Poesia cosmica n. 17

Come ti chiami ?

Vega_star - Lira

Il vento del nord fermò la bufera di neve,

le costellazioni brillavano e tra i dispersi notturni

dovetti ospitare  sotto la tenda da campo

nel sacco a pelo, una morettina infreddolita.

Troppo stretto per due: “Mi scaldi la schiena?”

S’addormentò cosi, di colpo, accovacciata.

Respirava lentamente e serena.

All’alba, ancora rannicchiata, girato il volto

era ancor più carina col sorriso riposato

quando disse: “Come ti chiami?”


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Enea archivio

Computer Solare

SOLSTIZIO SOLARE

Finalmente sono arrivato quasi al solstizio d’estate, (21 giugno) il giorno solare  più lungo dell’anno. Bussa alla porta senza fare rumore e, praticamente, dal solstizio d’inverno a oggi ho attivato il contatore soltanto sei volte in sei mesi e per circa 2 ore alla volta solo per far funzionare la lavatrice.

Mi ero ripromesso che avrei vinto la grande battaglia contro A2A mia fornitrice di energia elettrica, ma non ce l’ho fatta. Però posso dirlo? Sono soddisfatto anche se pensavo che fosse più facile. Praticamente sono quasi arrivato all’indipendenza energetica  con un pannello fotovoltaico della misura di cm. 50×50 è una batteria per moto da 18 Ampere a 12 volt.

Oggi ho una casa domotica che funziona dai 5 / 10 volt rispetto i 220Volt/ – 3 kw di prima. I due momenti più difficili furono dovuti alle intemperie. La prima volta, quest’inverno, quando  dal cielo è piovuto per 20 giorni circa di seguito (Milano) e il pannello solare faceva fatica a caricare energia ombrata. La seconda volta durante le giornate di Pasqua (ve le ricordate che freddo e buio faceva?) Il maltempo è durato praticamente quasi 15 giorni. Anche se ridotto al lumicino, sono riuscito a superare la prova. Ora vi presento il mio progetto artigianale e il nuovo modello di fonte energetica mini solare.


ACCESSORI

pannello 1

Sul balcone, tra due ferri a muro occasionalmente trovati così -sono inaffitto- ho appoggiato provvisoria-mente il pannello fotovoltaico. Questo modello di pannello imprigiona sia la luce solare che quella filtrata dalle nuvole. Quindi funziona sempre, più o meno debolmente, ma non di note.
Il filo che vedete scendere, viene collegato a una Batteria da Moto che vi presento sotto. La situazione è ancora provvisoria perché la legge proibisce la produzione di luce in proprio a meno che no la iniettiamo nella rete A2A che a fine anno ci scala dal consumo. Ma se un utente non consuma corrente a suf-ficienza cosa  fa?

Si rende autonomo e autosufficiente con quello che il mercato offre. Ma il condominio, per l’estetica dl palazzo potrebbe chiedere lo sloggio del pannello solare impugnando le leggi che deturpano la bellezza del palazzo che poi vedrete.


LA BATTERIA
20190615_124219Il vano batteria è provvisorio perché, il primo esperimento l’ho sbagliato. Avevo messo una batteria di auto da 45Amper 12 volt , ma il pannello solare ci impiegava sette  giorni a caricarla a fatica, quindi  ho dovuto utilizzare quella della moto che è la metà d’ingombro e funziona a meraviglia.

In questi giorni mi sono ripromesso di produrne due esemplari fax simili con un contenitore adeguato a misura della batteria, cosi, ne porto uno in tenda  quest’estate in Spagna durante le mie indagini su Picasso, Dalì, Duchamp e uno per la casa di campagna dove ho già dato la disdetta di luce e gas. In Campagna ho adottato una alimentazione culinaria del tipo Rinascimentale. Dando la disdetta di luce e gas ho scoperto l’apporto di risparmio sulla tassa IMU in quanto, la casa  viene catalogata come degradata e il valore della medesima scende. Il proprietario è contentissimo, però mi guarda sempre con diffidenza come se fossi una persona strana. Siamo amici e ci rispettiamo.


