
LA SCUOLA DI PARIGI: “Ecol du Paris”
La “Scuola di Parigi” o Ecol de Paris è un termine coniato per delimitare intorno ad essa una strategia collettiva di pittori di origine ebraico/giacobina e altre tribù d’Israele in vista dei motti AntiZaristi e che vedrà la città di Parigi frustrata al rientro dell’armata dei rivoluzionari sconfitti (1905). Per la Francia la matrice è sempre napoleonica e quindi è una sorta di rivincita contro la precedente sconfitta. Quei reduci della campagna Russia-Giappone, ebbero un ruolo importantissimo nella cospirazione eversiva e fallimentare durante per la caduta dello Zar Nicola II° Romanov. Il vizio dei Giacobino è un comandamento delle sacre scritture che ordina: ” Tutti i re della terra verranno piegati”. Il taglio della testa e gola è una ritualità di Giacobbe figli di Isacco, nipote di Abramo. Questa chiave di lettura è fondamentale per capire la politica della Francia che promotrice di “Rivoluzioni” poco chiare. Quando invito a comprendere la questione ebraica” in Arte non intendo “giudicarla” ma focalizzare le dinamiche e le convivenze.
La scuola di Parigi si divide in tre spezzoni storici: il primo porta alla guerra del 1905, il secondo più intenso di novità ed è quello che va dal 1905 al 1918, il terzo sfumerà all’inizio dei preparativi ufficiali della Seconda Guerra Mondiale. La “Scuola di Parigi” sarà decapitata dai Nazisti durante l’occupazione di Francia. Da questi tre spezzoni storici sfociati sempre in guerre mondiali, ogni volta la loro Fenice risorge dalla ceneri manifestando nuovi disegni scorretti di utilizzo dell’Arte o con arte a fini di conquista. Una volta destituito l’avversario a o in seria difficoltà, converte i medesimi moti in lotte di Liberazione riacquistando la verginità perduta.
Lo Zar Nicola II°, scoperta la natura eversiva dei motti popolari del 1905, già segnalata dal Padre (I saggi di Sion) impugnata l’accusa di Alto Tradimento e arresta i rivoltosi. I medesimi, se di cittadinanza russa, li farà fucilare. Ma la Russia avendo perso la guerra contro il Giappone e dovendo applicare il protocollo d’intesa diplomatico sottoscritto agli americani con Theodore Rooswelt, mediatore (progettista di quella guerra) i rimanenti insorti stranieri arrestati (i volontari) vennero estradati in malo modo e fatti rientrare nei rispettivi paesi di origine in Europa. Si organizzerà tra gli Alleati la perdita dei loro martiri, la “vendetta”, come se i caduti degli altri non contassero niente.
Molti di questi reduci si ammassarono nel quartiere parigino di Montparnasse diventando quel quartiere, il loro Ghetto o Quartiere Generale, quartiere che darà alla luce una serie di correnti artistiche interessanti, animando la vita quotidiana del quartiere. Quei rivoluzionari di cultura Borghese estesero le loro nuove idee in tutta la Francia, Europa e in America ed infine nel mondo intero. Negli anni che vanno dal 1860 al 1930 circa (come fu per l’Atene di Pericle), Parigi diviene il campo di concentramento artistico più affollato al mondo. Converranno in quegli anni a Parigi: Pittori, Scultori, Letterati; Musici, Poeti, Filosofi; Ideologi, Scienziati, Spie, Gangster e altro ancora. Tutti di origine borghese ed ebraica. Parigi fu la capitale dei fermenti intellettuali più giovani e rivoluzionari del pianeta. i Cosmopoliti aventi ideali senza frontiere per conquistare comodamente tutto con Capitale.

Quadretto di “Famiglia” con la giovane Peggy Guggenheim finanziatrice.
Come detto, intorno alla Scuola di Parigi si adunarono i più famosi pittori delle Avanguardie. Questi erano seguiti e curati da una solida squadra di artisti minori specializzati in Critica d’Arte. Quei “Critici” autodidatta batterono per anni la grancassa pubblicitaria delle Avanguardie spendendo elogi per i loro eletti e protetti.
Se un Avvocato di bona eloquenza e retorica riesce a far depenalizzare la condanna di un proprio assistito assassino, trasformandolo in delinquente comune di reati minori, i mestieranti di Critica dell’Arte affineranno nella Francia artistica, un arte di pura eloquenza e retorica capace di enfatizzare un processo sbagliato e truffaldino fino a convincere se stessi e l’opinione pubblica mondiale sul valore artistico ed economico di tanta bruttura. (Affabulaori)
Ciò fu possibile perché la Francia era di fatto colonizzata da una potente Lobby Giacobina che si impose con la violenza e terrorismo durante la Rivoluzione del 1848, prendendo in mano il governo e le sorti della Francia post monarca. La trasformazione della Francia Monarchica in Repubblicana Borghese, subì un processo di moderniz-zazione rapidissimo divenendo la Francia una delle nazioni europee più all’Avanguardia e quindi, produttrice di nuovi cippi culturali. Nascono le Avanguardie.
Ma le Avanguardie per essere propositive e governabili, abbisognavano fin dalla nascita di una disciplina militante diretta da teste col grado di Cadetti o Ufficiali Militari , in quanto, con la Rivoluzione del 1848 anche l’Arte fu imprigionata dai Giacobini diventando parte integrante di un sistema socio-politico ed economico sotto controllo. Per le Arti visive, dalla rivoluzione francese in poi , l’Ufficiale Comandante delle schiere era il Critico, il quale rispondeva anche lui a un suo Superiore: lo Stratega Rabbino.

Un artista capogruppo se entrava nelle scuderie di un buon Critico d’Arte aveva vita facile rispetto un concorrente senza scuderia (esperienza personale). Il critico d’Arte diventava una sorta di Protettore. Se poi è un Critico influente legato al mondo finanzia-rio, garantiva al suo protetto – non solo un successo storico e d’immagine – ma anche finanziario. Per spiegare meglio tutto ciò ci vorrebbe una relazione redatta da un agente di Assicurazioni che meglio conosce questo meccanismo. Quindi, sia all’interno che all’esterno della Scuola di Parigi si muoveva una organizzazione pianificatrice politco/finanziaria di alto livello coinvolgendo il mondo Borghese ad essere propenso a finanziare le ambite rivoluzioni industriali in tutto il Mondo a vanto della loro ragione industriale e religiosa.
FiloRossoArt
Milan
01.04.2019
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