DADA: la nascita (n.1)

Foto; Marcel Duchamp ideologo dadaista
Il blog FiloRossoArt, qui in WordPress, dedica e mette a disposizione del pubblico una parte della sua attività investigativa sulla storia dell’Arte in Europa, scoprendo che il fenomeno delle Avanguardie, è la lama che taglia di netto il Tempo nell’Arte, della Storia, degli Stati e dell’Umanità forzando strategicamente un cambiamento di percorso in tutta la creatività artistica, industriale, concettuali, intellettuale, utilizzando i conflitti sociali e bellici come acceleratore globale.
Ma è poi vero o molti errori hanno dato vita la caso?
Preso sotto osservazione il fenomeno delle Avanguardie del 900 aduna nelle Correnti, “artisti” di una sola organizzazione etnica non permettendo a nessuna altra etnia o religione di farne parte. La cosa a questo punto assume un carattere inquietante che deve essere assolutamente indagata diventando la questione Avanguardie una questione politica, e, come tale, qui verrà qui trattata. Quindi, come nelle pandemie virali la questione democratica viene sospesa per la sua urgenza, cosi come la questione razziale viene messa in isolamento e analizzata.
Che le Etnie mondiali generino la propria arte è contemplato nella civiltà e nella creatività dell’Uomo, ma quando di queste, una, e una soltanto, crede di avere ragione sulle tutte altre… no, non ci siamo. Qui si apre una questione politica sull’attuare la buona convivenza tra le etnie in vista del futuro Globo Unico.
La semplificazione di distruggere tutte le etnie, le loro religioni, le culture, le arti, i mestieri, la storia, i costumi, lasciare spazio ad una sola organizzazione etnica di gestire il futuro della creatività globale. Il disegno fa apparire immediatamente appena aperto il caso i suoi scarabocchi informi. (caos)

Quindi, nello studio del comportamento politico delle Avanguardie del ‘900, si sta per smascherare un intrigo internazionale da bassa reputazione. Non ultima è la scoperta a Colonia nel 1919 di una nutrita squadra di dadaisti abbonati alla rivista “ Der Ventilator” la quale raggiunse la tiratura di 40.000 copie, mentre a Berlino, sempre 1919, i dadaisti (teatrali) facevano il pieno tutte le sere con un pubblico che superava 2.000 spettatori a spettacolo.
Se si pensa che in Germania a soli due anni dalla fondazione DADA quei numeri elevati rispecchino un successo artistico in piena depressione economica post bellica, qualcosa non quadra. Quei numeri sono tipici di un fenomeno politico di massa in Movimento.
foto: Autore = Johannes Theodor Baargeld
Baargeld, Johannes Theodor : Nasce come Alfred Emanuel Ferdinand Gruenwald, Johannes T. Baargeld era figlio di un ricco direttore assicurativo ebreo rumeno e anche uno dei dadaisti che si offrì volontario e prestò servizio nella prima guerra mondiale. Si dichiarerà simpatizzante di sinistra (social democratico)
Due note sulla rivista:
Nel febbraio e marzo 1919 il settimanale rivoluzionario, in parte satirico, “Der Ventilator” di Colonia apparve in doppio numero e altre cinque edizioni prima di essere bandito dalle autorità di occupazione britanniche.
(…)
La maggior parte degli articoli letterari o politici sull’Assemblea Nazionale, sul Presidente del Reich e sul progetto di costituzione della Repubblica di Weimar non erano dotati di nomi, ma di caratteri tipografici o pseudonimi come anti-Schmiz, Yohimbi o Macchab per prevenire rappresaglie dalla censura. Per le due illustrazioni di Heinrich Hoerle sulle pagine del titolo del 4 ° e 5 ° numero, Jean Kammacher è stato usato come nome in codice, per cui l’allusione a Kammachergasse, un noto e noto quartiere dell’intrattenimento a Colonia, è stata immediatamente compresa all’epoca.
(….)
Membri di questo partito erano Josef Smeets, che era responsabile della scrittura e del contenuto delle pagine del titolo, e Alfred Ferdinand Gruenwald.Veniva da una ricca famiglia – suo padre Heinrich Leopold Gruenwald era il direttore generale della compagnia di riassicurazione di Colonia – e quindi adottò il nome “Baargeld” durante le attività di Dada. Max Ernst lo ha incontrato come impiegato sul doppio numero. La figura d’arte “Macchab”, che appare qui più volte, risale a Max Ernst e al pittore e disegnatore Franz Henseler. Entrambi avevano intervistato un medium con questo nome in sessioni spiritiche prima della prima guerra mondiale, che predisse la morte di August Macke a quel tempo. Uno dei testi di Macchab menziona un “incontro dei direttori degli Stupidia orientali”. La nuova parola è stata ripresa un anno dopo con “Weststupidien” come nome per la sede centrale di Colonia Dada.
articolo tratto da: https://www.inbruehl.com/index.php/bilderbogen/2008/240-category-106/3317-max-ernst-leben-und-zeit-serie-von-dr-juergen-pech-folge-27
A monte di tutto ciò, c’è un “opera d’arte” divenuta sacra icona del movimento dadaista che inaugura i suoi scenari nel 1906 con una rivista dalla tiratura ridottissima, ma neanche un anno dopo, direttamente da New York parte il più significativo dei comandi ai DADA: Fontana 1917.

Che cos’è realmente questo oggetto? Qual’è il suo scopo sociale da adunare tanti attivisti e dirigenti della stessa etnia?
Per la Politica, questa immagine assumere un disegno dai contorni inquietanti. Ciò che notiamo è che, sempre in Germania nel 1917 i vespasiani vengono sostituiti dai moderni orinatoi, perché?
Qui si apre la caccia grossa!
Continua…
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