Kiki e Tsuguharu Foujita

Lolita prodigio e Musa

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Alice Prin, soprannominata Kiki de Montparnasse.

Kiki, per un periodo  di tempo fu amata e adulata dal “pittore” giapponese Tsuguharu Foujita, personaggio doppiogiochista legato ai servizi segreti franco-giapponesi in servizio per conto del  proprio paese durante la preparazione della Seconda Guerra Mondiale come agente degli “Alleati” e anche per conto dei servizi tedesco-giapponesi. Un patto segreto univa i democratici con le nuove destre europee nel piano comune di aggredire l’URSS. Durante il percorso storico che porterà alla Seconda Guerra Mondiale, la Germania, il Giappone e l’Italia si staccheranno dall’Alleanza Cosmopolita angloamericana creandone una alternativa: l’Asse Roma,  Berlino, Tokio..
L”URSS verrà aggredita e, per la quarta volta con una “Guerra ampo” contro di lei., ma che  falli miseramente anche questa volta, allungandosi i tempi di ben 6 anni, spezzandosi in più fronti estendendosi la guerra anche alle colonie arabo/africane.  Tsuguharu Foujita vista la malaparata dei tedeschi e del suo paese, porterà a termine i suoi Servizi per conto della sola Francia. Infine verrà insignito al valore militare da Francia e Belgio nel cospirare da giapponese contro l’asse Roma-Berlino-Tokio.

Nei grandi eventi bellici, gli Agenti segreti spesso cambiano umore con le vicissitudini che la guerra prende.  Kiki fu per lui un amore insano ma di grande  rispetto verso colei che le fu Musa  posandogli modella per molto tempo, cadendo ambedue nel gioco sottile dei sentimenti. Il compito di Kikki era di istruirlo e sorvegliarlo svelandogli il mondo seducente della cultura francese, ammaliandolo non poco, dandogli in uso non solo il corpo ma anche l’anima. Si lasceranno quando i rischi di guerra si fecero pericolosi.  Tsuguharu Foujita capito il mondo femminile francese si adeguerà a quel modello di vita difendendolo. Avrà altri due incontri delicati prima dell’approdo definitivo che gli darà figli legittimi.

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Chi è Tsuguharu Foujita?

Spia non ben identificata ma ben collocata fin dall’inizio del suo Servizio, lavorerà per conto dell’ambasciata belga e francese. T. Foujita era un residuo bellico dei trattati diplomatici franco/giapponesi sotto la regia di Claude Monet il Gran Giardiniere risalenti alla preparazione della Guerra Russia-Giappone del 1905 che univa nell’Alleanza: Usa, Inghilterra, Francia e Giappone.
Tsuguharu Foujita restò un perfetto anello di congiunzione diplomatico durante la rottura del Giappone con l’USA nel ’35, preferendo la via occidentale  e abbandonò  il suo popolo.
La Germania era più generosa  rispetto gli USA e anche più malleabile nel rilasciare licenze tecnologiche e concessione e bassi tassi di interesse rispetto il Capitalismo strangolante americano rivelatosi poco affidabile alle promesse fatte.

Tsuguharu Foujita, fu accolto subito nelle sfere  cosmopolite dell’Avanguardia e imparò a dipingere uno stile personale su commissione (Copyright)  utilizzando anche lui l’Arte come portafoglio per i  finanziamenti illeciti per la sussistenza del suo “gruppo di fuoco” spionistico ben inserito in Giappone e Germania. Nel periodo che precedette la guerra si rilassò imparando a dipingere utilizzando il colore a “lavatura” come fosse china diluita. La tecnica è giapponese classica. Le sue opere avranno un impennata proporzionata all’impegno militare preso. Scoveremo dietro la sua arte pittorica i movimenti dei finanziamenti illeciti a beneficio della sua “Sezione” di agenti giapponesi presso l’ Accademia della  “Ecole de Paris”.  Questa era una accademia concettuale composta prevalentemente da ebrei facenti parte sei servizi segreti Cosmopoliti di tutta europa, non francesi, che perpetuavano la tradizionale esperienza di truccarsi da artisti per altri scopi e fini politico/eversivi. Praticamente La Scuola di Parigi era un centro direzionale di finanziamento e organizzazione eversiva occultato detto: Avanguardie per gli stili d’intervento a guida delle varie centrali operative. 

