PICASSO: Ritratto di Getrude Stein

L’incontro con l’Artista

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Gertrude Stein arrivò a Parigi dall’America, via Londra, con suo fratello Leo nel 1903. La guerra Russia-Giappone scoppia nel 1905.

Tra 1905-1906, in pieno disastro insurrezionalista in Russia, Gertrude Stein sentendo elogiare Picasso come un gran pittore, dopo l’incontro in galleria lo va a trovare nello studio di Montmartre per commissionargli un proprio ritratto.

Per chi ha modo di osservare quel quadro, e pensa che ci sono voluti 83 giorni intensi di lavoro, (quasi tre mesi), sul cosa sia veramente accaduto fra loro in quello studio solo Dio lo sa.

Per venirne a capo di quei giorni segretati non ci vuole molta immaginazione per trarre delle deduzioni: la prima è quella di una consumazione abbondante erotica e cibo, la seconda è che, tra una prestazione a l’altra si sia intavolata una alleanza strategica franco-spagnola-americana con i relativi studi e istruzione sui piani da seguire al punto che, quando la Stein uscirà dallo studio dopo 83 giorni il quadro non è nemmeno finito. Verrà ultimato molto  più avanti. Le soluzioni immaginarie sono ambedue possibili e oltre, ma la seconda si rivelerà più veritiera.

Picasso, sospettoso insurrezionalista, lamentava che non riusciva a capire chi avesse davanti lasciando incompleto il volto. Alla fine, rappresenterà la signorina Gertrude Stein con un evidente fuori assetto dell’occhio sinistro come chi losca,” spia”.

Nei quadri di Pablo Picasso e di altri pittori parigini dello stesso periodo, raffigurare ritratti commissionati da persone note e ritrarli senza un bulbo nell’occhio (orbi o loschi) fu tema ricorrente; un vero codice cifrato per gli “ospiti del sabato sera” che, notando nel ritratto deli padroni di casa la mancanza di un orbita,  era simbolo di persona giurata e di fede, impegnatissima.

In quel periodo G. Stein era una giovane americanotta dalla vita stretta, fianchi e bacino ampi, forma che denota forte appetito sessuale, ma il suo “compito” era un altro, non cercare marito o amante, ma arruolare, adunare e istruire “uomini ombra” dalla condotta sfrontata e audace per piani militari precisi.

Aveva sentito parlare, di un certo Pablo Picasso dal cognome ebraico-genovese, un giovane pittore con la capacità di polarizzare intorno a se una piccola banda di giovani parigini motivati ad emergere, decisi, intrepidi, ma era anche comandante di una piu vasta rete in Spagna di contrabbandieri di montagna. Ma come tutti i bulli esordienti, gli mancava un riconoscimento, un protettore d’eccezione per cominciare a imporsi oltre il quartiere parigino di Montmartre.

Picasso aveva i requisiti per l’organizzazione richiesta e, la signorina Gertrude, se lo lavorò per benino. Picasso invece, vedeva nella ricca ereditiera americana la piattaforma di lanci di successo imminenti, assoggettandosi al gioco, portando a termine egregia-mente gli impegni presi.

Scrive, concisa una bloger della quale ho perso il contatto: “Dopo ottanta o novanta sedute, il risultato – secondo i loro reciproci amici – non assomigliava minimamente a Gertrude Stein”. La risposta di Picasso fu una scrollata di spalle. ‘”Non importa,’” rispose, “alla fine gli assomilglierà”. Oggi rimane uno dei ritratti più famosi ed emblematici che Picasso abbia mai prodotto.”

Questa nota prendiamola  come punto di partenza per spingerci oltre. Chi piu sa, è invitato ad aggiungere memoria alla memoria; nel frattempo

segue:

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