per se stesso, scervellandosi tutta la vita, non venendo mai a capo di nulla.

“Jole, mia cara Jole, peccato che sei deceduta prematuramente, te l’avrei svelata.


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Poesia saffica n. 10

E SI CRESCE

Rapita da turbamenti
smarrimento dei sensi,
mi lascio condurre per mano
alla scoperta del corpo mio,
piccoli seni da crescere,
snelle anche, senza fianchi
e bruno vello appena cresciuto.

So di non essere più bambina
quindi mi depilo quanto serve
su consiglio dell’amica migliore
contenendo dentro confini
i superflui tra orli e merletti,
eleganza consigliata da riviste
alla moda per non essere troglodite,
e dedico alla ”cosina” più attenzione
in attesa dell’avvento inaspettato
da scoprire insieme, tra ragazze,
cercando chi matura ne sappia più di me
al fine di non trovarmi impreparata
al fatale momento del sapere,
ogni giorno scoperto nell’igiene.

Dice: “Vai su Internet, c’è di tutto…” 

E nei reparti del sesso maleducato
resto basita per come lo fanno
offendo ai babbuini anche il sedere.

No!

Preferisco i siti delle solitarie
per vedere come si fa da sole,
trovando la mia tipa glusta
molto bella nell’estasi d’amore
ammirandone la pelle seducente,
furiosa su pistillo martoriato,
pube completamente depilato
da confidare all’amica migliore
fingendomi turbata e sbalordita:

Dice:“Fammi vedere la tua tipa?…”.

“No daai! mi vergogno…” però cedo.

Dio che tenerezza… zoommala!”

E insieme si cresce…
guardando come si fa si cresce
aspettando sia lei a provocarmi
innamorata di me da sempre,
lo so, da tanto, tanto tempo,
ammirandomi fi da bambine
divenuta mia amica del cuore.

BLU Marina
(Pavia 20 giugno 2018)


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