Poesia Cosmopolita n. 29

Non c’è sasso uguale all’altro

Si è figli di genitori
trasmettiamo i geni dei loro genitori e via via così…
C’è chi ha la presunzione di avere i geni di Adamo
così è scritto; ma devono leggere e studiare assai
quel manuale educativo  prima di dimostrarlo
e imitarlo senza sbagliare i tanti paragrafi,
eppure ci tiriamo quei sassi senza guardarli.

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Poesia Cosmica n. 12

Amor platonico

L’Arte, bisogna essere stati scultori per capire la tortura cui è sottoposto l’artista nella grande tentazione di palpare le parti anatomiche più intime, proibite, e lisciarle e levigarle ogni giorno con acqua e lasciva, scoprendo quelle parti sempre più belle accarezzevoli. Arte è l”unica testimone rinchiusa in quella stanza delle torture sessuali.

Chi ha fatto scultura sa che si finisce per innamorarsi perdutamente di ciò che si crea.

Chi tra gli uomini dell’Arte ha goduto di un simile dono, con gratitudine, senza senso del peccato, all’Arte dedica il suo intimo amore e desiderio insaziabile, a riconoscenza.

E l’Arte? Immobile ammira divertita il suo artista e sorride maliziosa in segreto perché sa che sotto quei tessuti fini marmorei è deliziosamente amata, accarezzata e desiderata per giorni e giorni, innamorandosi del suo piccolo genio dalle tozze mani rugose che con rispetto devoto, la lava, raschia, accarezza e asciuga stimolandola col piccolo puntale lieve, smarrendole i sensi nell’orgiastico reciproco desiderio del quale l’artista ci farà dono ad opera finita. Gli riconosceremo nell’opera, l’essere stato un amante prediletto della  Belle Arti, ed Ella, riconoscente, in cuor suo lo renderà eterno perché grazie a lui, Arte è  venerata, amata, ammirata nel desiderio che non sa nascondere.

E del sesso infuso nella pietra? Che c’entra, se Amor, tutti riconosciamo, rincorriamo ed ambiamo per la sua delicatezza?

 

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              foto: PIO FEDI  scultore
(Viterbo, 31 maggio 1816 – Firenze, 1º giugno 1892)


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Enea Archivio

Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu

Chissà perché, diceva Gertrude Stein intellettuale simpaticamente svalvolata: “Si comincia sempre da una parte e si finisce da un altra parte.” Non che sia un male, penso, anzi, spaziare non vuol dire uscire di tema anche se poi, una professoressa liceale come la gentile Mizaar, ha il dovere di rimproverare l’allievo sbadato (io). Perché? Perché mentre le gentile Professoressa ci narrava il Salento durante una trasferta scolastica coi sui allievi, camminando dietro il gruppo dei ragazzi e seguendola come Guida turistica, sono stato catapultato dalla Lombardia in Puglia in una frazione di tempo.
Colpa mia? Si si, colpa mia; ma il viaggio alla scoperta del Salento vi porterà alle soglie di qualcosa di misterioso e affascinante avvenuto in quella terra, ovvero: una pagina di Storia d’Italia che merita il giusto interesse perché mai catalogata e insegnata agli allievi pugliesi; storia bisbigliata tra gli abitanti ma mai ufficializzata. Che cosa si nasconde a Santa Maria al Bagno (LE)  di tanto strano? Leggiamolo

Buona Lettura.

ebrei a santa m. al Babno

Ebrei nord europei in fila per essere imbarcati, scortati a vista dagli americani subito dopo il 25 Aprile 1945


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Avatar di mizaarchi ha paura di virginia woolf?