Tsuguharu Foujita  fece scalpore la priva volta al Salon d’Automne – Parigi 1922 col suo quadro che ritraeva Kiki nel “Nu couché à la toile de Jouy,” acquistato per oltre 8.000 franchi di allora. Kiki gli fece da madrina.  Kiki fu colei che gli apriva le “porte del cielo” e Tsuguharu Foujita in cambio eseguiva scrupolosamente  gli ordini ricevuti dalla centrale delle Avanguardie riportandoli o depistando o favorendo il proprio paese e i suoi agenti in Germania senza sapere bene da quale centrale partissero gli ordini. Doveva informare Kiki la quale provvedeva a girare le informazioni.  Per l’occasione, e per essere meglio affiliato al progetto di adesione germanico, si fece crescere i baffetti a “mosca” sotto il naso con Hitler.  Era la guerra a volerlo, e lui, attore doveva adeguarsi al gioco in quanto era a conoscenza dell’esito finale vincente. Il suo Stato, il Giappone, finn dal principio fu vincolato all’Alleanza USA per amministrare il dominio dell’Asia. Tutto ebbe un corso regolare senza troppi scossoni fino a quando…

I giovani  europei  crescevano ignari; marciavano in fila per due, scolaretti dai canti di gloria alla Patria, in divisa militare e finti moschetti sulle spalle pronti a combattere e morire per la Patria che aberrava il mondo socialista di altra scelta, atea e comunista amica dei cinesi detti “Pericolo Giallo” senza sapere die essere parte integrante del vecchio piano Théodore Roosevelt, enigma irrisolto di una partita militare rimasta in sospesa a ‘inizio secolo: conquistare la  Russia. Il piano verrà portato avanti da Franklin Roosevelt

Tornando al Salon d’Automne e i meccanismi che lo governavano, nell’Autobiografia di Alice T. Toklas, la scrittrice ci racconterà in un brevissimo dialogo a tre: Alice Toklas, Gertrude Stein e Pablo Picasso, sulle motivazioni e fini del   Salon d’Automne, in quello che non doveva essere un normale “Salon d’Arte” per cui fu fondato, ma una volta conquistato dal capitalismo, essere la base logistica dei finanziamenti illeciti passati attraverso la copertura di Aste d’Arte.  (una sorta di Borse dell’Arte)
Quei finanziamenti, tenuti sotto controllo da prima di Monet in poi, ci porteranno  a comprendere perché l’Arte francese moderna si espanse nel mondo in modo così rapido e anomalo con l’ausilio delle Avanguardie.
Le “Avanguardie” la “Ecole de Paris” come la “Session d’Or” spagnola, avevano il compito di spacciare brutte opere d’arte in opere “tres magnifique”,
dove i collezionisti finanziatori erano tutti rigorosamente Cosmopoliti cospiratori a parte qualche piccolo malcapitato  che ci era cascato, strapagando uno scarabocchio artistico senza copertura finanziaria futura americana o Svizzera in quanto non coperto dalla “Organizzazione” etnica mondiale.

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Foto: Kiki in “Nu couché à la toile de Jouy,” by Tsuguharu Foujita, ( 8.000 franchi)

La lieve peluria sul pube di Kiki è un arbitrio dettato dalla morale giapponese che ne vieta l’esposizione pubica in quanto a riprova lei  narrerà nella sua biografia di modella su quelle sessioni di posa nel  1929:
piedi sporchi

“… posai anche per Foujita. Ciò che lo stupì di me era il mio sesso depilato. Veniva spesso a metterci il naso per vedere se i peli  non crescessero durante la posa! disse… “Questo è più igolo … senza peli!
Perché hai i piedi sporchi? “.
Avevo l’abitudine di camminare a piedi nudi ed egli si era dimenticato di mettere i tappeti … “

 

La prima moglie di Tsuguharu Foujita fu giapponese, le altre due francesi. Sul finire del suo impegno, davanti al disastroso risultato della Seconda Guerra Mondiale, come altri artisti abbandonerà l’organizzazione e subirà la conversione al Cattolicesimo assumendo il nome di Leonard Tsuguharu Foujita. Le conversioni ebraiche in cristiane o cattoliche non sono ben viste tra gli ebrei, per loro è una sorta di tradimento mentre per gli interessati, è un addio ufficiale al mondo dei Fratelli e Patriarchi in quanto non più d’accordo sui metodi e la gestione dei risultati. Ciò accade sempre in tarda età quando gli uomini sapendosi prossimi al trapasso, prepara l’anima per il grande viaggio senza ritorno verso un altro mondo non più Cosmopolita.

