“ready made” – La mossa invisibile.

La Mossa invisibile”

il ready made

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Nella Storia dell’Arte, Marcello Duchamp ce lo presentano, raccomandano e insegnano come l’Artista che ha rivoluzionato concettualmente le sorti dell’Arte nel XX° secolo imprimendo una svolta radicale straordinaria.

Dopo una lunga ricerca sull’artista, è possibile scoprire narrativa dell’artista, da parte della maggioranza degli addetti ai lavori, nel raccontare di lui si sanno le stesse medesime cose.

Ciò che spicca maggiormente, e che tutti ripetono di lui, sono le stesse nozioni identiche fino alla nausea. Il suo nome è sulla bocca di tutti gli insegnanti europei esaltandolo come “Grande artista e inventore dell’arte moderna. Ma per me, che ho conseguito gli studi d’arte presso una nota accademia artistica italiana, la cosa non mi ha mai convinto abbastanza, credo nemmeno l’accademia stessa, ma venivo catalogato dalla mia insegnante un scettico in Arte.

“Scettico” all’ora, era offensivo per me, scontrandomi più volte con l’insegnante Jole De Sanna che di Duchamp era la paladina innamorata in quanto, se mai fosse venuta a conoscenza sulle mie intuizioni, le sarebbe caduto addosso l’intero impalcature che aveva appreso presso l’Università Statale di Milano che di Lauro le aveva cinto il capo.

Per chi come me non dotto, conveniva tacere o ingoiare, ma i suoi bocconi li ritenni amari e indigesti ripromettendo a me stesso un giorno di sbrogliare la matassa di Arianna, non per uccidere il Minotauro che mi è sempre stato simpatico anche se tenebroso, ma per capire perché Perseo una volta asservito la Vergine, riavvolta la matassa decise di esiliare Arianna su di un isola infelice dopo che l’ebbe abusata.

Qui nasce l’idea di FiloRossoArte. Ispettore d’arte e politica europea che cerca di ricucire i tessuti stracciati di un Europa delle Nazioni, bistrattata e dimenticata. Nel frattempo questa indagine ebbe una battuta d’arresto allontanandomi dal mondo dell’Arte fino al fatidico 1991 quando mi apparve la “Mossa Invisibile” che Duchamp cercava disperatamente d’interpretare nel  Grande Vetro senza mai riuscirci.

Il suo superiore e Maestro, lo aveva avvertito che certe profezie l’artista non le avrebbe mai viste neanche dopo la morte e oltre. Quel poeta chi era? Dove si nascondeva? Dove era possibile raggiungerlo per interrogarlo?

Duchamp, pittore stratega , perché ad un certo punto della sua vita carriera decise si servire la Patria con l’Arte, non come arma di difesa, ma d’offesa.

E’ risaputo che i militari hanno da sempre utilizzato l’Arte come arma “offensiva”, arte che si è sempre prestata per far passare codici cifrati. Già i poeti in passato furono arruolati mettendoci in guardia attraverso altri codici cifrati mimetizzati nelle opere stesse, sulla pericolosità degli eventi imminenti, oppure, dopo i fatti, le eventuali responsabilità da imputare ai mandanti.

“E’ per una ragione di stato” si diceva allora e adesso, ma, mai è trapelato dalla Storia una sola chiave di lettura per interpretare o decodificare tali messaggi sublimati.

Poi, si cimentò anche la letteratura a raffinare l’arte bellica alleggerendo le responsabilità alla pittura nel rappresentare eventi complessi.

Fare un ritratto di un Ministro Ombra o di un Alto Ufficiale o Cortigiano responsabile, o altro ancora che governasse il paese, era per i militari un boccone ambito avere una copia del viso nemico e quindi, per secoli ci fu un mercato proficuo per gli artisti “venduti” fare molteplici copie del volto dei sovrani, castellani, cortigiane ecc. da disseminare in tutti gli eserciti che ne facevano richiesta. Scoperto l’inganno, si sviluppò il mercato del falso. Per vincerlo e rendere veritiere le opere ci voleva un Ordine segreto degli Artisti capace di passare i ritratti originali. Ci volevano dei Giurati integerrimo: i Massoni

Sto parlando di tempi in cui la macchina fotografica non aveva fatto ancora la sua comparsa; avvenuta poi, spostando l’interesse strategico verso comunicazioni sublimate circoscritte in nuovi modi di fare arte.

Quindi l’Arte moderna aveva bisogno di nuovi stili per meglio mimetizzare le informazioni sublimate, e, l’economia moderna, mise i suoi occhi sulle opere d’arte incomprensibili per nascondere meglio i piani eversivi in materia di finanziamenti occulti, illegali.

Con le Avanguardie (Picasso) il quadro divenne Ricevuta Bancaria al portatore. L’acquirente in tale modo poteva finanziare illegalmente manovre economiche e industriali di ampia portata eludendo sia le banche che l’Intendenza di Finanza dei vari stati. In Francia la cosa fu possibile in quanto, dentro all’Intendenza di Finanza si nascondeva il Regista assoluto sugli spostamenti Capitali.: Il Poeta.

Uno degli artisti vicini a Duchamp, poeta pure lui, in un momento di delirio di droga e alcol – che spesso assumeva e poi frequentemente- in quel momento di concitazione psichica svelò il nome. Da quel momento, tutte le mosse invisibili delle Avanguardie divennero visibili. Il poeta nascosto presso la Finanza aveva la chiave di lettura di tutte le opere delle Avanguardie di fine ‘800 e inizio ‘900, correnti artistiche che in Francia teneva sotto stretto controllo. Nelle sue opere poetiche, si possono riconoscere tutte le chiavi d’interpretazione e nascita delle idee dell’Arte Moderna.

La “mossa visibile” di Andre’ Breton svelò l’Invisibile.

Morto l’Invisibile, M. Duchamp crollò psicologicamente ritirandosi dall’Arte. Il Grande Vetro dettatogli dall’Invisibile restò per Duchamp un “enigma insoluto”. Fu la mossa dentro la quale c’era la mossa delle mosse, la “più invisibile” e segreta, mossa futura che lui stesso non avrebbe mai comunicato ai suoi superiori perché incomprensibile per se stesso, scervellandosi tutta la vita, non venendo mai a capo di nulla.

“Jole, mia cara Jole, peccato che sei deceduta prematuramente, te l’avrei svelata.


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