Il giocattolo finito si presenta così.
20190615_125300.jpg Il vano batteria, come potete notare, è ingombrante, un po spartano ma lo raffinerò. Ha un carrellino per il trasporto.
Sotto carica, come potete vedere in questo momento c’è il BOSE, una sorta di altoparlante amplificatore del cellulare che  pur piccolo che sia è molto  potente. Il suo bello è che lo porto in giro per casa senza fili e mi segue ovunque lo porto: Cucina, Bagno  a Letto , Divano (la casa è finita, tutta qui). Il BOSE funziona con l’App Bluetouth. L’unico difetto è che se voglio sentire Radio  Popolare o Radio Radicale Parlamento devo per forza usare il cavetto punto punto per colpa del telefonino che, per ascoltare le radio è obbligatorio l’uso della cuffia.
Invece il mio Tablet è un perfetto Computer. Nasce dipendente da Microsoft con programmi OnLine, ma io li ho fregati. Ho messo una schedina aggiunta da 120-Giga nell’apposita fessurina porta schedine, così posso caricare programmi potenti fuori dall’ Hard Disk del computer e gestirmeli come se avessi un Personal Computer di media portata. La durata della batteria del PC è pari a otto ore e quindi, se ne fanno di cose e cose, vi pare?. Il Tablet una volta scaricato, lo rimetto sotto carica e si rigenera in due ore. Ciao  vecchio PC mangia corrente ciao! ciao!

Cosa faccio col PC?

Word Press in genere  lo preparo con il cell. (sono sempre in giro) e quando mi leggete sgrammaticato è colpa mia. Ho le dita grosse, gli occhi con le lenti e il cell va un po per conto suo. Poi quando sono a casa (raramente) mi diletto a correggere tutto per i posteri (vergognandomi spesso) però non ve lo dico, siate comprensivi. Ogni tanto sbirciate l’articolo editato perché spesso aggiungo o tolgo asseconda delle ricerche portate a termine. “Cerca e Ricerca”. I miei blog sono sempre in aggiornamento.

Col cell non si possono fare le brutte copie, quindi scrivo su WorrdPres in diretta.
Scrivo come parlo e avrete notato che non sono un aquila in scrittura come tanti di voi .

Le uscite della mia unità centrale energetica ne ho previste quarto con uno strumento misuratore di caricai, ma si possono moltiplicare. La batteria della moto una volta carica, raggiunge i 13,5 volt e quando scarica l’energia negli accessori non deve mai andare sotto 11,5 Volt.


Per moltiplicare le porte uso questo accessorio.
20190616_235626.jpgQuello che si vede affianco non è un bacherozzo ma un  nocciolo di albicocca  con  picciuolo. Non c’entra col progetto. Non ho moglie quindi scrivo e mangio senza subire  osservazioni e rimproveri femminili  ( dopo pulisco e rifaccio la foto bene)

 

L’esperimento ecologico continua… la prossima volta racconterò sulle mie luci solari a telecomando con batterie ricaricabili a 3,2  volt.

Oggi 07 dicembre 2012 l’esperimento sta per compiere un anno. Ci sono state ad Ottobre e Novembre sei settimane di pioggia a cielo buio. (che iettatura, troppe) Il tempo mi ha sconfitto un altra volta e ho dovuto disattivare il contatore e accendere la luce. erano smorte anche le lucciole solari. Allora ho pensato bene di costruirmi un alimentatore con la ciclette da camera. Ne ho pese due usate e smontate. Sto ancora cercando un alimentatore da 15 volt e faccio fatica  a trovarlo. Avevo messo quello di una macchina di piccola cilindrata, ma niente da fare,  dovevo collassare per generare un minimo di corrente. Se trovo l’alimentatore giusto per macchine farmaceutiche forse sono salvo. la mattina pedalerei mezza ora per  integrare il consumo energetico invernale.

Verso un mondo migliore: a presto


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NO FRIGO

NO FRIGO

Eliminata  la TV di casa, cominciai a guardare in strano modo il frigorifero…

Non fu facile licenziarlo dalla sua mansione, impiegai parecchi mesi. Come HALL in 2001 Odissea nello Spazio, cominciai un po’ alla volta a disattivarlo. Lui stava lì immobile a conservare cibi che regolarmente scadevano alla data prestabilita.