Nonostante i servizi resi alla Francia, solo nel 1955 riceverà la Medaglia d’Onore, il grado di Ufficiale dell’Esercito Francese e la cittadinanza francese.

chiesetta fuji

Nel dopoguerra, il suo tour in sud america sarà un tripudio artistico di pubblico e vendite, ma sapendo il sud america essere diventata la seconda patria delle destre eversive europee esiliate senza subire un regolare processo, qualcosa non “quadra” nei suoi “disegni” eversivi.

Morirà di cancro in Svizzera nel 1968 quando le destre  internazionali cominciarono a rialzare la testa. Leonard Tsuguharu Foujita, lasciamolo sepolto in pace con la seconda moglie francese tumulati insieme nella cappella di famiglia da lui stesso progettata e costruita, ultimo suo “sforzo artistico” completato prima di riposare in pace. Dentro, sui muri, è possibile ammirare la sua sacralità affrescata dove evidenzia ancora  tutto l’orrore subito in guerra, morendo nel rancore per aver combattuto per una fede a lui mai ben compresa, (Atomica) esaltando l’armonia delle madonne, condannando la cattiveria degli uomini assassini.

Una cosa è possibile ammirare all’interno della cripta, ed è, che, nonostante tutte le pressioni subite dalla rivoluzionaria “Arte Moderna”, vedrete  l’esperienza interna sua d’Arte concludersi nell’ultimo respiro pittorico nel risorgere  tutta la sacralità della bistrattata “Arte Iconoclasta” combattuta per un intera vita, per poi tornare a decorare intimamente nella sua cripta, la spiritualità che torna a narrare i Segreti dell’Arte nel figurativo pregno di umani  o gloriosi difetti, espressioni che sui volti beati o dannati si manifestano senza parlare.

link: Cappella Tsuguharu Foujita
accenni artistici in lingua francese: di T. Fujita: 

leonard_tsuguharu_foujita_madonna con bambino

Dopo che divenne cittadino francese nel 1955, iniziò a seguire le lezioni di cattolicesimo, convertendosi infine nel 1959. Al suo batte-simo prese il nome aggiuntivo Léonard come riferimento sia al martire giapponese Leonard Kimura sia in omaggio a Leonardo da Vinci. Durante il suo periodo di istruzione cattolica, Papa Benedetto XV ha aperto le porte delle collezioni vaticane all’artista giapponese. Era particolarmente ammirato dalle opere di Giotto e dai murales della Cappella Niccolina.

Le opere di Foujita includevano sempre più scenari religiosi con un fascino particolare per la madre col bambino.

 

Kiki ?
Della nostra simpatica “Regina di Montparnasse ” che ne fu?
Ebrea come Man Ray come tutto il gruppo delle Avanguardie, è loro abitudine religiosa lanciare il sasso e poi scappare  trasferendosi per sicurezza personale negli Stati Uniti d’America come tanti altri altri artisti lapidatori intellettuali legati ai Servizi Segreti Cosmopoliti, fautori della Seconda Guerra Mondiale.
Ella morirà in sovrappeso avvelenata da alcol e droghe a Parigi, girando tra i tavolini misera come nell’infanzia zingaresca a leggere la mano dei clienti, lei , che dell’Arte fu una Musa prescelta, poi spia diseredata per aver rinnegato  l’operato della sua intera organizzazione.

Tsuguharu Foujita dei “fratelli” d’avventura delle Avanguardie nei bei tempi bohemien  e amanti di letto di una “sorellina” considerata meno di due di picche e da tutti, fu l’unico che si presentò silenzioso e sommesso ai funerali di Kiki, la modella dai piedi sporchi che si vendeva per poco: un letto caldo, una cipolla, un po di pane e una bottiglia di vino.

E del nostro Man Ray nel frattempo che ne fu?… Figura poliedrica è sotto indagine.

images.jpg3      kiki3                     MAN RAY                                                                                 KIKI

la ricerca continua …


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