Santuario del santissimo Crocifisso – Galatone ( Lecce )

Come da copione, la settimana scorsa ero in viaggio di istruzione: mete predestinate Galatone e Lecce. ( Il ricordo dei trascorsi scolastici gitaroli precedenti ti prende sempre al ritorno, quando ormai la frittata è fatta e tu sei più sbattuta delle uova della frittata! Com’è la storia che ti eri detta la volta prima? Mai più viaggi di (d)istruzione e invece… rieccoti lì alle sei e un quarto del mattino a contare pecore sparse! Per fortuna stavolta ci è venuta in soccorso la dea necessità che presiede l’ingegno e invece di un pulmone avevamo due pulmini separati! Così una parte delle alunne chiacchierone è stata epurata su un mezzo e il resto della banda Bassotti sull’altro. ) Quasi da non credere, all’andata, all’aria pacata e tranquilla dei più, da non credere al fatto che nessuno avesse particolari esigenze fisiche e/o idrauliche…

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Poesia saffica n. 24

Fisica: lezione difficile.

Livia divaga nel guardarsi intorno incerta,
ascolta parolette ricercate per averne accanto;
la sua calma triste a quel richiamo è invitante,
pianino m’accingo vicina fingendomi distratta.

M’accomodo affianco; ha lo sguardo altrove,
con la gamba la sfioro appena e sobbalza.
Si risveglia dal torpore ma non dall’incanto,
avermi al suo fianco, come compagna di banco,
nell’ora di pausa della campanella.

Ore 11,00 la campanella squilla c’è Fisica.
Smarrita: “Che c’è?”  premurosa chiedo;
mi lacrima appena, la disperazione trattiene:
Marina ho paura, c‘è Fisica… mi stai accanto? “

BLU Marina
(Pavia, in classe 15/02/2019)


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Poesia saffica n.8

Pipì

Nonostante sentissi freddo
non mi sono mai coperta
tutto per farti soffrire
soffrire per te e tu per me
e mi sa che ho congelato
pure i neuroni, ghiacciati
ghiacciati ghiacciati
e ho le mani congelate
il naso rosso freddo
guardami sul self
che straccio di Mimì
e mi scappa la pipi
posso farla su da te?
Insomma!! si si
giuro ti amo davvero,
assolutamnete si
vado matta per te,
però sbrigati! Apriii!!
Pipiii!!!

 

BLU Marina
(Pavia 11/01/2019)


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Poesia saffica n. 10

E SI CRESCE

Rapita da turbamenti
smarrimento dei sensi,
mi lascio condurre per mano
alla scoperta del corpo mio,
piccoli seni da crescere,
snelle anche, senza fianchi
e bruno vello appena cresciuto.

So di non essere più bambina
quindi mi depilo quanto serve
su consiglio dell’amica migliore
contenendo dentro confini
i superflui tra orli e merletti,
eleganza consigliata da riviste
alla moda per non essere troglodite,
e dedico alla ”cosina” più attenzione
in attesa dell’avvento inaspettato
da scoprire insieme, tra ragazze,
cercando chi matura ne sappia più di me
al fine di non trovarmi impreparata
al fatale momento del sapere,
ogni giorno scoperto nell’igiene.

Dice: “Vai su Internet, c’è di tutto…” 

E nei reparti del sesso maleducato
resto basita per come lo fanno
offendo ai babbuini anche il sedere.

No!

Preferisco i siti delle solitarie
per vedere come si fa da sole,
trovando la mia tipa glusta
molto bella nell’estasi d’amore
ammirandone la pelle seducente,
furiosa su pistillo martoriato,
pube completamente depilato
da confidare all’amica migliore
fingendomi turbata e sbalordita:

Dice:“Fammi vedere la tua tipa?…”.

“No daai! mi vergogno…” però cedo.

Dio che tenerezza… zoommala!”

E insieme si cresce…
guardando come si fa si cresce
aspettando sia lei a provocarmi
innamorata di me da sempre,
lo so, da tanto, tanto tempo,
ammirandomi fi da bambine
divenuta mia amica del cuore.

BLU Marina
(Pavia 20 giugno 2018)


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