
Scuse
non volevo che accadesse l’accaduto
riconosco che è colpa mia la devianza
ma tu hai insistito tanto e con amore
da lasciare che accadesse per piacerti.
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Desda Corilla

Scuse
non volevo che accadesse l’accaduto
riconosco che è colpa mia la devianza
ma tu hai insistito tanto e con amore
da lasciare che accadesse per piacerti.
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Desda Corilla
I ricordi, sui quali di tanto in tanto ci si affaccia, con curiosità, fanno dei nostri pensieri un labirinto, con stanze composte di intrecci e diramazioni e punti di non uscita, a volte. Nel labirinto sono stanti le persone che hanno attraversato la nostra vita, coloro che si sono affiancati a quello che siamo, a volte […]
via Labirinti — chi ha paura di virginia woolf?
Un bel capitolo evocativo di Mizaar (blogher) una paginetta orfica introvabile altrimenti .
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Red Rose: canti orfici vari

sottoposta
che sfrontato passare il lieve indice
nella scollatura offerta per eleganza;
la cerimonia non doveva interrompersi
svenevole tortura la sua impudicizia
alle mie spalle, che adorabile canaglia.
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Corilla
Confessionale
a me sembrava alquanto stupido, oltre che assurdo,
raccontare al sacerdote i sentimenti che provavo.
Nei suoi confronti mi sembra di tentarlo impura
decisi di cambiare confessionale per uno estraneo.
Mi mancava, tornai da lui, riconobbi la sua voce.
Che bella voce amabile che purezza, raccontai tutto,
mi sedusse, mi amava, non lo dissi a nessuno
gli confessai il mio amore, lui il suo. Che bel gioco.
M’insegnò a non parlare d’amore, ma con amore
erano le mie prime prove quei sussurri di cuore.
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Corilla

e ti penso
siamo donne, ci perdiamo nei dettagli
il dono se è prezioso resta eterno in noi
è colpa nostra lo so, le grandi miniere,
gli schiavi, il fango, il tesoro esposto,
immortale gioiello io sua, lui mio.
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Corilla

Sfiorato appena
in ascensore muti, me lo trovai affianco,
con dorso della mano sfiorai la sua
gli feci capire che non ero impossibile,
uscimmo, la sua mano sul mio fianco.
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Corilla

Scollatura
Guardavo quegli occhi bellissimi come la prima volta.
Lui la mia bocca, il mento, la gola, la candida aorta
sprofondò il viso nell’arco tra mento e spalla nuda
come chi sulla bellezza sappia sconvolgerla d’effuse
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Corilla
Prima Nota

Quel lieve fumo sospeso nella stanza
il suo chinarsi sui compiti aziendali
il silenzio ordinato dei raggi solari
pareva un trattato mistico di Scriba
la Prima Nota redatta da mio padre.
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Corilla
Dicembre a Milano

L’irto freddo ci faceva tremare
La sua mano lo sedava piano piano
Mi lasciavo attrarre senza resistere.
I nostri corpi, i respiri vicini e corti
Svanivano i timori nel suo tepore.
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D.C.O.
Benemerito

Crollo URSS 1992, papa corse in volo
un paio di contratti, la nostra fortuna.
Poi venne Puntin, sguardo glaciale crudele
mio padre senza batter ciglio tutto rese.
Un anno dopo al Party delle Ambasciate
su piatto d’argento una missiva sua
aperta la busta lento solenne lesse
sorrisi raggianti dai russi ricevette.
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Carilla