Vivere senza una compagna in casa o senza una compagnia il frigo comincia ad essere sempre meno utile, insomma,  come la Televisione. Ogni volta che lo aprivo mi dicevo “Cavolo! devo prendere il latte, il formaggio grattugiato, la carne ecc..” gettando via tutti cibi prossimi alla scadenza. M’accorsi che comperavo troppo cibo per niente, e che avrei dovuto buttarlo o regalare alla vicina. Imparai a  diminuire gradualmente la spesa fino quasi all’estinzione, rimanendo: 1/2 litro di latte, 2/3 birre, la scatola dei formaggi con dentro una sola qualità, uova, il un barattolo di marmellata iniziato e mai finito, il tubetto di pasta d’acciuga, piccole conserve rosse e tanto spazio vuoto. Il frigo cominciava ad essere più grande del fabbisogno e quindi raffreddavo tanta aria per niente. Meditai per l’acquisto di uno più piccolo, ma mi conveniva aspettare l’evoluzione della situazione.

L’uomo,  quando vive solo ha dei comportamenti strani, comportamenti essenziali.

Un giorno cercai gli occhiali chiedendomi: “Come fanno a sparire gli occhiali in una casa dove vivo solo io” arrabattando alla ricerca qua e la, ovunque. Niente. Niente da fare. Una settimana dopo, controllando le cose scadute nel frigo, notai che il  latte diventato yogurt  stava beatamente in compagnia dei miei occhiali. Diciamocelo, insieme stavano veramente bene come gli innamorati. Il latte, assumeva un atteggiamento intellettuale con gli occhiali. Occhiali e latte avevano fatto amicizia.  Da quel giorno imparai a lasciare gli occhiali di scorta nel frigo in compagnia del latte e barattolini vari, ma aggiunsi le chiavi di scorta dell’auto, del box e la sordina della tromba,

Oggi a distanza di tempo il frigo è spento. Nel vano frigo è diventato l’armadietto per tutte le cianfrusaglie che si aggiravano sparse per casa prive di una collocazione. Finito i surgelati della paratia bassa,  ci ho messo anche due paia di scarpe, una sciarpa, altri libri ancora in fase di lettura, la piccola cassetta degli attrezzi e della frutta di gommapiuma  in memoria dei bei tempi.

La cassettiera del freezer oggi si è trasformata armadietto delle scarpe ordinarie, lucidate a nuovo.

La foto parla da sè.

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Non vi dico la faccia di mia sorella Ivonne quando, venuta per le pulizie, aperto il frigo.. “Hei fratello, come va?” guardandomi perplessa:  “Stai bene vero?”.

In sei mesi avevo vinto la mia battaglia contro il frigo superando la torrida estate senza bibite fresche imparando a bere a temperatura ambiente, dissetandomi ugualmente. In caso di astinenza o eccesso di calura, la barista sotto casa mi serve ciò che desidero. Il frigo, le bibite e gelati, li ha lei e rincarati di tassa sui frigo che gli esercenti pagano ogni anno allo Stato.

Cambio di alimentazione 

IL CIBO NELL'ARTE CAPOLAVORI DAL '600 A WARHOL

Senza frigo ho scoprerto la cucina rinascimentale, quindi: legumi vari, insalate, verdure, frutta, polenta, pasta,  riso, ecc. rigorosamente acquistati freschi. Ciò vale anche per tutti quei cibi companatici di taglio fresco acquistati sui banconi al mercato.
Per chi vive senza frigo, in cucina deve prestare molta attenzione alle dosi in quanto, se dovesse avanzare qualche porzione si rischia di ripetere a sera lo stesso pranzo, altrimenti, per evitare la scadenza di cibo programmato fresco, dovrà buttare via tutto. In tal modo ho capito finalmente in cosa consiste la “dose” consigliata nelle ricette culinarie. Prima invece no, cucinavo a casaccio senza proporzione mettendo gli avanzi cotti, dentro in frigo o in pattumiera

A tavola nel Rinascimento | Italia Travel World
Più lusso che cena

Oggi di spesa ne faccio “quanto serve” e ogni giorno prendo solo l’essenziale, tanto il frigo come i prodotti alimentari sempre freschi ce li hanno i negozi.

Pensavo: “Perché avere un frigo quando con la merce fresca la pago già tassata di frigo, tassa che i supermercati versano allo Stato italiano ogni anno?”

Si trattava di cambiare il proprio modello di vita. Parlandone con la figlia mi rispose che, anche Fabio (il suo compagno di vita)  nel frigorifero tiene solo l’essenziale. La cosa mi rallegrò tanto. Non ero il solo cittadino milanese rinsavito.

Spensi definitivamente il Frigo.

L’avventura continua: Lo vedete affianco al frigo in alto quell’oggetto strano? è una lampada solare autonoma. Sto pensando di iniziare la mia battaglia per un mondo migliore.

La Vincerò!.. lo so.


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